In viaggio per Euro 2016 – Girone A – Svizzera

SvizzeraDopo aver esaminato attentamente il discorso relativo alla nazionale francese, oggi è il turno della Svizzera per quel che riguarda il nostro tour alla scoperta delle partecipanti a Euro 2016. La compagine elvetica è stata inserita in un girone non facile, formato, oltre che dai transalpini, da Romania e Albania. La formazione allenata dall’ex laziale Petkovic è reduce da un buon girone di qualificazione che l’ha vista classificarsi seconda alle spalle dell’invincibile Inghilterra. La Svizzera ha come obiettivo quello di passare quantomeno la fase a gironi, nel caso si piazzasse seconda troverebbe la nazionale che ha conseguito lo stesso piazzamento nel gruppo C (composto da: Germania, Ucraina, Polonia e Irlanda del Nord). I rosso-crociati hanno disputato un buon girone di qualificazione, ottenendo l’accesso alla competizione vera e propria con una giornata d’anticipo. Non c’è un elemento che spicca sugli altri, nel complesso la squadra è completa in tutti i settori. Le aspettative non sono basse in virtù del dodicesimo posto nel ranking mondiale della FIFA, nella sua storia la selezione svizzera non ha mai passato il primo turno ed è giunto il momento di sfatare il tabù. Tra le recenti avventure della nazionale si annovera una buona spedizione in Brasile due estati fa, conclusa per mano dell’Argentina. Il cammino di Shaqiri e compagni fu interrotto al 118′ della sfida con i sudamericani, quando Di María insaccò il pallone su assist di Messi. Passiamo adesso a parlare della rosa elvetica, ricca di giocatori da seguire nel corso dell’Europeo. La Svizzera è meta d’immigrazione e per questo la nazionale è colma di giocatori dal doppio-passaporto. A giudicare dai recenti risultati questa miscela di origini diverse ha giovato alla sorte della corazzata europea.

PORTIERI

Yann Sommer
Yann Sommer

Il modulo che dovrebbe adottare la compagine di Petkovic è il 4-3-3, anche se più volte è stato provato uno scolastico 4-4-2. La maglia numero uno è affidata a Yann Sommer, estremo difensore del Borussia Mönchengladbach. Diego Benaglio ha annunciato il suo ritiro dalla nazionale dopo la Coppa del Mondo 2014, le chiavi della porta sono passate allora nelle mani del ventisettenne nativo di Morges, cittadina francofona situata presso il lago Lemano. È cresciuto con i colori del Basilea tatuati sulla pelle, il St. Jakob-Park lo ha visto maturare e alzare al cielo quattro titoli nazionali. Nell’estate del 2014 è stato prelevato dalla formazione tedesca per 9 milioni di euro e si è subito impossessato della maglia da titolare. Nella scorsa annata non ha saltato una sola partita contribuendo all’ottimo piazzamento del Borussia in campionato, quest’anno si è invece assentato in una gara di Bundesliga per una frattura al setto nasale. Salvo sorprese dovrebbe essere lui il titolare per la Svizzera all’Europeo. Dovrà però fare i conti con un altro estremo difensore emergente che ha avuto il suo stesso percorso e adesso è il numero uno dei uno dei migliori club al mondo. Sto parlando di Roman Bürki, difensore della porta del Borussia Dortmund. È sbarcato in terra teutonica due anni fa, prima lo ha accolto il Friburgo, poi quest’estate lo ha acquistato la compagine di Thomas Tuchel. Sarà difficile per lui ribaltare le gerarchie ma proverà a farlo fino all’inizio dell’Europeo. Quasi sicuro del ruolo di terzo portiere Marwin Hitz, in forza all’Augusta. Ha militato per tanti anni tra le fila del Wolfsburg e ha arricchito la sua bacheca con il titolo di campione di Germania. Nel febbraio del 2015 è balzato agli onori delle cronache per aver realizzato un gol sugli sviluppi di un calcio d’angolo nei minuti di recupero di una sfida contro il Bayer Leverkusen, sancendo il definitivo 2-2. Per la cronaca bisogna menzionare anche Yvon Mvogo dello Young Boys. È nato in Camerun ma ha fatto tutta la trafila delle giovanili in maglia elvetica, ha già collezionato qualche convocazione ed è tra i migliori portieri del campionato svizzero. In caso di necessità è il primo indiziato a sostituire uno dei tre giocatori precedentemente nominati.

DIFENSORI

Stephan Lichtsteiner
Stephan Lichtsteiner

Non è sbagliato dire che la difesa della Svizzera eccella sugli esterni. A destra agirà Stephan Lichtsteiner, baluardo della retroguardia juventina, mentre la fascia sinistra sarà proprietà di Ricardo Rodríguez. Due giocatori di assoluto spessore, tra i punti fermi della formazione elvetica. Lichtsteiner ha trovato il suo eldorado in Italia dove arrivò nel 2008 dalla Francia. La Lazio prima e la Juventus poi lo hanno fatto diventare uno dei migliori terzini del campionato nostrano e con la compagine torinese ha arricchito notevolmente il suo palmarés, già formato da una Coppa Italia e una Supercoppa vinte in maglia bianco-celeste. È stato per anni il pupillo di Antonio Conte, corsa e grinta gli hanno permesso di guadagnarsi un posto da titolare nel 3-5-2 che ha dominato in Italia negli ultimi anni. D’altro canto anche Rodríguez è tra i migliori terzini nel campionato dove milita, ovvero la Bundesliga. Si è messo in mostra nel corso dei Mondiali brasiliani e nelle ultime annate disputate al Wolfsburg. Si muoverà a fianco di Fabian Schär, giovane difensore centrale classe ’91 in forza all’Hoffenheim. Nato a Wil, ha giocato per tanti anni con la squadra della sua città natale prima di accasarsi al Basilea nel 2012. Tante partite di spessore in panorama internazionale e un ottimo Mondiali lo hanno fatto diventare oggetto del desiderio di parecchie squadre nel corso delle ultime sessioni di calciomercato. Il suo compagno di reparto sarà Timm Klose, gigante di 1,95 metri acquistato dal Norwich a gennaio per 12 milioni di euro. È nato a Francoforte da padre locale e madre svizzera, si è trasferito a Basilea all’età di 5 anni e ha mosso i primi passi da calciatore proprio con la più importante compagine basilese. A coprire loro le spalle dovrebbe esserci l’esperto Johan Djourou, colonna portante della retroguardia svizzera negli ultimi anni. Origini ivoriane e un passato importante all’Arsenal, è in piena lotta per una maglia da titolare e il ballottaggio tra lui e Klose sarà aperto fino a un giorno prima del debutto agli Europei. È capitano dell’Amburgo ma ha il contratto in scadenza nel giugno 2017, ciò lo rende un possibile nome di mercato e a maggior ragione spera in una maglia del primo minuto. A questi tre nomi si aggiunge quello di Fabian Lustenberger, professione mediano ma spesso adattato al centro della difesa come accaduto nelle ultime gare della nazionale. Gioca all’Herta Berlino dal 2007, anno in cui la formazione teutonica lo prelevò a soli 19 anni dal Lucerna. In nazionale ha giocato appena una manciata di partite ma data la sua versatilità non dovrebbe avere problemi a salire sull’aereo che partirà alla volta della Francia. Completano il quadro dei centrali difensivi Philippe Senderos e Steve von Bergen, due nomi di esperienza che hanno optato per un ritorno in patria nel loro tramonto calcistico. Von Bergen ha giocato in Italia per tre stagioni vestendo le maglie di Cesena e Palermo, così come Senderos che disputò l’annata 2008-2009 al Milan senza trovare gloria. I terzini che invece siederanno in panchina saranno probabilmente François Moubandje, mancino di origine camerunense in forza al Tolosa, e Michael Lang, esterno destro del Basilea. Silvan Widmer dell’Udinese è in lizza per un posto sulla fascia, può essere utilizzato non solo in difesa ma anche in posizione più avanzata. In terra friulana è cresciuto molto fino a diventare uno dei migliori giocatori della formazione bianco-nera, è un classe ’93 e ha alte probabilità di essere convocato per la spedizione francese. Occhio infine a un nome che rientra nella lista dei giocatori chiamati per le amichevoli da disputare venerdì 25 marzo 2016 a Dublino contro l’Irlanda e martedì 29 marzo a Zurigo contro la Bosnia-Erzegovina. Sto parlando di Nico Elvedi, terzino destro o centrale di difesa del Borussia Mönchengladbach classe ’96. È un giocatore che può ricoprire tutti i ruoli nel quartetto difensivo, potrebbe essere una sorpresa in vista dell’Europeo. Nato e cresciuto a Zurigo, pian piano sta diventando un punto fisso nello scacchiere del tecnico tedesco André Schubert.

CENTROCAMPISTI

Shaqiri, Xhaka e Behrami
Shaqiri, Xhaka e Behrami

La mediana della nazionale svizzera è a tinte italiane. La maggior parte dei centrocampisti elvetici ha infatti giocato, oppure gioca ancora, nel nostro paese. Gökhan Inler è il capitano e sta vivendo un sogno, seppur non da protagonista, con il Leicester City. È nato a Olten, nel nord della Svizzera, da genitori turchi ma ha preferito vestire la maglia rosso-crociata. A 23 anni è arrivato in Italia all’Udinese, dopo aver totalizzato più di un centinaio di presenze in Friuli si è trasferito a Napoli diventando una bandiera del club partenopeo. È stato a lungo compagno di squadra di Valon Behrami e Blerim Džemaili con cui ha formato un terzetto tutto made in Switzerland. Behrami attualmente milita tra le fila del Watford, si è fatto apprezzare nel corso della sua carriera per l’agonismo mostrato in campo. È uno dei calciatori con più presenze in nazionale tra quelli attualmente in rosa, è certo di un posto sull’aereo dei 23 convocati. Ha origini balcaniche, così come Džemaili, il quale è nato in Macedonia da famiglia di etnia albanese. Quest’ultimo è un regista che trova spesso la via della rete per la sua abilità nei calci piazzati. Tuttavia il pilastro del centrocampo elvetico non è un giocatore precedentemente menzionato. A gestire tutta la mediana della nazionale di Petkovic è Granit Xhaka, gioiello del Borussia Mönchengladbach. È nato nel 1992 a Basilea da genitori kosovari-albanesi, ha un fratello maggiore, Taulant, che gioca con la nazionale dell’Albania. Il destino li ha messi uno contro l’altro ad Euro 2016, verrà rievocato uno storico duello come quello dei fratelli Boateng nelle Coppe del Mondo 2010 e 2014. Nel 2009 ha vinto con la nazionale i Mondiali U-17 in Nigeria, con la selezione maggiore ha debuttato nel 2011. È un centrocampista centrale dotato di tenacia, visione di gioco e tiro da lontano. Difficile stabilire da chi sarà coadiuvato in Francia. Gelson Fernandes siederà in panchina, al momento gioca in Francia al Rennes ma nel corso della sua carriera calcistica ha alternato esperienze in Italia (Chievo e Udinese), Inghilterra (Leicester e Manchester City) e Portogallo (Sporting Lisbona). Senza contare il Saint-Etienne e il Sion, club che lo ha lanciato tra i professionisti. È ricordato principalmente per il gol che piegò la Spagna futura campione del mondo nella partita d’esordio al Mondiale 2010. Un’altra alternativa di spessore è rappresentata da Pajtim Kasami, roccioso centrale dell’Olympiacos. È un classe ’92 ed è gestito da Mino Raiola, nonostante sia un mancino naturale sa anche giocare bene con il piede destro. Infine meritano una menzione Valentin Stocker e Luca Zuffi. Il primo è stato per anni una bandiera del Basilea e attualmente gioca all’Hertha Berlino. Conta più di trenta presenze in nazionale ma la sua partecipazione all’Europeo è in dubbio. Stesso discorso per Zuffi, figlio d’arte e perno del centrocampo del Basilea. Ha esordito in nazionale a ottobre ma ultimamente sta trovando continuità nelle convocazioni.

ATTACCANTI

Admir Mehmedi
Admir Mehmedi

Rientrano nella categoria degli attaccanti tutti gli esterni offensivi a disposizione dell’ex tecnico della Lazio. Il suo 4-3-3 ha come punto di forza proprio il lavoro degli esterni e sicuramente può contare su un reparto di spessore. La stella è Xherdan Shaqiri, un concentrato di tecnica e fantasia. È il giocatore più conosciuto dell’intera rosa, è cresciuto con la maglia del Basilea ma si è consacrato in quel di Monaco con la divisa del Bayern. Il suo palmarés è colmo di trofei, tra i quali spicca la Champions League alzata al cielo con la compagine bavarese nel 2013. Il Messi delle Alpi attualmente è tesserato dallo Stoke City, che gli ha dato l’opportunità di rialzarsi dopo una mezza stagione non proprio memorabile vissuta a Milano con l’Inter. In nazionale ha esordito nel 2010 quando aveva appena 18 anni, ha giocato addirittura una partita nella Coppa del Mondo sudafricana. Due anni fa in Brasile si è messo in mostra con una tripletta realizzata ai danni del malcapitato Honduras. Durante le qualificazioni agli Europei è risultato uno dei migliori elementi della rosa, si è contraddistinto a suon di reti e assist vincenti. Agirà a destra nel tridente offensivo, dall’altra parte invece il ballottaggio per un posto da titolare è ancora aperto. Può ricoprire questa posizione il già nominato Stocker anche se probabilmente partirà dal primo minuto Admir Mehmedi del Bayer Leverkusen. È nato nel 1991 in Macedonia ma da piccolo si è trasferito a Bellinzona. Con la nazionale ha preso parte alle Olimpiadi del 2012 e al Mondiale del 2014. È bravo nel dribbling e può diventare letale quando viene lasciato libero di concludere a rete dal limite dell’area. Verrà chiamato per l’avventura in Francia anche Renato Steffen, pupillo del tecnico Petkovic. Recentemente è passato dallo Young Boys a Basilea, il tecnico nativo di Sarajevo lo ha fatto debuttare qualche mese fa in nazionale dopo averne ammirato le prestazioni con il club di Berna. È tra i migliori calciatori della massima divisione elvetica, così come il fantasista del Grasshoppers Shani Tarashaj. L’Everton lo ha acquistato a gennaio lasciandolo in prestito al suo club di appartenenza, nonostante non sia una prima punta ha messo a segno 11 reti in 24 partite disputate nella Super League 2015-2016. È un classe ’95 ed è ancora a caccia dell’esordio in nazionale, il quale potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Si tratta di un profilo molto interessante da tenere d’occhio qualora venisse convocato. Passando a parlare dei centravanti non si può non dedicare qualche riga a Breel Embolo. Approfondiremo il discorso legato a questo giovanissimo attaccante del Basilea più tardi, per adesso vi fornisco informazioni di carattere generale. Nato nel 1997 a Yaoundé, capitale del Camerun, ha sempre indossato la divisa del Basilea nella sua finora breve carriera da calciatore. Ha esordito in nazionale nel maggio scorso, per adesso ha totalizzato sette presenze e una marcatura. Non sembra però ancora pronto per essere l’attaccante titolare della nazionale svizzera. Infatti Embolo, pur essendo un giocare di assoluto talento, non è un vero e proprio centravanti. Tende a svariare su tutta la trequarti e la sua media-gol non è altissima. Ecco quindi che la maglia da titolare potrebbe essere vestita da Haris Seferović, bomber classe ’92 in forza all’Eintracht Francoforte. È alto e abile nel gioco aereo, tuttavia non disdegna anche con la palla tra i piedi. Ha origini bosniache e per anni ha militato in Italia: Fiorentina, Lecce e Novara lo hanno visto crescere con i propri stemmi sul petto. Nel 2014, dopo una parentesi negativa alla Real Sociedad, si è accasato in Germania. Nella stagione corrente sta faticando a trovare la via della rete ma non dovrebbe essere in dubbio per un posto sull’aereo. Merita di essere menzionato Josip Drmic, ala-prima punta dell’Amburgo. È tra i giocatori più conosciuti della Svizzera nel panorama internazionale ma non parteciperà all’Europeo a causa di un infortunio (condropatia rotulea) che lo terrà lontano dai campi fino a giugno. Infine spera in una chiamata per l’Europeo anche Eren Derdiyok, attaccante del club turco del Kasimpasa. In Turchia sta segnando gol a palate e Petkovic lo ha convocato più volte nel corso delle qualificazioni per la rassegna francese. Il limite di 23 giocatori potrebbe però tagliarlo fuori.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

Sommer

Lichtsteiner     Klose    Schär     Rodriguez

Behrami      Xhaka     Kasami

Shaqiri     Seferovic     Mehmedi

LA STELLA

Ricardo Rodríguez
Ricardo Rodríguez

Forse qualcuno tra di voi non lo conoscerà bene, proprio per questo vi presenterò questo giocatore in maniera approfondita. Sto parlando di Ricardo Rodríguez, terzino sinistro e baluardo della nazionale elvetica. È giovane ma ha alle spalle più di trenta presenze in nazionale e una partecipazione da titolare alla Coppa del Mondo 2014. Ricardo Iván Rodríguez Araya è nato il 25 agosto del 1992 a Zurigo da padre spagnolo e madre cilena e ha due fratelli, Roberto e Francisco, che sono calciatori professionisti. Tutti e tre hanno deciso di rappresentare a livello internazionale il paese europeo ma solo il laterale in forza in Germania è riuscito a imporsi con la nazionale maggiore. La sua carriera in maglia rosso-crociata inizia nel lontano 2009 quando vince con l’U-17 il Mondiale di categoria in Nigeria. Si rivela uno dei migliori giocatori del torneo e mette addirittura a segno tre marcature. È sempre stato infatti un terzino a propulsione offensiva, capace di siglare ben nove reti nella passata stagione. Sulla fascia è una spinta costante, fornire assist è il suo marchio di fabbrica. Sui calci piazzati segna e fa segnare, inoltre è impeccabile nei contrasti in fase difensiva e corretto dal punto di vista disciplinare (solo un cartellino giallo in 33 presenze con la Svizzera). Tutto ciò lo rende un ottimo difensore e non a caso si è parlato a gennaio di un’offerta di 40 milioni da parte del Real Madrid per acquistarlo. Nasce a Zurigo e fino al 2012 conosce solamente la maglia della migliore compagine della sua città natale. Rodríguez debutta nella massima serie svizzera a soli 17 anni e gioca altre due stagioni prima di accasarsi in Germania. Il Wolfsburg lo preleva nel gennaio del 2012 per otto milioni e mezzo di euro, con il senno di poi si è rivelato un investimento oculato e lungimirante. Pochi mesi dopo prende parte alle Olimpiadi londinesi del 2012, i primi Giochi Olimpici disputati dalla nazionale di calcio svizzera. Grandi prestazioni in Bundesliga e soprattutto una Coppa del Mondo da protagonista gli valgono il premio di giocatore svizzero dell’anno 2014. In Francia sarà tra i protagonisti, dalle sue sgaloppate dipendono le sorti della nazionale elvetica in terra transalpina.

LA PROMESSA

Breel Embolo
Breel Embolo

Non poteva non essere lui la “promessa” nell’articolo dedicato alla nazionale elvetica. Breel Donald Embolo è considerato da molti il miglior classe ’97 al mondo e uno dei talenti europei più cristallini. Con il Basilea ha debuttato nel 2014 nonostante avesse solamente 17 primavere sulle spalle, il suo esordio nella massima serie svizzera coincise proprio con la sua prima marcatura. Gli bastarono cinque minuti per mettere a segno il 5-0 contro l’Aarau, il suo nome dunque circola già da un paio di stagioni. Quest’anno si è consacrato ad alti livelli e partirà alla volta della Francia insieme al resto della nazionale elvetica. È nato il 14 febbraio del 1997 a Yaoundé, capitale del Camerun, ma si è trasferito da bambino in Svizzera. Petkovic, così come il tecnico del Basilea Urs Fischer, lo apprezza per la sua versatilità in fase offensiva. È infatti molto potente fisicamente (è alto 185 cm) e per questo può essere impiegato come punta centrale. Tuttavia il ruolo che predilige è l’esterno offensivo. Sulle fasce Embolo può sfruttare tutta la sua velocità e la sua bravura con i piedi, per i difensori avversari si rivela talvolta un vero incubo. La sua giocata classica consiste nel difendere il pallone con il proprio corpo possente e dopo girarsi velocemente lasciando impietrito il marcatore. Inoltre in fase realizzativa dà il suo contributo: in 31 partite disputate quest’anno con il Basilea è entrato nel tabellino dei marcatori otto volte e fornito altrettanti assist. La compagine rosso-blu lo culla sin da quando aveva 13 anni e gli permette di mettere in bacheca due titoli nazionali. Esordisce invece con la maglia rosso-crociata un anno fa in un’amichevole disputata a Zurigo contro gli Stati Uniti. Da allora diventa un giocatore a tutti gli effetti della selezione allenata da Petkovic che a ottobre, nella sfida contro il San Marino, gli regala la possibilità di giocare per la prima volta da titolare. Il risultato è più che positivo, sia per la nazionale che per il giovanotto del Basilea. Quest’ultimo realizza un gol e un assist che contribuiscono alla vittoria per 7-0 degli elvetici. Difficilmente lo vedremo dal primo minuto agli Europei ma l’infortunio di Drmic potrebbe averlo agevolato. In un ipotetico 4-3-3 partirebbe dalla panchina ma qualora l’ex tecnico della Lazio dovesse adottare un classico 4-4-2 Embolo avrebbe l’opportunità di giocare titolare al fianco di Seferović.

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