Sud America in lutto – Caduto l’aereo con a bordo la Chapecoense, 76 morti

chapecoense

Ha del tragico quello che è accaduto stanotte in Sud America, teatro di un disastroso incidente aereo che è costato la vita a 76 persone, molte delle quali calciatori o membri dello staff del Chapecoense, club di Serie A brasiliana. La compagine bianco-verde si stava recando in Colombia, dove è avvenuto il fatale guasto elettrico che ha fatto precipitare il mezzo di trasporto a circa 50 km di distanza dall’aeroporto di Rionegro-José María Córdova a Medellín, per disputare la finale della Copa Sudamericana (una equivalente dell’europea Europa League) contro l’Atletico Nacional. Evento più unico che raro, dato che stiamo parlando di un club che fino a sette anni fa navigava addirittura nella quarta serie del sistema calcistico brasiliano. L’incredibile escalation aveva appassionato tutto il Brasile, la Chapecoense, nona nel campionato verde-oro, stava lottando per il suo primo storico trofeo di rilievo. Il volo era partito da San Paolo e aveva fatto scalo in Bolivia, a Santa Cruz della Sierra, paese da cui provenivano anche i nove membri dell’equipaggio. In principio la squadra avrebbe dovuto viaggiare con un charter diretto subito a Medellín, la mancata autorizzazione da parte dell’aviazione brasiliana però ha fatto cambiare i programmi e condotto il Verdão verso la tragedia. I dati ufficiali contano 6 sopravvissuti, tra cui 3 calciatori che sono stati trovati vivi sotto i rottami dell’aereo, forse precipitato a causa di un’assenza di carburante. Si tratta del portiere Jackson Follmann, del centrale Neto e del terzino sinistro Alan Ruschel, i soccorsi hanno salvato la vita anche a un giornalista, un tecnico aereo e una hostess. Era riuscito a recarsi in ospedale ancora in vita pure il portiere Danilo, che però non è sopravvissuto alle gravi ferite rimediate. I giocatori che non erano stati convocati per il match (tra i quali l’ex veronese Claudio Winck e l’ex attaccante del Villareal Martinuccio, fuori per infortunio) si sono ritrovati dopo la catastrofe nello spogliatoio della squadra per pregare e piangere, così come hanno fatto i tifosi del Chape intorno al loro stadio a Chapecó, nello stato di Santa Catarina. Pazzesca la storia del figlio del direttore tecnico del club, il quale doveva salire sul volo poi rivelatosi funesto ma che ha rinunciato alla partenza poiché si era dimenticato il passaporto. Ha avuto una sorte diversa invece Filipe Machado, vecchia conoscenza del calcio italiano avendo militato tra le fila della Salernitana nel 2009. Assume contorni ancora più drammatici la morte di Tiaguinho, che pochi minuti prima del volo aveva ricevuto la notizia di esser diventato papà. L’evento tragico ha riunito tutto il mondo del calcio e non solo, i messaggi di sostegno e le condoglianze sono arrivate dai più illustri personaggi sportivi e da molte squadre di calcio, tra cui spiccano Torino e Manchester United, anch’esse coinvolte tragicamente in un incidente simile decenni fa. La confederazione sudamericana ha sospeso momentaneamente tutte le partite e il presidente si è recato in loco per monitorare la situazione, mentre l’Atletico Nacional ha chiesto l’assegnazione a tavolino del titolo alla Chapecoense. Anche paneecalcio si aggrega al cordoglio nei confronti delle famiglie delle vittime e di tutto il mondo calcistico brasiliano.