L’incredibile storia di Rio Mavuba, nato in mare e ora in nazionale francese

Non ho mai cercato di conoscere la storia di quel viaggio nell’oceano. Il mio passaporto non ha una nazione ma c’è solamente scritto “nato in mare”

Questa è la storia di Rio Mavuba, centrocampista della nazionale francese, nato in mare senza nazionalità. Rio attualmente è uno dei calciatori più famosi in Francia e ha anche vestito la maglia della nazionale, il calcio ha un ruolo fondamentale nella sua vita, quello di mediatore del dolore che ha dovuto soffrire, prima per l’abbandono della propria patria, l’Angola, che Rio Antonio non ha neanche mai visto, poi per la morte della mamma e del padre, deceduti prima che lui raggiungesse i quattordici anni. La storia di Mavuba è molto lunga, giudicate voi il finale. Il padre, Mafuila Mavuba, era un calciatore, uno di quelli che parteciparono alla spedizione in Germania Ovest dello Zaire, ai mondiali del ’74. Sposò la madre di Rio e andò ad abitare in Angola, paese del quale era originaria la moglie Therese, ma ben presto dovette fuggire a causa della guerra civile angolana, che provocò migliaia di morti. Rio Mavuba nacque in mare, nelle acque internazionali ed è per questo che non ricevette alcuna nazionalità. Il tentativo di raggiungere le coste europee andò a buon fine, e la famiglia ango-congolese venne accolta in Francia come rifugiata politica.

Sono cresciuto in Francia e mi sento francese

Ma a due anni la madre di Rio morì e dieci anni più tardi se ne andò anche il padre. Mavuba viveva come ogni immigrato in Francia ma in più aveva la passione per il calcio ereditata dal papà che vinse la Coppa d’Africa nel ’74 in Egitto. A sette anni entra nelle giovanili del Bordeaux ed è qui che inizia il suo sogno. Esordisce in Ligue 1 il 10 gennaio 2003 in una vittoria fuori casa contro il Montpellier. Il talento non gli manca e ben presto diventa una pedina fondamentale per il club allenato da Michel Pavon. Mavuba gioca come mediano, il classico centrocampista a cui non mancano agonismo ed intensità. Nel 2005 riceve la nazionalità francese ed esordisce in nazionale, rifiutando la proposta della Repubblica Democrativa di Congo.

Ringrazio Claude De Roy, con il Congo potrò giocare qualche partita ma io d’ora in poi voglio la nazionale francese

Andrà via da Bordeaux nel 2007 per dirigersi in Spagna al Villareal che lo annuncia come un grande colpo e lo paga sette milioni di euro. Ma tornerà in Francia un anno dopo date le sue sole cinque presenze nella Liga, tornerà una maglia diversa, non quella dei Girondins che ormai aveva tatuata sulla pelle, ma con quella del Lille, che prima lo preleva in prestito e poi si convince a puntare definitamente su di lui. Il centro di un grande progetto che ha portato il LOSC a vincere la Ligue 1 e la Coppa di Francia nel 2011, un anno che Rio Antonio non scorderà mai. Oggi è la colonna del Lille, il capitano, il giocatore più carismatico capace anche di fare a “botte” con Ibrahimovic, nonostante la notevole differenza di taglia, 195 cm contro 172.

L’individu n’est rien sans le collectif

L’individuo è nulla senza il collettivo

Con la nazionale francese punta al Mondiale in Brasile nonostante abbia giocato solo nove partite, Rio Antonio si sente un elemento importante per la nazionale e Deschamps ne terrà conto prima di diramare le convocazioni per la Coppa del Mondo. Inoltre ha una fondazione, “Fondation Rio Mavuba”, che aiuta gli orfani di Makala, un comune della Repubblica Democrativa del Congo.

Rio Mavuba al Lille con la fascia di capitano al braccio
Rio Mavuba al Lille con la fascia di capitano al braccio

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