Mamelodi Sundowns campione d’Africa! Non basta il ritorno allo Zamalek, primo titolo della storia

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Si è conclusa in maniera inaspettata la CAF Champions League 2016, l’equivalente della Champions League europea per le squadre iscritte alla confederazione africana. Il trofeo torna in Sudafrica a distanza di 21 anni, ovvero da quando gli Orlando Pirates vinsero il loro primo e unico titolo nel 1995. È identico il caso dei Mamelodi Sundowns, che ieri, nonostante la sconfitta per 1-0 nella gara di ritorno, hanno alzato al cielo il trofeo ambito da tutto il continente. I Brasiliani, come sono soprannominati per i loro colori sociali e per la filosofia di gioco ispirata allo spettacolo, stanno vivendo il picco della loro storia con due trionfi negli ultimi tre anni nel campionato sudafricano e anche il primo successo a livello internazionale. Il club del magnate Patrice Motsepe, attivo nel settore di estrazione mineraria, aveva battuto gli egiziani dello Zamalek per 3-0 in casa nella gara di andata prima di perdere ieri per un gol di scarto in terra nordafricana. Mai una sconfitta è stata così dolce, così come ha testimoniato il tecnico del Mamelodi Pitso John Mosimane, il primo allenatore sudafricano a conquistare il trofeo (nel 1995, infatti, alla guida dei Pirates c’era un duo scozzese-zambiano). «È un miracolo» – ha dichiarato il portiere ugandese della formazione Denis Onyango, che prima di partire per il Gabon con la sua nazionale a gennaio difenderà i pali dei giallo-blu nella Coppa del Mondo per club che si terrà a dicembre in Giappone. Gli africani faranno la loro entrata in scena ai quarti di finale, dove sfideranno la vincente della sfida tra campione del campionato nipponico (ancora da stabilire) e Auckland City, corazzata neozelandese. Altro primato per il Mamelodi: la Coppa del Mondo per club fu ideata nel 2000, è quindi la prima compagine sudafricana a prendervi parte. Un risultato importante quello ottenuto dalla squadra di Pretoria contro il più quotato Zamalek, che rivitalizza il calcio sudafricano. «Al club di Motsepe e a Mosimane voglio fare i miei più sentiti complimenti» – ha dichiarato il presidente della federazione calcistica locale, Danny Jordaan.

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L’andata si è disputata il 15 ottobre, dopo che Mamelodi e Zamalek avevano eliminato rispettivamente Zesco United (Zambia) e Wydad Casablanca (Marocco) in semifinale. I padroni di casa hanno chiuso le pratiche in poco meno di un’ora, ipotecando già il successo anche nel computo finale. Dopo circa mezzora l’attaccante esterno liberiano Anthony Laffor sblocca il punteggio dopo aver vinto il duello a tu per tu con il portiere degli egiziani. Il raddoppio arriva nove minuti dopo sugli sviluppi di un calcio d’angolo e in una situazione abbastanza fortunosa: Billiat batte il corner passando il pallone a Langerman, il quale, come da schema, crossa al centro dell’area nella speranza di un colpo di testa vincente. Il traversone invece prende una traiettoria diversa, scavalca El Shenawy e carambola in rete. Il difensore sudafricano sorride senza accenno a un’esultanza particolarmente evidente mentre sulla panchina dei padroni di casa e sugli spalti esplode l’entusiasmo. Il Mamelodi cala il tris allo scoccare della ripresa: Tau sforna un cross basso dalla sinistra che trova la fortunata deviazione del difensore avversario Islam Gamal, che insacca involontariamente il pallone nella propria porta. Squadra in corsa verso la bandierina e solito balletto tradizionale per celebrare il terzo gol. La gioia non si è spenta dopo la sconfitta per 1-0 a ritorno per mano dello Zamalek, che aveva bisogno di un’impresa per ribaltare il pronostico dopo la gara di andata. Un gol del nigeriano Stanley Ohawuchi al 64′ non basta per ristabilire la parità tra le due compagini, la gara si è conclusa regalando il primo storico trionfo al Mamelodi (lo Zamalek invece è stato campione 5 volte, secondo solo ai “cugini” cairoti dell’Al-Ahly). Tra i più grandi protagonisti di questo memorabile quanto inaspettato successo ci sono: Khama Billiat, seconda punta zimbabwese di grande qualità, l’ala sinistra sudafricana Keagan Dolly, i già menzionati Laffor e Onyango, il capitano nonché pilastro della difesa Hlompho Kekana e la rivelazione Percy Tau, tuttofare che si è rivelato particolarmente utile nella costruzione di gioco.