La favola della Guinea-Bissau, chiamata al debutto in Coppa d’Africa

Guinea-BissauSperduto nell’Africa occidentale c’è un paese del quale molta gente ignora addirittura l’esistenza oppure lo confonde con la quasi omonima Guinea. La Guinea-Bissau è infatti così chiamata per distinguerla dalla nazione con capitale Conakry, al nome di origine indicante la localizzazione geografica è stato affiancato l’appellativo del principale centro amministrativo, portuale e militare del paese nonché capitale. Quasi una sorta di Guinea minore, che si differenzia dai cugini limitrofi per dimensioni più ristrette e origini differenti. La Guinea-Bissau venne infatti colonizzata dal Portogallo nel XVII secolo e non dai francesi, i lusitani ne fecero soprattutto un’importante tappa per il commercio degli schiavi dopo la caduta dell’Impero del Mali. I guineensi, così come vengono chiamati per distinguerli dai guineani, conquistarono l’indipendenza solamente il 24 settembre del 1973 ma in questi ultimi decenni non sono mancate certo guerre civili e colpi di stato. Il paese è tra i venti più poveri del pianeta, occupa i posti più bassi nella graduatoria mondiale per PIL, PIL pro capite, Indice di sviluppo umano e aspettativa di vita (in quest’ultima classifica è davanti solamente a Ciad e Sudafrica, il dato non tocca neanche i 50 anni). Il paese ha una superficie di 36.120 chilometri quadrati, abitati da circa un milione e mezzo di persone. La densità di popolazione è bassa, il territorio è infatti ricoperto da foreste, corsi d’acqua ed è presente un massiccio fenomeno dell’emigrazione, specialmente verso il Portogallo. Proprio quest’ultimo argomento ci permette di collegare il nostro discorso di carattere puramente storico-geografico-politico a quello calcistico. Il calcio nel paese è molto popolare ma buona parte dei ragazzi nativi della nazione africana volano con le loro famiglie in Portogallo in giovane età, acquisendo dunque il doppio passaporto e la possibilità di giocare per la nazionale portoghese. È il caso di Danilo Pereira ed Éder, entrambi autori di un Europeo da protagonisti sotto la guida del ct Santos. Aggiungiamo alla lista anche i nomi di Bruma, Carlos Mané e Ricardo Vaz Tê, giocatori di tutto rispetto che farebbero le fortune della Guinea-Bissau ma hanno preferito sposare il progetto portoghese. Tuttavia c’è anche chi ha scelto di rappresentare a livello internazionale il proprio sangue dopo aver militato nelle selezioni giovanili portoghesi. Ogni riferimento a Toni Silva, autore del gol decisivo per la qualificazione della Guinea-Bissau alla Coppa d’Africa, non è puramente casuale.

Il ct Paulo Torres
Il ct Paulo Torres

La Coppa d’Africa 2017 inizierà come di consueto nel prossimo inverno e coinvolgerà sedici squadre. Ben dieci di quei nomi sono già conosciuti, il resto si deciderà nell’ultima giornata dei gironi di qualificazione che andrà in scena nei primi giorni di settembre. Tra le nazionali con il biglietto per il Gabon già in tasca c’è la Guinea-Bissau, quattro punti sopra lo Zambia e la Repubblica del Congo a una giornata dalla fine. Il primo posto nel girone è assicurato, la matricola del gruppo ha sorpreso tutti e si è piazzata davanti le due compagini precedentemente nominate, nettamente più quotate per la loro storia, e il modesto Kenya, una selezione non certo d’élite ma pur sempre ostica. Il cammino dei Licaoni, come sono soprannominati i giocatori della squadra guineense (ricordiamo che in Africa il nomignolo affibbiato a ogni nazionale è obbligatorio), non era iniziato in modo stellare. Alla seconda giornata la corazzata allenata dal quarantaduenne tecnico portoghese Paulo Torres, dopo il pareggio dal debutto contro lo Zambia per 0-0, perse malamente 2-4 tra le mura amiche contro il Congo, tra le cui fila si distinse in positivo Férébory Doré, autore di un poker. Sempre a Bissau iniziò la scalata dei guineensi il 23 marzo 2016 contro il Kenya. La vittoria per 1-0 porta la firma di Idrissa Camará, ala destra che ha giocato l’ultima stagione in Italia con la Correggese, con cui ha disputato un buon campionato in Serie D. Il girone di ritorno ha portato per adesso a due vittorie su altrettante gare disputate: la prima in Kenya, arrivata grazie a un gol di Cícero nel finale, e la seconda all’Estádio 24 de Setembro di Bissau contro lo Zambia. La sfida è andata in scena lo scorso 4 giugno ed è stata un tourbillon di emozioni. La folla guineense era accorsa in massa allo stadio per spingere i propri ragazzi verso la qualificazione, tuttavia non avrebbero mai immaginato che la Guinea-Bissau quel giorno potesse vincere e a qualche ora di distanza il Kenya potesse battere la Guinea. Dopo 14 minuti di gioco il centravanti guineense Frédéric Mendy si procura un calcio di rigore per fallo di Sunzu, trasformato con freddezza e bravura da Zezinho. Al 26′ Mbesuma pareggia i conti con una splendida giocata in area avversaria: servito da Kalaba, il numero nove zambiano supera Rudinilson con un tunnel e batte Papa Mbaye in uscita. Il vantaggio della Guinea-Bissau è ristabilito al 35′ minuto del primo tempo. Una grande giocata di Camará porta al colpo di testa di Mendy da distanza ravvicinata, il portiere Mweene riesce a parare ma non a trattenere il pallone e il bomber dell’Estoril ne approfitta insaccando la sfera in rete. All’inizio della ripresa Christopher Katongo entra nel tabellino dei marcatori incornando il pallone da due passi dalla rete e siglando il 2-2. Dopodiché è assedio della Guinea Equatoriale. Mweene è chiamato a decisivi interventi, non può nulla però su un colpo di testa di Mendy nell’area piccola. Tuttavia il suo tiro non entra in porta e si abbatte contro la traversa, lasciando incredulo tutto il pubblico locale. La colorata tifoseria guineense aspetta e spera, una vittoria sarebbe importantissima per il passaggio del turno. Quando al 97′ Toni Silva, al debutto in nazionale, sorprende tutta la retroguardia zambiana e si ritrova da solo davanti al portiere avversario, i tifosi sono tutti pronti a saltare in aria per esultare. Il classe ’93 apre il compasso e piazza con il mancino il pallone dove Mweene non può arrivare, regalando, col senno di poi, la qualificazione in Coppa d’Africa al proprio paese.

In Africa ci si interroga: qual è stata nella storia la più grande sorpresa del calcio continentale? Il sondaggio è lanciato dal noto portale goal.com e la maggior parte dei votanti è d’accordio nel pensare che sia stata la vittoria della rassegna continentale da parte dello Zambia nel 2012, in finale ai calci di rigore contro la Costa d’Avorio. Al secondo posto si piazza però la storica qualificazione della Guinea-Bissau, che supera addirittura quella di Capo Verde e la semifinale conquistata dalla Guinea Equatoriale nel 2015. Abbiamo conosciuto il racconto della qualificazione della Guinea-Bissau ma non i protagonisti. Qualche nome è stato accennato ma non approfondito a lungo. Andiamo dunque a conoscere la rosa che ha ottenuto questo storico trionfo e che l’anno prossimo volerà per la prima volta nella storia in Gabon per disputare la 31ª edizione della rassegna continentale africana.
Guinea-Bissau 2Il ct Paulo Torres nel corso delle qualificazioni ha apportato una modifica fondamentale nella formazione titolare che ha portato poi i risultati sperati. Inizialmente infatti la selezione africana era stata schierata con il 3-4-3 nelle prime due gare contro Zambia e Congo, così come in uno dei due match del turno qualificatorio per il Mondiale 2018, perso a vantaggio della Liberia. Poi la svolta. L’assetto tattico viene trasformato in un 4-1-4-1 di puro stampo europeo, ancora adesso imbattuto. Il nuovo modulo permette di dirottare sulla corsia di sinistra Agostinho Soares, terzino che ha debuttato in nazionale proprio nel primo incontro con il Kenya. Possiamo considerarlo una stella della Guinea-Bissau, ha disputato un’ottima stagione nella serie cadetta portoghese con la maglia del Covilhã e ha alle spalle varie esperienze fuori dalle mura di casa. È cresciuto infatti in Mali, in seguito ha fatto il biglietto per il Brasile per andare a giocare nelle divisioni minori della piramide calcistica verde-oro. Abbiamo presentato il terzino sinistro, ma facciamo un salto indietro per parlare del portiere. In occasione del match contro lo Zambia, risultato decisivo per la qualificazione in Coppa d’Africa, ha esordito con la maglia del proprio paese Papa Fall Mbaye. Il cognome inganna, non è chiaramente infatti di origine guineense, bensì senegalese. L’estremo difensore del Polideportivo Aguadulce, compagine in forza nei campionati amatoriali spagnoli di cui è anche preparatore dei portieri in ambito giovanile, è nato a Dakar, capitale del Senegal. La federazione calcistica dello Zambia ha messo in discussione la sua eleggibilità per la Guinea-Bissau, la denuncia alla CAF è già stata inviata. La speranza è che questa questione si risolva con un nulla di fatto e venga dimostrata a tutti gli effetti la regolarità della partita. Il portiere classe ’85 ha momentaneamente preso il posto di Jonas Mendes, numero uno del Vizela, in Portogallo. È una colonna portante della propria nazionale ma era indisponibile per la sfida contro lo Zambia, per questo si era rivelato necessario individuare un’alternativa. Nella stagione appena conclusa ha militato nella terza serie lusitana ma ha conquistato la promozione nella Ledman Liga Pro, in cui ha già giocato una manciata di partite. Conta anche tre apparizioni nel massimo campionato, è infatti stato per un periodo il secondo portiere del Beira-Mar. Spostandoci più avanti, analizziamo il discorso relativo alla difesa. Al centro del reparto si muove Rudinilson, cresciuto completamente nella scuola calcistica portoghese, prima allo Sporting Lisbona e poi al Benfica. Tuttavia per debuttare in un campionato maggiore, dopo aver vestito la maglia della seconda squadra del Benfica, è dovuto migrare in Polonia al Lechia Gdansk, con cui ha totalizzato quattro apparizioni nella Ekstraklasa polacca prima di spostarsi in Olanda, al Fortuna Sittard. In occasione dell’incontro con lo Zambia ha fatto coppia con Juary Soares, in forza da una vita nelle divisioni minori del sistema calcistico lusitano. Tuttavia il suo curriculum vanta anche un’avventura a Macao, territorio situato in Cina ma di madrelingua portoghese. L’esperienza non è durata molto ma gli ha consentito di collezionare 12 presenze e 3 reti in una competizione dal gusto esotico. Emmanuel Mendy è l’esterno difensivo di destra. Sulla sua carriera si potrebbe scrivere un libro, ha girato mezzo mondo ma attualmente è in cerca di una squadra. L’esperienza al Ceahlaul Piatra Neamt, nella seconda serie rumena, era iniziata a febbraio e si è conclusa ad aprile dopo appena sette apparizioni. È cresciuto nel settore giovanile del Liverpool ma non è mai riuscito a debuttare in Premier League. Dopo l’addio all’Inghilterra, è iniziato l’esodo in giro per il pianeta: Georgia, Lettonia, Spagna e Romania, si faccia avanti qualcun altro. Mamadu è l’esterno mancino di riserva, si è accomodato in panchina nelle ultime tre gare della nazionale ma in passato è stato spesso impiegato dal primo minuto. Nell’ultima annata ha giocato al Portimonense, divisione cadetta portoghese, ma a inizio luglio è stato ufficializzato il suo trasferimento al Tondela. È fratello di Sambinha, prestato fino a dicembre al New England Revolution (MLS) dallo Sporting Lisbona B. Pur non essendo stato chiamato per l’ultima lotteria di partite, il suo nome rimane in orbita nazionale per la Coppa d’Africa. Infine merita una menzione Eridson, in forza nel secondo livello della piramide calcistica lusitana con la maglia del Freamunde. Nel suo club d’appartenenza è una seconda scelta, ultimamente ha anche perso il posto da titolare in nazionale ma la sua candidatura non è da escludere dato il passato da bandiera della Guinea-Bissau fino a qualche mese fa.

Idrissa Camará
Idrissa Camará

A centrocampo gli aspiranti a un ruolo da titolare avranno il difficile compito di sottrarlo a Bocundji Ca, destinato a diventare leggenda del calcio locale una volta appesi gli scarpini al chiodo. Veste la fascia da capitano e la maglia numero dieci, è tra gli elementi della rosa con più esperienza internazionale sulle spalle. Ha passato un’intera carriera in Francia alternando avventure nella massima serie a stagioni vissute nella divisione cadetta. Nell’annata 2015-2016 ha difeso i colori del Paris FC, storica compagine della capitale transalpina. Tuttavia il suo nome è inevitabilmente legato allo Stade de Reims, tra le cui fila ha militato per quattro stagioni dal 2011 al 2015. Nel 2006, avendo lontane origini della Guinea, fu convocato appena ventenne dalla nazionale all’epoca allenata da Patrice Niveau, ma rifiutò, scegliendo di difendere i colori del paese che gli ha dato i natali. L’esordio con la Guinea-Bissau arrivò solamente quattro anni dopo, in una partita di qualificazione per la Coppa d’Africa vinta contro il Kenya. In nazionale agisce davanti alla difesa, a lui è affidato di rubare il pallone e far ripartire l’azione. In posizione leggermente più avanzata si muovono ZezinhoNanissio, un duo nato negli anni ’90. Il primo è un classe ’92, forgiato dal settore giovanile dello Sporting Lisbona. Da qualche giorno ha lasciato la propria casa nella capitale portoghese per giocare in Grecia al Levadiakos. Già in passato aveva assaporato un’esperienza in terra ellenica e persino una in quella cipriota. Nanissio milita nella divisione cadetta portoghese, anche se ricopre uno degli ultimi ruoli nella scala gerarchica del Gil Vicente. Tra le alternative spicca il nome di Aliu Djaló, debuttante in nazionale proprio nella storica vittoria contro lo Zambia. Per l’occasione ha preso il posto di Ca nell’ultima mezzora di gioco. Ha preferito al caldo equatoriale guineense la neve della Finlandia, il suo cartellino è infatti di proprietà del Kemi Kings. Anch’egli vanta alle spalle un percorso internazionale iniziato con le selezioni minori del Portogallo e proseguito con la maglia della Guinea-Bissau. Lo stesso discorso vale anche per Saná Camará, addirittura schierato 32 volte in carriera dal Portogallo U19. Non è una prima scelta nelle gerarchie del ct Torres, dal momento del debutto nel 2014 non è più sceso in campo, nonostante sia stato convocato più volte nel corso delle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017. Beto e Bruno Gomis sono due ulteriori nomi validi per la trequarti, il primo è stato da poco messo sotto contratto dal Deportivo Caudal (terza serie spagnola), il secondo è a caccia di un’occupazione. Sulle fasce l’impressione è che, nonostante le sporadiche apparizioni in nazionale negli ultimi mesi, Sami avrà una maglia da titolare in Gabon. Il Porto lo acquistò nel 2014 dopo grandi prestazioni messe in mostra al Maritimo, ha disputato una buona stagione 2015-2016 in Turchia all’Akhisarspor tanto da meritarsi la riconferma sempre a titolo temporaneo. Classe ’88, per lui parlano le cento e passa apparizioni nella prima divisione portoghese, numero che pochi altri suoi connazionali possono vantare. Nelle qualificazioni si è messo in mostra il giovane Idrissa Camará, il quale in pochi mesi ha avuto un’impennata nella propria carriera. Dopo aver navigato nel dilettantismo con la Correggese, circa due settimane fa è approdato in un lido prestigioso come l’Avellino. Sarà uno dei volti nuovi della Serie B 2016-2017, finalmente avrà la giusta occasione per affermarsi dopo aver svolto la gavetta in Senegal, Portogallo, Belgio e Serie D italiana. È un’ala destra, mentre a sinistra dovrebbe agire Piqueti del Braga B. Usare il condizionale è d’obbligo, la concorrenza in questa fascia di campo è alta e di qualità. Nato nel 1993 a Bissau, è un prodotto del settore giovanile del Braga, squadra che lo ha quasi sempre mandato in campo con la seconda squadra. Tuttavia conta anche sette presenze nella Liga NOS portoghese, arricchite da una rete. Da non dimenticare Toni Silva, autore del gol già entrato nella storia nazionale. Un debutto così non se lo scorderà mai, gli sono bastati 31 minuti per regalare alla Guinea-Bissau la prima partecipazione alla Coppa d’Africa della storia. Nonostante sia un classe ’93, ha già alle spalle una particolare carriera che merita di esser raccontata. Agli albori della propria vita calcistica era considerato un gran talento, tanto da transitare in prestigiosissimi vivai come quelli di Benfica, Chelsea e Liverpool. Con i Reds sfiorò persino l’esordio, fu però deciso di mandarlo in giro per l’Inghilterra a farsi le ossa. Particolarmente redditizio fu il prestito al Northampton, il cui allenatore definì le qualità tecniche di Silva “da Premier League”. Dopo un breve periodo da svincolato nel 2013 si accasò al CSKA Sofia, in Bulgaria, con cui rimase un paio di anni prima di volare in Turchia. Attualmente gioca all’União Madeira, nel secondo gradino della piramide calcistica portoghese. Infine non bisogna trascurare Ivanildo, il quale, nonostante le recenti assenze dalle convocazioni, resta uno dei migliori giocatori a disposizione della Guinea-Bissau. Il suo cartellino è di proprietà dell’Academica, retrocessa dalla prima serie portoghese nella scorsa annata. Classe ’86, è un’ala destra di piede mancino con alle spalle 160 presenze nella Liga NOS. Lì davanti i posti disponibili non sono molti, solo uno dei tre centravanti in orbita nazionale potrà scendere in campo dal primo minuto in Coppa d’Africa. Cícero garantisce esperienza, forza fisica e gol nel sangue, è il miglior marcatore della storia della nazionale in virtù delle sue 6 reti. Bandiera del Paços de Ferreira, in forza nella massima divisione lusitana, in passato ha assaggiato anche campionati più orientali, come quelli di Russia, Kazakistan e Turchia. Frédéric Mendy potrebbe soffiargli la maglia da titolare, anche se al momento questo scenario sembra improbabile. Il centravanti dell’Ulsan Hyundai, corazzata sudcoreana, ha debuttato in nazionale in occasione della vittoria contro lo Zambia, disputando una performance soddisfacente e mettendo a segno un gol. Qualche anno fa aveva già conosciuto le terre d’Oriente durante i quattro anni di militanza a Singapore. Nato a Parigi da famiglia guineense, in carriera ha sempre segnato gol a grappoli, sia sotto l’ombra dei grattacieli singaporiani che in Portogallo all’União Madeira. Infine parte dal gradino più basso nelle gerarchie del tecnico Torres Ansumane Faty, veterano delle divisioni minori portoghesi. Per anni ha fatto le fortune del Freamunde, da poco ha scelto invece di accasarsi al Felgueiras dopo una breve parentesi poco produttiva all’Oliveirense. Probabilmente si giocherà il ruolo di terzo attaccante con Amido Baldé, un globetrotter che per rilanciarsi dopo esperienze non esaltanti in Europa ha scelto niente meno che il campionato angolano, in cui ha ritrovato un discreto feeling con la rete. Nonostante la giovane età (è un classe ’91) il suo passaporto è stato timbrato in diversi paesi in giro per il mondo: primo il Portogallo, poi Spagna, Belgio, Scozia, Israele, Francia e appunto Angola. Da non trascurare infine nomi mai associati alla nazionale ma con tutte le carte in regola per strappare un posto sull’aereo che volerà in Gabon. Un esempio? Carlos Embalo del Palermo, giovane stella rosanero dal futuro assicurato. Fare profezie sulle scelte del ct Torres al momento sarebbe inutile, c’è però una certezza: la Guinea-Bissau in Gabon sarà una matricola e partirà ultima nei pronostici. I quali, si sa, nel calcio sono fatti per essere smentiti.

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