Primo gol in nazionale nel giorno del suo 18° compleanno – la curiosa storia dell’andorrano Martinez

Il fotogramma dell'uno a due andorrano
Il fotogramma dell’uno a due andorrano

Le qualificazioni europee, che siano per l’Europeo o per il Mondiale, ci permettono sempre di dare un’occhiata a panorami calcistici solitamente poco seguiti. E talvolta esce fuori anche qualche sorpresa, come quella andata in scena ieri sera all’Estadi Nacional di Andorra la Vella, capitale dell’omonimo stato di Andorra. Immersa nel cuore dei Pirenei, Andorra è un piccolo paese di 85 mila abitanti governato da quasi 740 anni da due principi, che esercitano il proprio potere secondo la forma di governo chiamata diarchia. La nazionale di calcio del micro-stato ha fatto il suo debutto in campi internazionali sul finire degli anni novanta e al giorno d’oggi è una delle più deboli di tutto il pianeta. Nella sua storia è riuscita a collezionare solamente tre vittorie in 138 partite, ottenute contro la Macedonia, la Bielorussia e l’Albania. Ieri, nella gara di qualificazione alla Coppa del Mondo russa del 2018, non ha portato a casa alcun punto ma la prestazione messa in mostra dai ragazzi di Koldo Álvarez è destinata a rimanere impressa nelle menti dei propri sostenitori per molti anni. Perché, pur avendo incassato la terza sconfitta consecutiva in altrettante partite di qualificazione, la nazionale andorrana ha impensierito seriamente la Svizzera, che a pochi minuti dalla fine del match è stata costretta a chiudersi in difesa per difendere con i denti il 2-1. Per tutta la gara la selezione elvetica cerca la goleada, forte del proprio strapotere tecnico rispetto agli avversari. La squadra di Petkovic passa in vantaggio dopo 19 minuti con un rigore trasformato da Schär, assegnato per un fallo dello storico capitano nonché record-man di presenze Ildefons Lima. La partita è dominata dai rosso-crociati che totalizzano un 71% di possesso palla e realizzano 15 tiri verso la porta di Josep Gomes. Al 77′ Mehmedi raddoppia con un colpo di testa da distanza ravvicinata su cross dalla fascia sinistra di Shaqiri. Poi nei minuti di recupero un guizzo di Alexandre Martinez riaccende un incontro che sembrava ampiamente archiviato.

Alexandre Martinez

Per il giovane andorrano è un giorno speciale, prima di scendere in campo con la nazionale aveva infatti spento le 18 candeline per il suo compleanno. C’è chi celebra il passaggio alla maggiore età con grandiose feste, c’è chi invece mette a segno il suo primo gol in nazionale davanti al proprio pubblico. E non un gol qualsiasi, perché la rete realizzata da Martinez è degna di uno dei migliori campioni del calcio europeo. Il classe ’98 riceve il pallone a centrocampo, avanza indisturbato e dalla trequarti scaglia un destro che si insacca sotto l’incrocio dei pali alla destra di Roman Bürki, colto leggermente avanti rispetto alla linea di porta. In tribuna compare uno striscione dedicato proprio a lui, che un compleanno migliore non lo poteva sognare. Alexandre Martinez Palau è nato il 10 ottobre del 1998 nel piccolo principato e per ora non ha mai oltrepassato i confini nazionali. Ha militato nel settore giovanile del Sant Julià, del Santa Coloma e infine del FC Andorra, squadra che lo ha anche fatto debuttare tra i grandi. A differenza di tutte le altre compagini andorrane, che militano nella Primera Divisió del paese, l’FC Andorra è iscritta alla lega calcistica spagnola e attualmente è in forza nel quinto livello della piramide calcistica iberica, nella Primera Catalana, divisione a cui partecipano come esplicitato dal nome solamente formazioni catalane (similmente ai campionati regionali italiani). Martinez per ora conta un bottino di 11 presenze e una rete con la prima squadra ma ha già avuto modo di esordire in nazionale e di timbrare per la prima volta il cartellino. Ha debuttato lo scorso maggio in un pareggio a reti inviolate in amichevole contro l’Azerbaigian, successivamente ha calcato nuovamente manti erbosi internazionali qualche giorno dopo in Estonia. Quella di ieri è stata la terza apparizione in nazionale ma siamo certi che il destino gliene riserverà molte altre. È un giocatore offensivo brevilineo e dotato tecnicamente, può agire sia come punta che come esterno di fascia. Nella storia calcistica di Andorra i calciatori più rappresentativi sono sempre stati difensori (o portieri, come nel caso del già citato Koldo), Martinez spera di essere il primo attaccante a entrare nell’olimpo della propria patria e, perché no, cercare anche fortuna all’estero.