L’Asia, un mercato dal grande potenziale poco considerato dalle italiane

Asia 1
Da sx in alto: Honda, Kagawa, Kiyotake, Nagatomo, Okazaki, Son Heung-Min

Sapete quanti giocatori asiatici militano nel campionato italiano? Solamente due ovvero i giapponesi di Milan e Inter, Keisuke Honda e Yuto Nagatomo (sono esclusi i paesi del Caucaso e la Turchia i quali appartengono in parte solo geograficamente al continente asiatico). Non è una novità che in Italia il mercato asiatico sia poco sfruttato, anche a causa del basso numero di extracomunitari tesserabili che solitamente provengono in maggioranza dal Sud America e in piccola parte dall’Africa. Andando ad analizzare invece i dati della Bundesliga la differenza è evidente: 19 giocatori asiatici militanti nel campionato, tutti giapponesi o sudcoreani. In Germania non esiste alcun limite al tesseramento di giocatori extracomunitari, in Italia invece questo non accade, anzi: si pensa addirittura di ridurre il numero. Anche il Belgio ha adattato il modello tedesco e i risultati pian piano si stanno vedendo (anche il paese belga ha una percentuale di asiatici superiore a quella dell’Italia). Inoltre dei due nipponici della nostra Serie A, solo Nagatomo è stato “pescato” da un club asiatico: il Cesena lo acquistò nel 2010 dal FC Tokyo, in Giappone, cosa che fanno molti club europei come Borussia Dortmund e Barcellona. Mitsuru Maruoka e Dong-Won Ji sono le due grandi stelle del settore giovanile giallo-nero – il sudcoreano Ji, classe ’91, ha già collezionato 30 presenze in nazionale. In Europa lo portò il Sunderland nel 2011 per 2,4 milioni di euro.

Asia 2
Da sx: Park Ji-Sung, Seung-Woo Lee

Discorso diverso per il Barcellona invece che porta i talenti in età giovanissima in Catalogna – un esempio è Seung-Woo Lee, arrivato a tredici anni a Barcellona e oggi, classe ’98, gioca nel Barca Juvenil A ed è soprannominato il “Messi coreano” anche se il suo tesseramento stava costando la squalifica al Barcellona. Altri esempi blaugrana sono Seung-Ho Paik e Gyeol-Hee Jang. Non è una novità che il Barcellona vada spesso a pescare nella Corea del Sud. Paik, classe ’97, gioca con la Corea del Sud U19 mentre Jang, sedicenne, ha già esordito e segnato nella U17 della selezione asiatica. Pian piano il mercato si sta aprendo anche in Francia, un esempio è Shin Kim dell’Olympique Lione B e in Austria, ad esempio Hee-Chan Hwang, neo-arrivato al Salisburgo. Cambia ancora la situazione se ci spostiamo in paesi come Inghilterra e Svezia. L’immigrazione ha portato molti giocatori asiatici (soprattutto del subcontinente indiano) a vestire le maglie anche di nazionali giovanili inglesi. In ambito di formazioni U21 il numero di asiatici non è molto alto ma il mercato orientale in Premier è attivo. Basti pensare a Park Ji-Sung, più di 200 presenze con il Manchester United. Il centrocampista dello Swansea Sung-Yong Ki è un pilastro della nazionale sudcoreana, il nipponico Maya Yoshida è il difensore centrale del Southampton e il terzino sinistro del QPR è Suk-Young Yoon. Ma l’Asia si sa, è il continente con la più vasta varietà di culture, etnie, popolazioni, climi, luoghi, religioni e non è solo l’Estremo Oriente.

Asia 3
Da sx: Dejagah, Wang, Al-Habsi, Alireza

I paesi del Medio Oriente possono contare sul mercato scandinavo, in particolare Iraq, Siria, Giordania e Libano. L’Iran ha invece giocatori in un po’ tutti i paesi europei ma molti di loro hanno abbandonato i loro club per andare a giocare in paesi arabi come il Qatar – esempi lampanti sono quelli di Ashkan Dejagah, Reza Ghoochannejhad e Masoud Shojaei. L’Osasauna, in Spagna, ospita ben due iraniani: la bandiera della nazionale Javad Nekounam e l’attaccante Karim Ansarifard che si è ritagliato un ruolo in una squadra europea dopo il Mondiale brasiliano. Un caso particolare è quello di Alireza Jahanbakhsh, prelevato dal NEC, in Olanda, a vent’anni dal Damash Gilan, nel campionato locale iraniano. Il campionato saudita e qatariota stanno aumentando il loro prestigio negli ultimi anni ma i giocatori nella maggior parte dei casi giocano nei campionati locali. L’eccezione è Abdullah Ali, classe ’97 del Qatar che gioca nel settore giovanile del Real Madrid. Nel sud-est asiatico fanno mercato le Filippine con i fratelli Phil e James Younghusband che sono cresciuti nel vivaio del Chelsea. È recente l’acquisto dell’Almeria del thailandese Teerasil Dangda, caso unico in Europa. Altri sporadici casi sono il portiere Ali Al-Habsi, una carriera in Inghilterra, arrivato in Europa nel 2003 dopo l’acquisto del Lyn; l’indonesiano Arthur Irawan, terzino del Waasland-Beveren, in Belgio; e i cinesi di Club Brugge e Boavista Shangyuan Wang e Shihao Wei, ma sono tutti casi più unici che rari. Sicuramente l’Asia è vista come un mondo troppo lontano e differente e spesso viene riconosciuta nell’iconografia popolare con i paesi di Cina e Giappone anche perché, soprattutto nel calcio, il resto dei paesi non sono molto sviluppati, calcisticamente parlando. Per seguire il modello tedesco, come va di moda parlare in questi ultimi tempi in Italia, bisogna fare anche un passo avanti, anzi verso est, e aprire i confini del nostro calcio anche all’Oriente, non solo per motivi di marketing.