In viaggio per Euro 2016 – Girone C – Irlanda del Nord

Irlanda del NordSi conclude con l’Irlanda del Nord la nostra avventura alla scoperta del terzo gruppo del Campionato Europeo 2016, composto, oltre che dai britannici, anche da Germania, Ucraina e Polonia. La Green & White Army (tradotto: l’esercito verde-bianco) è la matricola di tutto il torneo ma ha dimostrato nel corso delle qualificazioni alla rassegna francese di possedere grandi doti, soprattutto per quel che riguarda il temperamento. Il passaggio del girone è molto difficile, i nord-irlandesi dovranno provare a complicare i piani dell’Ucraina e della Polonia, puntando a un’ipotetica qualificazione via terzo posto. Michael O’Neill conosce bene i suoi ragazzi, è in carica dal dicembre del 2011 ed è stato tra gli artefici dei recenti risultati della nazionale. Mai infatti l’Irlanda del Nord aveva centrato un accesso alla fase finale degli Europei, neanche sotto la guida di George Best, senza dubbio il più grande calciatore di sempre della storia del suo paese. Nella graduatoria finale del proprio girone di qualificazione, la compagine bianco-verde si è piazzata prima, sorpassando nelle ultime giornate la Romania. Un piazzamento fantastico, agevolato da un gruppo di squadre non certo invincibile e orfano della migliore Grecia, piazzatasi ultima dopo una serie di rovinose prestazioni.

PORTIERI

Michael McGovern
Michael McGovern

Nelle qualificazioni per la rassegna francese l’Irlanda del Nord si è sempre schierata con una difesa a quattro, la quale era generalmente coperta da un centrocampo a cinque. Tuttavia nelle ultime tre gare amichevoli, O’Neill ha testato un inedito 3-5-2, che ha anche portato discreti risultati ed è ancora imbattuto. Alle radici del cambiamento di assetto tattico c’è l’infortunio che terrà lontano dagli stadi francesi il terzino sinistro Chris Brunt, una delle colonne della nazionale. Il commissario tecnico nord-irlandese ha così deciso di passare a una difesa a tre senza apportare grandi modifiche agli uomini titolari: il laterale mancino del West Bromwich è stato sostituito da Cathcart e il giovane McNair è stato spostato dal ruolo di terzino destro in mediana. La federazione ha già comunicato l’elenco dei 27 convocati per l’amichevole in programma dopodomani contro la Bielorussia, la quale sarà succeduta da un test contro la Slovacchia. In seguito quattro giocatori abbandoneranno il ritiro della nazionale e il resto del gruppo partirà per la Francia. Sono sicuri del posto i tre portieri, non è stato infatti chiamato un quarto estremo difensore di riserva. Il titolare sarà con ogni probabilità Michael McGovern, a caccia di una nuova squadra data l’imminente scadenza di contratto con il suo attuale club, l’Hamilton Academical. Classe ’84, è nato in Irlanda del Nord ma dall’età di 17 ha vissuto in terra scozzese, dove si è sviluppata la sua carriera calcistica. È cresciuto nel settore giovanile del Celtic ma è sbocciato fuori da Glasgow, le due compagini che lo hanno consacrato a buoni livelli, prima dell’esperienza che si avvia verso il tramonto ad Hamilton, sono il Ross County e il Falkirk. Ha vestito i panni del numero uno in tutte le gare di ritorno delle qualificazioni alla rassegna europea, in precedenza si era accomodato in panchina a vantaggio di Roy Carroll, il veterano della nazionale. La carta d’identità recita infatti 30 settembre 1977, data che lo rende quarto nella speciale graduatoria per anzianità riguardante i partecipanti alla rassegna transalpina, nella quale primeggia il portiere dell’Ungheria Gábor Király. Milita tra le fila del Notts County, club in forza nella League Two inglese (quarta serie anglosassone, ma, a differenza della nostrana Serie D, professionistica), ma in carriera ha vestito maglie ben più prestigiose, come quella del Manchester United, con cui ha alzato al cielo Premier League, Community Shield e Coppa d’Inghilterra. Vanta anche altre esperienze con blasonate corazzate inglesi e avventure in Danimarca e Grecia. Nell’ultima gara amichevole disputata dalla nazionale, vinta contro la Slovenia, ha indossato in campo i guantoni per tutti e novanta i minuti, è destinato al ruolo di numero dodici in terra francese. La terza scelta sarà invece Alan Mannus, sette apparizioni con l’Irlanda del Nord, l’ultima delle quali è datata 2014. È nato nel 1982 a Toronto, città canadese, ma è di nazionalità nord-irlandese. È stato per anni una bandiera del Linfield, antichissimo club di Belfast che in bacheca conta 255 trofei (non è un errore di battitura), con cui si è reso protagonista di un curioso episodio: nel 2003, in una gara di campionato, siglò un gol con un rinvio dalla sua area di rigore, che rimbalzò sulla testa del portiere dell’Omagh Town e terminò in rete. Attualmente gioca al St. Johnstone, in Scozia.

DIFENSORI

Jonny Evans
Jonny Evans

L’undici del Green & White Army ha come proprio punto di forza la linea difensiva, composta da giocatori di assoluta esperienza e affidabilità. Tutto il terzetto titolare milita nella Premier League inglese, in particolare due giocatori vestono la maglia del West Bromwich. Si tratta di Jonny Evans e Gareth McAuley. Il primo è un classe ’88, cresciuto nel settore giovanile del Manchester United e noto a livello internazionale proprio per le sette stagioni disputate all’Old Trafford. Con i Red Devils conta 198 presenze, delle quali ben 31 collezionate in palcoscenici europei (soprattutto Champions League). Ad agosto è stato venduto al WBA per circa 8,3 milioni di euro e ha firmato con i Baggies un contratto valido fino a giugno 2019. È tra le stelle della selezione nord-irlandese, nel corso delle qualificazioni agli Europei del 2016 è apparso saltuariamente a causa di problemi fisici, che però ha ampiamente superato. È un difensore versatile, la sua buona velocità gli permette infatti di ricoprire pure il ruolo di terzino. Possiede ottime qualità in marcatura e nel gioco aereo, inoltre è dotato di gran temperamento. Nella difesa a tre si posizionerà largo a sinistra, è destro di piede ma sa giocare molto bene anche con il mancino. McAuley agirà invece dalla parte opposta, è senza dubbio l’uomo-squadra dell’Irlanda del Nord. Sulle sue spalle non sembrano pesare i quasi 37 anni d’età, è nato infatti a Glenoe nel dicembre del 1979. È stato tra i protagonisti delle qualificazioni alla rassegna francese, nonostante di professione faccia il centrale di difesa è riuscito a mettere a segno ben tre marcature, tutte realizzate a danno delle Fær Øer. Supera i 190 cm di statura, è una costante minaccia aerea sui calci piazzati e il colpo di testa rappresenta la sua arma migliore anche in fase difensiva. Tuttavia questa caratteristica si può rivelare un’arma a doppio taglio, poiché, data anche l’età anagrafica, è un difensore parecchio compassato. Gioca allo stadio The Hawthorns dal 2011, in precedenza aveva difeso i colori di Ipswich Town e Leicester City. Il terzo elemento sarà Craig Cathcart, militante tra le fila del Watford. È il più giovane di tutto il reparto difensivo, è nato infatti a Belfast nel 1989. Ha caratteristiche di gioco molto simili ai suoi colleghi, ha come punto di forza il fisico imponente, l’abilità nei contrasti e nel gioco aereo. Anche lui sta trovando spesso la via della rete in nazionale, è andato a segno nell’amichevole pareggiata contro il Galles e nell’ultima gara di qualificazione a Euro 2016 contro la Finlandia. Ha disputato una buona stagione sotto gli ordini di Quique Flores, la quale ha fatto alzare la sua valutazione e gli ha permesso di assumere un posto importante nelle gerarchie del ct O’Neill. Tra le probabili riserve spicca il nome di Aaron Hughes, titolare nella prima fase delle qualificazioni a Euro 2016. In occasione del test contro la Slovenia ha rilevato McAuley durante l’intervallo collezionando un buon minutaggio dopo un prolungato periodo d’assenza. Tra i pre-convocati per la prestigiosa competizione francese è per distacco il giocatore con alle spalle più presenze in nazionale, gliene servono altre due per tagliare il traguardo della terza cifra. Classe ’79, in passato è stato una bandiera del Newcastle e del Fulham, mentre attualmente è un tesserato del Melbourne City, in Australia. Il suo contratto però scadrà a fine giugno e ha già deciso di non rinnovare, solo il futuro potrà dirci se continuerà a calcare i manti erbosi del professionismo o appenderà gli scarpini al chiodo. Agli Europei quasi certamente non avrà un ruolo da protagonista ma O’Neill tiene in considerazione il suo peso specifico all’interno dello spogliatoio, è sicuro di riuscire a strappare un convocazione nei 23 finali. Nel suo periodo di militanza in Premier League si è distinto per la correttezza in campo, in 450 e passa partite giocate non è mai stato espulso (il primato rimane invariato anche se si considera la carriera nella sua globalità) e ha ricevuto un cartellino giallo solamente undici volte. Una pista alternativa porta al giovane classe ’94 Luke McCullough, in forza al Doncaster Rovers, nella terza divisione anglosassone (che diventerà quarta a partire dalla prossima annata, dato il quartultimo posto ottenuto nella stagione appena conclusa). È cresciuto nel settore giovanile del Manchester United, ma non è mai riuscito a debuttare tra i professionisti con la casacca dei Red Devils addosso. Inseriamo nel discorso riguardante la difesa Patrick McNair, gioiello del Manchester United e della rosa nord-irlandese (i 21 anni d’età gli permettono di esser considerato “la promessa della nazionale”, per questo di lui parleremo pià tardi). Nel probabile undici titolare agirà a centrocampo ma è cresciuto calcisticamente come difensore. Il 3-5-2 ci consente di considerare i laterali (anche nel caso siano terzini) come centrocampisti, per questo dedicheremo loro qualche riga nella sezione successiva.

CENTROCAMPISTI

Steven Davis
Steven Davis contrastato dal gallese Joe Ledley

Partiamo dunque con gli esterni di centrocampo, argomento su cui ci soffermeremo per un po’. A destra dovrebbe agire Stuart Dallas, laterale in forza al Leeds United, club militante nella Championship, il secondo gradino della piramide calcistica inglese. Nella stagione appena conclusa non ha deluso le aspettative del patron Cellino, che in estate lo aveva prelevato dal Brentford per quasi due milioni di euro. È abituato a muoversi sulla corsia mancina della mediana, ma in nazionale dovrà cambiare fascia per poter avere una maglia da titolare. È nato nel 1991 nel paesino nord-irlandese di Cookstown e, a differenza di molti suoi colleghi connazionali, ha mosso i primi passi da professionista in patria e non in terra inglese. Il club che lo ha fatto sbocciare è il Crusaders, che lo ha ceduto nel 2012 al Brentford, con cui si è definitivamente consacrato. Sa cosa vuol dire fare la gavetta, anche in nazionale ha dovuto faticare molto prima di diventare un titolare inamovibile. È un giocatore veloce e bravo tecnicamente, ma soprattutto dotato di eccelsa resistenza fisica, lo testimoniano le 49 partite disputate in stagione. Sull’altra corsia largo a Shane Ferguson, esterno mancino classe ’91 nativo di Derry. In nazionale debuttò non ancora maggiorenne in un’amichevole persa contro l’Italia, è un laterale di centrocampo a propulsione offensiva. Non ha il posto da titolare assicurato ma le probabili formazioni lo inseriscono dal primo minuto nel quintetto di centrocampo. Gioca al Millwall, terza divisione inglese, club che lo ha prelevato a titolo definitivo a gennaio dal Newcastle. È cresciuto nel vivaio dei Magpies, con i quali ha collezionato parecchie presenze tra Premier League e coppe nazionali. Il suo curriculum vanta anche una breve esperienza nel 2015 al Rangers, in Scozia. Sarà in lizza fino all’ultimo per un ruolo da protagonista Conor McLaughlin, da non confondere con il fratello Ryan, non inserito nell’elenco dei pre-convocati. È un terzino destro, è stato impiegato in buona parte delle partite di qualificazione a Euro 2016 ma negli ultimi tempi sembra esser stato scavalcato nelle gerarchie da Dallas. Milita tra le fila del Fleetwood Town, in forza nella League One inglese, ma si è formato calcisticamente con i colori del Preston North End. Classe ’91, possiede buone capacità atletiche, tra le quali spiccano velocità e resistenza fisica. Di piste alternative ce ne sono molte, bisogna considerare però che sicuramente non tutti i giocatori che starò per menzionare saliranno sull’aereo diretto in Francia. Lee Hodson è un terzino destro con valide capacità offensive, è un classe ’91 e conta 15 presenze in nazionale. Si è seduto in panchina nelle ultime tre amichevoli dell’Irlanda del Nord, nel corso delle qualificazioni a Euro 2016 non è mai sceso in campo. Cresciuto nel settore giovanile del Watford, attualmente si trova il Scozia in prestito al Kilmarnock, il suo cartellino è di proprietà dell’MK Dons. Un’altra strada porta invece al profilo di Danny Lafferty, laterale mancino nato nel 1989. A cavallo del 2013 occupò un ruolo degno di nota all’interno della rosa dell’Irlanda del Nord, il passare degli anni lo ha relegato a essere selezionato solamente per le amichevoli. Anch’egli non ha collezionato un solo minuto nello storico cammino bianco-verde verso Parigi, tuttavia può giocarsi le proprie carte per ricevere un’inaspettata convocazione. Nel pareggio contro il Galles è tornato in campo in nazionale a distanza di un anno dall’ultima apparizione, ha sostituito nell’ultimo quarto d’ora di gioco Jonny Evans nella linea difensiva. È di proprietà del Burnley ma quest’anno ha giocato solo 15 partite nell’esperienza in prestito all’Oldham, terminata a marzo. Infine è viva l’ipotesi Michael Smith, convocato per la prima volta in nazionale da O’Neill nel marzo scorso per la serie di amichevoli disputate dall’Irlanda del Nord. Si è accomodato in panchina per tutti e novanta i minuti della sfida contro il Galles, nella seconda gara è invece stato schierato dal primo minuto e ha portato a casa una buona prestazione che è coincisa con la vittoria del Green & White Army. Classe ’88, ha disputato una buona annata nella League One inglese con lo stemma del Peterborough sul petto, con cui ha conquistato un discreto piazzamento a centro classifica. È uno dei giocatori più veloci selezionabili dall’Irlanda del Nord, correre sulla fascia è nel suo DNA. Con lui terminiamo il discorso relativo agli esterni di fascia, è giunto quindi il momento di spostarci al centro della mediana. Il 3-5-2 prevede l’impiego di tre centrocampisti, dei quali fa parte il già nominato McNair, che agirà come intermedio di sinistra. A destra si muoverà invece Oliver Norwood, in forza al Reading. È un giocatore in rampa di lancio, è reduce da un’ottima stagione con i Royals ed è stato tra i protagonisti delle qualificazioni a Euro 2016. Classe ’91, possiede grandi qualità in fase di impostazione e anche una buona conclusione da lontano. È cresciuto nel settore giovanile del Manchester United ma come molti altri ragazzi è maturato nelle serie minori inglesi. Ancora oggi milita nella divisione cadetta e spera in una chiamata dalla Premier League, potrebbe essere un profilo di mercato interessante dato il contratto in scadenza nel 2017. Nell’undici di O’Neill ha il posto più che assicurato, così come il suo compagno di reparto Steven Davis. È tra i giocatori di spicco della nazionale, è uno dei pochi a militare tra le fila di un club prestigioso qual è il Southampton. La qualificazione alla rassegna francese è arrivata per l’Irlanda del Nord nella gara vinta 3-1 contro la Grecia, grazie soprattutto alla doppietta del proprio capitano: il primo gol è frutto di un appoggio a porta vuota su assist di Dallas, la seconda marcatura è arrivata invece con un colpo di testa dal limite dell’area sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Davis è nato nel capodanno del 1985, è un giocatore dotato di grande esperienza ma anche qualità. A centrocampo è un leader carismatico, possiede agonismo, ottime doti fisiche (nonostante la statura minuta) e sa maneggiare il pallone con destrezza. Debuttò tra i professionisti con l’Aston Villa nel lontano 2004, vanta anche una redditizia, sotto il punto di vista dei trofei, esperienza al Rangers (sette coppe alzate al cielo e la palma di giocatore dell’anno del campionato scozzese nel 2010). Veste la maglia dei Saints dal 2012, anno in cui la compagine allora allenata da Nigel Adkins lo riportò in terra anglosassone per appena un milione di euro. È un centrocampista polivalente, predilige muoversi nel ruolo di trequartista, per questo il 3-5-2 con lui in campo potrebbe tramutarsi in un 3-4-1-2. La sua riserva in questa posizione del campo dovrebbe essere Ben Reeves, numero dieci dell’MK Dons, anche se la sua convocazione non è ancora certa. In nazionale conta un paio di presenze, inoltre nella stagione appena conclusa ha saltato molte partite per problemi fisici. La sua chiamata sarebbe frutto più che altro di una carenza di uomini in quella fascia di campo. Ha condiviso lo spogliatoio con Davis nell’annata 2012-2013 a Southampton, dove ha militato per tutti gli anni delle giovanili. Piccolo fisicamente, possiede un piede sinistro molto educato ma la fragilità fisica gli impedisce di essere continuo nelle prestazioni. Conclude il quadro dei centrocampisti l’esperto Chris Baird, 34 primavere e 72 presenze in nazionale sulle spalle. Nelle qualificazioni a Euro 2016 ha rivestito un ruolo di spessore, è apprezzato principalmente per la sua duttilità tattica: oltre che in qualità di mediano può essere impiegato da terzino. Conta 153 presenze in Premier League, collezionate con le maglie di Southampton, Fulham e West Bromwich. Attualmente è un tesserato del Derby County, club di divisione cadetta anglosassone, ma ha trascorso gli ultimi mesi della stagione in prestito alla squadra in cui più è stato apprezzato, il già menzionato Fulham. Le quotazioni di vederlo in campo dal primo minuto nella gara d’esordio contro la Polonia in quel di Nizza sono al ribasso, tuttavia il ballottaggio che vede protagonisti lui e McNair è ancora aperto.

ATTACCANTI

Conor Washington
Conor Washington

Il discorso riguardante gli attaccanti è un po’ più complesso, sono infatti tanti i nomi in lizza e i posti disponibili scarseggiano. Il 3-5-2 prevede l’esistenza di due punte, una di movimento e un centravanti. Nel pacchetto offensivo ha buone possibilità di muoversi da titolare Jamie Ward, duttile ala sinistra del Nottingham Forest. Rappresenta naturalmente l’opzione più dinamica, è un giocatore capace di attaccare la profondità data la velocità e possiede anche grandi doti tecniche. È tra i calciatori più talentuosi dell’intera rosa, è capace di grandi giocate ma anche di prestazioni anonime, perciò buona parte della sorte nord-irlandese dipenderà dai suoi piedi. Di statura tocca i 165 cm di altezza, è un destro naturale ma sa giocare anche con il piede opposto. Gli inserimenti in area di rigore sono una delle sue migliori qualità, inoltre quando c’è necessità sa vestire i panni del battagliero. Classe ’86, è stato per anni il pupillo dei tifosi del Derby County, in estate è passato a parametro zero al Nottingham ma la stagione appena conclusa è stata caratterizzata più da ombre che luci. L’altro posto disponibile nel duetto offensivo sarà occupato molto probabilmente da Kyle Lafferty, vecchia conoscenza del calcio italiano (vestì i colori del Palermo nella stagione 2013-2014). È il giocatore più apprezzato dalla tifoseria nord-irlandese, per questo ho deciso di considerarlo “la stella” della nazionale e quindi dedicargli un’apposita sezione. È il prototipo del centravanti all’antica forte fisicamente e nel gioco aereo. Occhio però alla candidatura di Conor Washington, rivelazione della League One appena conclusa. In realtà ha militato solo per metà anno nella terza serie anglosassone perché a gennaio il QPR ha deciso di puntare su di lui prelevandolo dal Peterborough per 3,3 milioni di euro. Il passaggio di categoria ha influito sul suo rendimento ma non gli ha impedito di ricevere la prima convocazione dalla nazionale nord-irlandese. È nato a Chatham, in Inghilterra, nel 1992, ma ha potuto scegliere di vestire la maglia bianco-verde dell’Irlanda del Nord in virtù delle origini della nonna (avrebbe addirittura potuto optare per la Scozia, data la nazionalità della madre). Da ragazzo lavorava come postino, i successi conseguiti con il St Ives Town nella United Counties League (l’equivalente della nostrana Terza Categoria) lo hanno però spinto a inseguire la carriera da calciatore professionista. Nel 2012 passò al Newport County per 5 mila sterline ed esordì nella National League, quinto gradino della piramide calcistica inglese ma i cui partecipanti godono dello status di semi-professionisti. In quell’anno arrivò la promozione e Washington si mise ben in mostra nel girone d’andata della stagione seguente, tanto da meritarsi la chiamata del Peterborough, che lo acquistò per 600 mila euro (tuttavia il Newport si assicurò il 20% dell’incasso da una futura vendita, avendo intuito le qualità indiscusse del ragazzo). Due anni nella League One gli hanno permesso di compiere un ulteriore avanzamento di carriera, non si può dire che alle spalle non abbia una lunga gavetta. Sia per la storia alle spalle che per le caratteristiche tecniche possiamo paragonarlo, con le dovute proporzioni, alla stella del momento, Jamie Vardy. Possiede grande velocità e buona conclusione a rete, sia dalla lunga che corta distanza. In nazionale ha debuttato nelle ultime due amichevoli disputate e ha anche messo a segno il gol della vittoria nella sfida contro la Slovenia. Il pubblico nord-irlandese lo apprezza molto, cercherà di sottrarre la maglia da titolare a Ward. Si candida a un ruolo di comprimario anche Will Grigg, reduce da una stellare annata al Wigan, con cui ha conquistato la promozione nella Championship. In 40 partite di campionato ha realizzato 25 marcature ed ha portato a casa il titolo di capocannoniere. Per tutta la stagione è stato accompagnato dal coro Will Grigg in on fire, una vera e propria canzone ideata dai tifosi del Wigan per il proprio beniamino. Segnare è la sua professione, lo ha fatto nella stagione appena terminata ma anche in quella precedente: 20 gol non gli valsero la scarpa d’oro del campionato ma riuscì a trascinare l’MK Dons nella Championship a suon di reti. Classe ’91, è una punta che ama attaccare la profondità dato il suo dinamismo. Nelle qualificazioni a Euro 2016 non ha mai trovato spazio nemmeno per un minuto, l’ottima stagione al DW Stadium potrebbe però permettergli di staccare un biglietto per la Francia. Le ipotesi non sono finite qui, di piste alternative ce ne sono ancora parecchie. Josh Magennis è stato tra le sorprese delle qualificazioni, si è spesso rivelato utile a partita in corso e in occasione della decisiva vittoria per 3-1 contro la Grecia è riuscito a iscriversi al tabellino dei marcatori. Classe ’90, è un attaccante eclettico: da un lato forte fisicamente, dall’altro molto veloce. Rispecchia le caratteristiche del numero nove vecchio stampo ma la rapidità gli ha permesso in carriera di ricoprire posizioni più defilate, sulla fascia destra. Quando militava tra le fila dell’Aberdeen (anni 2010-2014) ha agito talvolta addirittura da terzino, a conferma della sua polivalenza in campo. Veste la maglia del Kilmarnock, in Scozia, con cui ha realizzato una buona stagione in Premiership. Billy McKay è tra i nomi più a rischio, nella sua avventura in nazionale (iniziata nel febbraio del 2013) è sceso in campo dal primo minuto solamente in due occasioni, entrambe le volte in amichevoli disputate nel 2014. Nelle qualificazioni a Euro 2016 ha accumulato un paio di spezzoni, O’Neill gli ha concesso dieci minuti anche nella sfida recentemente giocata contro il Galles. È un attaccante piccolo fisicamente, abile nel giocare in verticale e sorprendere le linee difensive avversarie sul filo del fuorigioco. Classe ’88, è di proprietà del Wigan ma ha giocato per la quasi totalità della stagione appena conclusa al Dundee United, militante nella massima serie scozzese. Ha basse probabilità di salire sull’aereo che partirà per la Francia, così come il suo compagno di reparto Liam Boyce. Classe ’91, è un centravanti di stazza, tenace, forte fisicamente ma non molto compassato. Veste la maglia del Ross County, anch’esso club scozzese, ma nel suo curriculum può vantare un’esperienza oltre il Canale della Manica: nel 2011 venne acquistato dal Werder Brema, che lo tenne un anno in squadra senza mai farlo debuttare in Bundesliga (solo tre presenze con la seconda formazione). Ha invece maggiori percentuali di convocazione l’ala destra dell’Aberdeen Niall McGinn, presente nella quasi totalità delle gare nord-irlandesi nel cammino per Euro 2016. Nella prima sfida delle qualificazioni, contro l’Ungheria, risultò tra i migliori in campo in virtù di un gol e un assist, decisivi nell’1-2 finale. A luglio compirà 29 anni, in nazionale conta 37 presenze condite da due marcature. Velocità sopra la media, ottima tecnica di base e bravura nel calciare con entrambi i piedi sono le sue migliori qualità, è da anni tra i migliori nel suo ruolo della massima divisione scozzese. È un esterno d’attacco ma può agire anche in qualità di seconda punta (come nel caso di Ward). Lo stesso discorso vale pure per Paddy McCourt, l’ultimo profilo che descriveremo oggi. La sua carriera in nazionale iniziò nientemeno che nel lontano 2002, quando a soli 18 debuttò nella goleada per 0-5 subita dalla Spagna. Per molti anni rimase lontano dai radar, solamente nel corso delle qualificazioni alla rassegna francese è riuscito a trovare continuità nelle convocazioni, seppur scendendo raramente in campo. Classe ’83, ala sinistra, milita tra le fila del Luton Town, quarta serie inglese. È tra i giocatori destinati a essere esclusi dall’elenco dei 23.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2)

McGovern

McAuley     Cathcart    Evans

Dallas     Norwood     Davis     McNair     Ferguson

Ward    Lafferty

LA STELLA

Kyle Lafferty
Kyle Lafferty

Kyle Lafferty è un giocatore controverso, capace di grandi giocate in campo quanto di comportamenti inadeguati fuori, e probabilmente è proprio questa la caratteristica che gli permette di essere amato dai tifosi nord-irlandesi. Tatuaggi sulle braccia e un’attrazione a volte smisurata per le donne, come testimoniato dal suo ex presidente, Maurizio Zamparini. «È un calciatore ingestibile, un donnaiolo, un irlandese senza regole». Tuttavia, come confermato dallo stesso patron rosanero nel seguito delle dichiarazioni, in campo non si risparmia mai, è sempre tra gli ultimi a tirare indietro la gamba. La sua personalità gli ha consentito di entrare nel cuore dei sostenitori della nazionale, che gli perdonano qualche svago di troppo. Non va dimenticato infatti che l’Irlanda del Nord è la patria di George Best, uno dei giocatori più apprezzati di sempre, sia per la classe indiscussa che per le sue avventure nella vita privata. Lafferty è un centravanti di potenza, molto forte fisicamente (193 cm di statura), dotato di grande abilità nel gioco aereo e conclusione in porta. È uno specialista nel calciare le punizioni da corta distanza, in area di rigore è una presenza costante, “capace di fare reparto da solo”, come dichiarato dal direttore sportivo del Sion Marco Degennaro, che lo portò in Svizzera nel 2012. Nasce a Enniskillen il 16 settembre del 1987, una cittadina di circa tredicimila abitanti situata al confine con la sottostante Repubblica d’Irlanda. Dylan Dog, come è soprannominato per la sua incredibile somiglianza con il celebre personaggio di fumetti, cresce nel settore giovanile del Burnley, club che a 18 anni lo lancia nella divisione cadetta anglosassone facendogli collezionare una manciata di presenze. Nel 2006 torna ai Clarets dopo un’esperienza in prestito al Darlington e conquista il posto da titolare, nonostante una media-gol non ancora alta per un centravanti. La sua esplosione avviene in Scozia, al Rangers, club che lo preleva nell’estate del 2008 dal Burnley per 4,5 milioni di euro. Il grande temperamento messo in mostra in campo lo consacra nell’olimpo dei beniamini della tifoseria Light Blue. L’esperienza a tinte scozzesi è molto redditizia, alza al cielo tre titoli nazionali, una coppa e una supercoppa, i suoi primi trofei conquistati da professionista. Nel 2012 lascia i Rangers a parametro zero e approda in terra elvetica al Sion, dove conosce Gennaro Gattuso, all’epoca allenatore-giocatore della compagine biancorossa. È proprio Ringhio a portarlo con sé a Palermo, annunciata la notizia del suo ingaggio come guida tecnica dei siciliani. Lafferty è il primo giocatore nord-irlandese a militare in Italia, il suo rendimento è molto positivo e riesce a siglare undici reti nella divisione cadetta italiana (per il Palermo è promozione diretta in Serie A). Gli incrinati rapporti con il nuovo tecnico Iachini lo costringono però a cercare una nuova casa: si profila per lui la possibilità di tornare dove era nato (calcisticamente parlando), l’Inghilterra, e il bomber nord-irlandese accetta di buon grado. Il Norwich lo acquista per quattro milioni e mezzo di euro ma lo cede in prestito nella sessione invernale di calciomercato, dato il suo rendimento altalenante. Lafferty vola in Turchia, al Caykur Rizespor, dove ottiene una maglia da titolare e riesce ad andare a segno due volte. La stagione appena conclusa è stata la copia della precedente: inizia l’anno al Norwich, gioca poco, anzi pochissimo, e poi si trasferisce a titolo temporaneo al Birmingham. Kyle può essere amato od odiato, non ci sono vie di mezzo. E per i tifosi nord-irlandesi il primo sentimento è nettamente prevalente, auspicano che in nazionale possa trovare il suo eldorado e tornare a segnare come ai tempi dell’esperienza scozzese. Nelle qualificazioni a Euro 2016 ha realizzato cinque marcature, delle quali una particolarmente importante, siglata nella gara d’esordio contro l’Ungheria a due minuti dalla fine del match.

LA PROMESSA

Patrick McNair
Patrick McNair

È stata probabilmente la “promessa” scelta più facilmente dall’inizio della nostra avventura alla scoperta delle partecipanti a Euro 2016. Patrick McNair, detto Paddy, è infatti uno dei migliori giocatori della nazionale e ha dalla sua parte anche la giovane età, la quale gli permette di essere probabilmente il più prezioso giocatore nord-irlandese in circolazione. In nazionale conta solamente sette presenze ma sembra avere elevate probabilità di partire dal primo minuto nell’undici di O’Neill, grazie alla sua duttilità tattica. In alcune gare di qualificazione a Euro 2016 è stato schierato da terzino, nelle ultime due apparizioni della selezione bianco-verde ha invece vestito i panni del mediano davanti alla difesa. È un difensore centrale ma può agire in varie aree del campo, ha un fisico roccioso ed è allo stesso tempo abbastanza dinamico. Naturalmente ha doti prettamente offensive, è abile nei contrasti e in marcatura. Nasce a Ballyclare, paesino situato a una ventina di chilometri da Belfast, il 27 aprile 1995. Il Manchester United lo nota sin dall’età di dodici anni grazie alla sua fitta rete di scouting in Irlanda del Nord e lo convince a prendere il traghetto durante le vacanze scolastiche per andare ad allenarsi con la maglia dei Red Devils. Il definitivo tesseramento avviene nel 2011, McNair viene aggregato al settore giovanile dello United in qualità di centrocampista di interdizione. Solamente dopo verrà spostato in difesa, il ruolo di mediano che attualmente sta ricoprendo in nazionale non è quindi per lui una novità. Paul McGuinness, suo allenatore nel settore giovanile, lo ha spesso paragonato a Michael Carrick per via della somiglianza dal punto di vista tecnico. Il debutto in Premier League arriva nel settembre del 2014 in occasione di una vittoria contro il West Ham, van Gaal lo schiera dal primo minuto concedendogli novanta minuti di gioco davanti al proprio pubblico. Si ripete anche la domenica seguente nel posticipo contro l’Everton e il bottino rimane inalterato: prima e seconda frazione di gioco disputate e un 2-1 inflitto agli avversari. Conclude l’annata con 18 presenze sulle spalle, due delle quali collezionate nella FA Cup. Nella stagione appena conclusa ha faticato di più e la sua crescita ha riscontrato una brusca frenata, è riuscito a scendere in campo solamente nove volte, debuttando in campo europeo in occasione della sconfitta contro il Midtjylland. È a caccia di un riscatto, gli Europei potrebbero essere l’occasione d’oro per ottenerlo.

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