In viaggio per Euro 2016 – Girone C – Ucraina

UcrainaDopo aver parlato della Germania, il nostro viaggio alla scoperta delle partecipanti ad Euro 2016 ci porta ad approfondire il discorso legato a un’altra nazionale del gruppo C: l’Ucraina. Per la formazione giallo-blu si tratta della prima qualificazione a un Campionato Europeo, infatti nel 2012, anno in cui il suo cammino si fermò al primo turno, ospitò il torneo in collaborazione con la Polonia. Quattro anni fa la compagine ucraina totalizzò tre punti nel proprio girone, frutto di una vittoria ai danni della Svezia. All’iniziale vantaggio di Ibrahimovic rispose una doppietta del formidabile Andriy Shevchenko, di gran lunga il miglior giocatore della storia del calcio locale. L’ex campione del Milan decise di ritirarsi dalla nazionale proprio dopo l’edizione disputata in casa, nello stesso anno terminò anche la sua esperienza alla Dinamo Kiev e appese gli scarpini al chiodo. Tuttavia partirà insieme al resto della nazionale per la Francia, infatti è da poco entrato nello staff dell’attuale commissario tecnico Mychajlo Fomenko, in carica dal dicembre del 2012. Le qualificazioni per la rassegna francese hanno visto la nazionale ucraina faticare un po’ prima di trovare il giusto ingranaggio, i giallo-blu si sono piazzati terzi nel proprio girone alle spalle di Spagna e Slovacchia e hanno dovuto affrontare i play-off contro la Slovenia, conclusi con esito positivo per la selezione dell’Est Europa. All’andata, davanti al proprio pubblico, l’Ucraina aveva battuto gli ospiti 2-0, nella gara di ritorno gli sloveni non sono riusciti ad andare oltre l’1-1. Tuttavia la buona posizione nel ranking europeo ha permesso a Yarmolenko e compagni di pescare un buon girone (composto da Germania, Polonia e Irlanda del Nord). L’obiettivo è quindi il passaggio del turno, in caso di secondo posto gli ucraini avrebbero di fronte ai quarti la nazionale piazzata nella stessa posizione nel gruppo A (formato da Francia, Svizzera, Romania e Albania).

PORTIERI

Andriy Pyatov
Andriy Pyatov

Il modulo che utilizzerà l’Ucraina è il 4-2-3-1, possiamo affermarlo con certezza. La nazionale non ha infatti adottato un assetto tattico diverso nelle ultime due annate, qualificazioni all’Europeo comprese. A guidare l’undici dalla porta sarà Andriy Pyatov, estremo difensore in forza allo Shakhtar Donetsk. Trentuno primavere sulle spalle, è un giocatore con parecchie presenze in nazionale ed esperienza da vendere. Un’altra apparizione in maglia arancio-nera gli permetterà di raggiungere le 300 gare disputate con la compagine di Lucescu, la quale lo prelevò nel lontano 2007 per un milione d’euro dal Vorskla Poltava. Inoltre può vantarsi di 80 e passa incontri giocati in palcoscenici internazionali e annovera nella sua bacheca una Coppa UEFA, vinta con la divisa dei Minatori nel 2009 in finale contro il Werder Brema. Nel corso delle qualificazioni ad Euro 2016 si è reso protagonista di un singolare episodio: nella gara d’esordio persa per 1-0 contro la Slovacchia aveva infatti trovato la rete del pareggio all’ultimo secondo sugli sviluppi di un calcio d’angolo, salvo poi vedere l’arbitro fischiare un fallo in attacco e quindi annullare la rete. In Francia il suo vice sarà Denys Boyko, balzato agli onori della cronache nella scorsa stagione per la fantastica Europa League disputata con il Dnipro e terminata con una medaglia d’argento. Il classe ’88 di Kiev fu autore di parate miracolose, contribuendo al sorprendente cammino dei bianco-blu. Non a caso la UEFA lo ha premiato inserendolo nella squadra ideale dell’edizione insieme a molti suoi compagni. Alto 194 cm, sa coprire molto bene lo specchio della porta a tu per tu con l’attaccante avversario e possiede ottimi riflessi. Si è consacrato nelle due stagioni e mezzo a Dnipropetrovs’k, a gennaio è passato al Besiktas, in Turchia, per 3,3 milioni di euro. Infine vestirà il numero 23 il classe ’93 Mykyta Shevchenko, nome molto caro in terra ucraina. È ancora a caccia del debutto in nazionale ma si è seduto in panchina nella maggior parte delle gare di qualificazione ad Euro 2016. È di proprietà dello Shakhtar Donetsk, club che lo ha fatto crescere nel proprio settore giovanile, tuttavia dal luglio del 2013 è in prestito allo Zorya, con cui ha collezionato buoni piazzamenti (nell’attuale stagione la compagine di Lugansk sta lottando per una storica qualificazione in Europa League). In caso di necessità si tiene pronto Oleksandr Rybka, estremo difensore della Dinamo Kyev. Nel 2011 arrivò a conquistare un ruolo da protagonista in nazionale ma dopo poco dovette fare i conti con una squalifica biennale per doping. Formenko lo ha richiamato in nazionale nel maggio del 2015 concedendogli un paio di panchine, nell’attuale stagione sta vivendo qualche difficoltà di troppo ma rimane la prima scelta per sostituire uno dei tre portieri precedentemente menzionati.

DIFENSORI

Yaroslav Rakitskiy (a sinsitra) e Milivoje Novakovic della Slovenia
Yaroslav Rakitskiy (a sinsitra) e Milivoje Novakovic della Slovenia

L’Ucraina può contare su un buon reparto difensivo, composto da giocatori abbastanza esperti. Uno dei due membri della coppia centrale di difesa sarà Yevhen Khacheridi, classe ’87 della Dinamo Kiev. Suo padre ha origini greche mentre la madre è ucraina, è cresciuto nel settore giovanile della compagine kieviana ed è in pianta stabile in prima squadra dal 2008. È un centrale di difesa estremamente alto (198 cm di statura) e di conseguenza possente fisicamente e abile nel gioco aereo. Piede destro, possiede anche una bella conclusione da fuori area. Quest’anno si è reso protagonista di un ottimo cammino nella fase a gironi della Champions League e ha attirato a sé le attenzioni di molti grandi club. È richiesto soprattutto in Inghilterra (l’Everton ha provato ad acquistarlo a gennaio), inoltre il contratto in scadenza nel giugno 2017 lo rende ancora più appetibile. Sarà coadiuvato da Yaroslav Rakitskiy, vera stella del reparto arretrato ucraino. Classe ’89, veste i colori dello Shakhtar Donetsk e anche lui è l’oggetto del desiderio di varie corazzate europee (voci di mercato in inverno lo accostavano addirittura al Barcellona per la prossima stagione). È un marcatore, fa dell’agonismo una delle sue migliori qualità ma allo stesso tempo possiede grandi doti in fase di impostazione, sia nella breve che nella lunga distanza. Inoltre la conclusione potente da fuori area è uno dei suoi marchi di fabbrica, non a caso in carriera ha spesso trovato la via della rete con giocate spettacolari. Nella semifinale di Europa League andata in scena a Leopoli qualche giorno fa, che ha visto contrapporsi la compagine ucraina con il Siviglia, ha messo in mostra una bella prestazione trovando anche l’assist in occasione del gol di Marlos. Per l’occasione è stato affiancato dall’esperto Oleksandr Kucher, titolare nelle ultime due amichevoli della nazionale per un infortunio capitato proprio a Rakitskiy. Gioca a Donetsk dal 2006, anno in cui la formazione arancio-nera lo prelevò dal Metalist. In nazionale è a caccia della cinquantesima apparizione, è un difensore forte fisicamente, abbastanza compassato e abile nei contrasti. Anche lui può vantarsi di una Coppa UEFA vinta da titolare, la quale va a fare compagnia in bacheca con altri 16 titoli conquistati in patria. Nel marzo del 2015 fu protagonista di un infelice primato in Champions League: nella debacle contro il Bayern Monaco (lo Shakhtar, dopo aver pareggiato all’andata, incassò un pesante 7-0 in terra tedesca) venne espulso dopo appena tre minuti di gioco per un fallo da ultimo uomo, record nella storia della più prestigiosa competizione europea. Andrà ad arricchire il pacchetto difensivo il duttile centrale Yevhen Selin, all’occorrenza utilizzabile in qualità di terzino sinistro. Milita nella massima serie greca con i colori del Platanias, con cui ha appena terminato il campionato ellenico, ma è di proprietà della Dinamo Kiev. Recentemente è tornato in nazionale dopo due anni d’assenza, ebbe il suo miglior periodo con l’Ucraina a cavallo dell’Europeo disputato in casa nel 2012. Il ct Formenko gli ha dato fiducia chiamandolo per le gare contro Cipro e Galles, seppur non schierandolo in campo. Non ha il posto assicurato, ma ha buone possibilità di partire per la Francia data la sua versatilità. Dovrà sudare ancora parecchio anche Artem Putivtsev, debuttante nell’amichevole vinta contro Cipro. Roccioso difensore centrale di 27 anni, il Termalica BB Nieciecza, formazione di massima serie polacca, lo ha prelevato in inverno dal Metalist, regalandogli la prima esperienza all’estero. È un giocatore prettamente fisico, all’occorrenza può essere dirottato sulla fascia sinistra, zona che però in nazionale è governata da Vyacheslav Shevchuk, inossidabile laterale mancino dello Shakhtar Donetsk. Le 36 primavere sulle spalle per lui non hanno significato, è stato un titolare inamovibile nel corso delle qualificazioni al Campionato Europeo 2016 e così sarà anche in Francia. A inizio carriera assaggiò varie esperienze in giro per l’Ucraina e una anche in Russia (con i colori del Šinnik), poi nel 2005 trovò a Donetsk il suo eldorado e lì è rimasto fino ad oggi. Il suo vicario sarà Mykyta Kamenyuka, esordiente nella vittoria contro la nazionale cipriota dopo una serie di parecchie panchine consecutive in nazionale. È capitano dello Zorya Lugansk, formazione che nel luglio del 2008 lo acquistò dall’Ilyichivets Mariupol in cambio di una contropartita tecnica. A destra si muoverà invece Artem Fedetskyi,  uno degli elementi di spicco della nazionale ucraina. Gioca al Dnipro, anche lui come Boyko è stato artefice dell’ottimo cammino europeo dei bianco-blu nella scorsa annata. Sulla fascia è un corridore nato, è diligente in fase difensiva ma possiede anche spiccate doti in quella offensiva. In carriera, ad eccezione del ruolo di portiere e di mediano, ha agito in tutte le posizioni del campo. Infatti, nel lontano 2011, venne impiegato dal Karpaty Lviv, club in cui militava all’epoca, da centravanti. Il risultato fu assolutamente positivo, Fedetskyi trovò la via della rete e si rese protagonista di un assist. Infine merita una menzione Andriy Pylyavskyi, centrale difensivo spesso presente in panchina nelle qualificazioni agli Europei. Il Rubin Kazan lo ha acquistato a gennaio per migliorare il proprio reparto difensivo, è un difensore forte fisicamente e particolarmente abile nel gioco aereo.

CENTROCAMPISTI

Taras Stepanenko
Taras Stepanenko

Uno dei due membri della mediana che agirà davanti alla difesa è Taras Stepanenko, centrocampista classe ’89 dello Shakhtar Donetsk. Specializzato in fase di interdizione, è un vero e proprio motorino infaticabile. Possiede grande resistenza fisica e agonismo, ma è abile anche nel distribuire i palloni. Nella gara di Europa League che lo ha visto affrontare il Siviglia ha trovato il gol con un colpo di testa su cross di Marlos, nel complesso è stato autore di una prestazione positiva. È uno dei giocatori più interessanti dell’intera rosa, con l’Ucraina debuttò a 21 anni ma si è ritagliato un un ruolo principale in nazionale solo a partire dal 2012. È cresciuto con la maglia del Metalurh Zaporižžja, club che nel 2010 lo vendette al più blasonato Shakhtar. Agli Europei farà coppia con Ruslan Rotan, capitano del Dnipro. Classe ’81, è un centrale di centrocampo dotato di ottima tecnica e abilità in fase di impostazione. Può essere impiegato sia nella mediana a due sia in posizione più avanzata, nel ruolo di trequartista. È inoltre un grande tiratore di calci piazzati, come testimonia la punizione magistrale realizzata in finale di Europa League della scorsa stagione contro il Siviglia: traiettoria perfetta che scavalca la barriera e palla in rete per il momentaneo 2-2. Allo stesso modo possiamo descrivere la sua carriera disegnando una parabola: cresce nel settore giovanile del Dnipro e lì disputa le prime sei stagioni da professionista, poi passa alla Dinamo Kiev, dove vince e guadagna più fama, ma la saudade lo spinge a tornare a casa nel 2008 e a diventare la bandiera del club bianco-blu. Tra le alternative figura il nome di Maksym Malyshev, mediano classe ’92 dello Shakhtar Donetsk. La squalifica per doping di Fred gli ha regalato una maglia da titolare nell’attuale stagione, Lucescu gli sta dando fiducia proponendolo anche in campo europeo. Il debutto in nazionale è arrivato in occasione dell’amichevole vinta a discapito di Cipro, è un centrocampista valido in tutte e due le fasi e ha un’ottima sintonia con la rete. Ha giocato le ultime due annate, prima della corrente, allo Zorya Lugansk, con cui è maturato molto fino a diventare membro della nazionale. Un’altra ipotesi porta a una colonna portante del calcio ucraino, Anatoliy Tymoshchuk. Non ne vuole sapere di appendere gli scarpini al chiodo, nonostante le 37 primavere che porta sulle spalle. A luglio ha scelto di sposare la causa del Kairat Almaty, club del Kazakistan, per accumulare minutaggio e arrivare al meglio a quelli che saranno, con ogni probabilità, gli ultimi Europei della sua carriera. In nazionale debuttò nel 2000 a 21 anni, ad oggi conta 142 presenze e quattro reti, oltre a vestire la fascia di capitano al braccio. Il ct Formenko quando può lo butta in campo per incrementare il numero incredibile di presenze, tuttavia a volte ha rappresentato un’opzione valida dal primo minuto. Ha militato per tanti anni tra le fila dello Shakhtar, in seguito ha vestito le maglie di Zenit e Bayern Monaco, con cui si è laureato campione d’Europa nel 2013. Ha visto scorrere molta acqua sotto i ponti, in nazionale è senza dubbio l’uomo squadra e il giocatore più carismatico. Possiede una buona conclusione da lontano ed è uno specialista nel riconquistare il pallone. Infine dovrebbe partire senza molte difficoltà per la Francia il classe ’91 Sergiy Sydorchuk, roccioso centrocampista della Dinamo Kiev. Nelle qualificazioni per Euro 2016 ha rivestito un ruolo di comprimario, alternando assenze a gare disputate dal primo minuto. Milita tra le fila della blasonata corazzata della capitale ucraina dal 2013, è forte fisicamente ma allo stesso abbastanza tecnico. Proprio per questo motivo può essere impiegato da trequartista, posizione che ha ricoperto più volte sia in nazionale che con il proprio club. Dietro la punta centrale dovrebbe agire il suo compagno di squadra a Kiev Denys Garmash, ma molti nodi sono ancora da sciogliere. Il classe ’90 nativo di Milove alterna infatti apparizioni da numero dieci a partite in cui si muove da centrocampista di rottura. Sviluppato fisicamente, si può definire un giocatore “box to box”, possiede buona progressione e conclusione dal limite dell’area. Difficilmente Formenko potrà farne a meno nell’undici titolare, resta da capire però dove il prodotto del settore giovanile della Dinamo Kiev verrà schierato. Ma la lista dei nomi non finisce qui, un’altra pista porta infatti a Sergiy Rybalka, coetaneo e compagno di squadra di Garmash. Non è stato convocato per le ultime due amichevoli ma ha disputato dal primo minuto buona parte delle gare di qualificazione agli Europei, spareggi contro la Slovenia compresi. Anche per lui vale il discorso relativo ai due giocatori precedentemente menzionati: è un centrocampista centrale, può però agire perfettamente da trequartista. Stavolta però le caratteristiche sono diverse, è piccolo fisicamente, brevilineo e bravo con i piedi. Tuttavia dovrebbe essere tenuto in considerazione principalmente per la mediana. Anche perché sulla trequarti Formenko ha a disposizione giocatori a bizzeffe. Si aggiungono all’insalata di nomi Ruslan Malinovskyi e Oleksandr Zinchenko, in forza rispettivamente tra le fila del Genk e dell’Ufa. Il primo è stato mandato in prestito a gennaio dallo Shakhtar Donetsk per accumulare esperienza, l’avventura nella Jupiler League è stata positiva. Classe ’93, è bravo nel dribbling e possiede un bel tiro dal limite dell’area. Zinchenko è invece tre anni più giovane, conta una sola apparizione in nazionale e, obiettivamente, ha poche probabilità di strappare una convocazione per gli Europei. Ha classe cristallina, si è ritagliato un ruolo da protagonista nella massima serie russa a soli 20 anni. Può all’occorrenza correre sulla fascia, è un giocatore rapido e specializzato nel saltare l’avversario. Mostra un grandissimo potenziale ma nel suo ruolo ci sono giocatori ucraini più pronti per Euro 2016. Discorso diverso per un suo coetaneo, Viktor Kovalenko. Sta facendo le fortune dello Shakhtar Donetsk, è uno dei migliori talenti del panorama calcistico europeo. Formenko potrebbe anche puntare su di lui dal primo minuto, tutte le porte sono ancora aperte per la zona del campo in questione. Di lui parleremo più tardi nello spazio dedicato alla migliore promessa dell’Ucraina.

ATTACCANTI

Andriy Yarmolenko
Andriy Yarmolenko

L’attacco è il reparto dove l’Ucraina ha i suoi pezzi pregiati. In questa sezione mi occuperò di descrivere al meglio gli esterni e i centravanti della nazionale. Yevhen Konoplyanka è la stella dell’undici titolare, è riuscito a diventare il nuovo idolo dei tifosi ucraini rimpiazzando nei loro cuori il vuoto lasciato da Shevchenko. Milita tra le fila dal Siviglia, è volato in Spagna in estate dopo aver compiuto grandi imprese con la maglia del Dnipro. Parleremo di lui tra poco, l’ho infatti considerato il miglior giocatore della rosa. La scelta non è stata facile perché anche un certo Andriy Yarmolenko reclama i giusti tributi. Sta viaggiando sopra medie altissime con la maglia della Dinamo Kiev, ha trascinato l’Ucraina ad Euro 2016 a suon di gol e grandi giocate. Nell’attuale stagione ha totalizzato 19 marcature e 13 assist in 33 gare, ha trovato la via della rete due volte anche in Champions League. Ha deciso la sfida amichevole contro il Galles andata in scena qualche settimana fa, così come era risultato determinate nel doppio confronto con la Slovenia per la qualificazione ad Euro 2016. È molto legato alla Dinamo Kiev, in estate ha deciso di rimanere in patria ed è riuscito a bissare il successo dell’anno precedente conquistando il titolo nazionale. Calciatore ucraino dell’anno 2013, 2014 e 2015, è un’ala destra di piede sinistro, ama accentrarsi e scaricare in porta l’eccezionale tiro. Classe ’89, possiede grandissime doti tecniche, progressione palla al piede, dribbling ma soprattutto è un cecchino infallibile da fuori area. Continue voci di mercato lo vogliono vicino a un futuro in Inghilterra, in particolare il Liverpool sembra aver messo gli occhi su di lui. Tuttavia, chiunque voglia acquistarlo dovrà fare i conti con il contratto in scadenza nel 2020 e una valutazione non inferiore ai 25 milioni d’euro. Insieme a Konoplyanka comporrà la coppia che agirà sulle fasce. Un’alternativa importante è rappresentata Oleh Husjev (a volte traslitterato come Oleg Guseg), vera e propria leggenda del calcio locale. Altre due apparizioni in nazionale gli permetteranno di raggiungere quota 100 presenze, un traguardo che solo Tymoshchuk e Shevchenko sono riusciti a oltrepassare con la maglia dell’Ucraina. Nel corso delle qualificazioni all’Europeo si è seduto spesso in panchina, perdendo il posto da titolare che aveva posseduto per molti anni. Classe ’83, è un’ala destra versatile, può essere schierato sia in attacco che da terzino, come accaduto nella Coppa del Mondo 2006 e nel Campionato Europeo 2012. Nel 2014 fu protagonista di un delicato episodio che lo coinvolse in prima persona: nel corso di una partita contro il Dnipro perse i sensi a seguito di un contrasto con il portiere Boyko (oggi suo compagno in nazionale) e rischiò tragiche conseguenze. Per fortuna il centrocampista avversario Kankava infilò le sue dita in bocca a Husjev, evitando che ingoiasse la lingua. Dopo alcuni attimi di tensione, il capitano della Dinamo Kiev si rialzò in piedi e abbracciò il georgiano, autore di un atto eroico. Tornando a parlare degli esterni ucraini, bisogna dedicare qualche riga a due esterni dello Zorya Lugansk: Oleksandr Karavaev e Ivan Petryak, rispettivamente laterali di destra e di sinistra. Contano entrambi poche apparizioni in nazionale, due per il primo e una soltanto per il secondo (arrivata nell’amichevole contro Cipro). Karavaev è un classe ’92, piccolo fisicamente e idoneo anche al ruolo di terzino. È di proprietà dello Shakhtar Donetsk, undici reti e otto assist in questa stagione gli hanno consentito di entrare nella rosa della nazionale e giocarsi le proprie possibilità di partire per la Francia. Petryak ha caratteristiche molto simili al suo compagno di reparto, ma è due anni più giovane. Lo Shakhtar lo ha prelevato a febbraio dello Zorya lasciandolo in prestito al club dove è cresciuto, ancora una volta i Minatori si sono rivelati abili e lungimiranti nelle operazioni di mercato in ottica futura. Ambedue i giocatori hanno buone possibilità di essere convocati, mentre sono relativamente basse quelle di Denys Oliynyk, ala del Vitesse. La sua ultima partita in nazionale è data giugno 2015, tuttavia una buona stagione in Olanda potrebbe regalargli qualche percentuale in più. Classe ’87, è un esterno offensivo che predilige la fascia sinistra ma è valido con entrambi i piedi, inoltre è dotato nel dribbling ed è abbastanza rapido. Ha toccato l’apice della sua carriera con la maglia del Metalist nel biennio 2009-2011, in seguito è passato al Dnipro e poi ha sposato la causa olandese. Ci spostiamo adesso a trattare dei centravanti. Il titolare sarà molto probabilmente Artem Kravets, classe ’89. Cresciuto nel settore giovanile della Dinamo Kiev, attualmente si trova in Germania in prestito allo Stoccarda. L’esperienza in terra teutonica è stata per adesso caratterizzata da luci e ombre, il bomber ucraino dovrà mettere a disposizione le sue qualità per avere la meglio nella lotta salvezza che sta coinvolgendo gli Svevi. È un centravanti che sfiora i 190 cm di altezza, di conseguenza forte fisicamente e abile nel gioco aereo. La sua migliore qualità è trovarsi al posto giusto nel momento giusto, ha un ottimo fiuto del gol e sa giocare sia con il piede destro che con il sinistro. Un’alternativa è rappresentata dal nome di Roman Zozulya, punta centrale del Dnipro. Nella prima parte delle qualificazioni agli Europei è stato tra i protagonisti della nazionale ucraina, poi un brutto infortunio al ginocchio lo ha tenuto lontano dai campi per qualche mese facendolo assentare dai recenti impegni degli uomini di Formenko. Il ct lo ha convocato per le ultime due partite schierandolo dal primo minuto in entrambe, un attestato di fiducia importante che aumenta per lui le possibilità di esser chiamato per l’Europeo. Nel 2013 fu protagonista di una grande prestazione (gol e assist) nella sfida d’andata tra Ucraina e Francia nei play-off per la qualificazione alla Coppa del Mondo. L’incontro terminò 2-0 per la compagine dell’Europa dell’Est ma i transalpini riuscirono a ribaltare il risultato al ritorno, imponendosi con un netto 3-0. In campo è un guerriero, abbina alla tenacia bel tiro e colpo di testa. Pylyp Budkivsky spera in una convocazione, è in pianta stabile nella rosa della nazionale dal settembre del 2014 ma non vede il campo con l’Ucraina da marzo 2015. Nelle ultime gare si è accomodato in panchina (amichevoli con Cipro e Galles incluse) e non è ancora sicuro di salire sull’aereo che partirà per la Francia. Gioca, come molti altri suoi compagni, allo Zorya Lugansk in prestito dallo Shakhtar. Quest’anno ha messo a segno 15 reti tra campionato e coppa nazionale, è un pivot alto 196 cm. Yevhen Seleznyov proverà a sottrargli il posto, è uno dei giocatori ucraini più conosciuti a livello internazionale. Milita tra le fila del Kuban Krasnodar, in Russia, club che lo ha prelevato in inverno dal Dnipro. L’anno scorso fu protagonista di belle prestazioni in Europa League, lo sa bene in Napoli, a cui il centravanti di Makiivka mise a segno due reti in altrettante gare, eliminando la compagine partenopea in semifinale. Punire le italiane per lui è una tradizione, nella stagione precedente aveva infatti siglato una rete contro la Fiorentina, mentre in quella corrente ha pareggiato i conti con la Lazio nella gara d’esordio di Europa League al 94′ minuto. Classe ’85, conta 12 reti in 49 gare disputate con l’Ucraina, delle quali una realizzata nello spareggio vinto contro la Slovenia. È un attaccante forte fisicamente, grintoso, bravo di testa e dotato di un ottimo tiro in porta.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

Pyatov

Fedetskyi     Khacheridi    Rakitskyi     Shevchuk

Stepanenko     Rotan

Yarmolenko     Garmash     Konoplyanka

Kravets

LA STELLA

Yevhen Konoplyanka
Yevhen Konoplyanka

Il destino ha voluto che vedesse sfumare davanti ai propri occhi il sogno di una vita per mano della squadra a cui sarebbe successivamente approdato. È il 27 maggio 2015, a Varsavia va in scena la finale di Europa League tra Dnipro e Siviglia. Tra le fila della corazzata ucraina spicca il nome di Yevhen Konoplyanka, gioiello della formazione di Markevych e della nazionale ucraina. La partita termina sul risultato di 3-2 per gli iberici che si impongono grazie a una doppietta di Bacca, il Dnipro però fino alla fine non molla e si dimostra la sorpresa dell’annata calcistica europea 2014-2015. Konoplyanka si muove sulla corsia di sinistra per tutti e 90 i minuti e dopo il triplice fischio dell’arbitro deve assistere da sconfitto alla premiazione, ma non sa che al termine della stagione passerà proprio al Siviglia, rimasto particolarmente colpito dalle sue prestazioni e affascinato dalla possibilità di prenderlo a parametro zero. Classe cristallina, velocità sopra la media, giocate da campione, abilità nel passare rapidamente dal destro al sinistro, gran tiro dalla distanza: tutte caratteristiche che lo rendono uno dei migliori esterni offensivi in forza nella Liga spagnola. Nasce il 29 settembre del 1989 a Kirovograd, città dell’Ucraina centrale dove ha le proprie radici anche Andrij Pyatov, estremo difensore della nazionale e molto amico di Konoplyanka. Dietro un fisico sornione nasconde carisma e un passato nelle arti marziali: è infatti cintura nera di karate, disciplina che inizia a praticare a sette anni. L’Olimpik Kirovohrad è la sua prima squadra a livello giovanile, in seguito passa al DYuSSh-2 Kirovohrad, due club della sua città natale. A sedici anni viene tesserato dal più blasonato Dnipro e in breve tempo arriva per lui la promozione in seconda squadra. Non ancora maggiorenne debutta in prima squadra in un match di prima divisione ucraina contro lo Zakarpattia, si ripete qualche mese dopo con il Karpaty Lviv. Ottiene definitivamente il posto da titolare a metà stagione 2009-2010, un ottimo finale di campionato gli permette a maggio di debuttare in nazionale. Prima delle imprese in campo internazionale del Dnipro la sua fama era legata proprio ai risultati conseguiti con l’Ucraina, fin da subito molto positivi. In maglia bianco-blu cresce anno dopo anno, step by step, e il suo nome inizia a comparire sui taccuini dei grandi club europei. Nell’annata 2013-2014 oltrepassa il traguardo dei dieci gol stagionali, arrivando a tredici marcature, cinque in meno di quelle realizzate nella stagione seguente. Non è mai stato un grandissimo goleador ma quando trova la porta diventa autore di reti spettacolari. Unai Emery lo utilizza spesso e volentieri, lo manda in campo dal primo minuto oppure lo impiega a partita in corso. L’attuale annata lo ha visto in campo 48 volte, è riuscito a entrare nel tabellino dei marcatori in otto occasioni e mettere a punto nove assist. Un infortunio muscolare lo ha obbligato a rimanere a casa mentre i suoi compagni partecipavano alle amichevoli contro Cipro e Galles, ha subito recuperato ed è pronto a guidare l’Ucraina in terra francese. Magari, in caso Rotan non partisse dal primo minuto, con la fascia di capitano al braccio.

LA PROMESSA

Viktor Kovalenko
Viktor Kovalenko

Nel giro di pochi mesi ha stregato tutti gli addetti ai lavori ed è in lotta per un posto da titolare nello scacchiere di Formenko. E pensare che fino all’anno scorso giocava con la seconda formazione dello Shakhtar e aveva calcato in poche occasioni i manti erbosi del professionismo. Poi uno splendido Mondiale, disputato con la selezione U-20 ucraina, ha spinto Lucescu a puntare su di lui per l’attuale stagione. Cinque gol in quattro partite per Kovalenko, di cui tre realizzati nella sfida vinta contro gli Stati Uniti grazie proprio al suo hat-trick. Aveva già fatto intravedere grandi cose nella Youth League 2014-2015, in cui si era fermato in finale con lo Shakhtar ai piedi del Chelsea. Il giovanotto dei Minatori mise a segno due reti e realizzò un assist nella semifinale vinta contro l’Anderlecht, riuscì a trovare il gol anche negli ultimi momenti della finale persa per 2-3 contro la corazzata anglosassone. Kovalenko è un trequartista atipico, non ama dar vita a progressioni palla al piede ma è più abile nel giocare il pallone di prima. Nonostante ciò è ben dotato tecnicamente, rapido e strutturato fisicamente. Ha un passato da centrocampista centrale, per questo è molto bravo a servire i compagni con lanci millimetrici. Nasce a Gherson, città situata nel sud dell’Ucraina, il 14 febbraio del 1996. Lo Shakhtar Donetsk lo tessera a dodici anni e lo forgia nel suo settore giovanile, cullandolo e facendolo crescere prima di lanciarlo in prima squadra al momento giusto. Le Talpe sono sempre state esperte nell’avere a che fare con giocatori in verde età, non a caso hanno una delle formazioni U-19 più forti d’Europa. Kovalenko mette in mostra le sue qualità soprattutto con le nazionali giovanili dell’Ucraina: totalizza parecchie presenze prima nell’U-16 e successivamente nell’U-17 (con cui mette a segno undici reti in venti partite). La consacrazione arriva nel giugno 2015 in Nuova Zelanda, nel corso della Coppa del Mondo U-20 sigla cinque marcature e si laurea capocannoniere del torneo. All’inizio dell’attuale annata viene impiegato perlopiù a partita in corso, poi con il passare del tempo conquista un ruolo da titolare. Le sue prestazioni, soprattutto in Europa League, hanno attirato le attenzioni di molti club europei tra cui la Juventus, che lo segue sin dai tempi della rassegna mondiale cadetta. Con l’Ucraina ha debuttato nelle ultime due amichevoli, chissà se Formenko non abbia già deciso di regalargli una chance ad Euro 2016.

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