In viaggio per Euro 2016 – Girone D – Turchia

TurchiaTermina oggi la nostra avventura alla scoperta del girone D di Euro 2016. Dopo aver parlato di Spagna, Croazia e Repubblica Ceca, dobbiamo dedicare un articolo alla Turchia prima di cambiare destinazione e volare in Belgio, per introdurre il penultimo gruppo del nostro cammino. La nazionale turca è stata inserita nella quarta urna nei sorteggi per i gironi di Euro 2016, di conseguenza ha pescato tre avversarie tutt’altro che facili da battere. La nazionale iberica è di un’altra categoria, i balcanici e i cechi sono compagini difficili da affrontare. Tuttavia gli anatolici possono rappresentare la sorpresa dell’Europeo, hanno una rosa ricca di giovani talentuosi ma anche di calciatori affermati. Inoltre il terzo posto potrebbe fruttare il passaggio del turno, come accaduto nelle qualificazioni a Euro 2016. La nazionale dell’Asia Minore si è piazzata infatti terza nel proprio gruppo (dietro a Repubblica Ceca e Islanda e davanti all’Olanda) e ha staccato direttamente il biglietto per la Francia, essendo la miglior terza classificata di tutti i gironi (16 punti). La corazzata di Fatih Terim è stata protagonista di una fantastica cavalcata finale, conclusa con la splendida vittoria per 1-0 contro l’Islanda. La rosa da allora non è stata totalmente rivoluzionata ma ha subito alcune modifiche, soprattutto riguardo i giocatori convocati. Andiamo a conoscerla adesso.

PORTIERI

Volkan Babacan
Volkan Babacan

La Turchia è assente dalle grandi competizioni internazionali da un bel po’, più precisamente dal 2008, anno in cui la compagine bianco-rossa conquistò la medaglia di bronzo negli Europei giocati in Svizzera e Austria. Tornerà a mettersi in mostra in quel di Parigi nella gara d’esordio contro la Croazia il 12 giugno, l’obiettivo è quello di proporre un calcio spumeggiante grazie al 4-2-3-1 offensivo dell’Imperatore Terim. L’assetto tattico che verrà adottato sarà questo, non c’è alcun dubbio. Il portiere titolare sarà Volkan Babacan, in campo dal primo al novantesimo minuto nelle ultime 13 partite disputate dalla nazionale turca. Gioca all’İstanbul Başakşehir, squadra con cui ha disputato un’ottima edizione di Süper Lig conquistando il quarto posto e di conseguenza l’accesso ai preliminari di Europa League. Classe ’88, è riuscito a trovare la giusta continuità nella massima serie turca solamente negli ultimi anni. È infatti cresciuto nel vivaio del Fenerbahçe, con cui però ha collezionato in tanti anni solamente venti apparizioni. Nel 2012 venne ceduto a titolo definitivo al Manisaspor e due anni dopo tornò nuovamente a Istanbul, sposando il progetto dell’emergente Başakşehir. Un paio d’annate a ottimi livelli gli hanno permesso prima di ricevere la convocazione in nazionale, e poi di diventare il numero uno della Turchia. Il dodici sarà invece vestito da Onur Kivrak, titolare fino a due anni fa. In seguito perse il posto a vantaggio del già nominato Babacan e non è ancora tornato in campo con la Turchia dalla sfida contro l’Islanda datata settembre 2014, la prima delle qualificazioni agli Europei. Il motivo è da riscontrare prevalentemente nei problemi fisici di cui ha sofferto, soprattutto un infortunio al legamento crociato che lo ha tenuto lontano dai campi per mesi. Capitano del Trabzonspor, squadra per cui gioca dal 2008, prima del grave infortunio di cui abbiamo parlato era stato monitorato con attenzione da grandi club europei come Manchester United e Atletico Madrid, salvo poi rimanere a Trebisonda. Il terzo portiere sarà  Harun Tekin, che ha vinto il ballottaggio per un posto sull’aereo a discapito di Ali Şaşal Vural, inserito nell’elenco dei pre-convocati per la rassegna francese. Classe ’89, Tekin è l’estremo difensore nonché capitano del Bursaspor. A inizio stagione aveva perso il posto da titolare a Bursa per mano di Mert Günok, poi nel girone di ritorno è riuscito a scendere in campo con regolarità e strappare una convocazione per Euro 2016.

DIFENSORI

Mehmet Topal
Mehmet Topal

La difesa della nazionale turca è molto a tinte giallo-blu, colori sociali del Fenerbahçe. L’ossatura della retroguardia anatolica è infatti composta per buona parte da giocatori dei Canarini Gialli, come per esempio Mehmet Topal. Giocatore utilissimo, Terim ha dimostrato negli anni di non poterne far a meno. Fino a circa un anno fa veniva impiegato da centrocampista centrale a protezione della difesa, poi è stato più abbassato fino a diventare a tutti gli effetti un centrale difensivo. Il suo contratto scade a fine giugno, non ha ancora trovato una squadra e l’Europeo potrebbe essere per lui un’ottima occasione per mettersi in mostra. Classe ’86, garantisce esperienza e qualità e ha una valutazione di mercato che si aggira intorno ai dieci milioni di euro: prenderlo a zero sarebbe un affare, il suo nome è finito sui taccuini di importanti club europei ma non è escluso che possa rimanere tra le mura di casa. È un giocatore, come è facile capire, prettamente difensivo: forza e resistenza fisica, agonismo, contrasti e tiro dalla distanza sono le sue migliori qualità. Topal è uno dei pochi calciatori ad aver militato in entrambe le prestigiose compagini di Istanbul: tra il 2006 e il 2010 vestì la maglia del Galatasaray, poi passò per un’esperienza biennale al Valencia e infine tornò in Turchia, stavolta però al Fenerbahçe. In Francia agirà sul centro-destra della difesa, sarà coadiuvato da Hakan Balta. Trentatré primavere e parecchia esperienza sulle spalle, è un difensore di assoluta affidabilità. Dal 2007 gioca al Galatasaray, con il passare del tempo è diventato una bandiera della tifoseria dei Leoni rosso-gialli, come testimoniano le 300 e oltre presenze collezionate. Nella sua prima stagione a Istanbul stabilì un incredibile primato: nell’ultima gara di campionato contro il Gençlerbirliği Oftaş realizzò un fantastico gol con un tiro al limite dell’area, il quale raggiunse la straordinaria velocità di 200,3 km/h. All’occorrenza può essere schierato da terzino, non è un giocatore velocissimo ma è dotato di una buona tecnica di base. Possiede il passaporto tedesco, essendo nato a Berlino Ovest nel 1983 e vissuto in Germania fino a vent’anni. Tra le alternative spicca il nome del compagno di squadra al Galatasaray, Semih Kaya. Per anni è stato considerato l’astro nascente del calcio turco e il suo nome è stato accostato a grandi club, come ad esempio l’Inter di Mancini. Il suo rendimento, complici svariati problemi fisici, è poi calato e di conseguenza ha perso il posto in nazionale (anche al Galatasaray non è più un titolare inamovibile). Classe ’91, è un prodotto della bottega dei rosso-gialli, è cresciuto e successivamente sbocciato alla Türk Telekom Arena. È un difensore polivalente, predilige agire al centro della retroguardia ma all’occorrenza può anche essere dirottato sulla fascia. Sa farsi valere nel gioco aereo ma è allo stesso tempo abbastanza veloce e agile, inoltre è dotato di gran temperamento. Completa il pacchetto dei centrali Ahmet Calik, più giovane dei tre colleghi convocati. Gioca in patria ma non con club blasonati, milita bensì tra le fila del Gençlerbirliği, con cui si è piazzato a metà classifica dell’edizione della massima serie turca appena conclusa. Nato nel 1994 ad Ankara, non conosce altri colori se non quelli rosso-neri: Gençlerbirliği e Turchia sono le uniche compagini per cui ha lottato. Mostra un ottimo potenziale, è un marcatore arcigno specializzato nel colpo di testa e nei contrasti. A destra della coppia centrale agirà il terzino Gökhan Gönül, tesserato del Fenerbahçe. È un idolo della curva dello stadio Şükrü Saracoğlu, con la corazzata giallo-blu di Istanbul conta 339 apparizioni in quasi dieci anni di militanza. Tuttavia, così come il suo compagno di squadra Topal, il suo contratto scade a fine mese e non verrà rinnovato, dopo la rassegna francese dovrà trovarsi una sistemazione (quest’estate ci sarà una vera e propria diaspora dei giocatori del Fenerbahçe, ben otto hanno annunciato il loro addio). Classe ’85, è un giocatore affidabile che potrebbe far comodo a molte compagini europee di spessore. Accelerazione, resistenza fisica e tecnica di base sono le sue migliori doti, è un laterale di fascia che predilige la fase offensiva. La sua riserva nel corso della stagione appena terminata è stata Sener Özbayrakli, il quale tuttavia è sceso in campo 32 volte. Il tecnico Vítor Pereira gli ha concesso minutaggio soprattutto in coppa nazionale ed Europa League, all’occorrenza ha anche sostituito Gönül in caso di infortunio di quest’ultimo (in particolare a inizio annata). Ha caratteristiche di gioco molto simili al suo compagno di reparto: velocità, dribbling, cross e botta dalla distanza sono i suoi punti di forza, è un giocatore molto valido atleticamente. Classe ’90, il Fenerbahçe lo ha prelevato in estate dal Bursaspor per 1,7 milioni di euro. A sinistra il titolare sarà Caner Erkin, prossimo sposo dell’Inter. Il club nerazzurro lo ha tesserato a partire da luglio, si tratta di un acquisto a parametro zero che potrà rivelarsi col tempo sagace e lungimirante. A ottobre compirà 28 anni, nasce centrocampista di fascia ma con l’avanzare degli anni viene abbassato sulla linea difensiva. Giocatore duttile (può agire anche in mediana), conserva ancora spiccate qualità in fase offensiva. Possiede un mancino educato che gli permette di eseguire giocate di gran classe, calciare potentemente dalla distanza e pennellare cross millimetrici per i centravanti. Fisicamente esplosivo, è inoltre un calciatore di tempra e personalità. Negli ultimi sei anni ha vestito la maglia del Fenerbahçe, in precedenza aveva giocato al Manisaspor (club che lo ha cresciuto), al CSKA Mosca e al Galatasaray, avventura durata solamente un anno e conclusa a seguito di uno screzio con il compagno Arda Turan, con cui oggi condivide lo spogliatoio in nazionale. Anche lui come Gönül avrà alle spalle un vicario: Ismail Köybasi, campione di Turchia quest’anno con il Besiktas. Nel 2015 è tornato a vestire con continuità la casacca della Turchia dopo un calvario durato tanti anni: prima una rottura al legamento crociato (che lo ha tenuto lontano dai campi per più di un anno) e poi una lacerazione del menisco avevano separato la sua strada da quella della nazionale di Terim. Negli ultimi mesi le buone prestazioni con le Aquile Nere gli hanno permesso di tornare a difendere i colori del proprio paese e conquistare la convocazione per l’Europeo che si terrà in Francia. Nato nel 1989 ad Alessandretta, da giovane era considerato una grande promessa, tanto da essere inserito nell’elenco dei migliori 100 U-21 al mondo stilato nel 2010 dalla rivista spagnola Don Balón.

CENTROCAMPISTI

Selçuk Inan
Selçuk Inan

In mediana faranno coppia Ozan Tufan e Selçuk Inan. Sono ben dieci gli anni che li separano, in Francia si ritroveranno però fianco a fianco a guidare il centrocampo della Turchia. Il primo è considerato un grandissimo gioiello del calcio locale, a soli 21 anni è titolare indiscusso non solo di un club importante come il Fenerbahçe, ma anche della nazionale turca. Dal maggio del 2014, ovvero quando debuttò con i colori del proprio paese addosso, non ha più saltato un appuntamento sotto la guida di Terim: 24 presenze consecutive, delle quali solo tre collezionate a gara in corso partendo dalla panchina. È un centrocampista prettamente difensivo, non a caso in rare occasioni è stato schierato al centro della retroguardia o da terzino destro. In mediana è un motorino infaticabile, abbina velocità e resistenza fisica a ottima tecnica con i piedi e tiro dalla distanza. In estate è sbarcato a Istanbul per 7 milioni di euro, cifra che la compagine giallo-blu ha sborsato per prelevarlo dal Bursaspor. Inan è stato tra i principali artefici della qualificazione della Turchia agli Europei, nelle ultime quattro gare dei gironi qualificatori ha messo a segno tre reti delle quali una fondamentale, realizzata nella decima giornata contro l’Islanda con un fantastico calcio di punizione a un minuto dalla fine. È la mente dell’undici turco, per quanto riguarda la classe ha pochi rivali in squadra. Possiede grande visione di gioco, lanci lunghi, controllo palla e conclusione dalla distanza. Inoltre è un grande tiratore di calci piazzati. Nell’annata 2014-2015 Prandelli gli consegnò la fascia di capitano del Galatasaray, da allora non ha più smesso di indossarla. Gioca per i Leoni dal 2011 e conta più di 200 gare disputate in maglia rosso-gialla. L’unica seconda linea convocata dal ct Terim è Nuri Sahin, un nome abbastanza conosciuto nel panorama calcistico internazionale data la sua militanza nel Borussia Dortmund. È sicuramente un giocatore di valore ma nel corso degli ultimi anni reiterati infortuni lo hanno tenuto lontano dalla nazionale: se Tufan ha raggiunto l’incredibile record di 24 apparizioni consecutive, il classe ’88 nato in Germania ha saltato ben 15 partite di seguito tra il 2014 e il 2015 per problemi fisici di varia natura. In carriera l’eccessiva fragilità ha frenato la crescita di Sahin, un giocatore di eccelse doti tecniche che potrebbe fare la differenza in qualsiasi squadra. Nella stagione appena conclusa ha collezionato solamente nove presenze, totalizzate nelle gare finali del girone di ritorno. Centrocampista elegante e raffinato, nasce trequartista ma con il passare degli anni viene arretrato in mediana. Il suo curriculum vanta duecento e passa apparizioni con il Borussia Dortmund, un’esperienza al Real Madrid e una al Liverpool. Oguzhan Özyakup agirà da trequartista nella linea a tre alle spalle della punta centrale. È nato nel 1992 in Olanda, è stato forgiato dal settore giovanile dell’AZ prima e dell’Arsenal poi. Con i londinesi riuscì anche a debuttare in una gara di Coppa di Lega nel 2011. I Gunners lo lasciarono andar via per appena mezzo milione di euro nell’estate del 2012, una cessione che con il tempo si è rivelata sbagliata. Oggi il valore del centrocampista del Besiktas non è inferiore ai 15 milioni di euro, nella stagione appena terminata è riuscito anche a togliersi la soddisfazione di vincere il campionato turco. Per stile di gioco ricorda Zinedine Zidane, è amante del dribbling e ha un tocco di palla molto delicato. La sua riserva sarà il numero dieci del Mainz, Yunus Malli. È nato e cresciuto in Germania, in autunno ha però deciso di sposare la causa della nazionale turca dopo aver militato nelle selezioni giovanili tedesche. Classe ’92, è tra le rivelazioni dell’annata 2015-2016 di Bundesliga. Undici reti e una serie di ottime prestazioni gli valgono le raccomandazioni di molti addetti ai lavori. Ha fiuto del gol e tecnica invidiabile, oltre che un fisico ben strutturato.

ATTACCANTI

Burak Yilmaz
Burak Yilmaz

L’attacco della Turchia fa paura a tutte le difese, soprattutto per quanto concerne il gioco sulle fasce. A sinistra agirà la colonna portante della squadra, nonché capitano e numero 10, Arda Turan, di gran lunga il miglior giocatore della Turchia. A destra si muoverà invece Hakan Çalhanoğlu, un gradino sotto solamente ad Arda per valutazione e bravura. Di entrambi parleremo più tardi: l’ala del Barcellona è la stella della nazionale, il fantasista del Bayer Leverkusen soddisfa i requisiti d’età per esser considerato una promessa. Prima di introdurre il discorso relativo al centravanti, andiamo a conoscere meglio i due esterni offensivi di riserva chiamati dal ct Terim per la rassegna transalpina. Olcay Sahan è fresco di vittoria del campionato con il Besiktas, in nazionale è in pianta stabile da almeno tre anni. Non ha mai avuto un ruolo da assoluto protagonista con la maglia della Turchia ma si è sempre rivelato utile a gara in corso, nelle ultime amichevoli è stato schierato anche sulla trequarti nonostante sia un’ala. Predilige agire sulla corsia mancina per poter accentrarsi e calciare a rete, il tiro infatti, così come dribbling, velocità ed agilità, compare nell’elenco delle sue migliori caratteristiche. Classe ’87, è nato in Germania da genitori turchi e dopo aver mosso i primi passi da calciatore in terra teutonica ha optato per il ritorno nel paese d’origine. Volkan Sen invece non conosce paese che non sia la Turchia. Nativo di Bursa, è esploso, calcisticamente parlando, con la casacca del Bursaspor. Terim si fida molto di lui, è il prescelto per sostituire uno tra Turan e Calhanoglu in caso di necessità. Classe ’87, è un’ala piccola fisicamente ma estremamente agile e veloce. Il suo cartellino è di proprietà del Fenerbahce, club che nell’estate del 2015 lo ha acquistato per 2,5 milioni di euro, pagati proprio al Bursaspor. Al centro dell’attacco è aperto un ballottaggio che ancora non trova una risposta definitiva. Il favorito per la maglia da titolare è Burak Yilmaz, autore del gol decisivo nella vittoria della Turchia contro la Slovenia qualche giorno fa. A gennaio ha scelto di abbracciare il redditizio progetto cinese lasciando il Galatasaray per accasarsi al Beijing Guoan. In Cina tuttavia è molto criticato dai sostenitori della compagine per cui milita, i quali lo accusano di pensare esclusivamente alla nazionale e inventare finti problemi fisici. Insomma, non si trova nel periodo di forma migliore della carriera e all’alba dei 31 anni puntare tutto su di lui potrebbe essere un rischio. In patria ha vissuto anni di gloria al Trabzonspor e al Galatasaray, squadra che gli ha permesso di mettersi in mostra più volte in palcoscenici internazionali. È un attaccante centrale dotato di esplosività fisica: da un lato l’imponente stazza lo rende difficile da contrastare, dall’altro la grande forza nelle gambe gli consente di giocare in profondità. Probabilmente partirà dal primo minuto ma il tecnico Terim sta valutando anche l’ipotesi Cenk Tosun. Quest’anno ha avuto un exploit al Besiktas, il suo nome negli ultimi giorni è stato accostato a compagini di un certo rilievo: non è da escludere che lasci la madrepatria in estate, soprattutto se dovesse disputare un buon Europeo. La presenza di Mario Gomez in squadra non gli ha impedito di entrare nel tabellino dei marcatori ben 17 volte tra campionato, coppa nazionale ed Europa League. Nella Süper Lig è sceso in campo dal primo minuto solamente tre volte, tuttavia è quasi sempre subentrato nella ripresa e dato il suo contributo nei successi delle Aquile Nere. Potrebbe ricoprire questo ruolo anche in nazionale. Classe ’91, possiede ben tiro e stacco di testa, oltre a essere discretamente veloce. Dulcis in fundo non possiamo non parlare di Emre Mor, la nuova stella del calcio europeo. La sua convocazione aveva inizialmente destato scalpore, poi gli addetti ai lavori si sono accorti del suo talento nelle amichevoli disputate ed è arrivata la chiamata del Borussia Dortmund, che nella giornata di ieri ha ufficializzato il suo acquisto. Paragonato niente meno che a un mostro sacro come Lionel Messi, condivide con il fuoriclasse argentino caratteristiche tecniche simili (con le dovute proporzioni). Alto solamente 168 cm, mancino, è un giocatore incredibilmente brevilineo, agile e veloce, dotato di una classe innata. Il dribbling è il suo pezzo forte, saltare l’avversario nel breve è la sua specialità. Il suo repertorio vanta anche un’ottima progressione palla al piede e una buona conclusione dal limite dell’area. Il Borussia ha sborsato quasi dieci milioni di euro per acquistarlo, il suo valore di mercato è destinato ad aumentare nel tempo data soprattutto la giovanissima età: è un classe ’97, a fine luglio compirà 19 anni. È nato in Danimarca, a Brønshøj, e proprio nel paese scandinavo ha fatto tutta la trafila delle giovanili prima di debuttare nella massima serie con il Nordsjælland. Il sito ufficiale della rassegna francese, Euro2016.com, lo ha inserito nella speciale formazione riguardante i migliori giovani, in attacco forma uno stellare tridente con Martial e Rashford. Il suo profilo è da tenere d’occhio in modo particolare, i suoi guizzi potranno essere devastanti per le avversarie della Turchia.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

Babacan

Gönül    Topal    Balta    Erkin

Inan    Tufan

Çalhanoğlu    Özyakup    Turan

Yilmaz

LA STELLA

Arda Turan
Arda Turan

Fascia da capitano al braccio e il dieci dietro alle spalle, Arda Turan è pronto a essere la guida della Turchia ad Euro 2016. Le sorti della nazionale anatolica dipenderanno in buona parte dalle prestazioni del fantasista del Barcellona, come accaduto nel lontano 2008. Otto anni fa la corazzata rosso-nera riuscì ad arrivare alle semifinali anche grazie al contribuito di un giovanotto che all’epoca giocava ancora in patria e assaggiava per la prima volta il calcio che conta. Nella fase ai gironi andò a segno all’ultimo minuto nella gara contro la Svizzera facendo guadagnare alla propria squadra tre punti d’oro. Nell’incontro seguente diede inizio alla rimonta turca che ribaltò lo svantaggio di due gol per mano della Repubblica Ceca in un inaspettato 3 a 2 finale. In quell’anno Arda aveva ancora il volto di un giovane ragazzo, non ancora caratterizzato dalla celebre barba che lo ha reso oggetto di paragone, sia dal punto di vista estetico che del carisma, con il leggendario re di Sparta Leonida (così come è raffigurato nel film “300”). Oggi invece ha molta più esperienza alle spalle e a distanza di ben otto primavere vuole tanto meno replicare le gesta datate estate 2008. È un centrocampista polivalente: in Catalogna agisce nel terzetto in mediana da intermedio, naturalmente Luis Enrique gli affida compiti più offensivi che difensivi. In nazionale è invece impiegato da ala sinistra, posizione che ha ricoperto nei quattro anni trascorsi all’Atletico Madrid. Sotto la guida del Cholo Simeone ha raggiunto la propria maturità calcistica e si è affermato definitivamente in un campionato importante, già in precedenza aveva però espresso ottime prestazioni in Turchia, al Galatasaray. È nato il 30 gennaio del 1987 a Istanbul, ha i colori del Gala tatuati sulla pelle. Non è la classica ala veloce: la rapidità non è infatti il suo forte, la migliore qualità è senza dubbio l’eccellente tecnica. Ha dribbling e controllo palla perfetti, non è un giocatore con grandi abilità offensive ma in campo sa farsi valere per lo spiccato temperamento. La Turchia si affida a lui, e lui è pronto a ricambiare la fiducia.

LA PROMESSA

Hakan Çalhanoğlu
Hakan Çalhanoğlu

Quando c’è una punizione per la Turchia è meglio per il portiere avversario prepararsi a raccogliere il pallone in rete, spesso infatti non ci sono rimedi alle botte su calcio piazzato del Pirlo Turco. Il paragone appare scontato, quando si parla di specialisti di punizioni il Maestro italiano è tra i primi giocatori che vengono in mente. All’elenco si possono aggiungere Juninho Pernambucano, Sinisa Mihajlovic e Zico, l’impressione è però che tra qualche anno anche Hakan Çalhanoğlu finirà nella lista. Giusto il tempo di realizzare qualche gol di più, anche se per adesso il bottino è tutt’altro che misero. Per lui non importa la distanza da cui calciare: ha dimostrato di trovare il gol sia dal limite dell’area che da 40 metri, come accaduto nella sfida di Bundesliga contro il Borussia Dortmund nel febbraio del 2014. Tuttavia i calci piazzati non sono la sua unica qualità, ha dato prova negli anni di avere un ampio repertorio: può fungere sulla trequarti da regista offensivo data la buona visione di gioco e l’abilità nei passaggi, inoltre sua bravura nelle conclusioni dalla distanza è un’arma difficilmente contrastabile dalle difese avversarie. Çalhanoğlu, così come molti altri compagni di nazionale, nasce in territorio tedesco l’8 febbraio 1994, più precisamente a Mannheim. La Germania è una meta gettonata soprattutto in Turchia ma questo flusso d’immigrazione ha portato negli anni a una spaccatura nel calcio turco. C’è chi come Özil ha preferito difendere i colori del paese che lo ha cresciuto, altri invece hanno scelto di lottare per le loro origini. La decisione per Çalhanoğlu non è molto difficile, sin dai tempi dell’U-16 veste la maglia rossa della Turchia, pur avendo sempre militato tra le fila di club tedeschi. Il primo è il Waldhof Mannheim, poi viene la volta del Karlsruher, che lo lancia nel calcio professionistico. Nel 2012 lo acquista l’Amburgo per 2,5 milioni di euro ma lo lascia in prestito al vecchio club d’appartenenza fino al termine dell’annata 2012-2013. La stagione seguente la vive invece da protagonista in Bundesliga: 11 reti siglate e straordinarie prestazioni fanno schizzare alle stelle il suo valore di mercato. A fine anno i Dinosauri sono costretti a venderlo al ben più blasonato Bayer Leverkusen per una cifra sei volte superiore al prezzo che era stato pagato un paio d’anni prima. Alla BayArena si è consacrato, è ormai un giocatore apprezzato in tutta Europa. Adesso è però arrivato il momento di brillare anche in nazionale, gli Europei saranno un’occasione d’oro da sfruttare.

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