Saido Berahino, la nuova stella dell’Inghilterra che viene dal Burundi

Saido BerahinoLeggendo la lista dei convocati del commissario tecnico della nazionale inglese, Roy Hodgson, per le sfide di qualificazione agli Europei in Francia, si può notare una sorpresa. Si tratta dell’attaccante del West Bromwich Saido Berahino, ventunenne con origini africane. Sono tante le punte offensive inglesi nate negli anni ’90, Raheem Sterling, Daniel Sturridge e Danny Welbeck, Berahino può aggiungersi all’elenco. Per lui la stagione è iniziata alla grande, sette reti in dieci partite di campionato delle quali due messe a segno all’esordio contro il Sunderland, ha collezionato anche un assist nella gara persa fuori casa contro il Liverpool. Ma la sua storia con il West Bromwich non è iniziata ora, è un’avventura che va avanti da oltre dieci primavere, quando Saido aveva solo undici anni. Gioca davanti ma non ha le caratteristiche del classico centravanti di peso. È alto 179 cm e predilige il piede destro rispetto al sinistro, la sua qualità migliore è l’accelerazione. Una velocità scatto impressionante a cui si aggiungono anche un buon dribbling e un ottimo controllo palla.

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La sua infanzia non fu molto facile. Nato a Bujumbura il 4 agosto del 1993, capitale del Burundi, piccolo paese situato nella zona dei Grandi Laghi in Africa, fu costretto a scappare dalla sua città a dieci anni a causa della guerra che devastò il paese, raggiungendo la madre, il fratello e le sorelle ai quali era già stato concesso asilo a Newtown, Birmingham. Iniziò a tirare i primi calci al pallone,  che come testimoniato da lui stesso era una borsa di plastica legata con dei lacci, nelle strade della capitale africana e la sua passione per il calcio lo ha aiutato ad integrarsi nella società europea. Entrò a far parte del settore giovanile amatoriale del West Bromwich a undici anni venendo aggregato alla formazione U12 del club del West Midlans , nel 2011 sottoscrisse il suo primo contratto da professionista della durata di un anno. Nella stagione 2010/2011 iniziò a segnare i suoi primi gol nella Reserve League, l’equivalente giovanile della Premier League ma riservata a giocatori con meno di ventuno anni. Dopo quattordici presenze arricchite da due reti e una convocazione con la prima squadra nella League Cup, nel 2011 venne ceduto in prestito al Northampton, nelle serie minori anglosassoni. Sei reti in quindici partite, poi ancora due esperienze in squadre inglesi, Brentford e Peterborough United, siglando sei gol in diciotto presenze totali tra campionato e coppa. Nel 2013 fece ritorno alla base.

Saido Berahino

Il tecnico spagnolo Pepe Mel, allora allenatore dei bianco blu, decise di dargli fiducia schierandolo in ben trentadue partite della scorsa Premier League. Il West Bromwich non collezionò un’annata molto positiva, si piazzò quartultimo a pochi punti dalla zona retrocessione. Il merito della salvezza è stato anche dell’attaccante anglo-burundese che ha realizzato cinque marcature in campionato più altre quattro in due partite di Coppa di Lega inglese. Una stagione fallimentare per i Baggies, Berahino tuttavia, schierato a inizio stagione come ala sinistra, riuscì a siglare la sua prima rete nella clamorosa vittoria fuori casa contro il Manchester United, decisa proprio da un suo gol. Un altro gol è pesante è stato quello realizzato al Newcastle, anch’esso determinante per il trionfo del West Bromwich. Quest’anno l’annata è iniziato diversamente. Con il nuovo tecnico, lo scozzese Alan Irvine, Berahino è già entrato nel tabellino dei marcatori più volte rispetto alla scorsa stagione avendo segnato già sette gol. Reti che gli sono valse la conquista della nazionale inglese, preferita a quella del suo paese natale il Burundi. Berahino già in precedenza giocò con tutte le nazionali minore dei Tre Leoni, ad eccezione dell’U15. Ma Irvine avverte: “Tenga fermi i piedi per terrà. Mi congratulerò con lui ma mi preoccuperò anche che questo successo non abbia effetto contrario”, sperando di non fare la fine di molte meteore che hanno attraversato il grande cielo del calcio internazionale ma di entrare nell’olimpo dei campioni.