In viaggio per Euro 2016 – Girone C – Polonia

PoloniaIl nostro viaggio alla scoperta di Euro 2016 oggi ci porta a conoscere la nazionale polacca, dopo aver trattato di Germania e Ucraina. Dopo anni di assenza, la formazione bianco-rossa ha partecipato alle ultime due edizioni dei Campionati Europei, delle quali una, quella del 2012, ospitata nel proprio territorio in collaborazione con l’Ucraina. In entrambe le occasioni la nazionale ha fatto la sua uscita al primo turno: quattro anni fa la Polonia riuscì a neutralizzare Grecia e Russia prima di cadere contro la Repubblica Ceca e terminò il girone all’ultimo posto con due punti, uno in più di quelli totalizzati nel 2008. La storia nella Coppa del Mondo è invece migliore, i Biało-Czerwoni (Bianco-Rossi) riuscirono nel 1974 in Germania Ovest e nel 1982 in Spagna a raggiungere il gradino più basso del podio, grazie soprattutto alle prestazioni di Grzegorz Lato e Zbigniew Boniek. Vuole fare meglio di loro Robert Lewandowski, trascinatore della Polonia durante le qualificazioni a Euro 2016, nelle quali la corazzata allenata da Adam Nawalka, in carica dal novembre del 2013, ha avuto un cammino più che positivo (secondo posto nel proprio girone). Si sottolinea in particolare la storia vittoria contro la Germania nella gara d’andata, arrivata per le reti di Milik e Mila. L’obiettivo in terra francese è passare il turno, vincere contro l’Irlanda del Nord significherebbe avere buone possibilità di qualificarsi. Da quest’anno infatti non solo prime e seconde accedono alla fase a eliminazione diretta, ma anche le quattro migliori terze.

PORTIERI

Lukasz Fabianski
Lukasz Fabianski

Il modulo che la nazionale utilizzerà sarà probabilmente il 4-2-3-1, adottato nella maggior parte delle partite disputate negli ultimi due anni. Tuttavia in parecchie occasioni la Polonia è stata schierata con uno scolastico 4-4-2, soprattutto nelle prime gare di qualificazione agli Europei. Questo assetto tattico permette a Milik e Lewandowski di scendere in campo contemporaneamente e ha sempre fruttato buoni risultati. Nel complesso l’undici titolare non è caratterizzato da molti dubbi, ma ci sono ancora dei nodi da sciogliere. Il primo riguarda il portiere titolare. Quattro nomi sono in lizza per un posto sull’aereo che volerà in Francia, due sono più distaccati da una maglia dal primo minuto mentre altrettanti stanno gareggiando per il numero uno dietro le spalle. Lukasz Fabianski sembra in lieve vantaggio, si è rilanciato nelle ultime due annate dopo esser stato per anni il secondo portiere all’Arsenal. Milita tra le fila dello Swansea, in Premier League, ed è nel giro della nazionale dal 2006, anno in cui partecipò alla Coppa del Mondo. Nato nel 1985 a Kostrzyn nad Odrą, cittadina situata al confine con la Germania, i Gunners lo prelevarono nel 2007 dal Legia Varsavia 4,35 milioni di euro e puntarono su di lui per il futuro della porta londinese. Wenger stesso lo definì uno dei prossimi grandi portieri dell’Arsenal, purtroppo però le aspettative non sono state soddisfatte e in sette anni il polacco è riuscito a totalizzare 78 presenze, delle quali più della metà collezionate in coppe nazionali e continentali. In Galles ha trovato la giusta armonia e la maglia da titolare in nazionale nelle qualificazioni all’Europeo a partire dalla quinta partita. D’altro canto anche Wojciech Szczesny reclama il giusto spazio, ha disputato una grande stagione con la Roma e si è riscattato dopo un anno travagliato all’Arsenal. Classe ’90, era lui il numero uno a Londra quando Fabianski sedeva in panchina, a distanza di qualche stagione la situazione si è capovolta e adesso deve scalare le gerarchie per superare il suo ex compagno nelle grazie del commissario tecnico Nawalka. Arrivò in Inghilterra nel 2006, anch’egli dal Legia Varsavia, dopo anni di settore giovanile e un’esperienza in prestito al Brentford nel 2010 si ritagliò un ruolo di spessore fino a diventare titolare indiscusso. È sceso in campo in due delle ultime quattro amichevoli, ad oggi è difficile dire se vestirà o meno la maglia da titolare in Francia. Bagarre anche per il terzo sedile disponibile sull’aereo. Il prescelto per occuparlo dovrebbe essere Artur Boruc, esperto estremo difensore del Bournemouth. È stato per anni il titolare della nazionale polacca e ancora oggi, a 36 primavere, continua a raccogliere presenze come accaduto nell’ultima amichevole vinta contro la Finlandia. King Artur è nato, calcisticamente parlando, con il Legia Varsavia, sbocciato e maturato al Celtic, consacrato nelle avventure in Italia (Fiorentina) e Inghilterra (Southampton e Bournemouth). Non salta una convocazione in nazionale da gennaio del 2014, ha alte percentuali di partire per la Francia. Przemyslaw Tyton probabilmente rimarrà sul divano di casa a tifare per i propri compagni, nonostante sia stato convocato per le ultime quattro amichevoli. In occasione della sfida contro la Finlandia ha diviso la torta di 90 minuti in due perfette metà con il collega Boruc, indossando i guantoni per tutto il secondo tempo. Ha un passato da protagonista con la maglia bianco-rossa della Polonia, negli Europei del 2012 non saltò neanche un appuntamento, complice il rosso rimediato da Szczesny nella prima giornata. Classe ’87, 195 cm di altezza e piede che sfiora il 47 di numero, veste la casacca dello Stoccarda, club che lo ha prelevato in estate dal PSV per un milione di euro. Tutti e quattro i giocatori sono stati inseriti nell’elenco dei 28 pre-convocati dal ct Nawalka su cui mi baserò per descrivere la nazionale.

DIFENSORI

Kamil Glik
Kamil Glik

Il quartetto difensivo della nazionale polacca ha come punto di riferimento Kamil Glik, centrale nonché capitano del Torino. È a caccia della quarantesima presenza con la Polonia e dell’esordio negli Europei, avendo saltato la precedente edizione per scelta tecnica. Classe ’88, è un nome caldo per quel che riguarda il mercato: la sua partenza dal Piemonte sembra ormai certa, lo Zenit è affacciato alla finestra per acquistarlo. È un giocatore roccioso, forte fisicamente in virtù dei 190 cm di altezza, dotato di grande senso della posizione e temperamento, a cui abbina ottime capacità in fase realizzativa sui calci piazzati. Il Palermo lo ha portato in Italia nel 2010 schierandolo solo occasionalmente in campo europeo e mandandolo in prestito al Bari, appena un anno dopo è stato ceduto al Torino per poco più di due milioni di euro. Agirà sul centro-destra e farà coppia con Michal Pazdan, in forza al Legia Varsavia. Nel 2015 è tornato in pianta stabile in nazionale dopo esser scomparso per molti anni dai radar, aveva debuttato nel 2007 a soli 20 anni sotto la guida di Leo Beenhakker. Per lui si tratta della seconda partecipazione a un Campionato Europeo, prese infatti parte all’edizione del 2008, seppur non scendendo mai in campo. Il Legia lo ha prelevato in estate dallo Jagiellonia, è un centrale di difesa grintoso e forte fisicamente, ma allo stesso tempo molto compassato. Probabilmente partirà per la Francia in qualità di seconda scelta Bartosz Salamon, passato nell’ultimo giorno di mercato estivo dalla Sampdoria al Cagliari, con cui ha conquistato la promozione diretta in Serie A. Classe ’91, è cresciuto nel settore giovanile del Brescia, formazione che lo ha lanciato tra i professionisti e venduto nel 2013 al Milan per 3,5 milioni di euro. L’esperienza meneghina non è stata da incorniciare, Salamon ha saputo però rilanciarsi nella divisione cadetta italiana e riconquistare un posto in nazionale. Fisicamente è un gigante, sfiora i 195 cm, è un difensore bravo in fase di impostazione ma allo stesso tempo forte di testa. Inoltre, particolare da non sottovalutare, cura i suoi interessi il boss del calcio mondiale Mino Raiola. Un’altra alternativa è rappresentata da Pawel Dawidowicz, giovane talento militante tra le fila del Benfica. Nell’attuale stagione è stato impiegato solamente con la seconda squadra nella divisione cadetta portoghese, ciò non gli ha impedito di attirare l’attenzione del ct Nawalka e di debuttare in nazionale. È apprezzato soprattutto per la sua duttilità, può infatti agire sia davanti alla difesa in qualità di mediano che al centro del reparto difensivo. Classe ’95, il club lusitano lo ha acquistato due estati fa dal Lechia Gdansk per due milioni di euro e per adesso lo ha impiegato esclusivamente con la formazione giovanile, facendogli accumulare minutaggio in un campionato professionistico. È un giocatore fisico e grintoso, Nawalka preferisce schierarlo in difesa ma rappresenta un’opzione valida anche a centrocampo.  Occhio pure alla pista Thiago Cionek, nato nel 1986 a Curitiba, in Brasile, ma naturalizzato polacco. Veste i colori del Palermo, club che a gennaio lo ha acquistato per 350 mila euro dal Modena. Nella prima parte dell’esperienza in Sicilia aveva visto poco il campo, poi con il ritorno di Ballardini in panchina è diventato titolare inamovibile nell’undici rosanero e ha conquistato la salvezza. Per quel che riguarda la corsia di destra, è sicuro di una maglia da titolare Lukasz Piszczek. È uno dei giocatori polacchi più conosciuti a livello internazionale, indossa la maglia del Borussia Dortmund dal 2010 ed è stato tra i cardini del periodo d’oro sotto la gestione Klopp. Campione di Germania nel 2011 e nel 2012, anche quest’anno, con il cambio di gestione tecnica, ha mantenuto un ruolo di spessore all’interno della rosa tedesca. Classe ’85, è un laterale destro strutturato fisicamente, rapido e dotato di buona tecnica. A coprirgli le spalle, in caso di necessità, ci sarà Artur Jedrzejczyk, due anni più giovane del suo compagno di reparto. È di proprietà del Legia Varsavia, compagine che a gennaio lo ha riportato a casa dopo un’esperienza in Russia al Krasnodar. La grande prestanza fisica lo rende utilizzabile anche al centro della difesa, ruolo che ha ricoperto in nazionale soprattutto a cavallo dell’anno 2013 nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo 2014. A sinistra potrebbe muoversi Maciej Rybus, versatile ala sinistra del Terek Grozny, spesso impiegato come esterno basso nel quartetto difensivo. È un giocatore molto interessante, uno dei migliori in forza nella massima serie russa. Ultimamente il suo nome è stato accostato anche all’Inter e altri club prestigiosi, il suo contratto scade a fine giugno e non è stato rinnovato, sarà sicuramente un nome importante in orbita mercato. Nato nel 1989 a Łowicz, nel pieno centro della Polonia, ha vestito per cinque anni la maglia del Legia Varsavia prima di intraprendere un’esperienza all’estero. Laterale prettamente offensivo, possiede progressione palla al piede, buon controllo palla e velocità. La sua riserva sarà Jakub Wawrzyniak, esperto trentaduenne del Lechia Gdansk. Ha compiuto il percorso inverso rispetto a Rybus, un anno e mezzo fa è infatti tornato in patria dopo un’avventura all’Amkar Perm, club di Premier Liga russa. Annovera nel suo curriculum anche un anno in prestito al Panathinaikos, oltre che vari trionfi a livello nazionale con il Legia Varsavia. In nazionale conta 48 presenze, nonostante sia sceso in campo dal primo minuto nell’amichevole vinta recentemente ai danni della Finlandia è destinato a un posto in panchina in terra francese.

CENTROCAMPISTI

Grzegorz Krychowiak
Grzegorz Krychowiak

Il re del centrocampo polacco è Grzegorz Krychowiak, uno dei migliori mediani europei in circolazione. Riesce a coniugare alla perfezione quantità e qualità, è stato tra gli artefici del doppio successo del Siviglia in Europa League negli ultimi due anni e proverà a triplicarsi domani in quel di Basilea. I 186 cm di statura lo rendono un centrocampista molto forte fisicamente, insuperabile nel gioco aereo, roccioso nei contrasti e dotato di grande tenacia. Inoltre sa anche smistare bene il pallone e quando capita può diventare letale nel calciare in porta dalla distanza. È nato nel 1990 a Gryfice, cittadina situata a pochi chilometri dal Mar Baltico, e ha mosso i primi passi da calciatore in età avanzata (dodici anni). Inizialmente infatti il calcio non era il suo sport preferito, decise di indossare gli scarpini per la prima volta in età adolescente, sotto l’incoraggiamento del fratello. I risultati conseguiti lo incoraggiarono ad andare avanti e a lasciare la madrepatria a soli 16 anni per continuare la carriera da calciatore al Bordeaux. In Francia ha vestito anche le maglie di Nantes e Stade Reims, il quale lo ha ceduto nel luglio del 2014 in Spagna per 5,5 milioni di euro. Il suo valore è aumentato in maniera esponenziale e adesso non è inferiore ai 25 milioni, considerando anche il contratto in scadenza nel 2019. Voci di mercato lo vorrebbero nella lista della spesa della Juventus per il dopo-Pogba, anche se il direttore sportivo del Siviglia ha recentemente dichiarato che non si muoverà dal Sánchez Pizjuán. Al suo fianco si sono alternati molti giocatori nel corso delle qualificazioni all’Europeo. Uno dei principali candidati a un posto da titolare è Tomasz Jodlowiec del Legia Varsavia. È forse il nome meno noto tra tutti quelli in corsa per l’ambito ruolo ma ha tanta esperienza alle spalle e difficilmente Nawalka ne farà a meno, impiegandolo dal primo minuto oppure a gara in corsa. Nato nel settembre del 1985, è un mediano con spiccate doti difensive, non a caso in carriera è stato spesso relegato nella linea di difesa. Tra le sue caratteristiche ci sono forza, resistenza fisica e grande temperamento. Un’altra strada porta a Karol Linetty, uno dei tanti gioielli che la Polonia ha a disposizione. La nazionale bianco-rossa è infatti una miscela di gente d’esperienza con nuove leve talentuose (sono ben cinque gli U-21 presenti tra i pre-convocati). Veste la maglia del Lech Poznan ma la sensazione è che a breve potremo vederlo all’opera con casacche più prestigiose (ha parecchi estimatori soprattutto in Inghilterra, tra cui spicca il nome del Manchester City). È nato a Żnin, cittadina immersa nel cuore della Polonia, nel febbraio del 1995. Il Lech lo ha forgiato nel proprio settore giovanile, come ha fatto in passato con grandissimi giocatori del panorama calcistico polacco (Robert Lewandowski su tutti). È un centrocampista centrale piccolo fisicamente ma molto aggressivo e tenace, sa attaccare gli spazi come come pochi altri coetanei, possiede buona tecnica e tiro che gli permettono di muoversi talvolta come trequartista. Lo stesso discorso vale per un altro diamante della Polonia, l’empolese Piotr Zielinski. Si trova in Toscana in prestito, è infatti di proprietà dell’Udinese, lungimirante a prelevarlo dallo Zaglebie Lubin II a soli 17 anni per 100 mila euro. In nazionale conta 13 presenze arricchite da tre marcature, potrebbe muoversi sia a ridosso della prima punta che in posizione più arretrata. È tra gli artefici dell’ottima stagione della corazzata di Giampaolo, ha attirato l’attenzione del Liverpool che, stando alle notizie riportate in questi giorni da vari portali, avrebbe pronti 13 milioni di euro per acquistarlo. Nato nel 1994, Zielinski è un centrocampista a tutto campo e possiede grandi doti tecniche. Annovera nel suo repertorio un ottimo dribbling, è un giocatore dinamico ed è anche abile nel manovrare il pallone. Difficilmente il ct Nawalka lo lascerà in panchina, resta da capire la zona del campo in cui agirà. Infine è stato inserito nell’elenco dei pre-convocati Krzysztof Maczynski, titolare in molte gare di qualificazione agli Europei. Classe ’87, è un centrocampista fisicamente minuto ma dotato di buona tecnica e resistenza, utile sia in fase di interdizione che di impostazione. Gioca al Wisla Cracovia, club che in estate lo ha riportato in patria dopo una breve avventura in Cina al Beijing Renhe. Ha saltato l’ultima serie di amichevoli per un intervento di artroscopia, interrompendo una serie di otto apparizioni consecutive con la Polonia, delle quali sei dal primo minuto. Per quel che concerne il ruolo di trequartista c’è in lizza anche il nome di Filip Starzynski, la sorpresa dell’amichevole vinta dai polacchi contro la Finlandia, in cui ha trovato la prima rete in nazionale. Classe ’91, vanta un paio di apparizioni in maglia bianco-rossa alle spalle ma può giocarsi le sue carte per un posto sull’aereo diretto in Francia, nonostante sia tra i primi indiziati all’esclusione nel definitivo elenco dei 23. Milita tra le fila dello Zaglebie Lubin in prestito dal Lokeren, club di massima serie belga. Nell’Ekstraklasa, la Serie A polacca, viaggia a una media superiore a un assist ogni tre partite, servire palloni d’oro ai propri compagni è sempre stato il suo marchio di fabbrica.

ATTACCANTI

 Jakub Blaszczykowski

Jakub Blaszczykowski

Decifrare la mente del ct Nawalka è abbastanza difficile, il numero di attaccanti che scenderà in campo dal primo minuto a Euro 2016 dipenderà dal modulo. Per la descrizione della nazionale ho adottato come assetto tattico il 4-2-3-1 ma bisogna tenere in considerazione anche la pista che porta al 4-4-2. In tal caso a scomparire sarebbe il trequartista, mentre Robert Lewandowski avrebbe accanto a sé un compagno di reparto. Il centravanti del Bayern Monaco non ha bisogno di grandi presentazioni, è la stella della nazionale polacca (per questo di lui si parlerà più tardi) e uno dei migliori giocatori partecipanti a Euro 2016. Tuttavia il passaggio da un modulo all’altro potrebbe non comportare un cambiamento di uomini. Arkadiusz Milik, giovane promessa classe ’94 dell’Ajax, si è mosso in alcune occasioni nel ruolo atipico di trequartista, coadiuvando di fatto l’operato del suo più noto compagno di reparto. Milik rispetta i limiti d’età per essere inserito nella sezione dedicata al miglior giovane della nazionale, per questo anche per lui il momento di gloria arriverà tra poco. Sulla fascia destra il titolare sarà molto probabilmente Jakub Blaszczykowski, Kuba per semplificare. È il giocatore con più presenze nella storia della Polonia tra i membri dell’attuale nazionale, ne conta addirittura due in più dello stesso Lewandowski, nonostante la fascia di capitano appartenga a quest’ultimo. Il classe ’85 nativo di Truskolasy, villaggio della Polonia meridionale, ha saltato la prima parte delle qualificazioni a Euro 2016 per infortuni vari, successivamente, con il passaggio in prestito alla Fiorentina, ha riconquistato il posto ed è tornato anche al gol nella goleada inflitta a Gibilterra. Nel 2008 e nel 2010 è stato incoronato giocatore polacco dell’anno, riconoscimento che negli ultimi cinque anni è andato sempre nelle mani di Lewandowski. Blaszczykowski è un esterno destro dotato di velocità e resistenza fisica, abile in entrambe le fasi e nel servire il centravanti con cross pennellati. Possiede ottimo dribbling e tecnica individuale, oltre che una buona conclusione in porta. A sinistra agirà Kamil Grosicki, pupillo del commissario tecnico Nawalka. Nelle qualificazioni a Euro 2016 ha realizzato quattro gol e cinque assist, di cui uno fantastico per Lewandowski contro la Germania con un cross d’esterno. È un giocatore estroso, capace di sfoderare da un momento all’altro il colpo del campione. A mio giudizio, è strano che nessun club di blasone elevato abbia ancora deciso di puntare su di lui, l’Europeo sarà una buona occasione per mettersi in vetrina. È nato nel giugno del 1988 a Szczecin, attualmente veste i colori del Rennes, nella Ligue 1 francese, con cui nell’attuale stagione è entrato nel tabellino dei marcatori nove volte. Prima di intraprendere l’avventura a tinte transalpine aveva militato per tre anni in Turchia al Sivasspor e, ancora prima, in patria con lo Jagiellonia, club che gli ha permesso di mettere in bacheca coppa nazionale e supercoppa polacca. Tra le sue caratteristiche principali spicca la velocità, il dribbling, il cross e il tiro in porta. Tra le probabili riserve si evidenzia il nome di Pawel Wszolek, laterale offensivo del Verona. È tornato recentemente in nazionale dopo un lungo periodo d’assenza, nella gara vinta contro la Finlandia è risultato il migliore in campo, in virtù di un assist e due reti. Nonostante la sciagurata annata trascorsa a Verona, sotto gli ordini di mister Delneri ha visto rialzare il proprio valore dopo un paio di stagioni anonime alla Sampdoria (club che ancora adesso detiene il suo cartellino). È un esterno destro di centrocampo generoso, possiede corsa, resistenza fisica e buona tecnica di base. Classe ’92, prima di approdare in Italia aveva giocato con il Polonia Varsavia. È in lotta per un posto tra i 23 anche Slawomir Peszko, esperto laterale di 31 anni in forza al Lechia Gdansk. In maglia polacca conta 35 apparizioni, collezionate perlopiù a cavallo degli anni 2010-2011. Nel 2015 è tornato ad apparire con frequenza in nazionale dopo un lungo periodo d’assenza, gli Europei sembravano un miraggio e invece adesso ha buone probabilità di partire per la Francia. Se qualcuno tra i lettori è tifoso del Parma ricorderà il suo nome: nel 2013 venne infatti acquistato a parametro zero dai ducali che però lo cedettero subito in prestito al suo vecchio club, il Colonia, il quale un anno dopo lo riscattò. Un’operazione di mercato abbastanza curiosa, da cui gli emiliani non trassero nessun vantaggio. Infine un altro esterno offensivo presente nell’elenco dei 28 pre-convocati è il giovane classe ’96 Bartosz Kapustka, in forza al KS Cracovia, club che lo ha lanciato nei professionisti dopo averlo cullato nel proprio settore giovanile. È un giocatore molto duttile, può infatti ricoprire svariate posizioni in attacco e a centrocampo. Non a caso è stato impiegato al fianco di Krychowiak nell’ultima amichevole disputata dalla nazionale polacca. Possiede ottime doti tecniche, visione di gioco, tiro dalla distanza, abilità nell’usare il piede debole (il sinistro) e notevole rapidità. In nazionale conta cinque apparizioni e due reti, la prima messa a segno al debutto contro Gibilterra, con la numero dieci dietro le spalle: facile appoggio a porta vuota su cross basso di Grosicki. Nawalka crede molto in lui e ha grandi possibilità di partire insieme al resto della nazionale per la Francia. Terminato il discorso sulle ali, concludiamo la descrizione della nazionale polacca presentando due prime punte non ancora menzionate (l’impressione è che solo uno di loro staccherà il pass per Euro 2016). Il primo nome è quello di Artur Sobiech, bomber dell’Hannover con alle spalle una storia particolare in nazionale. Debutta nel 2010 a soli 19 anni e colleziona una mini-serie di presenze, poi esce dai radar e viene richiamato nel 2012 per disputare gli Europei, organizzati proprio in Polonia. Non riesce mai a trovare continuità nelle convocazioni e scompare nuovamente durante le qualificazioni alla Coppa del Mondo 2014. Troppi infortuni separano le strade di Sobiech e Polonia per almeno un paio d’anni, fino a quando Nawalka decide di dargli fiducia convocandolo per le ultime due gare di qualificazione a Euro 2016. Nell’amichevole di novembre contro l’Islanda è tornato in campo e si è ripetuto qualche giorno dopo con la Repubblica Ceca. Classe ’90, è un centravanti prettamente fisico, abile soprattutto nel gioco aereo. Quattro gol nelle ultime cinque partite con l’Hannover (dei quali uno siglato sabato scorso contro il Bayern Monaco) hanno fatto salire le probabilità di vederlo tra qualche settimana in Francia, dovrà vincere il ballottaggio con Mariusz Stepinski, in forza al Ruch Chorzow, nella massima serie polacca. Ha vissuto una stagione sensazionale, 15 gol messi a segno in 33 partite per un ventunenne sono un ottimo bottino. Classe ’95, a luglio è tornato in patria dopo aver militato per due anni tra le fila della seconda squadra del Norimberga, con cui non è riuscito a debuttare tra i professionisti. Ha l’istinto del gol nel sangue, è una punta d’area di rigore che però sa muoversi anche sulle corsie esterne data la rapidità e la buona tecnica. Alto 183 cm, fisicamente è già pronto per il grande salto, gli Europei farebbero aumentare in maniera esponenziale il suo valore di mercato, già notevolmente salito rispetto ai 450.000 euro spesi in estate dal Ruch per acquistarlo dalla formazione teutonica.

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

Fabianski

Piszczek     Glik    Pazdan     Rybus

Zielinski     Krychowiak

Blaszczykowski    Milik     Grosicki

Lewandowski

LA STELLA

Robert Lewandowski
Robert Lewandowski

Fondamentale, necessario, imprescindibile. Questi tre aggettivi, tra di loro sinonimi, descrivono al meglio ciò che rappresenta Robert Lewandowski per la Polonia. Se la nazionale di Adam Nawalka tra qualche settimana calcherà i manti erbosi degli stadi francesi il merito è soprattutto suo, autore di 13 reti nelle qualificazioni ad Euro 2016, primato indiscusso che gli ha permesso di ricevere la corona di capocannoniere. Descrivere tutti i gol comporterebbe troppo tempo, ne ho selezionati alcuni che meritano una menzione speciale. Tralasciando il poker realizzato ai danni della malcapitata Gibilterra, il centravanti del Bayern Monaco ha realizzato una tripletta negli ultimi quattro minuti della gara vinta 3-0 contro la Georgia, siglare tante marcature in brevi lassi di tempo per lui è l’abitudine (ricordiamo i cinque gol messi a segno a settembre in soli nove minuti nella sfida tra i bavaresi e il Wolfsburg). Importantissima anche la marcatura all’ultimo secondo nel pareggio per 2-2 con la Scozia, che ha sancito l’eliminazione della nazionale britannica e aperto alla Polonia la strada della qualificazione, arrivata poi all’ultima giornata contro l’Irlanda (rete decisiva ancora una volta di Lewandowski). È un rapace d’area di rigore, sotto porta è un cecchino infallibile. Tra le sue qualità spicca sicuramente il senso del gol, a cui abbina un tiro potente, grande abilità nel gioco aereo, forza fisica e buona velocità. Inoltre è un professionista esemplare, come testimoniato dallo stesso Guardiola: «È il giocatore più professionale con cui ho lavorato nella mia carriera. Sa come riposarsi, segue la dieta più adeguata per un atleta, alimentandosi bene, non si fa mai male, perché si allena al meglio e con la dovuta concentrazione. E si sa quanto sia importante la condizione fisica per un calciatore» – ha dichiarato riguardo il bomber polacco l’ex tecnico blaugrana. Lewandowski nasce a Varsavia, capitale della Polonia, il 21 agosto 1988. La sua prima squadra è il Delta Varsavia, compagine locale da cui passa nel luglio del 2005 al Legia Varsavia. I Legionari lo tengono un anno nel proprio settore giovanile e successivamente lo cedono allo Znicz Pruszkow per una cifra irrisoria: 15 mila euro, un prezzo paradossale se confrontato alle decine di milioni che adesso vale il centravanti varsaviano. Alla sua prima stagione da professionista Lewandowski contribuisce alla promozione del club giallo-rosso dalla terza alla seconda divisione del sistema calcistico polacco con 15 reti, numero che gli vale il premio di capocannoniere del campionato. L’annata seguente lo vede ancora protagonista di grappoli di gol: 21, e un nuovo titolo di miglior marcatore in bacheca. Nel giugno del 2008 viene acquistato dal Lech Poznan, una delle corazzate più blasonate della Polonia, per 380 mila euro. Arriva l’esordio europeo in occasione dei preliminari di Coppa UEFA passati a svantaggio dell’Austria Vienna, a cui il classe ’88 mette a segno una rete nella gara di ritorno. In campionato le marcature ammontano a 14 unità, quattro in meno di quelle che l’anno seguente gli permettono non solo di conquistare la palma di capocannoniere, ma anche di vincere il titolo nazionale, che si aggiunge in bacheca alla Coppa di Polonia alzata al cielo l’anno prima. Nel 2008 riceve il premio di “calciatore polacco rivelazione dell’anno”, mentre l’anno seguente viene incoronato “miglior giocatore della Ekstraklasa”. Il trasferimento al Borussia Dortmund si concretizza nell’estate del 2010 per poco più di quattro milioni di euro, la più alta cifra incassata da un club polacco per una cessione di un giocatore fino a quel momento. Il bilancio della sua prima annata agli ordini di Jürgen Klopp è positivo, il bomber polacco mette a segno nove reti (di cui una in Europa League), entrando spesso a gara in corso. In stagione salta una sola gara, nella quale si accomoda per tutti e novanta i minuti in panchina, e dà il suo apporto alla vittoria della Bundesliga del Dortmund. Nell’annata seguente l’infortunio di Lucas Barrios gli apre la porta di una maglia da titolare, maglia che non perderà mai più. Diventa una delle stelle del Borussia delle meraviglie insieme ai vari Hummels, Gundogan, Götze e Reus. Come molti di loro, alla scadenza del contratto decide di lasciare il Westfalenstadion per accasarsi al Bayern Monaco. Il suo bottino a Dortmund recita: 187 presenze, 103 gol, 43 assist, una Coppa di Germania, una Supercoppa, due campionati tedeschi e un titolo di capocannoniere della Bundesliga. In Baviera la media-gol continua a crescere e lo porta fino ai 42 gol in 50 partite dell’annata corrente. Lewandowski diventa uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. «Bravissimo in acrobazia e quando si tratta di affrontare difese molto chiuse. Dei tre, [riferendosi anche a Luis Suárez e Gonzalo Higuain] per qualità fisiche, è quello che più si avvicina al modello di centravanti di una volta: alto, potente, forte di testa. Marcarlo è un problema», parole di Hernán Crespo, plurititolato attaccante argentino. Dopo aver vinto a mani basse campionato tedesco e titolo di miglior marcatore, il prossimo obiettivo si chiama Euro 2016. La Polonia confida nel suo capitano, Lewandowski scalda i motori per segnare raffiche di gol.

LA PROMESSA

Arkadiusz Milik
Arkadiusz Milik

Da Lewandowski al suo erede. Questa è l’etichetta che ha in patria, e non solo, Arkadiusz Milik, punta dell’Ajax. È stato il giocatore più sorprendente nel corso delle qualificazioni a Euro 2016, ottime prestazioni, sommate a grandi numeri che sta collezionando in Olanda, lo hanno spedito sui taccuini dei più grandi club europei. Soprattutto in Italia è molto richiesto, su di lui è forte il pressing di Lazio e Inter, nonostante abbia dichiarato di preferire la Liga spagnola alla nostrana Serie A. Il suo addio ai Paesi Bassi non è però scontato, ad Amsterdam si trova bene e l’Ajax rappresenta l’eldorado per ogni giovane desideroso di crescere. Difficilmente Nawalka rinuncerà a Milik dal primo minuto, il 4-2-3-1 lo taglierebbe leggermente fuori ma ha dimostrato di poter agire anche in posizione più arretrata rispetto a Lewandowski, nel ruolo di trequartista. Tuttavia non sarebbe una sorpresa vederlo muoversi a partita in corso a fianco del bavarese, in un assetto tattico più simile al 4-4-2. È un attaccante versatile, nella gara vinta 0-4 in Georgia si è addirittura mosso sulla fascia sinistra, trovando anche la via della rete. Alto 186 cm, è allo stesso tempo forte fisicamente e abbastanza veloce. Molto abile nel proteggere il pallone, possiede un mancino molto educato che gli permette di calciare in porta con potenza e precisione. Il suo difetto più evidente è il toccare il pallone solamente con il proprio piede naturale, utilizza il destro a malapena per stoppare il pallone. Arkadiusz Milik nasce a Tychy, importante città della Slesia, il 28 febbraio del 1994. Cresce nel settore giovanile del Rozwój Katowice, a soli 16 anni riceve le lusinghe di Tottenham e Reading, che vorrebbero portarlo in Inghilterra per un provino. Il polacco però rifiuta, confermando la propria volontà di rimanere ancora qualche anno in patria. Nel luglio del 2011 passa al Górnik Zabrze, club militante nella Ekstraklasa. È un predestinato, si capisce da subito, non a caso mette a segno quattro reti nella sua prima annata (2011-2012) da professionista. Il Bayer Leverkusen nel 2013 lo acquista per 2,6 milioni di euro, un’operazione di mercato lungimirante che però non si rivela redditizia come quanto sperato. In Germania infatti il giovane polacco totalizza 28 apparizioni, arricchite da due reti, messe a segno nell’esperienza in prestito all’Augusta. Nel luglio del 2014 viene ceduto in prestito con diritto di riscatto fissato a 2,8 milioni all’Ajax, con la speranza che i Lancieri possano farlo sbocciare. Così accade e gli olandesi decidono di esercitare il riscatto, rilevando il suo cartellino. Attualmente il valore di Milik è aumentato almeno cinque volte, chiunque desideri accaparrarselo dovrà partire da una base d’asta di 15 milioni di euro, destinati a salire in caso disputasse un buon Europeo. I presupposti ci sono tutti, il bomber ventiduenne vuole continuare ad ammaliare gli addetti ai lavori a suon di gol e giocate.

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