In viaggio per Euro 2016 – Girone E – Italia

ItaliaL’attesissimo Campionato Europeo 2016 è iniziato ieri sera con il match tra Francia e Romania. Tutti gli amanti del calcio sono stati incollati davanti al televisore a gustarsi la gara inaugurale di una rassegna che si prospetta spettacolare. Purtroppo non siamo riusciti a finire il nostro viaggio alla scoperta delle partecipanti prima dell’apertura dei cancelli, tuttavia c’è ancora tempo per conoscere tutte le squadre nei prossimi giorni. Ad esempio le partite del girone dell’Italia andranno in scena lunedì, quindi nel fine settimana potremo completare il discorso relativo alle nazionali mancanti. Oggi è il turno di conoscere al meglio la nostra Italia, l’altro ieri abbiamo invece approfondito il discorso riguardante il Belgio. Nell’articolo odierno non mi dilungherò molto sui vari giocatori, infatti come dice il proverbio “ognuno conosce le proprie tasche”. La nazionale di Antonio Conte, in carica dall’estate del 2014, dovrà vendicare la brutta figura nella Coppa del Mondo brasiliana e tentare di replicare il bel secondo posto di quattro anni fa in Polonia e Ucraina. Intorno agli Azzurri non manca certo un alone di scetticismo, la squadra non è tra le migliori di sempre, ci sono numerose assenze per infortunio e il talento non abbonda. Tuttavia l’Italia ha disputato un buon girone di qualificazione piazzandosi prima davanti alla Croazia e ha dimostrato di avere una difesa difficile da scardinare, oltre che un commissario tecnico molto preparato.

PORTIERI

Gianluigi Buffon
Gianluigi Buffon

La nazionale italiana si schiererà con la difesa a tre, un assetto tattico che condivide con poche altre partecipanti all’Europeo. Il centrocampo a cinque è ricco di giocatori dinamici, il diktat dello stile di gioco di Antonio Conte. L’attacco a due sarà poi composto da un centravanti di stazza e una punta un po’ più rapida. In porta ci sarà senza dubbio Gianluigi Buffon, l’inossidabile leggenda del calcio nostrano. Per lui si tratterà del quarto Campionato Europeo, il primo lo disputò in Portogallo nel 2004. Nonostante le 38 primavere sulle spalle è considerato da molti addetti ai lavori ancora oggi il miglior numero uno al mondo e uno di più grandi della storia del calcio, sia italiano che mondiale. Dall’ottobre del 1997 gioca per la nazionale italiana, attualmente conta 157 presenze che gli valgono la fascia da capitano al braccio. Nella sua bacheca manca solamente una Champions League, trofeo sfiorato nell’annata 2014-2015 con la Juventus, club di cui è bandiera indiscussa. Quest’anno ha stabilito il record di imbattibilità in Serie A mantenendo inviolata la propria porta per 974 minuti. È cresciuto con lo stemma del Parma stampato sul petto, volò a Torino nel 2001 per 105 miliardi di lire, il cui valore è oggi convertito in quasi 54 milioni di euro. Ciò lo rese il più costoso acquisto di sempre della Juventus. Estremo difensore carismatico e dotato di gran temperamento, Buffon è un portiere eccezionale nei riflessi, nel posizionamento e nella concentrazione in campo. Il suo vice sarà Salvatore Sirigu, reduce da una deludente stagione al PSG in cui ha perso il posto da titolare per mano del tedesco Trapp. In nazionale è comunque reputato il numero dodici, Conte gli ha concesso 90 minuti di gioco nell’amichevole giocata contro la Finlandia. In estate probabilmente cambierà aria, il suo nome è finito soprattutto in orbita Inter. Nato nel 1987 a Nuoro, ha mosso i primi massi nei settori giovanili di Venezia e Palermo, con cui ha debuttato nel calcio professionistico. In Sicilia si è fatto conoscere a tutta Italia grazie alle ottime prestazioni, tanto da ottenere la prima convocazione in nazionale e la chiamata del PSG, che lo ha acquistato per circa 4 milioni di euro nel 2011. Il terzo portiere sarà Federico Marchetti, che ha staccato il biglietto aereo per la Francia a discapito di Mirante e Sportiello, tutti in lizza per sostituire l’infortunato Perin. Gioca dall’estate del 2012 alla Lazio, con cui è sempre stato titolare nonostante alcuni alti e bassi. È un portiere reattivo e carismatico, capace si esibire spesso parate stilisticamente perfette ma anche di mancare di attenzione durante la partita. Prima di approdare in Serie A con il Cagliari aveva compiuto un’importante gavetta nei campionati minori italiani, vestendo tra le tante le maglie di Biellese ed Albinoleffe. Classe ’83 nativo di Bassano del Grappa, per lui si tratta della terza competizione di spessore in nazionale: nel 2010 fu titolare nel Mondiale sudafricano a causa dell’infortunio di Buffon e nel 2013 conquistò la medaglia di bronzo nella Confederations Cup.

DIFENSORI

Giorgio Chiellini
Giorgio Chiellini

La difesa è il miglior reparto della nazionale italiana, il blocco Juventus è stato ampiamente testato e collaudato e ha sempre dato ottimi risultati. Il trittico titolare dell’Italia è stato lanciato proprio da Antonio Conte nel suo primo anno alla Juventus e con il passare degli anni non è mai stato modificato, nemmeno con l’avvento in panchina di Massimiliano Allegri. Al centro della linea difensiva agirà Leonardo Bonucci, che ho considerato il miglior giocatore di tutta la rosa. Gli dedicheremo una sezione apposita più tardi, ha dato prova negli anni di essere tra i migliori al mondo nella sua posizione. Alla sua sinistra si muoverà Giorgio Chiellini, arcigno difensore mancino nato nel 1984 a Pisa. È tra le colonne portanti della nazionale italiana, in occasione del match amichevole contro la Finlandia ha vestito in via eccezionale la fascia di capitano dell’Italia per la terza volta in carriera. A lanciarlo in maglia Azzurra fu Marcello Lippi nel novembre del 2004 a soli 20 anni, tuttavia non può fregiarsi del titolo mondiale del 2006 non essendo stato convocato per quell’edizione della Coppa del Mondo. È un difensore estremamente forte dal punto di vista fisico e specializzato nella marcatura. Inoltre è molto abile nel gioco aereo e aggressivo nei contrasti, caratteristiche che lo ha contraddistinto in carriera. Tuttavia, a dispetto della sua attitudine per uno stile di gioco grintoso, nella sua vita calcistica ha ricevuto solamente due espulsioni in Serie A. Prima di arrivare alla Juventus aveva vestito le maglie di Livorno e Fiorentina. Una curiosità: è uno dei pochi calciatori a poter vantare una laurea, essendosi laureato nel 2010 in economia e commercio presso l’Università di Torino con una valutazione finale di 109/110. Completa il trio difensivo l’esperto Andrea Barzagli, rivitalizzato nell’esperienza alla Juventus dopo esser leggermente scomparso dai radar durante l’avventura in Germania al Wolfsburg. È nato nel 1981 a Fiesole ed è cresciuto con i colori della Rondinella, con cui ha assaggiato il dilettantismo ed esordito in C2. Nel 2006 alzò al cielo la Coppa del Mondo con la nazionale italiana, in quell’edizione totalizzò due presenze collezionate contro Australia e Ucraina. È un difensore completo, dotato di grande senso di posizione e tecnica di base. Tatticamente sa interpretare perfettamente il suo ruolo, inoltre, nonostante l’età avanzata, continua a essere relativamente veloce. In carriera spesso sembrava aver terminato le cartucce ma è sempre riuscito a rialzarsi e ad imporsi per le sue eccezionalità qualità. Superata la soglia dei 30 anni ha toccato l’apice della sua vita da calciatore, l’Europeo potrà essere l’occasione perfetta per chiudere al meglio l’avventura in nazionale. La loro unica riserva sarà Angelo Ogbonna, con cui hanno condiviso lo spogliatoio per due stagioni nelle quali il centrale nato classe ’88 ha arricchito la sua bacheca con due campionati italiani, una Supercoppa e una Coppa Italia. Nato a Cassino, in provincia di Frosinone, da genitori nigeriani, è stato forgiato dal settore giovanile del Torino, la squadra che lo ha fatto conoscere a tutta Italia. Grandi prestazioni gli sono valse negli anni le attenzioni delle migliori compagini nostrane, alla fine a spuntarla sono stati i “cugini” della Juventus lo hanno comprato per 15 milioni di euro nel 2013. Quest’estate è stato venduto per 11 al West Ham, allo Juventus Stadium non è riuscito a consacrarsi come ci si aspettava. Una buona stagione in terra anglosassone lo ha nettamente rivalutato e a sorpresa è stato convocato per gli Europei, nonostante la sua ultima presenza in nazionale, prima dei cinque minuti contro la Finlandia, risalisse all’autunno del 2014. Data la stazza imponente, è un difensore prettamente fisico.

CENTROCAMPISTI

Antonio Candreva
Antonio Candreva

Così come è avvenuto qualche settimana fa con l’Irlanda del Nord, il 3-5-2 prevede che gli esterni di centrocampo, anche nel caso siano terzini naturali, siano considerati centrocampisti. Per questo la sezione riguardante la mediana sarà particolarmente ricca di nomi. Ho scelto di reputare solamente Insigne attaccante, tutte le ali saranno incluse in questo reparto. Iniziamo parlando di Matteo Darmian, uno dei pochi giocatori italiani di spessore a militare in un campionato estero. Nell’estate del 2015 ha sposato la causa del Manchester United che lo ha acquistato per 15 milioni di euro dal Torino, con cui il terzino destro scuola Milan era esploso nella massima divisione italiana. È nato a Legnano nel 1989 e ha lontane origini armene, come testimonia la desinenza -an del cognome, tipica del piccolo paese caucasico. Nonostante nell’ultima amichevole sia stato testato Stephan El Shaawawy largo a sinistra, non dovrebbe aver problemi a vestire la maglia dell’Italia dal primo minuto del debutto contro il Belgio. L’ala della Roma ai nastri di partenza comincia dalla panchina ma potrebbe rivelarsi molto utile a gara in corsa. Nato nel 1992 a Savona da padre egiziano e madre italiana, piede destro, è un giocatore dotato di grande fantasia e tecnica di base: la velocità, l’estro e il tiro sono le sue migliori caratteristiche. Con l’Italia ha debuttato nell’agosto del 2012 ad appena 19 anni, fino a qualche anno fa era considerato il talento più cristallino del calcio italiano grazie alle straordinarie prestazioni messe in mostra al Milan. Nell’ultima stagione in rosso-nero e nella prima parte dell’annata 2015-2016 al Monaco non è riuscito a esprimere tutto il suo potenziale, esploso sotto gli ordini di mister Spalletti a Roma. Sempre sulla fascia sinistra può essere impiegato Mattia De Sciglio, unico milanista convocato da Conte per gli Europei. È un giocatore versatile, nonostante sia un destro naturale sa giocare bene anche con il mancino. Per lui vale lo stesso discorso del Faraone El Shaarawy: al momento del debutto in Serie A era reputato un talento eccezionale, la nuova stella prodotta dal settore giovanile meneghino. Tuttavia nel corso degli anni si è un po’ perso, complice il brutto periodo vissuto dal Milan stesso. Conte gli ha sempre dato fiducia convocandolo quasi sempre nel corso della sua gestione. Classe ’92 nato a Milano, è un laterale veloce, resistente fisicamente e abile nei cross. A destra agirà senza dubbio Antonio Candreva, trascinatore della Lazio nelle recenti stagioni. È uno dei migliori giocatori che possiede la nazionale italiana, ne ha dato prova nelle ultime amichevoli disputate in cui è risultato quasi sempre tra i migliori in campo. L’Europeo per lui sarà un’ottima occasione per mettersi in mostra, il suo futuro sembra essere infatti lontano dallo Stadio Olimpico. La Lazio però chiede circa 30 milioni di euro, il suo nome è stato accostato soprattutto a Inter e Napoli. Nato a Roma nel 1987, ai tempi della militanza al Livorno era annoverato tra i più promettenti talenti nostrani, tanto da esser acquistato in prestito dalla Juventus nel 2010. È un esterno di fascia destro dotato di eccezionali qualità fisico-atletiche, soprattutto per quanto riguarda corsa e resistenza. Possiede un tiro molto potente che spesso gli ha permesso di siglare bei gol dalla distanza, è un dribblatore esperto e specialista dei calci di rigore. L’unico neo è talvolta l’eccessivo egoismo, anche se sotto questo punto di vista sembra esser migliorato molto in nazionale. A Formello condivide lo spogliatoio con Marco Parolo, instancabile mediano onnipresente a centrocampo. Conte lo ha utilizzato spesso e volentieri, probabilmente scenderà in campo dal primo minuto nella gara d’esordio contro il Belgio. È un centrocampista box to box, capace di dare il massimo sia in fase difensiva che quando si inserisce in area di rigore (non a caso nell’annata 2014-2015 con la Lazio ha messo a segno 10 marcature). Possiede anche un potente tiro dalla distanza. È nato nel 1985 a Gallarate, in provincia di Varese, e ha sempre dichiarato di esser stato da bambino un tifoso del Milan. Il suo modello di ispirazione è Steven Gerrard, con cui condivide (con i dovuti paragoni) simili caratteristiche di gioco. Prima di approdare a Roma aveva vestito tra le tante le maglie di Cesena e Parma. A contendergli il posto da titolare ci sarà Alessandro Florenzi, suo avversario nei Derby della Capitale. Classe ’91 nativo di Roma, è uno dei giocatori più eclettici che ha a disposizione Antonio Conte. In maglia giallo-rossa è spesso impiegato da terzino destro mentre agli albori della carriera si muoveva come esterno d’attacco. In nazionale è invece schierato a centrocampo come intermedio, eccelle soprattutto per corsa e resistenza fisica. Inoltre ha un tiro dalla distanza che può essere molto pericoloso, ne dà prova lo splendido gol realizzato in Champions League contro il Barcellona nella stagione appena terminata. Nel suo repertorio figurano anche ottimo tempo di inserimento, cross e temperamento. Daniele De Rossi è un suo compagno di squadra alla Roma, i due si conoscono molto bene. Il centrocampista di Ostia ha vissuto un periodo di appannamento nella stagione appena terminata, soprattutto con l’avvento in panchina di Luciano Spalletti. Tuttavia nell’ultimo mese è apparso in grande forma nelle amichevoli internazionali e Conte è pronto ad affidargli le chiavi della mediana. Sa farsi valere in fase di interdizione e possiede un ottimo passaggio, che gli consente di servire in buona posizione gli attaccanti. In nazionale avrà il compito di impostare il gioco, tuttavia sarà una carta utile pure nel riconquistare i palloni. È una bandiera della Roma, in cui ha militato per tutta la carriera totalizzando 521 presenze. Alla sua sinistra agirà Emanuele Giaccherini, il quale, in quanto a versatilità, può competere alla grande con Florenzi. Il centrocampista del Bologna si è affermato come esterno offensivo ma Conte lo vede più come centrocampista d’inserimento, il ruolo che all’Italia è venuto a mancare dopo l’infortunio di Marchisio. È uno dei fedelissimi dell’attuale ct italiano che lo ha allenato anche nella redditizia esperienza alla Juventus. È nato nel 1985 a Talla, in provincia di Arezzo, e ha giocato nel settore giovanile proprio del club aretino. A lanciarlo in Serie A è stato il Cesena, con cui si è fatto conoscere a tutta Italia. Il suo cartellino è di proprietà del Sunderland, i felsinei vorrebbero riscattarlo ma ba bisogna soddisfare le richieste del giocatore soprattutto per quanto riguarda l’ingaggio (il suo contratto in Inghilterra prevede un salario di 2 milioni di euro netti all’anno). Probabilmente si accomoderà in panchina Thiago Motta, autore di prestazioni non esaltanti nelle ultime uscite della nazionale e per di più non al meglio fisicamente. Il numero dieci dell’Italia è stato uno dei giocatori più contestati e su cui circola maggior scetticismo, tuttavia se è in buona condizione fisica può essere uno dei migliori giocatori che possiedono gli Azzurri dal punto di vista dell’esperienza internazionale. Nel 2010 fu uno dei protagonisti del Triplete dell’Inter, dal 2012 è titolare del PSG, una delle più blasonate compagini del pianeta. Prodotto della cantera del Barcellona, prima di sbarcare a San Siro aveva vestito le maglie di Atletico Madrid e Genoa, oltre che quella blaugrana del Barça. Nato nel 1982 a São Bernardo do Campo, in Brasile, gode della cittadinanza italiana per discendenza: il suo bisnonno Fortunato Fogagnolo era originario della provincia di Rovigo. È un regista con evidenti limiti in quanto a mobilità, sa farsi sentire però sia in fase di interdizione che impostazione dell’azione. Completa il quadro dei centrocampisti centrali Stefano Sturaro, convocato a sorpresa al posto del napoletano Jorginho, autore di un’ottima stagione sotto la guida di Sarri. È una delle nuove leve del calcio italiano, la carta d’identità recita 9 marzo 1993 come data di nascita. Nativo di Sanremo, si è fatto notare con i colori del Genoa e si è consacrato con lo stemma della Juventus sul petto. Paragonato per l’agonismo mostrato in campo a Gennaro Gattuso, Sturaro possiede oltre che buone peculiarità nel riconquistare il pallone abilità nel far ripartire il gioco. Prima di cominciare il discorso relativo agli attaccanti, introduciamo il nome di Federico Bernardeschi. Essendo l’unico giocatore dell’Italia (una delle compagini di Euro 2016 con la media-età più alta) nato nel 1994 o dopo, parleremo di lui più tardi nella sezione dedicata alla promessa della squadra.

ATTACCANTI

Lorenzo Insigne
Lorenzo Insigne

Il discorso relativo agli attaccanti sarà più breve di quello che ha interessato il centrocampo, dedicheremo spazio in questa parte dell’articolo solamente a cinque calciatori. Come ho già accennato in precedenza, l’attacco italiano prevede la collaborazione tra un centravanti di peso e una punta più rapida. Quest’ultimo ruolo dovrebbe essere interpretato da Éder Citadin Martins, così come Thiago Motta naturalizzato italiano date le origini del bisnonno, emigrato in Brasile da Nove, in provincia di Vicenza. È nato in terra verde-oro ma è cresciuto, calcisticamente parlando, in Italia, dove ha vestito le maglie di vari club diversi. L’ultima, in ordine cronologico, è quella dell’Inter, club che lo ha prelevato a gennaio in prestito dalla Sampdoria per 12 milioni di euro circa, tra spesa per il prestito e il riscatto obbligato. A Genova aveva toccato il suo picco della carriera in Serie A, superando per tre volte consecutive in stagione la doppia cifra (annata 2015-2016 inclusa, con la compagine blucerchiata prima del passaggio all’Inter aveva messo a segno 12 reti). È un attaccante che fa della velocità il suo punto di forza, possiede anche tiro preciso e dribbling. Probabilmente farà coppia con Graziano Pellé, l’unico del reparto attaccanti sicuro del posto. Il bomber pugliese nato a San Cesario di Lecce nel 1985 e con un passato da ballerino alle spalle gioca da anni lontano dalla madrepatria. In Italia era poco considerato prima del trasferimento al Feyenoord, club che lo ha incredibilmente rivitalizzato nel biennio 2012-2014. 55 reti in 66 partite gli sono valse la chiamata del Southampton, che lo ha acquistato nell’estate del 2014 per 11 milioni di euro. È un centravanti forte fisicamente dotato di buon fiuto del gol e insuperabile nel gioco aereo, per questo viene spesso paragonato a Luca Toni. In carriera si è reso protagonista anche di splendide giocate acrobatiche come rovesciate. In lizza per un posto in attacco c’è anche Simone Zaza, riserva di lusso della Juventus. Conte lo ha provato in questi giorni in coppia con Pellè e per il finale di stagione mostrato sembra più in forma rispetto all’italo-brasiliano. Tuttavia non ha mai agito in partita al fianco del bomber del Southampton, schierarli dal primo minuto contro il Belgio potrebbe essere un rischio. Classe ’91, nativo di Policoro (Basilicata), Zaza ha alle spalle un’importante gavetta nelle serie minori italiane, la quale gli ha permesso di imporsi in Serie A prima con i colori del Sassuolo e poi con quelli della Juventus. È un attaccante che si contraddistingue per lo spiccato agonismo che mostra in campo, lotta su tutti i palloni ed è utilissimo nel pressing. Mancino, possiede anche tiro, colpo di testa e forza fisica. Dovrebbe accomodarsi in panchina Ciro Immobile, convocato da Conte a seguito di un buon finale di stagione con il Torino. L’esperienza all’estero per il classe ’90 di Torre Annunziata non è stata memorabile, sia a Dortmund che a Siviglia non è riuscito a sfondare dimostrando il suo valore. Il suo cartellino è ancora di proprietà del club iberico che ha fissato il riscatto a 11 milioni, una cifra un po’ alta per le casse del Toro. Nell’annata 2013-2014 sotto la guida di Ventura raggiunse le 22 marcature stagionali in Serie A, Prandelli decise di regalargli una chance al Mondiale brasiliano, in cui però ha deluso le aspettative. “Ero arrivato in Brasile stanco di tutto il campionato, forse ho sofferto il caldo, adesso sono più fresco non avendo giocato le ultime partite” – ha dichiarato in una recente intervista. È un centravanti strutturato fisicamente ma allo stesso tempo dinamico, sa attaccare molto bene la profondità e possiede una conclusione potente e precisa. Completa il quadro degli attaccanti Lorenzo Insigne, la ciliegina finale sulla torta azzurra. Nella stagione appena conclusa a Napoli si è finalmente consacrato esibendo prestazioni straordinarie. È un fantasista che ama svariare su tutta la trequarti, nel 3-5-2 dell’Italia potrebbe essere schierato da seconda punta coadiuvato da un numero nove. Piccolo fisicamente e brevilineo, tocca di statura solamente 163 cm e proprio per questo imprendibile nel breve. La sua esplosione porta nome e cognome: Zdeněk Zeman, suo allenatore al Foggia e al Pescara, esperienze che gli hanno consentito di diventare titolare una volta tornato a Napoli. Di piede destro, è uno specialista nel dribbling nello stretto, possiede un tiro potente e ben calibrato dal limite dell’area oltre che una visione di gioco che interessa tutto il fronte offensivo. È nato a Napoli, più precisamente a Frattamaggiore, nel 1991 ed è cresciuto nel settore giovanile della compagine partenopea. Dopo esser entrato nel cuore dei tifosi della squadra che tifava fin da bambino, il suo prossimo obiettivo è conquistare l’Italia intera.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2)

Buffon

Barzagli    Bonucci    Chiellini

Candreva    Parolo    De Rossi    Giaccherini     Darmian

Pellè    Éder

LA STELLA

Leonardo Bonucci
Leonardo Bonucci

Il sergente della difesa juventina Leonardo Bonucci è il miglior giocatore della nazionale italiana, per la prima volta nel nostro cammino dedichiamo questa sezione a un centrale difensivo, come da tradizione per il calcio nostrano. L’Italia ha come proprio punto forte una retroguardia di ferro, capitanata al centro dalla rocciosa muraglia di Viterbo. Conte si affida ciecamente a lui, è stato il perno della difesa bianco-nera nel corso del lustro che ha portato ben cinque scudetti presso la corte di Agnelli. Bonucci nasce il primo maggio del 1987 proprio nella già menzionata città laziale e inizia a giocare con il pallone tra le fila della Viterbese. Nel 2005, a 18 anni, entra a far parte della prima squadra ma colleziona soltanto una serie di partite in C2. A fine anno sostiene un paio di provini con l’Inter che hanno esito positivo: i nerazzurri lo acquistano per 40.000 euro e lo aggregano alla formazione primavera. Da piccolo giocava a centrocampo, poi nell’esperienza meneghina è trasformato in difensore. Per questo mantiene ancora ottime qualità in fase di impostazione del gioco, possiede visione di gioco e un buon lancio lungo. Spesso si rende protagonista di cavalcate palla al piede e vanta anche un buon numero di gol grazie al tiro molto potente. Fa della forza fisica una delle sue migliori qualità, così come l’agonismo. Continua la sua carriera in prestito a Treviso e Pisa ma al termine delle due avventure nelle serie cadette non torna alla base. L’Inter lo cede al Genoa nell’ambito dell’operazione che porta a Milano Thiago Motta e Milito, i liguri tuttavia non lo tesserano poiché il Bari lo ingaggia con la formula della comproprietà. Gli basta un’unica stagione in terra barese per mettersi in mostra e ricevere la chiamata della Juventus. Sono ben 15,5 i milioni che i torinesi sborsano per rilevare il suo cartellino. La prima stagione frutta solamente un deludente settimo posto, poi con l’avvento di Conte in panchina la musica cambia e Bonucci si afferma a grandi livelli. Vuole mantenere gli stessi anche indossando la maglia azzurra e tentare almeno di bissare l’ottimo piazzamento di quattro anni fa.

LA PROMESSA

Federico Bernardeschi
Federico Bernardeschi

È uno dei giocatori più talentuosi che ha l’Italia, ripartire dai giovani come lui è d’obbligo. In un periodo in cui il calcio italiano sembra in crisi, bisogna costruire solide fondamenta per un futuro più roseo. L’ingaggio di Ventura come prossimo commissario tecnico potrebbe un punto a favore di quest’argomento, l’ex allenatore del Torino ha dimostrato in carriera di saper lavorare bene con linfa verde. Federico Bernardeschi è il giocatore italiano più giovane ad aver ricevuto la convocazione per la rassegna francese, un riconoscimento ampiamente meritato per quello messo in mostra nella stagione recentemente conclusa. Ala sinistra dotata di un mancino potente e velenoso, la velocità e il dribbling sono tra i suoi punti di forza. Nasce a Carrara, la città dei marmi, il 16 febbraio del 1994. Muove i primi passi con una squadra locale e sempre da bambino approda nella scuola calcio dell’Empoli, prima di sposare definitivamente i colori gigliati. La Fiorentina lo tessera nel 2003 e lo tiene dieci anni nel proprio settore giovanile, fino a quando è giunto per lui il momento di accumulare esperienza nella serie cadetta. Quale meta scegliere se non Crotone, specializzata a far crescere i più limpidi talenti italiani per poi rispedirli ai loro club di base. È il caso di Florenzi, di Cataldi (centrocampista laziale aggregato in nazionale per lo stage di Coverciano qualche settimana fa) e dello stesso Bernardeschi. Presso i pitagorici trova l’eldorado perfetto per farsi le ossa e torna alla base nell’estate del 2014 con un bottino di 12 reti in 39 gare di Serie B. Tuttavia nella sua prima stagione in maglia viola salta la quasi totalità delle partite per un brutto infortunio, riuscendo a totalizzare 12 presenze e 3 gol tra campionato ed Europa League. Segnare non è mai stato il suo forte, a darne prova sono le sole due marcature (più quattro in campi internazionali) messe a segno nell’annata 2015-2016, quella della sua consacrazione. L’esordio in nazionale è arrivato a marzo, nessuno avrebbe pensato a lui in Francia fino a qualche mese fa. Eppure il numero 10 della Fiorentina è riuscito a spuntarla ed è pronto a sorprendere tutti nel suo primo Campionato Europeo.

Be the first to comment

Leave a Reply