Stelle delle nazionali – Figi – Roy Krishna

Nasce oggi una nuova serie di paneecalcio che rispecchia appieno il dogma del sito, ovvero quello di seguire tutto il calcio mondiale cercando di non tralasciare nessun angolo del pianeta. Si tratta per certi versi di un ritorno alle origini, con la vecchia serie “Idoli delle nazionali” ribattezzata “Stelle delle nazionali” – sarà una rubrica più ricca di contenuti e approfondita che vi porterà a conoscere paesi che nel panorama calcistico mondiale rivestono il ruolo di fanalini di coda. Non andremo a parlare del movimento calcistico in generale, prenderemo bensì come elemento rappresentativo il giocatore più celebre. Per le isole Figi quest’ultimo è senza ombra di dubbio Roy Krishna, esterno d’attacco che ha guidato la selezione figiana nelle Olimpiadi di quest’estate andate in scena in quel di Rio de Janeiro.

Immerse nell’Oceano Pacifico, più ad est dell’Australia e addirittura della Nuova Zelanda, si trovano le isole Figi, un arcipelago oceaniano che costituisce una repubblica indipendente nota più che altro per i panorami mozzafiato che offrono le spiagge di quelle parti. Gli abitanti non toccano neanche il milione di unità e dal punto di vista dello sport sono specializzati come da consuetudine per quei paesi nel rugby. La loro nazionale partecipa stabilmente alla Coppa del Mondo e alcuni celebri giocatori degli All Blacks neozelandesi sono proprio di origine figiana. Il calcio è relegato al ruolo di sport secondario, anche perché trovare soddisfazioni sotto questo punto di vista nel corso della storia è stato abbastanza difficile. Chiuse per decenni dall’Australia (così come le altre piccole selezioni del continente più anonimo del pianeta, tanto che talvolta viene identificato solamente con il paese con capitale Canberra), dopo il passaggio di quest’ultima alla AFC si sono ritrovate davanti un nuovo mostro sacro, la Nuova Zelanda. Le Figi nella loro storia hanno totalizzato soltanto un paio di medaglie di bronzo in Coppa d’Oceania, nell’ultima edizione disputata a giugno sono addirittura uscite di scena dalla fase a gironi. Per questo ha stonato un po’ la loro partecipazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016 con la selezione maschile U-23, nettamente inadeguata in un palcoscenico del genere. Inserita in un girone composto da Corea del Sud, Germania e Messico, i figiani hanno incassato 23 gol in tre partite mettendone a segno solamente uno. La firma sull’unica marcatura del torneo è proprio di Roy Krishna, convocato in qualità di fuori quota. L’occasione era troppo grande per privarsi del faro della nazionale che si è imbarcato su un volo diretto verso Rio de Janeiro alla guida di un gruppo di ragazzi dilettanti nel vero senso della parola. In mezzo a un mare di calcio amatoriale, nelle Isole Figi spicca infatti la figura di questo ragazzo che nove anni fa ha lasciato la madrepatria per approdare prima nel campionato della Nuova Zelanda e poi in quello dell’Australia, l’eldorado a livello locale per chi nasce in una di quelle tantissime isole che popolano l’Oceania. Di professione fa l’attaccante, sia centrale che esterno. Le caratteristiche non sono quelle del centravanti boa, è infatti piccolo fisicamente ed estremamente veloce. Brevilineo e dotato di un ottimo controllo palla, è devastante in contropiede ma allo stesso tempo sa anche inserirsi bene in area di rigore in caso di azioni manovrate. Predilige giocare a sinistra per poi convergere verso il centro e calciare a rete con il piede destro, vanta infatti nel suo repertorio anche un ottimo tiro dalla medio-lunga distanza. Nato a Siberia, località che non corrisponde all’immensa e fredda regione della Russia bensì a un piccolo villaggio della regione di Macuata, Roy Krishna è venuto alla luce il 30 agosto 1987 sull’isola di Vanua Levu, la seconda per grandezza dell’arcipelago, da una famiglia di lontane ascendenze indiane, come testimonia il suo cognome. Ha inoltre dichiarato di parlare come lingua madre proprio l’hindi e di sapere il figiano in qualità di secondo idioma.

Nelle isole Figi Krishna cresce insieme a tutti i coetanei giocando a rugby, nettamente lo sport predominante del paese. Col passare del tempo capisce però che il pallone ovale non fa per lui (anche a causa del fisico minuto, è alto solo 170 cm) e inizia a divertirsi sui campi di futsal, dove sgrezza tecnica e velocità di pensiero. La sua scelta definitiva è però orientata verso il calcio, comincia con la formazione locale degli All Saints, poi a vent’anni approda nel Labasa FC, la principale compagine dell’isola. Corre l’annata 2007, quello del suo battesimo nel calcio internazionale. Nel gennaio di quell’anno si disputa infatti in Nuova Zelanda l’OFC U-20 Championship: a spuntarla alla fine è sì la Nuova Zelanda (che su sei partite sfiora l’en plein), ma le Figi si piazzano appena un gradino sotto e hanno tra le loro fila il capocannoniere della rassegna che con otto reti è proprio un giovanissimo Roy Krishna. Nel gennaio del 2008 passa al Waitakere United, uno dei più prestigiosi club della Nuova Zelanda. Dopo aver vinto un campionato figiano nel 2007, in terra neozelandese ne vince altri cinque consecutivamente. Su di lui iniziano a circolare anche voci che lo vorrebbero prossimo a un trasferimento in Europa. Si fa avanti in particolare il PSV Eindhoven che gli propone di giungere in Olanda per un periodo di prova, tuttavia a sorpresa il figiano oppone un deciso rifiuto. Il motivo? Sembra paradossale dirlo ma riguarda la lingua. “Sto imparando a parlare ora l’inglese, non posso andare in Olanda e studiare una nuova lingua” – dichiara ai media locali. Probabilmente la gran parte si starà meravigliando di questo virgolettato e penserà a un’occasione sprecata. Forse è tutta un’altra concezione calcistica che noi fatichiamo a capire, forse 16000 chilometri di distanza in linea d’aria sono tanti da digerire. Fatto sta che Roy rimane in Nuova Zelanda e con una breve prolessi vi anticipo che non la lascerà mai per andare ad abitare in un nuovo paese. Al Fred Taylor Park di Waitakere trascorre ben cinque stagioni lasciando un segno indelebile nel cuore della tifoseria, sia in positivo che in negativo. Nel luglio del 2013 passa infatti a titolo gratuito ai rivali dell’Auckland City, in un trasferimento “alla Higuaín” per intenderci. In maglia bianco-rossa però di soddisfazioni se ne era tolte eccome. Le 103 presenze complessive arricchite da 72 reti e 37 assist rendono l’idea senza dispensare ulteriori spiegazioni, inoltre ha anche l’opportunità di debuttare nella Coppa del Mondo per Club nel 2008. Contemporaneamente si sviluppa la sua carriera in nazionale, nel 2012 partecipa alla OFC Nations Cup, la più celebre competizioni per nazionali del continente, uscendo però alla fase a gironi con appena due punti totalizzati.

Nel luglio del 2013 il suo cartellino viene rilevato dall’Auckland City, dopo che sul giocatore era circolata l’ennesima voce di un possibile approdo nel Vecchio Continente. A manifestare un discreto interesse era stato il Derby County che gli aveva offerto l’opportunità di svolgere il pre-campionato con il resto della rosa. A fermare il trasferimento erano stati però dei problemi burocratici, legati in particolare alla concessione della residenza permanente in Nuova Zelanda che sarebbe stata negata a Krishna in caso di passaggio alla compagine anglosassone. Firma così per l’Auckland City ma rimane nella squadra in questione solo per pochi mesi, nei quali si toglie la soddisfazione di vincere la supercoppa nazionale proprio a danno del Waitakere (4-1 con gol e assist del figiano), collezionare quattro presenze in campionato e partecipare alla Coppa del Mondo del Club 2013, in cui esce subito al primo turno contro il Raja Casablanca lasciando però la sua firma nella partita contro i marocchini, nella quale aveva momentaneamente pareggiato i conti prima del 2-1 con un’azione personale in contropiede che aveva colto impreparata la difesa avversaria. Rimane poco ad Auckland perché nel gennaio del 2014 arriva l’irrinunciabile chiamata del Wellington Phoenix, in forza nella massima serie australiana. E la questione della residenza in Nuova Zelanda che gli aveva impedito di recarsi in Inghilterra? Stavolta il problema non esiste perché il Wellington milita sì nel campionato australiano, ma è una squadra che ha sede nella capitale neozelandese (un po’ come lo Swansea in Premier League se vogliamo). Appena arrivato in A-League ha difficoltà ad ambientarsi, tant’è che vede il campo saltuariamente e nel girone di ritorno che separa il campionato dalla sua fine siede spesso in panchina. Dalla stagione seguente diventa però un punto fisso dell’undici titolare, fino ad arrivare ai giorni d’oggi in cui è il miglior marcatore della rosa e probabilmente anche il giocatore dalla valutazione più alta. Finora vanta un bottino invidiabile di 73 presenze, 27 gol e 16 assist, nella stagione corrente è entrato nel tabellino dei marcatori undici volte e fornito otto passaggi a reti vincenti. Contemporaneamente continua anche la sua carriera in nazionale, nella quale più che a una semplice colonna può essere paragonato a un architrave per l’importanza che possiede. In dieci anni ha messo in cascina 29 presenze condite da 19 gol: i numeri possono sembrare un po’ ridotti dal punto di vista delle apparizioni considerato il lasso di tempo che stiamo tenendo in considerazione, tuttavia in Oceania, specie le nazionali più piccole, generalmente non si scende in campo con la stessa frequenza delle selezioni europee (le Figi per esempio hanno disputato un doppio incontro con la Nuova Zelanda per le qualificazioni alla Coppa del Mondo 2018 qualche settimana fa dopo quasi nove mesi di inattività). Nella scorsa estate Krishna è stato impegnato in ben due competizioni di spessore, giocando prima la OFC Nations Cup e poi i Giochi Olimpici. Entrambe le esperienze si sono concluse con un’eliminazione al primo turno, i rimpianti affiorano più che altro per la rassegna continentale dato che in quel di Rio poco potevano i figiani di fronte a giocatori di livello ben più elevato. Nella cosiddetta “Coppa d’Oceania” le Isole Figi sono state condannate dalla differenza reti nella classifica avulsa con Isole Salomone e Vanuatu, tutte e tre punti alle spalle della Nuova Zelanda. Tre sono anche i gol dell’attaccante del Wellington Phoenix, due su rigore e uno con un insolito colpo di testa. Sempre con un’incornata aveva portato avanti gli isolani contro il Messico nella seconda gara di Olimpiadi, persa poi 1-5. Il capitano delle Figi era stato abile a sorprendere il portiere messicano Talavera fuori dai pali con un pallonetto di testa su lancio lungo di Iosefo Verevou. Inutile dire che per le Figi è stata l’unica rete della competizione, per il resto i giocatori figiani si sono divertiti a collezionare maglie dei propri avversari come ricordo di questa indimenticabile esperienza. La maggior parte di loro infatti gioca a calcio per divertimento, Roy lo fa invece per professione ed è l’unico dell’attuale rosa delle Figi a non militare in patria. Lì però lo conoscono bene perché da quasi dieci anni a questa parte è lui la stella della nazionale.