In viaggio per Euro 2016 – Girone E – Irlanda

IrlandaQuest’oggi andranno in scena tutte le gare della prima giornata del girone E, a cominciare dalla sfida tra Svezia e Irlanda. Dopo aver trattato della nazionale svedese nel recente articolo, andiamo adesso a conoscere velocemente la selezione allenata da Martin O’Neill, tecnico nord-irlandese in carica dal novembre del 2013. The Boys in Green sono stati inseriti in un gruppo di ferro e per loro sarà difficile accedere alla fase ad eliminazione diretta, il tal senso sarà fondamentale avere la meglio nella sfida d’esordio contro la Svezia e sperare nel passaggio tramite terzo posto. I pronostici infatti vedono la formazione isolana nettamente più debole rispetto alle più quotate Belgio e Italia, ma nel calcio tutto è possibile soprattutto quando in campo si mette il massimo del temperamento e dell’agonismo, peculiarità che non manca certo all’Irlanda. La qualificazione è arrivata tramite play-off, vinti a discapito della Bosnia ed Erzegovina. L’Irlanda si è piazzata terza nel suo girone qualificatorio alle spalle di Germania e Polonia ma sopra la Scozia. Inoltre è riuscita a togliersi la soddisfazione di avere la meglio nella gara di ritorno contro i campioni del mondo.

PORTIERI

Darren Randolph
Darren Randolph

Iniziamo ad avventurarci nei meandri della rosa irlandese partendo dall’introduzione del modulo. La formazione verrà schierata probabilmente con un inedito 4-3-1-2, ma ha dimostrato nelle ultime settimane di essere camaleontica e potersi adattare a circostanze diverse. Sono stati utilizzati nelle ultime uscite moduli differenti come il 4-4-2 e il 4-3-3. In porta ci sarà l’estremo difensore del West Ham Darren Randolph, titolare nelle ultime quattro gare di qualificazione (play-off inclusi) e nelle amichevoli recentemente disputate. Nonostante a Londra non vesta i panni del numero uno, nella stagione appena conclusa ha totalizzato il buon bottino di 15 presenze, delle quali 6 in Premier League. Classe ’87, ha giocato per tutta la propria carriera nel Regno Unito: principalmente in Inghilterra, ma anche in Scozia, dove ha militato tra il 2010 e il 2013 con i colori del Motherwell, club che gli ha garantito un posto da titolare. La sua riserva in nazionale sarà l’inossidabile Shay Given, secondo nella classifica dei giocatori più “anziani” partecipanti ad Euro 2016. La carta d’identità recita 20 aprile 1976 come data di nascita, a 40 anni compiuti sta partecipando al suo secondo Campionato Europeo della carriera. Con l’Irlanda conta 136 presenze, l’ultima delle quali risale a qualche giorno fa. In occasione della gara contro la Bielorussia è sceso in campo dal primo minuto a causa dell’assenza di Randolph. Gioca allo Stoke City, con cui ha un altro anno di contratto. Il club che lo ha reso celebre a tutta Europa è stato il Newcastle, compagine di cui ha difeso la porta per dodici stagioni. Il suo curriculum vanta anche esperienze al Blackburn, Swindon Town, Sunderland, Manchester City, Aston Villa e Middlesbrough. È partito per la Francia anche Keiren Westwood, estremo difensore dello Sheffield Wednesday, con cui ha sfiorato la promozione in Premier League. Classe ’84, in nazionale ha il discreto bottino di 18 apparizioni.

DIFENSORI

Séamus Coleman
Séamus Coleman

In difesa non ci dovrebbero essere grandi dubbi, il probabile quartetto titolare è destinato a scendere in campo dal primo minuto nel match contro la Svezia senza grandi complicazioni. Largo a destra sulla fascia agirà Séamus Coleman, una delle stelle della compagine irlandese. Gioca all’Everton e in nazionale ha indossato un paio di volte anche la fascia di capitano, è uno dei calciatori a disposizione di O’Neill più conosciuti all’estero. Classe ’88, il suo valore di mercato si aggira intorno ai 20 milioni di euro, in virtù delle ottime prestazioni espresse nelle ultime annate in Premier League. I Toffees lo acquistarono nel 2009 dallo Sligo Rovers per appena 70 mila euro e lo aggregarono alla prima squadra dopo un’esperienza in prestito al Blackpool. È un laterale di fascia dotato di grande fiato, la resistenza fisica è una delle sue migliori qualità. È veloce e abile nei cross, ma di distingue in positivo soprattutto in fase difensiva. A sinistra si muoverà Robbie Brady, classe ’92 del Norwich. Non avendo l’Irlanda nessun giocatore adatto a soddisfare i requisiti d’età per esser considerato la “promessa” della nazionale, ho scelto di assegnare questo ruolo al più talentuoso dei più giovani della squadra, così come avvenuto per la Repubblica Ceca. Per questo parleremo di lui più tardi. Al centro della retroguardia agirà l’esperto John O’Shea, veterano della nazionale. Ha sulle spalle 35 primavere e 111 presenze in nazionale, si è fatto conoscere in palcoscenici importanti durante i nove anni di militanza al Manchester United, nei quali ha potuto arricchire la sua bacheca con 5 campionati, una FA Cup, 3 Coppe di Lega, 4 Community Shield, una Champions League e un Mondiale per Club. «Sono fortunato ad avere giocatori come O’Shea. Sono sicuro che se lo schierassi come attaccante lui segnerebbe» – disse riguardo il difensore irlandese Sir Alex Ferguson, suo allenatore ai tempi dei Red Devils. Effettivamente l’attuale capitano del Sunderland in carriera ha ricoperto svariati ruoli, dimostrando di essere pericoloso anche in zona-gol sui calci piazzati. Quando era più giovane veniva impiegato come terzino, adesso è invece molto più compassato e agisce solamente da centrale. Sarà affiancato da Ciaran Clark, difensore dell’Aston Villa. Classe ’89, ha i colori dei Villans tatuati sulla pelle, avendo vestito la maglia dell’Aston sia ai tempi delle giovanili che in Premier League da professionista. Trapattoni, durante il periodo in cui sedeva sulla panchina dell’Irlanda, decise di spostarlo definitivamente al centro della difesa dopo aver vagato per anni in mediana e sulle fasce. La principale riserva sarà Richard Keogh, capitano del Derby County. Nei play-off contro la Bosnia ha totalizzato 180′ minuti ed è sceso in campo al posto di O’Shea, in coppia con Clark. Spera ancora in un ruolo da comprimario ad Euro 2016, in nazionale conta 12 presenze. È nato e cresciuto in Inghilterra, dove si è sviluppata la sua carriera calcistica. Ad agosto compirà 30 anni, è un difensore arcigno dal fisico possente ma allo stesso tempo relativamente rapido. Shane Duffy sarà la quarta scelta, è entrato a far parte della nazionale recentemente dopo anni in U-21. Classe ’92, gioca al Blackburn, nella seconda serie inglese, ma conta anche una manciata di apparizioni in Premier League con l’Everton. Sia a destra che sulla fascia mancina sono stati convocati due terzini di riserva. Per il primo caso si tratta di Cyrus Christie, laterale classe ’92 in forza al Derby County. È nato a Coventry, in Inghilterra, e proprio con il principale club della sua città natale si è affermato in patria tra divisione cadetta e League One. Tuttavia l’Irlanda ha potuto chiamarlo date le origini della nonna, nativa di Dublino. Particolarmente veloce, nell’amichevole contro la Bielorussia è stato schierato dal primo minuto, così come Stephen Ward, il terzino sinistro di riserva. Classe ’85, quest’anno ha conquistato la promozione diretta in Premier League con la maglia del Burnley. Nell’élite del calcio anglosassone collezionò parecchie presenze con i colori del Wolverhampton tra il 2009 e il 2012, è uno dei membri della vecchia guardia in nazionale, come testimoniano le 33 presenze.

CENTROCAMPISTI

Wes Hoolahan
Wes Hoolahan

Il 4-3-1-2 prevede che a centrocampo agiscano tre giocatori, ma non è da escludere la pista che porta a una mediana a due con altrettanti esterni di fascia. Tuttavia abbiamo scelto di considerare il precedentemente menzionato modulo per presentare la nazionale e continuiamo a tenerne conto. È più che sicuro del posto da titolare James McCarthy, altro giocatore di spessore dell’Irlanda in forza all’Everton. Classe ’90, ottime qualità fisiche e tecniche lo rendono il miglior giocatore della propria nazionale. Ci occuperemo di lui in seguito, nella sezione dedicata alla stella della rosa. Al centro della mediana si muoverà Glenn Whelan, nato a Dublino nel 1984. Qualche settimana fa ha tagliato il traguardo delle 70 partite in nazionale, è un giocatore di esperienza ed affidabilità. Gioca allo Stoke City dal gennaio del 2008, quando i Potters lo prelevarono dallo Sheffield Wednesday. Ha totalizzato in carriera quasi 250 presenze in Premier League, di conseguenza dovrà essere una delle guide della nazionale irlandese. Completa il terzetto di centrocampo Jeff Hendrick, apprezzato soprattutto per la sua versatilità. Può agire da intermedio in mediana, da esterno di fascia e anche da trequartista, in un modulo che può cambiare come quello irlandese ha il posto assicurato. Garantisce giovinezza al reparto essendo un classe ’92, tuttavia ha alle spalle più di una ventina di gare con l’Irlanda. Gioca al Derby County, è un centrocampista completo abile soprattutto nel passare la palla. Occhio anche alla candidatura di David Meyler, fresco di promozione in Premier League con l’Hull City. Classe ’89, ha disputato un’ottima stagione e in nazionale rappresenta una delle seconde linee di lusso. Anch’egli nasce centrale ma può essere dirottato sulle fasce. Completa il discorso relativo agli interni di centrocampo Stephen Quinn, piccolo folletto acquistato in estate dal Reading. Classe ’86, è alto solamente 168 cm e proprio per questo è molto agile e abbastanza veloce, possiede inoltre buone doti tecniche che lo rendono un calciatore prettamente offensivo. Il trequartista alle spalle delle due punte sarà Wesley Hoolahan. Pure lui fisicamente è minuto ma nel suo repertorio figurano ottime doti tecniche come controllo palla, visione di gioco, dribbling e bravura nel passaggio. Classe ’82, è una bandiera del Norwich, avendo vestito la maglia giallo-verde negli ultimi otto anni.

ATTACCANTI

Shane Long e Jonathan Walters
Shane Long e Jonathan Walters

L’Irlanda ha in rosa buoni esterni offensivi ed altrettanti attaccanti di qualità. Le ali non dovrebbero partire dal primo minuto con il 4-3-1-2 ma potrebbero rivelarsi utili a gara in corso per arrecare rapidità e tecnica all’attacco. È il caso di Aiden McGeady, esterno classe ’86 dell’Everton celeberrimo in tutto il mondo per la sua McGeady Spin, variante della veronica inventata proprio dal fantasista di Derry. È uno dei calciatori irlandesi più conosciuti all’estero, a regalargli fama è stata l’esperienza scozzese al Celtic che gli ha permesso di mettere in bacheca numerosi riconoscimenti a livello personale e di squadra. Il suo marchio di fabbrica è naturalmente il dribbling, a cui abbina velocità, cross, controllo palla ed agilità. Altre due opzioni che ha a disposizione il ct O’Neill sono Jonathan Walters e James McClean, entrambi in forza in Premier League. Il primo veste i colori dello Stoke City dal 2010 ed è primatista di presenze del club in campi internazionali. Classe ’83, è un giocatore di indiscussa esperienza, accumulata durante la sua militanza nella massima serie inglese. Le sue migliori qualità sono le ottime doti fisiche e il temperamento. McClean è sei anni più giovane ed è stato acquistato più o meno un anno fa dal West Bromwich, che per averlo ha versato 2,1 milioni di euro nelle casse del Wigan. Mancino e dribblatore esperto, è nato in Irlanda del Nord ma ha scelto di rappresentare a livello internazionale i colori della più blasonata Irlanda, decisione che ha scaturito non poche polemiche nell’ambiente nord-irlandese. Lì davanti Robbie Keane è ancora in corsa per un posto da titolare nonostante abbia sulle spalle quasi 36 primavere. Dal 2011 gioca negli Stati Uniti al Los Angeles Galaxy, esperienza che gli ha consentito di continuare a giocare con continuità e sparare al meglio le ultime cartucce rimaste. La sua carriera in Premier League e con la nazionale è invidiabile: in maglia verde conta 143 partite e 67 gol, nella massima divisione anglosassone ne ha totalizzate invece 368, arricchite da 131 marcature. La maggior parte di esse le ha collezionate durante l’esperienza al Tottenham, tuttavia ha vestito anche le divise di Coventry City, Leeds United, Liverpool, West Ham e Aston Villa. Si gioca il posto da titolare con Walters e, nel caso fosse schierato dal primo minuto, sarà affiancato da Shane Long, considerato il suo erede in nazionale. Classe ’87, la sua rete contro la Germania ha regalato una storica vittoria alla selezione tinta di verde. Milita tra le fila del Southampton, con cui ha messo a segno 13 reti nella stagione appena terminata. È un attaccante completo, non molto alto e per questo veloce. Specializzato nel giocare in profondità, possiede però grande elevazione che gli permette di segnare anche attraverso colpi di testa. Daryl Murphy è stato convocato per il ruolo di terza punta. Classe ’83 dell’Ipswich, è ancora a caccia della prima rete in nazionale.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2)

Randolph

Coleman    O’Shea    Clark   Brady

McCarthy    Whelan    Hendrick

Hoolahan

Long    Walters
Long    (Keane)

LA STELLA

James McCarthy
James McCarthy

L’Everton negli ultimi anni è diventata la casa di tutti gli irlandesi talentuosi: di Coleman e McGeady abbiamo già trattato, adesso è il turno di dedicare un’intera sezione a James McCarthy, a cui O’Neill ha affidato le chiavi del reparto mediano irlandese. In questo Europeo si gioca molto, dovrà consacrarsi in campi internazionali dopo aver messo in luce ottime prestazioni negli anni all’Evrton. In palcoscenici europei conta solamente una manciata di apparizioni in Europa League, per la precisione otto, totalizzate nell’edizione 2013-2014 nella quale l’Everton è stato eliminato agli ottavi di finale dalla Dinamo Kiev. Ha le caratteristiche per far bene, è un giocatore completo sotto tutti i punti di vista. È un centrocampista grintoso, resistente fisicamente e abile nel riconquistare il pallone. Tuttavia possiede anche ottima tecnica di base, la quale gli consente di smistare il pallone con facilità. Nasce a Glasgow, in Scozia, il 12 novembre del 1990. Rappresenta a livello internazionale i colori dell’Irlanda grazie alle origini del nonno e di un ramo della sua famiglia. Il suo sogno è giocare un giorno nel Celtic, il club che tifa sin da bambino, tuttavia riesce a sfondare nella propria terra natale solamente con l’ Hamilton Academical, club con cui conquista dopo due anni in serie cadetta la promozione nella Premier League. Le ottime prestazioni in giovane età gli valgono la chiamata del Wigan, che lo preleva dalla sua compagine d’appartenenza per circa cinque milioni di euro. Nella massima divisione anglosassone ha una crescita costante e sorprende tutti gli addetti ai lavori date le poche primavere sulle spalle. Il momento di lasciare i Latics arriva nel settembre del 2013, quando si trova davanti a un bivio: continuare a difendere i colori per cui ha sempre lottato in Championship oppure sposare il progetto dell’Everton, squadra che lo vuole a tutti i costi ed è pronta a sborsare 15 milioni di euro per averlo. La sua scelta ricade sulla seconda opzione e vola a Liverpool per firmare il contratto. In tre stagioni è diventato un pilastro del centrocampo dei Toffees e ha visto lievitare il suo valore di mercato che adesso è intorno ai 20 milioni di euro. L’Europeo sarà una buona occasione per farlo aumentare ancor di più.

LA PROMESSA

Robbie Brady
Robbie Brady

L’Irlanda con i quasi 30 anni di età media è la squadra più vecchia anagraficamente di Euro 2016. Tuttavia questo dato è alzato a dismisura da alcuni elementi della rosa prossimi al ritiro (spiccano su tutti Given, O’Shea e Given). O’Neill potrà contare in futuro su giocatori giovani abbastanza talentuosi, lo stesso McCarthy è un classe ’90 e ha davanti a sé molti altri anni di carriera ad alti livelli. Sono ben quattro i giocatori nati nel 1992 convocati per la rassegna francese, ho selezionato per il ruolo di promessa della squadra il terzino Robbie Brady, titolare nella stagione appena conclusa al Norwich. È stato uno dei colpi estivi della compagine giallo-verde, che lo ha acquistato per quasi dieci milioni di euro dall’Hull City. Purtroppo per lui e per la sua squadra la stagione non è stata memorabile, il brutto piazzamento finale relegherà il Norwich alla seconda serie dalla prossima stagione. Probabilmente il terzino sinistro irlandese resterà in squadra e lotterà per la promozione, ma un buon Europeo potrebbe farlo conoscere a club di spessore internazionale e avvicinarlo alla cessione. Il suo prezzo di mercato non è affatto basso, dall’investimento compiuto quasi un anno fa i Canaries non vogliono perdere un centesimo. Brady nasce a Dublino, la capitale irlandese, il 14 gennaio del 1992. Trascorre una decina d’anni nel settore giovanile dei St Kevin’s Boys prima di essere notato dal Manchester United e portato in Inghilterra. Con i Red Devils svolge tre anni di settore giovanile e debutta in prima squadra nel settembre del 2012 in una sfida di League Cup vinta contro il Newcastle. È l’unica apparizione registrata con lo United, nel gennaio del 2013 viene ceduto a titolo definitivo all’Hull City dopo due esperienze in prestito presso il club delle Tigri. Disputa le prime due stagioni da titolare in Premier League e a seguito della retrocessione nel 2015 lascia la squadra per accasarsi al Norwich. Chissà se la storia potrà ripetersi, adesso però il laterale mancino con peculiarità prettamente offensive è focalizzato sul Campionato Europeo.

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