In viaggio per Euro 2016 – Girone E – Belgio

BelgioSiamo finalmente giunti al girone della nostra Italia, che è stata sorteggiata nello stesso gruppo di Belgio, Svezia e Irlanda. La nazionale belga sarà la prima formazione che analizzeremo. Gran parte degli addetti ai lavori considera i Diavoli Rossi una delle migliori selezioni al mondo, come testimonia il terzo posto nel Ranking FIFA. L’obiettivo per i ragazzi di Marc Wilmots, in carica dal 2012, è passare il girone al primo posto e raggiungere quanto meno le semifinali. Agli ottavi di finale la prima qualificata del girone E incontrerà la seconda del gruppo D (composto da Spagna, Croazia, Repubblica Ceca e Turchia). La parte del tabellone in cui è il Belgio (nel caso arrivasse primo nel proprio gruppo) non sorride però molto: ai quarti si potrebbe incontrare la Germania e andando ancora avanti i padroni di casa francesi. Vincere la competizione non è un obiettivo impossibile ma alquanto difficile da raggiungere, nonostante il valore della rosa molto elevato. Per adesso il miglior risultato ottenuto dalla nazionale belga risale agli Europei italiani del 1980, quando Jan Ceulemans e compagni si arresero solamente in finale di fronte alla Germania Ovest. Bissare quel piazzamento sarà un’impresa ardua, la squadra belga ne ha però le capacità. Andiamo a conoscerla al meglio adesso.

PORTIERI

Thibaut Courtois
Thibaut Courtois

Il modulo che il Belgio adotterà è il 4-2-3-1, utilizzato in gran parte delle partite di qualificazione all’Europeo. Tuttavia in più di un occasione è stato testato il 4-3-3, identico negli uomini ma con De Bruyne relegato al ruolo di intermedio di centrocampo. In porta ci sarà senza dubbio Thibaut Courtois, uno dei migliori al mondo nel suo campo. Negli ultimi tre anni si è sempre piazzato tra i primi cinque posti nella classifica dei più bravi estremi difensori del pianeta, nel 2014 raggiunse addirittura la seconda posizione. A renderlo noto al grande pubblico è stata soprattutto l’esperienza all’Atletico Madrid, durata tre stagioni e terminata con la vittoria della Liga spagnola. I 199 cm di altezza gli consentono di essere insuperabile nelle uscite alte e di coprire bene lo specchio della porta. Nato il 1992, è cresciuto nel settore giovanile del Genk, squadra che nel 2011 lo cedette al Chelsea per 9 milioni di euro. I Colchoneros ne hanno spesi invece solamente 1,2 per averlo in prestito per tre annate, nelle quali è maturato moltissimo fino a diventare il pilastro della propria nazionale. Nell’estate del 2014, dopo aver disputato un ottimo Mondiale, è tornato al Chelsea e vinto subito la Premier League inglese. Così come lui è tra i migliori numeri uno della rassegna francese, il suo vice è uno dei più bravi 12. Simon Mignolet è il titolare del Liverpool, ha trovato spazio nelle ultime due partite di qualificazione agli Europei e nell’amichevole contro l’Italia a causa dell’infortunio di Courtois. Classe ’88, è in pianta stabile in nazionale dal 2011, anno in cui per un breve periodo si impose come titolare del Belgio. È nato nel 1988 a Sint-Truiden, città fiamminga, e proprio con l’omonima squadra ha debuttato tra i professionisti. Nel 2009, quando militava nella seconda serie belga, si tolse la soddisfazione di entrare una volta nel tabellino dei marcatori trasformando un calcio di rigore nella goleada contro il KSK Ronse. Il Sunderland lo acquistò nel 2010 per 2,5 milioni di euro e lo cedette tre anni dopo ai Reds per 10,6 milioni. Il terzo portiere convocato è una vecchia conoscenza del calcio italiano, uno dei veterani di Euro 2016. Il Belgio ha una media-età molto bassa (la terza della competizione), che potrebbe esserlo ancora di più senza la presenza di un trentasettenne che di appendere i guantoni al chiodo non ne vuole sapere. Jean-François Gillet ha disputato un’intera annata da titolare al Mechelen, nella Jupiler League belga, ma dopo gli Europei tornerà a Catania: gli etnei infatti detengono ancora il suo cartellino. Il 4 ottobre del 2015 si è reso protagonista di una prestazione straordinaria, avendo neutralizzato tre rigori nell’arco della stessa sfida contro l’Anderlecht. Il Gatto di Liegi è uno specialista nel parare i tiri dal dischetto, in carriera ne ha respinti più di una trentina. È convocato regolarmente dalla nazionale dal 2009, ha saltato solamente tutte le partite che vanno dall’agosto del 2013 a quello del 2014 (Mondiale incluso) a causa della squalifica per calcioscommesse, la più grande macchia della sua carriera. Ha conseguito i migliori risultati della sua vita calcistica al Bari, il suo curriculum vanta anche esperienze allo Standard Liegi, al Monza, al Treviso, al Bologna e al Torino, oltre che le varie squadre già nominate in precedenza.

DIFENSORI

Jan Vertonghen
Jan Vertonghen

In difesa il Belgio è stato decimato da infortuni e Wilmots ha dovuto compiere delle scelte quasi obbligate. Le assenze di Kompany e Lombaerts, a cui si sommano quelle di Boyata ed Engels, hanno regalato la maglia da titolare a chi fino a poco tempo fa la considerava un miraggio. Sto parlando di Jason Denayer, giovane talento classe ’95 del Manchester City ma ancora agli albori della sua esperienza in nazionale. Conta appena sette presenze ma è destinato a giocare la prima partita dell’Europeo contro l’Italia dal primo minuto. La sua famiglia è originaria della Repubblica Democratica del Congo ma è nato e cresciuto a Bruxelles. L’impressione è che Pep Guardiola lo terrà in squadra il prossimo anno, le due esperienze in prestito al Celtic e al Galatasaray (con cui ha disputato un’ottima stagione quest’anno) lo hanno fatto maturare molto. Si contraddistingue per l’utilissima versatilità. È infatti un difensore polivalente, può agire da terzino destro oppure al centro del reparto. Con il Belgio dovrebbe muoversi da centrale ma potrebbe anche scambiare la propria posizione in campo con quella di Toby Alderweireld, come accaduto nell’ultima amichevole giocata e vinta contro la Norvegia. Quest’ultimo si è distinto in positivo nella grande stagione del Tottenham, in Inghilterra sembra essersi definitivamente consacrato dopo un’avventura non certo memorabile all’Atletico Madrid. Non è un fulmine di guerra ma è forte fisicamente, molto attento in marcatura e roccioso nei contrasti. Possiede grande potenza nelle gambe e buona elevazione, ciò gli permette di essere valido anche nel gioco aereo. Classe ’89, è stato forgiato dalla cantera dell’Ajax che nel 2013 lo vendette in Spagna per 7 milioni di euro. Ne hanno spesi ben 16 gli Spurs per prelevarlo dallo stesso Atletico in estate, a rivitalizzarlo è stata una parentesi in prestito al Southampton. Adesso il suo valore di mercato è più o meno raddoppiato, il Belgio può contare sul suo stato di forma invidiabile. Lo stesso discorso vale per Jan Vertonghen, suo compagno di squadra al White Hart Lane. I due si conoscono molto bene, hanno giocato per anni insieme all’Ajax e adesso si ritrovano fianco a fianco al Tottenham e in nazionale. Anche lui è stato autore di un’ottima stagione, conclusa al terzo posto e in lotta con lo scudetto con il Leicester fino a poche giornate dalla fine. SuperJan è una delle bandiere del Belgio, in nazionale conta 75 apparizioni e ha disputato la Coppa del Mondo 2014 e i Giochi Olimpici del 2008. Classe ’87, prima di volare in Olanda aveva militato nel settore giovanile del G. Beerschot, così come Alderweireld. Sfiora i 190 cm di altezza, è dotato di un mancino potentissimo che gli permette di calciare le punizioni anche da lunga distanza. Colpo di testa e temperamento fanno parte del suo repertorio, la discreta velocità gli ha consentito in carriera di esser schierato più volte da terzino sinistro. In nazionale dovrebbe ricoprire questa posizione, anche se l’infortunio di Thomas Vermaelen lo sposterà probabilmente al centro della difesa nel debutto contro l’Italia. Il difensore del Barcellona è alle prese da giorni con un problema muscolare, non dovrebbe essere molto grave ma usare il condizionale è d’obbligo. Anche lui ha mosso i primi passi nel settore giovanile del G. Beerschot e ha vestito per anni la maglia dell’Ajax, condividendo lo spogliatoio con i suoi attuali compagni di nazionale Vertonghen e Alderweireld. I tre si conoscono a memoria, può essere questo il vantaggio della nazionale belga in difesa. Classe ’85, è un difensore centrale mancino che può essere impiegato pure sulla fascia o essere avanzato a centrocampo. Potenzialmente è un difensore perfetto, dal punto di vista delle caratteristiche di gioco non gli manca praticamente nulla: è veloce ma allo stesso tempo forte fisicamente, abile nel gioco aereo (nonostante la statura non molto elevata), esperto nell’anticipo, dotato di buon tiro e passaggio, specialista dei calci piazzati e caratterizzato da gran temperamento. Quello che lo ha frenato in carriera sono stati ripetuti problemi fisici, soprattutto negli ultimi anni. Saranno attenti alle sue prestazioni i tifosi del Milan, il club rossonero sembra infatti che abbia chiesto in prestito il difensore belga al Barcellona. Nel caso dovesse assentarsi, come probabile, nella prima partita, Vertonghen sarà spostato al centro e a sinistra si muoverà Jordan Lukaku, fratello del più conosciuto Romelu nonché figlio dell’ex calciatore della nazionale dello Zaire Roger “Memena” Lukaku. Nato ad Anversa nel 1994, ha debuttato in nazionale a ottobre in un match di qualificazione agli Europei vinto a discapito dell’Andorra. È sceso in campo anche in tre delle ultime quattro amichevoli disputate dal Belgio. Nessuno avrebbe scommesso su di lui fino a qualche mese fa, oggi invece, complici vari problemi fisici dei suoi compagni di reparto, potrebbe indossare la maglia belga dal primo minuto contro l’Italia. Piccolo fisicamente ma ben strutturato, velocità ed accelerazione sono i suoi punti di forza. È uno dei quattro giocatori del campionato belga a esser convocato in nazionale, gioca infatti l’Ostenda. Gli altri tre sono il già nominato Gillet, il terzino Meunier ed il difensore centrale del Genk Christian Kabasele. Ha vinto il ballottaggio con  Guillaume Gillet per una convocazione, rappresenta la principale novità introdotta da Wilmots per questi Europei. È nato nel 1991 a Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo, ma da bambino si trasferì in Belgio. Anche suo fratello Nathan è un calciatore (ex Torino), così come lo zio Dieumerci Mbokani, stella della nazionale congolese. Ha disputato un’ottima stagione al Genk e staccato un biglietto per Euro 2016, nonostante sia ancora a caccia del debutto con il Belgio. Completa il pacchetto dei centrali difensivi Laurent Ciman, in forza in Canada al Montreal Impact. Il suo gol di testa su calcio d’angolo ha regalato la vittoria al Belgio nell’amichevole contro la Norvegia, in caso di necessità sarà il primo centrale di riserva chiamato in causa. Ha dalla sua parte l’esperienza, il 5 agosto compirà infatti 31 anni. È un difensore dinamico che fa della velocità e dell’agonismo i suoi punti di forza. Infine dedichiamo qualche riga a Thomas Meunier, terzino destro del Club Bruges il cui nome era già stato accennato in precedenza. È tra i migliori giocatori in forza nel campionato belga, nel corso degli anni è spesso finito nei taccuini degli osservatori di blasonate compagini europee. In Francia non sarà un titolare ma sulla corsia di destra sarà la prima riserva. Classe ’91, in passato giocava da attaccante e conserva ancora spiccate doti in fase offensiva.

CENTROCAMPISTI

Axel Witsel
Axel Witsel

A centrocampo il Belgio può puntare su quattro giocatori di assoluto spessore. Tuttavia Wilmots sembra aver già fatto le sue scelte e la coppia titolare non dovrebbe essere toccata. Sul centro-destra agirà Radja Nainggolan, centrocampista in forza alla Roma. È soprannominato il Ninja sia per le sue origini orientali (il padre è infatti indonesiano) che per il modo di lottare in campo. È un giocatore dotato di grande tempra e agonismo, in campo non tira mai indietro la gamba dal primo all’ultimo minuto di gioco. Sa farsi valere negli inserimenti in area di rigore e possiede un buon tiro dalla distanza, è un centrocampista completo e polivalente capace di dare il meglio sia in fase offensiva che difensiva. Classe ’88, il Piacenza lo portò in Italia nel 2005 e lo fece crescere nel proprio settore giovanile. Dopo parecchie stagioni in Serie B venne acquistato dal Cagliari, con cui si è consacrato nella massima serie italiana. La chiamata della Roma è arrivata nel gennaio del 2014, in totale i giallo-rossi hanno pagato le sue prestazioni circa 18 milioni di euro, tra i soldi del prestito e quelli del riscatto. Il suo futuro potrebbe essere però lontano dalla Città Eterna, infatti il Chelsea di Conte sembra aver messo gli occhi su di lui. Si è affermato in nazionale dopo il Mondiale 2014, saltato per scelta tecnica. Farà coppia con Axel Witsel, accostato proprio alla Roma negli ultimi mesi. Il suo nome circola in orbita calciomercato da anni, in passato il Milan era stato molto vicino ad acquistarlo. A 27 anni potrebbe essere il momento di avventurarsi in un campionato europeo d’élite, anche se con lo Zenit ha sempre disputato la Champions League negli ultimi anni. È un centrocampista molto valido tecnicamente, dotato di ottima visione di gioco e dribbling. Molto roccioso fisicamente, in passato per stile di gioco è stato paragonato a Patrick Vieira. È nato nel 1989 a Liegi ed è cresciuto tra le fila della principale squadra della sua città. Come molti altri compagni di nazionale possiede il doppio passaporto: suo padre infatti è originario di Martinica, isola dei Caraibi. Lo Zenit lo prelevò nel 2012 dal Benfica per 40 milioni di euro, al momento si potrebbe però acquistare per una cifra più bassa. Tra le riserve spicca il nome di Mousa (scritto a volte anche come Moussa) Dembelé, rinato quest’anno nella splendida stagione al Tottenham. Nell’annata 2014-2015 il suo valore era nettamente calato, oggi invece si presenta all’Europeo in un grande stato di forma frutto di prestazioni positive nel campionato inglese. È un centrocampista mancino molto dotato tecnicamente, ha un tocco di palla sopraffino ed elegante. Coniuga alla perfezione mostruosa forza fisica con eccezionale controllo palla, l’esperienza in Inghilterra lo ha inoltre fatto crescere dal punto di vista tattico. Classe ’87 di origine maliana, è esploso in Olanda all’AZ Alkmaar, da cui il Fulham lo acquistò nel 2010 per 6 milioni di euro. Ne ha spesi ben 16 il Tottenham per rilevare il suo cartellino esattamente due anni dopo, il suo valore di mercato attuale è lo stesso ma negli anni non sono mancati alti e bassi. All’occorrenza potrebbe essere schierato sulla linea mediana anche Marouane Fellaini, destinato però ad agire dietro la punta centrale sulla trequarti. Il centrocampista di origine marocchina è stato una colonna portante del Belgio degli ultimi anni, tra i giocatori più apprezzati a livello internazionale. Veste la maglia del Manchester United, che lo ha acquistato nella sessione estiva del 2013 per più di 30 milioni di euro dall’Everton. La sua valutazione è un po’ scesa nelle ultime stagioni, quest’anno non ha trovato grande continuità e solo 12 volte è sceso in campo dal primo minuto in Premier League. In Belgio tuttavia continuano a credere in lui, le chiavi del centrocampo della nazionale sono nelle sue mani e l’Europeo sarà una buona occasione per riscattarsi. È un giocatore duttile, può muoversi sulla trequarti ma anche in posizione più arretrata. Alto 194 cm, nel gioco aereo è praticamente imbattibile. Fisicamente parlando è tra i migliori al mondo nel suo ruolo, inoltre è anche dotato di buona tecnica di base e abilità nei passaggi. A tutto abbina grande temperamento, il quale lo rende uno dei leader del Belgio in campo. Classe ’87, ha militato tra le fila di vari club durante il periodo del settore giovanile. Lo Standard Liegi lo lanciò nel calcio professionistico nel 2006 e lo cedette all’Everton per 22 milioni di euro nel 2008. All’epoca era considerato una grande promessa, oggi è un calciatore ampiamente affermato che è a caccia di rivalsa.

ATTACCANTI

Romelu Lukaku
Romelu Lukaku

Sedetevi comodi e preparatevi a un’insalata di nomi di altissimo livello perché l’attacco del Belgio è tra i migliori di tutto l’Europeo, sia per quanto concerne i titolari, sia per quanto riguarda le riserve. A sinistra del trequartista che si muoverà dietro all’unica punta agirà Eden Hazard, un nome con il sigillo di garanzia. Per adesso non ha bisogno di grandi presentazioni, ha vinto il ballottaggio con Kevin De Bruyne per il ruolo di “stella” della squadra e gli dedicheremo una sezione intera più tardi. Quest’anno aveva il difficilissimo compito di non passare da campione a bidone, i 74 milioni sborsati in estate dal Manchester City per averlo sono un peso importante da portare sulle spalle. Il giovane biondo di Drongen ci è riuscito alla grande facendo quello che riesce meglio: segnare e mandare in porta i propri compagni. Sono ben 16 gli assist confezionati quest’anno, se sommati ai 17 gol realizzati si ottiene un bottino invidiabile. Ha trascinato la squadra di Pellegrini in semifinale di Champions League grazie ai due gol messi a segno tra andata e ritorno contro il PSG. Per adesso è tra i più bravi al mondo nel suo ruolo ma con il passare degli anni e il conseguente accumulo di esperienza potrà migliorare ancora di più. Possiede grandissime qualità tecniche, soprattutto per quanto riguarda dribbling, cross, conclusione in porta e visione di gioco. Classe ’91, in passato ha vestito le maglie di Genk, Werder Brema, Chelsea e Wolfsburg. I Blues si sono pentiti di averlo ceduto per 22 milioni di euro in Germania nel gennaio del 2014, stessa cosa avvenuta per Romelu Lukaku qualche mese più tardi. Il bomber di origine congolese è stato venduto all’Everton per una cifra nettamente superiore (35 milioni di euro) ma l’affare con gli anni non si è rivelato lungimirante. Per una cifra quasi analoga i londinesi hanno acquistato Diego Costa, che non ha reso quello che ci si aspettava. Lukaku però lascerà probabilmente Liverpool in estate, non ha nascosto la sua ambizione di giocare la Champions League. Il suo procuratore è Mino Raiola, nei prossimi mesi si scatenerà un’asta di mercato per averlo. Classe ’93, debuttò con il Belgio a soli 17 anni e ad oggi conta già 45 presenze. L’esordio era inevitabile, il nuovo Drogba quell’anno vinse il premio di capocannoniere del campionato belga pur essendo ancora minorenne. Il Chelsea lo acquistò per 22 milioni di euro dall’Anderlecht e lo mandò, dopo una prima stagione trascorsa in naftalina, in prestito al West Bromwich. Tornò a fine anno con un biglietto da visita che recitava 17 reti in Premier League, le quali tuttavia non bastarono a regalargli un posto in rosa a disposizione di José Mourinho. I Toffees lo acquistarono in prestito e a fine anno lo hanno riscattato, sin da subito si rivelò imprescindibile. È un attaccante incredibilmente forte fisicamente, lo dimostrano 192 cm di altezza per 100 kg di peso. Ciò non gli impedisce di essere estremamente veloce e abile a giocare sulla linea del fuorigioco. Mancino, ha un tiro molto potente a cui abbina fiuto del gol e precisione di testa. La sua riserva sarà Christian Benteke, con cui condivide le origini congolesi e caratteristiche tecniche quasi identiche. Il centravanti del Liverpool saltò nel 2014 il Mondiale brasiliano per una lacerazione del tendine d’Achille, l’Europeo per lui sarà la prima grande competizione da disputare con la maglia del Belgio. È nato a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, nel 1990 ed è cresciuto nel settore giovanile di Standard Liegi e Genk. Con entrambe ha debuttato nella massima serie belga ed è andato a segno almeno una volta. Al Genk ha disputò un’ottima stagione 2011-2012 dopo un paio di esperienze formative in prestito. L’Aston Villa lo portò in Inghilterra per dieci milioni di euro quattro anni fa, a Birmingham è maturato moltissimo fino a diventare uno dei più apprezzati numeri nove d’Inghilterra. Il Liverpool in estate lo ha pagato 46,5 milioni di euro ma non ha rispettato del tutto le attese, anche per lui l’Europeo sarà un’occasione per riscattarsi. Completano il quadro delle prime punte Michy Batshuayi e Divock Origi. Del secondo parleremo più tardi, è infatti l’unico giocatore della rosa ad esser nato dopo il 1994 e che quindi rispetta i requisiti d’età per esser considerato la “promessa” della nazionale. Anche Batshuayi è giovane, la carta d’identità recita come data di nascita 2 ottobre 1993. È la stella del Marsiglia ma in estate lascerà con ogni probabilità la Francia per accasarsi in Inghilterra: è infatti a un passo dalla firma con il Tottenham. Originario della Repubblica Democratica del Congo, ha davanti a sé un roseo avvenire. La velocità il suo principale punto di forza insieme al fiuto del gol. Prima di approdare a Marsiglia aveva messo in mostra ottime prestazioni allo Standard Liegi. Non mi sono dimenticato di Dries Mertens, il piccolo folletto del Napoli che parte da seconda linea nelle gerarchie di Wilmots ma può rivelarsi utilissimo a gara in corso. È un’ala sinistra piccola fisicamente e brevilinea, accentrarsi e calciare in porta a giro dal limite dell’area è il suo marchio di fabbrica. Possiede una tecnica innata, l’eccezionale velocità, abbinata con il dribbling, lo rende quasi imprendibile dai difensori avversari. Inoltre in carriera ha dimostrato di trovare la porta con relativa facilità, 143 gol da professionista per un esterno offensivo classe ’87 non sono pochi. È cresciuto, calcisticamente parlando, in Olanda. AGOVV, Utrecht e PSV lo hanno fatto conoscere al calcio internazionale, a Napoli si è consacrato. Per finire dedichiamo un po’ di spazio a Yannick Ferreira Carrasco. Nella finale di Champions League ha rianimato l’anima colchonera prima di arrendersi ai calci di rigore, si è guadagnato la giusta visibilità internazionale che merita. Dotato di indiscusso talento, è un’ala sinistra eccezionalmente abile nel dribbling, agile e veloce. Sa giocare bene con entrambi i piedi, possiede buon cross e tiro sia da lunga che corta distanza. Nato da padre portoghese e madre spagnola nel 1993, ha scelto di rappresentare a livello internazionale il Belgio sin dai tempi dell’U-15. L’Atletico Madrid lo ha acquistato dal Monaco nella scorsa estate per 17 milioni di euro, nel club del Principato aveva debuttato tra i professionisti e lasciato intravedere le prime grandi prestazioni.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

Courtois

Alderweireld    Denayer    Vermaelen    Vertonghen

Nainggolan    Witsel

De Bruyne    Fellaini    Hazard

Lukaku

LA STELLA

Eden Hazard
Eden Hazard

La leggenda dice che la madre di Hazard, quando era incinta di Eden, abbia giocato a calcio e segnato. I genitori del talento belga erano infatti due calciatori e proprio da loro il figlio ha ereditato la passione per il football. I francesi non hanno modificato nella loro lingua il termine inventato in Gran Bretagna per identificare The Beautiful Game, così è chiamato anche nella regione della Vallonia, una delle due parti in cui è diviso il Belgio. Qui si parla il francese, a differenza dei fiamminghi che comunicano invece attraverso la lingua olandese. Eden Hazard nasce a La Louvière, città vallona che diede i natali a Vincenzo Scifo, una bandiera del calcio belga che disputò con la maglia dei Diavoli Rossi ben quattro Coppe del Mondo. È il 7 gennaio del 1991, poco più di due anni dopo sarebbe nato il fratello Thorgan, che ha sperato in una convocazione per l’Europeo fino all’ultimo. Il Tubize è la prima squadra importante in cui milita, le ottime prestazioni gli valgono la chiamata di blasonate compagini belghe ma la volontà di Eden è una sola: giocare un giorno nella Ligue 1 francese, il campionato che segue sempre in televisione. Non può quindi rifiutare la chiamata del Lilla che arriva nel 2005. Le sua qualità si notano subito, dopo appena due anni di settore giovanile viene aggregato alla seconda squadra che gioca nella quarta divisione transalpina. Le primavere sulle spalle sono solo 16 ma non importa, Hazard colleziona undici presenze e una rete. Tuttavia il dilettantismo non fa per lui e non concedergli un’opportunità nella massima serie sarebbe un peccato: ecco quindi che arriva il debutto sotto la guida di Claude Puel nel novembre del 2007, in una gara contro il Nancy. Dall’annata seguente entra in pianta stabile in prima squadra e ottiene il riconoscimento di “miglior giovane del campionato francese”, premio che bissa l’anno dopo. Il rendimento di Hazard cresce sempre di più: nella stagione 2010-2011 vince il titolo, la Coppa di Francia e viene incoronato “giocatore dell’anno”, l’anno dopo non riesce a replicare il piazzamento ma tocca le venti marcature stagionali. Al Lilla sarà sempre riconoscente, ma nell’estate del 2012 per lui giunge il momento di lasciare la Francia. Il Chelsea lo acquista per 40 milioni di euro e con il passare degli anni diventa uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. Nella stagione 2014-2015 alza al cielo il trofeo della Premier League e si rivela di gran lunga il miglior giocatore del campionato. In inglese il suo nome significa “pericolo, azzardo” ed è quello a cui vanno incontro tutti i difensori che osano affrontarlo. È una tipica ala dal baricentro basso dotata di grande esplosività, il mix di agilità e potenza abbinate alla classe e al talento innato lo rendono un giocatore unico. Il suo gioco è basato su accelerazioni pazzesche, frenate e cambi di direzione. Ha grande abilità nel dribbling e fantasia, spesso si esibisce in rabone, colpi di tacco e altri numeri da circo, possiede inoltre una buona visione di gioco e tiro da fuori area. È anche bravissimo dagli undici metri, dove è quasi infallibile grazie alla sua strategia:«Quando calcio i rigori vedo la palla solo nella visione periferica, sono focalizzato sul portiere e aspetto sempre la sua mossa prima di tirare» – disse in un’intervista. Il fuoriclasse belga ha un’unica pecca: segna relativamente poco, limite apparso evidente nell’annata appena conclusa, in cui ha realizzato solamente quattro marcature. La buona notizia per i sostenitori belgi è che sono tutte arrivate nella parte finale di questa stagione, nell’ultimo mese ha sfornato grandi prestazioni e messo a segno un paio di gol da cineteca. Il Belgio con lui può sognare, quando è in forma sa bene come essere devastante.

LA PROMESSA

Divock Origi
Divock Origi

Nel 2012 Hazard lascia il Lilla per intraprendere la sua avventura in Inghilterra. Contemporaneamente allo Stade Pierre-Mauroy muove i suoi primi passi da calciatore professionista un giovane destinato a fare strada. Divock Origi entra in prima squadra a partire dall’estate del 2012 ma trova il debutto solamente nel febbraio dell’anno dopo. Il proverbio dice che chi ben comincia è a metà dell’opera e questa volta con il giovanotto di origine keniota è stato veritiero. Ventidue minuti gli bastano per entrare nel tabellino dei marcatori e ristabilire la parità nella sfida contro il Troyes. Un preciso colpo di testa gli vale la riconferma in prima squadra, in tutto il girone di ritorno scende quasi sempre in campo nella ripresa portando linfa fresca all’attacco dei Mastini.  Nelle due stagioni seguenti si impone da titolare e conquista il tanto ambito posto in nazionale. Decide di non seguire le orme del padre Mike che era stato una colonna del Kenya, la sua scelta ricade sul Belgio. Wilmots lo convoca a sorpresa per la Coppa del Mondo brasiliana, approfitta dell’infortunio di Benteke per ritagliarsi un ruolo di spessore in nazionale. Scende in campo in tutte e cinque le gare disputate dai Diavoli Rossi e sigla il gol decisivo nella gara dei gironi contro la Russia: mancano due minuti al termine, Hazard s’invola sulla sinistra, mette in mezzo il pallone e Origi insacca da distanza ravvicinata. Una bella soddisfazione per il giovane attaccante nato il 18 aprile del 1995 ad Ostenda che attira per la prima volta le attenzioni di grandi club internazionali. Il Liverpool lo acquista per quasi 13 milioni di euro ma lo lascia in prestito al club di appartenenza per una stagione. Quest’anno è ritornato alla base e si è rivelato fondamentale soprattutto nel girone di ritorno sotto la guida di Klopp. È una prima punta ben strutturata fisicamente ma allo stesso tempo rapida e veloce, sa attaccare bene la profondità ed è dotato di un buon dribbling. Sarà difficile per lui trovare il giusto spazio ma ha dimostrato in carriera di essere abituato a ribaltare le gerarchie.

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