In viaggio per Euro 2016 – Girone D – Croazia

CroaziaSono sempre di più le tappe che ci lasciamo alle spalle e l’inizio dei Campionati Europei è ormai imminente. Bisogna premere sull’acceleratore per arrivare in tempo all’apertura delle porte di Parigi, mancano ancora due gironi e mezzo prima della conclusione. Oggi è il turno della Croazia, inserita nel quarto gruppo della competizione insieme alla Spagna, di cui abbiamo già trattato. La formazione di Ante Cacic, in carica da settembre dopo l’addio di Niko Kovac, ha battuto venerdì scorso in un test amichevole la nazionale moldava per 1-0. Non sono previste altre prove prima del debutto contro la Turchia nella prima sfida di Euro 2016. L’obiettivo della selezione balcanica è conquistare l’accesso agli ottavi di finale, dove, nel caso si piazzasse seconda nel proprio girone, incontrerebbe molto probabilmente l’Italia di Antonio Conte, ai nastri di partenza la seconda forza del gruppo E. La Croazia non è una delle migliori compagini partecipanti al torneo ma potrebbe regalare grandi sorprese, avendo una rosa molto giovane e ricca di talento. Nelle qualificazioni alla rassegna francese si è classificata seconda nel girone H dietro l’Italia, ha avuto un cammino tutto sommato positivo ma caratterizzato da alcuni passi falsi (sconfitta contro la Norvegia e pareggio in Azerbaigian), oltre che dalla diminuzione di un punto dal bottino finale a causa dei simboli nazisti comparsi sul manto erboso dello stadio di Spalato in occasione della sfida contro gli Azzurri. Andiamo adesso a conoscere i nomi dei 23 giocatori che partiranno per la Francia, i quali sono stati comunicati nella serata di ieri.

PORTIERI

Danijel Subasic
Danijel Subasic

Il modulo che probabilmente adotterà la Croazia è il 4-2-3-1, utilizzato nel corso della quasi totalità delle partite di qualificazione all’Europeo (anche se va specificato che in esse era seduto in panchina l’ex tecnico Kovac). Il nuovo allenatore Cacic ha provato in alcune occasioni schieramenti diversi, anche con la difesa a tre, ma, come testimoniato dall’ultima amichevole, in Francia non ci dovrebbero essere novità per quanto riguarda l’assetto tattico. A guidare l’undici dalla posizione più arretrata sarà Danijel Subasic, estremo difensore del Monaco. In nazionale ha rilevato le chiavi della porta da Stipe Pletikosa, a seguito dell’addio alla nazionale di quest’ultimo dopo il Mondiale 2014. Nel club del Principato è un titolare inamovibile, i monegaschi lo acquistarono nel gennaio del 2012 dall’Hajduk Spalato per appena un milione di euro. Nell’annata 2014-2015 si è messo in mostra in palcoscenici internazionali grazie alle ottime prestazioni realizzate in Champions League, dove il Monaco è stato eliminato a fatica ai quarti di finale dalla Juventus. Classe ’84, è un portiere molto alto ma anche dinamico e reattivo. Può essere annoverato nella categoria dei numeri uno-goleador: nel 2012 infatti, in una sfida di Ligue 2 contro il Boulogne, siglò una rete direttamente su calcio di punizione dal limite dell’area, trasformato con un tiro preciso sul palo del portiere. In nazionale il suo vice sarà Lovre Kalinic, promettente estremo difensore dell’Hajduk Spalato, squadra di cui è capitano. In maglia croata conta quattro presenze, collezionate perlopiù nelle amichevoli disputate negli ultimi mesi. Classe ’90 e 201 cm di statura, è cresciuto nel vivaio di Bili di Spalato, con cui ha sempre militato salvo brevi parentesi in prestito. A gennaio il suo nome era stato accostato a squadre importanti come l’Inter, l’Aston Villa e la Lazio, che poi ha virato sul terzo portiere della nazionale croata, Ivan Vargic. La compagine bianco-celeste lo ha prelevato nella sessione invernale di calciomercato dal Rijeka per una cifra che si aggira intorno al milione di euro ma lo ha lasciato in prestito al suo vecchio club di appartenenza, con cui in campionato si è piazzato secondo alle spalle della Dinamo Zagabria. In autunno è balzato agli onori delle cronache per aver stabilito un vero e proprio record di imbattibilità nella storia del club di Fiume: 783 minuti senza subire gol, totalizzati tra agosto e ottobre del 2015. Classe ’87, vanta anche un’importante esperienza all’Osijek e una breve avventura in Finlandia all’Honka.

DIFENSORI

Darijo Srna
Darijo Srna

La nazionale croata possiede una rosa abbastanza completa in tutti i settori, nonostante in difesa non compaiano grandi nomi il reparto è colmo sia di esperienza che di freschezza. Sarà utilizzata una linea a quattro. A destra agirà il capitano della squadra, Darijo Srna. È un giocatore di assoluto spessore internazionale, tra i migliori in forza allo Shakhtar Donetsk e una delle guide della formazione di Ante Cacic. In nazionale esordì nel lontano 2002 a vent’anni a da lì in poi non ha più perso il posto, oggi ha 34 primavere sulle spalle ma sembra ancora in perfetta forma e capace di fare la differenza. È stato tra i migliori laterali difensivi dell’edizione dell’Europa League appena conclusa, con i Minatori non è riuscito ad andare oltre le semifinali ma ha collezionato ottime prestazioni (non a caso è stato inserito nell’undici ideale della rassegna). Molto tenace e diligente in fase difensiva, possiede anche ottime doti nel correre sulla fascia e servire i compagni al centro dell’area di rigore con cross pennellati. La tecnica individuale è un’altra sua importante caratteristica, così come la buona conclusione dalla distanza. Le 129 partite disputate con la maglia bianco-rossa a scacchi addosso lo rendono il primatista di presenze nella storia della nazionale croata, a esse abbina 21 marcature e 26 assist, numeri non certo bassi per un terzino. È infatti il rigorista di fiducia della Croazia. Con lo stemma dello Shakhtar sul cuore conta 489 partite e innumerevoli trofei alzati al cielo, tra cui l’Europa League 2008-2009. A sinistra il ballottaggio tra i due “italiani” Ivan Strinic e Sime Vrsaljko è ancora ampiamente aperto. Il napoletano è tornato recentemente in nazionale dopo un prolungato periodo di assenza nel corso delle qualificazioni a Euro 2016, nell’amichevole vinta contro la Moldavia è sceso in campo dal primo minuto senza esser sostituito a gara in corso e ha come vantaggio esser un mancino naturale, a differenza dell’esterno del Sassuolo che sarebbe adattato in un ruolo non suo. Tuttavia in nazionale è stato provato spesso in questa posizione ed è in un periodo di forma migliore rispetto a quella del suo collega, relegato a un ruolo di comparsa in Serie A da Sarri nella stagione appena terminata. Quest’ultimo è un classe ’87, il Napoli lo ha prelevato un anno e mezzo fa dal Dnipro per quattro milioni di euro. Tra le sue migliori qualità spiccano le eccellenti doti fisico-atletiche. Dovrebbe rimanere nel club che attualmente detiene il suo cartellino, cosa che non accadrà invece per Vrsaljko, a un passo dall’addio all’Emilia. Su di lui è forte il pressing dell’Atletico Madrid ma anche lo stesso Napoli lo sta monitorando con attenzione. Classe ’92, è un terzino completo sia in fase difensiva che di spinta. Al centro del reparto difensivo è sicuro del posto Vedran Ćorluka, capitano della Lokomotiv Mosca. Classe ’86, è un giocatore versatile, molto possente fisicamente ma allo stesso tempo in grado di esser dirottato sulla fascia. Carisma, marcatura e abilità aerea sono i suoi punti di forza, a cui abbina un grande bagaglio di esperienza collezionata con gli anni nei vari campionati europei, soprattutto in Premier League. Conta infatti 47 presenze con il Manchester City e 109 con il Tottenham, a cui si sommano tutta l’esperienza russa e una breve parentesi in prestito al Leverkusen. Farà probabilmente coppia con Domagoj Vida, un nome molto stuzzicante in ottica mercato. Gioca alla Dinamo Kiev e ha 27 anni, il suo valore di mercato è di 10 milioni di euro circa. Nel 2012 si rese protagonista di un curioso evento che lo fece conoscere al mondo intero: dovette pagare una multa di 100 mila euro, comminatagli dal suo club, la Dinamo Zagabria, per aver stappato una bottiglia di birra sul pullman della squadra, in viaggio per una trasferta. In Ucraina è utilizzato come terzino destro mentre in nazionale si muove da centrale, è un difensore forte fisicamente e dotato di temperamento ma anche dinamico. Classe ’89, in carriera ha vestito le maglie di Osijek, Bayer Leverkusen, Dinamo Zagabria e dell’attuale compagine dove milita, la Dinamo Kiev. Gordon Schildenfeld sarà una riserva, è tra i veterani della nazionale. Ha 31 anni ma in nazionale non ha mi rivestito un ruolo di spessore, tuttavia è un elemento di esperienza che può rivelarsi utile nel corso della spedizione transalpina. Ha origini slovene e austriache e proprio in Austria ha vissuto una parte di carriera degna di nota, allo Sturm Graz. L’elenco delle casacche che ha vestito è molto lungo, ha girato mezza Europa prima di tornare a casa, alla Dinamo Zagabria, nel luglio scorso. Partirà per la Francia anche Tin Jedvaj, vecchia conoscenza del calcio nostrano. Nell’annata 2013-2014 vestì infatti la maglia della Roma, totalizzando solamente due presenze nella massima serie italiana. Al Bayer Leverkusen ha invece trovato il luogo perfetto per crescere ed è maturato molto, nonostante sia continuamente alle prese con problemi muscolari, i quali hanno condizionato il suo andamento nella stagione appena conclusa. Classe ’95, è un difensore centrale che può muoversi anche da terzino. Fisicità, tenacia e marcatura sono i suoi punti di forza.

CENTROCAMPISTI

Marcelo Brozovic
Marcelo Brozovic

A centrocampo la Croazia è ricca di giocatori di qualità e spessore internazionale. Rispecchia appieno queste caratteristiche Luka Modric, regista del Real Madrid campione d’Europa in carica e stella della formazione balcanica. Di lui parleremo più tardi, ha vinto il ballottaggio con Ivan Rakitic per il titolo di miglior giocatore della nazionale. Il centrocampista del Barcellona è tra i migliori al mondo nel suo ruolo, la sua classe gli permette di essere titolare indiscusso nell’undici catalano. Giocatore eclettico, in Spagna è definito todocampista, per la sua abilità di agire in tutte le aree del campo, soprattutto in fase di impostazione dell’azione. Possiede eccelse doti tecniche: dribbling, tiri dalla distanza e soprattutto visione di gioco, grazie a cui effettua lanci lunghi millimetrici per i compagni. È nato nel 1988 a Rheinfelden, paesino svizzero situato sulle rive del fiume Reno, dove si erano rifugiati i suoi genitori, scappati dalla guerra d’indipendenza croata. Per anni ha militato nel settore giovanile del Basilea, club che lo lanciò nei professionisti nel 2006. Già da giovane aveva attirato le attenzioni di importanti corazzate europee, tra cui spiccava il nome del Chelsea, ma decise di approdare a soli 19 anni allo Schalke 04 data la conoscenza della lingua tedesca. L’esperienza teutonica lo consacrò a livello internazionale, tant’è che ottenne anche il posto da titolare in nazionale negli Europei del 2008. Nel 2011 passò al Siviglia, l’avventura in terra iberica è stata un crescendo costante, l’ultima stagione in particolare portò la vittoria dell’Europa League (la prima del trittico conquistato dai biancorossi) e la chiamata del Barcellona, che lo acquistò nell’estate del 2014 per 18 milioni di euro. Oggi il suo valore di mercato è quasi triplicato, può essere tranquillamente collocato nell’olimpo mondiale dei centrocampisti. In Francia dovrebbe agire da trequartista alle spalle della punta, a coadiuvare Modric a centrocampo ci sarà Mateo Kovacic, suo compagno di squadra al Real Madrid. La sua prima stagione con le Merengues non è stata memorabile, ha messo in bacheca un trofeo importante come la Champions League ma nel complesso ha deluso le aspettative. Solo in undici occasioni, coppe varie comprese, è sceso in campo dal primo minuto, è riuscito a timbrare il cartellino una sola volta, nella goleada inflitta nella fase a gironi di Champions al Malmö. Kovacic è uno dei giocatori più talentuosi nel suo ruolo a livello europeo, ha classe innata ma il suo rendimento in campo è troppo discontinuo. È un centrale con spiccate doti tecniche, in fase difensiva è però praticamente inefficace. È nato nel 1994 a Linz, in Austria, da famiglia di origine bosniaca e croata. A 13 anni tornò in patria e mosse i primi passi da calciatore con la Dinamo Zagabria, che nel 2013 lo cedette all’Inter per undici milioni di euro. Per quasi il triplo è stato venduto in estate al Real, è ancora giovane e se si trova in un buon stato di forma può essere devastante. Contribuisce all’alto tasso tecnico della mediana croata, una delle più attrezzate della competizione. Tra  le alternative figura il nome di Milan Badelj, in forza alla Fiorentina. Sotto la guida di Sousa ha disputato una buona stagione, è un centrocampista di rottura che sa smistare il pallone e inserirsi in area di rigore. In Toscana è cresciuto molto, arrivò nell’estate del 2014 per quattro milioni di euro dall’Amburgo. Dopo un primo periodo trascorso in naftalina era riuscito a imporsi anche presso la corte di Montella nel girone di ritorno dell’annata 2014-2015, conquistando di conseguenza un ruolo da comprimario in nazionale. Un’altra opzione di rilievo è rappresentata da Marcelo Brozovic, tesserato dell’Inter ma destinato a fare la valigia in estate. Interessa particolarmente all’Atletico Madrid, anche se la richiesta della corazzata meneghina è molto alta: 35 milioni di euro per lasciarlo partire, sette volte la cifra che spenderà Thohir per riscattarlo dalla Dinamo Zagabria nei prossimi giorni. Classe ’92, appartiene alla scuola dei giovani croati nati negli anni ’90, come altri 9 compagni di nazionale. È un giocatore polivalente, valido sia nel difendere che nell’attaccare. Possiede un ottimo tiro dal limite dell’area e un certo feeling con la via del gol, gioca con entrambi i piedi e può agire sia al centro della mediana che da esterno di fascia, come probabile nell’undici di partenza croato. Ci spostiamo adesso sulla trequarti, dove la qualità, e soprattutto la gioventù, abbonda: sono stati convocati un ’95 e un ’97. Iniziamo proprio da quest’ultimo: Ante Coric. In Croazia sono certi che sarà la nuova stella della nazionale, nonostante la giovanissima età conta già 80 presenze da professionista con la Dinamo Zagabria, il club che lo ha cresciuto e lanciato nel calcio che conta. Nel corso dell’amichevole vinta contro la Moldavia ha trovato il debutto con la maglia biancorossa, vederlo in Francia sarà difficile ma il suo nome è da segnare sul taccuino poiché in futuro ne sentiremo parlare. Piccolo fisicamente e brevilineo, la sua qualità migliore è il controllo palla, che gli permette di eseguire dribbling nello stretto con facilità. Inoltre sa impostare bene l’azione, in patria lo paragonano a Prosinečki e Boban ma il suo idolo è Ronaldinho. Marko Rog è un suo compagno di squadra, giocano entrambi titolari alla Dinamo Zagabria data la loro versatilità. Possono ricoprire infatti svariate posizioni in mezzo al campo, dal ruolo di regista a quello di intermedio. Rog è un classe ’95, non è cresciuto nel settore giovanile della Dinamo, bensì del Varaždin. È poi sbocciato nell’esperienza all’RNK Spalato, i Plavi (nella lingua locale: blu) lo hanno acquistato in estate per cinque milioni di euro. È il classico giocatore esperto nel dribbling e nella giocate di classe, abile negli inserimenti in area di rigore e nel calciare il pallone con entrambi i piedi.

ATTACCANTI

Mario Mandzukic
Mario Mandzukic

Nello scacchiere del ct Cacic Ivan Perisic è sicuro del posto. In nazionale ha sempre messo in luce straordinarie prestazioni, come nel Mondiale brasiliano dove siglò due reti in tre gare. Nelle qualificazioni a Euro 2016 è stato tra i migliori della corazzata balcanica: ha saltato solo la partita d’esordio per un infortunio alla spalla e ha realizzato gol pesanti che hanno fruttato parecchi punti alla Croazia. L’Inter lo ha prelevato nell’estate del 2015 dal Wolfsburg per sedici milioni di euro, la cifra è destinata ad aumentare in base a bonus di vario tipo fino a toccare i diciannove milioni. È uno dei migliori della Serie A nel suo ruolo, Perisic è un’ala sinistra dotata di ottime capacità atletiche, in particolare eccelle nella resistenza fisica. Possiede buona tecnica di base che gli permette di saltare spesso l’avversario con dribbling, a cui abbina abilità nel calciare a rete. Soprannominato Ivan il Terribile, è nato nel febbraio del 1989 a Spalato e prima di approdare in Italia ha militato tra le fila di Sochaux, Roeselare, Club Bruges, Borussia Dortmund e Wolfsburg. La presenza di un altro esterno offensivo non è certa, infatti la Croazia potrebbe schierarsi con un 4-4-2 (Brozovic si muoverebbe largo a destra) che permette di mandare in campo contemporaneamente Mario Mandzukic e Nikola Kalinic. In Italia sono molto conosciuti, sono tra i migliori numeri nove in forza nel nostro campionato. Il primo è un giocatore di spessore internazionale, la Juventus lo ha acquistato in estate dall’Atletico Madrid per rimediare alla partenza di Tevez. Ha disputato una buona stagione, si è distinto per grande caparbietà e agonismo. Non è dotato di spiccate qualità tecniche ma è un attaccante tenace, specializzato nel pressing e nel proteggere il pallone. Forte fisicamente, possiede colpo di testa e finalizzazione sopra la media. Classe ’86, la sua carriera europea iniziò nel 2010, quando lasciò la Dinamo Zagabria per approdare al Wolfsburg. Monaco di Baviera, Madrid (sponda Atletico) e Torino sono altre tappe della sua vita calcistica. Attaccante dal rendimento sicuro, garantisce la doppia cifra ogni anno e anche in nazionale è stato autore di buone performances. Kalinic è invece una sorpresa dell’annata appena conclusa, soprattutto del girone d’andata della nostrana Serie A. Da molti etichettato come il “miglior acquisto della sessione estiva di calciomercato” per rapporto qualità-prezzo, ha raggiunto la giusta notorietà internazionale dopo molte stagioni trascorse in campionati di seconda fascia. Classe ’88, è cresciuto nel vivaio dell’Hajduk Spalato, altra fucina di talenti croata. In carriera ha militato anche in Inghilterra, a Blackburn, e in Ucraina, con i colori del Dnipro. I Viola lo hanno acquistato per 5,5 milioni di euro e hanno saputo valorizzarlo al meglio, al momento la sua valutazione si aggira intorno ai 20 milioni di euro. Forte fisicamente, oltre a essere insuperabile nel gioco aereo e nelle freddezza sotto porta è abbastanza veloce, valido tecnicamente e dotato di buona conclusione dal limite dell’area. Nel caso uno di loro due dovesse accomodarsi in panchina (Kalinic è il prescelto), a destra nel terzetto di trequarti agirebbe uno tra il già nominato Brozovic e Marko Pjaca. Quest’ultimo ha rivestito il ruolo di titolare sotto la guida di Kovac, soprattutto nelle gare di ritorno del girone di qualificazione a Euro 2016. Con il cambio di gestione tecnica è sceso di posizioni nelle gerarchie della nazionale ma rappresenta comunque un’opzione molto stuzzicante, sia dal primo minuto che a gara in corso. Classe ’95, ho scelto lui per il titolo di “promessa” della nazionale. Andrej Kramarić probabilmente partirà in qualità di riserva, tuttavia è un giocatore duttile che può rivelarsi utile nel corso della competizione. Classe ’91, è un’ala destra veloce e abile nel dribbling che però può esser schierata anche al centro dell’attacco. Il Leicester lo acquistò nel gennaio del 2015 per 12 milioni di euro, lo rivenderà a una cifra inferiore di due unità a luglio all’Hoffenheim, squadra in cui ha giocato in prestito nel girone di ritorno della stagione appena terminata. Completa il quadro degli attaccanti Duje Cop, vecchia conoscenza del calcio italiano. Lo ricorderanno in particolare i tifosi del Cagliari, in cui ha militato da gennaio a maggio del 2015. Nell’esperienza italiana andò a segno quattro volte ma non riuscì a evitare la retrocessione dei sardi. Attualmente veste la maglia del Malaga, che in estate potrà riscattarlo proprio dal Cagliari per tre milioni di euro. Nato nel 1990 a Vinkovci, è una prima punta rapida e fredda sotto porta.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

Subasic

Srna     Vida    Corluka    Strinic
Srna     Vida    Corluka    (Vrsaljko)

Kovacic     Modric

Brozovic    Rakitic    Perisic

Mandzukic
(Kalinic)

LA STELLA

Luka Modric
Luka Modric

Sabato scorso ha alzato al cielo la coppa dalle grandi orecchie in quel di San Siro, adesso è invece in patria a preparare al meglio un appuntamento molto importante come l’Europeo. La Croazia ha un’ottima squadra e può puntare a piazzamenti importanti, soprattutto dalla mediana in su possiede giocatori di assoluto talento. Tra questi spicca il nome di Luka Modric, regista del Real Madrid e della selezione balcanica. «Straordinario. Lo adoro. Capacità tecnica e tattica immensa, legge situazioni offensive e difensive sempre prima degli altri» – disse di lui Zvonimir Boban, bandiera del calcio croato che ha conquistato la medaglia di bronzo nella Coppa del Mondo del 1998. È piccolo fisicamente ma togliergli palla è molto difficile, nel corso della sua carriera ha imparato a combattere con giocatori molto più possenti di lui e quasi sempre ne è uscito vincitore. Da giovane era paragonato a Johann Cruijff per il modo di giocare il pallone: visione di gioco, abilità nell’amministrare la palla, agilità, tiro dalla distanza, dribbling, lanci lunghi e via dicendo, è completo sotto ogni punto di vista. Mourinho lo definì “un artista del calcio” quando lo volle con sé al Real Madrid nell’estate del 2013. Gli spagnoli sborsarono trenta milioni di euro per prelevarlo dal Tottenham, la squadra con cui il piccolo folletto croato si era messo in mostra in palcoscenici internazionali. Modric nasce a Zara, città bagnata dalle acque dell’Adriatico, il 9 settembre 1985, ha ormai raggiunto l’apice della sua carriera e può vantare parecchia esperienza. Muove i primi passi da calciatore con la compagine della sua città natale, in seguito passa alla Dinamo Zagabria che lo lancia in prima squadra dopo un paio di esperienze in prestito (quella in Bosnia, allo Zrinjski Mostar, è molto formativa per la sua carriera, come dichiarato da Modric stesso). A Zagabria la sua crescita è molto veloce, nel 2006, dopo un’eccezionale stagione, trova pure il debutto in nazionale. L’ultima annata lo vede andare a segno 17 volte, un primato a cui non riuscirà neanche ad avvicinarsi con il passare degli anni. Nell’estate del 2008 vola in Inghilterra per 21 milioni di euro, gli Spurs decidono di puntare su di lui dopo un sorprendente Europeo in Austria e Svizzera. La Croazia viene eliminata ai quarti di finale dalla Turchia, ciononostante il giovanotto all’epoca ventitreenne si procura un posto nel Top 11 ideale della competizione. Al Tottenham gioca 160 partite prima di lasciare la Gran Bretagna per accasarsi nella capitale spagnola. Quest’anno è stato inserito nella formazione modello della Champions League, così come era accaduto nell’annata 2013-2014, quella della Décima. Insieme al suo connazionale Rakitic rappresenta l’ossatura della Croazia, sono due centrocampisti d’élite, tra i migliori in circolazione. Proprio su di loro punterà tutto il paese balcanico e hanno, come già dimostrato in carriera, il sigillo di garanzia.

LA PROMESSA

Marko Pjaca
Marko Pjaca

Nella scorsa sessione estiva di calciomercato era stato cercato da mezza Italia: Milan e Bologna in particolare avevano bussato alle porte della Dinamo Zagabria, ma alla fine Marko Pjaca ha deciso di restare in patria. Un buon Europeo potrebbe rilanciare il suo nome in ottica mercato, gli esperti di calcio balcanico sono pronti a scommettere che sarà lui la nuova stella del calcio croato. È un predestinato, a 21 anni conta già 140 presenze da professionista, la prima delle quali collezionata quando aveva appena sedici primavere sulle spalle. È un’ala sinistra, nonostante sia di piede destro: questo ruolo gli permette infatti di accentrarsi e calciare a rete dal limite dell’area, una delle sua migliori caratteristiche. Fisicamente è ben strutturato, tocca i 186 cm di statura, ma non è affatto lento, ha infatti una muscolatura esplosiva che gli consente di esser devastante su lunghe distanze. Il dribbling è un altro pezzo del suo repertorio, così come i cross e la botta dalla distanza. Pjaca è un giocatore molto tecnico ma allo stesso tempo difficile da contrastare, ha uno stile di gioco versatile che può adattarsi anche al ruolo di trequartista. Nasce a Zagabria il 6 maggio del 1995, ha perciò raggiunto un’età abbastanza matura per cimentarsi in palcoscenici più prestigiosi del campionato croato. Indossa per la prima volta gli scarpini in abbinamento alla divisa della Dinamo, a quindici anni passa poi ai concittadini della Lokomotiva, dopo una breve parentesi all’NK Zet. Dopo anni di settore giovanile, nel 2012 debutta nella massima serie del proprio paese natale, diventando uno dei più giovani esordienti nella Prva Liga. Nell’annata 2013-2014 mette a segno sette gol in campionato e a fine stagione torna al club dove aveva mosso i primi passi con il pallone tra i piedi: la Dinamo Zagabria, che lo acquista per un milione di euro. I due anni trascorsi allo Stadio Maksimir lo hanno fatto migliorare molto, fino a diventare un elemento importante della nazionale croata. Proverà in tutti i modi a soffiare il posto a Brozovic, sa che è un arduo compito ma nella sua finora breve carriera in nazionale ci è spesso riuscito.

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