In viaggio per Euro 2016 – Girone A – Albania

AlbaniaTermina oggi la nostra avventura alla scoperta delle componenti del girone A di Euro 2016. Dopo aver trattato di Francia, Svizzera e Romania in articoli a loro dedicati, l’ultima tappa prima di passare a un nuovo gruppo è l’Albania. La nazionale balcanica è allenata dall’italiano Gianni de Biasi che è riuscito in un’autentica impresa: regalare alle Aquile Nere la prima partecipazione all’Europeo. È affiancato alla guida della nazionale da Paolo Tramezzani e dall’ex stella delle Shqiponjat (in italiano: le aquile) nonché miglior marcatore di sempre Erjon Bogdani, che riveste il ruolo di collaboratore tecnico. L’impresa dell’Albania è avvalorata ancora di più da un girone di qualificazione per Euro 2016 non facile, costituito oltre che dai rossoneri anche da Portogallo, Danimarca, Serbia e Armenia. Il cammino è stato pressoché perfetto fino alla terzultima giornata, quando i balcanici sono caduti sotto i colpi del Portogallo, battuto sorprendentemente all’andata. L’Albania non è riuscita a rialzarsi subito e ha incassato un altro k.o. contro gli acerrimi rivali della Serbia ma l’ultima partita disponibile per la qualificazione ad Euro 2016 in Armenia si è conclusa con esito positivo e il sogno si è tramutato in realtà. L’obiettivo dell’Albania è non sfigurare provando magari a complicare i piani a qualche corazzata più quotata. Andiamo adesso a conoscere la probabile rosa che partirà alla volta della Francia. Ancora da decifrare il modulo che adotterà la formazione di De Biasi. Nel corso delle qualificazioni all’Europeo è stato utilizzato prevalentemente il 4-3-3 ma nelle ultime due amichevoli sono stati provati il 4-2-3-1 e il 4-1-4-1. Mi baserò proprio su quest’ultimo, considerato che è molto simile al già nominato 4-3-3.

PORTIERI

Etrit Berisha
Etrit Berisha

Il portiere titolare dell’Albania, salvo clamorosi imprevisti, sarà Etrit Berisha. L’estremo difensore della Lazio è una delle colonne portanti della nazionale albanese e le sue parate sono state decisive per la qualificazione alla rassegna transalpina. Il classe ’89 nativo di Pristina lascerà molto probabilmente la Città Eterna in estate e per questo l’Europeo sarà un’occasione per mettersi in mostra e cercare eventuali acquirenti. Ha debuttato in nazionale nel 2012 e conta al momento 32 partite, delle quali 17 concluse a rete inviolata. In una sfida contro il San Marino ha avuto l’opportunità di vestire eccezionalmente la fascia di capitano e De Biasi si fida ciecamente di lui. Nella corrente stagione, così come nelle due precedenti, ha disputato parecchie partite con la Lazio nonostante non sia il titolare, complici vari problemi fisici di Federico Marchetti. Prima di approdare in Italia vestiva la maglia del Kalmar, club svedese che lo ha lanciato nel professionismo. Una curiosità: in Scandinavia si è fatto conoscere per essere un ottimo tiratore di rigori, in carriera ne ha messi a segno tre. A coprire le spalle di Berisha ci dovrebbe essere l’esperto Orges Shehi, 38 primavere sulle spalle ma paradossalmente debuttante in nazionale nel 2012. Gioca in patria con lo Skënderbeu, in carriera non ha mai lasciato l’Albania, dove ha vinto cinque titoli nazionali. Occuperà il terzo posto Alban Hoxha, portiere del Partizani Tirana. De Biasi lo ha fatto debuttare a novembre nell’amichevole contro la Georgia, concedendogli un quarto d’ora di gioco.

DIFENSORI

Lorik Cana
Lorik Cana

Al centro della difesa a quattro è sicuro del posto il capitano Lorik Cana, anche lui con un passato importante alla Lazio. Primatista di presenze nella storia dell’Albania, in nazionale ha sempre rivestito il ruolo di difensore centrale mentre per buona parte della sua carriera è stato un ottimo centrocampista, tanto da esser stato nominato nel 2009 uno dei 5 mediani più forti d’Europa. Ha vestito maglie di prestigio come quella del PSG, del Marsiglia, del Sunderland e del Galatasaray, prima dell’esperienza in Italia. È conosciuto per il suo agonismo in campo, per questo è da sempre accompagnato dal soprannome di Guerriero. Possiede la cittadinanza kosovara, svizzera, albanese e francese, la sua storia da bambino è stata infatti macchiata dalla fuga dalla guerra nei Balcani che lo ha portato a vivere nel paese elvetico. Attualmente è in forza tra le fila del Nantes, insieme al suo compagno di nazionale Ermir Lenjani. Quest’ultimo è un terzino sinistro dotato di grande spinta offensiva, in maglia rossonera è stato infatti impiegato molte volte come esterno di centrocampo o ala. In un’ipotetica formazione lo colloco sull’out basso in difesa ma non c’è da sorprendersi se lo vedremo in posizione più avanzata. La sua infanzia è stata molto simile a quella di Cana: si trasferì da giovanissimo in Svizzera e vi crebbe sia personalmente che calcisticamente. Ha vestito le maglie di Winterthur, Grasshoppers e San Gallo prima di essere acquistato dal Rennes che in estate lo ha ceduto in prestito al Nantes. A destra agirà Elseid Hysaj, punto fermo del Napoli di Sarri. È la stella della nazionale e inoltre è ancora molto giovane essendo un classe ’94. Di lui parleremo più tardi nella sezione dedicata alla stella della squadra. Chi sarà invece il partner di Cana? La risposta è ancora celata, tre nomi sono in lizza per una chance dal primo minuto. Il primo è quello di un giocatore molto apprezzato in patria ma che negli ultimi tempi ha dovuto fare i conti con vari problemi fisici. Sto parlando di Mergim Mavraj, nato e cresciuto in Germania e giocatore del Colonia. Classe ’86, spesso il suo nome è stato accostato a squadre italiane nel corso delle varie sessioni di calciomercato. Darmstadt e Bochum lo hanno lanciato nel professionismo ma si è consacrato con i colori del Greuther Fürth, conquistando nel 2012 la promozione alla Bundesliga. Un’altra ipotesi porta ad Arlind Ajeti, giovane centrale classe ’93 in forza al Frosinone. In terra ciociara è rinato dopo un periodo senza squadra, aveva infatti lasciato il Basilea in estate senza trovare una sistemazione. Infine un altro candidato, che però sembra destinato a partire dalla panchina, è Berat Djimsiti. Se qualcuno dei lettori è originario di Bergamo e tifa Atalanta sicuramente lo conoscerà, è stato infatti uno dei colpi invernali della dirigenza orobica che lo ha acquistato a gennaio dallo Zurigo. Tuttavia il giovane centrale ventitreenne non ha ancora debuttato sotto la guida di Edy Reja e le sue quotazioni sono in calo. De Biasi lo ha fatto esordire in nazionale a settembre impiegandolo in una gara contro la Danimarca come terzino destro, posizione che ha occupato più volte nel corso delle qualificazioni agli Europei. Si è ritirato dalla nazionale dopo la qualificazione agli Europei Debatik Curri, esperto centrale di difesa di origine kosovara con alle spalle più di 40 presenze in maglia rosso-nera. Amir Rrahmani non dovrebbe invece salire sull’aereo che partirà per la Francia per scelta tecnica. È un classe ’94 in forza all’RNK Spalato (in Croazia), nonostante sia un difensore centrale in due partite con la nazionale ha messo a segno una rete. L’abbondanza di colleghi in quel reparto lo taglierà probabilmente fuori dalla lista dei 23. Per quanto riguarda le seconde linee sulle fasce è certo della convocazione Ansi Agolli, laterale trentatreenne del Qarabag Agdam, club dell’Azerbaigian. Anzi, ha anche buone probabilità di partire titolare. Nessuna contraddizione con ciò espresso in precedenza: Lenjani, come sopra ho accennato, è destinato a un ruolo in attacco e Agolli sostituirà il vuoto lasciato in difesa. È un membro della cosiddetta “vecchia guarda”, il suo curriculum da calciatore non è certo di alto livello ma in nazionale ha sempre messo in mostra buone cose e col passare degli anni si è ritagliato un ruolo da titolare. Varie esperienze in carriera lo hanno portato a lasciare l’Albania per accasarsi in Svizzera, Finlandia e Ucraina, senza contare l’attuale esperienza nel paese caucasico. Per il discorso precedente, potrebbe esserci la necessità di chiamare un altro esterno mancino di difesa: Naser Aliji del Basilea è il nome forte. È nato nel 1993 nella città macedone di Kumanovo ed è in possesso del passaporto svizzero, con la compagine elvetica ha alzato al cielo due titoli locali. Non è però un titolare inamovibile e in nazionale conta una manciata di presenze, il limite dei 23 giocatori dovrebbe spingerlo lontano dalla Francia. De Biasi infatti già ha a disposizione due terzini sinistri e impiegare un altro posto in rosa per un giocatore che probabilmente non vedrà il campo potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata. Merita infine una menzione Frédéric Veseli, terzino destro del Lugano. Nato e cresciuto in Svizzera, ha vestito per anni le maglie delle selezioni giovanili elvetiche prima di debuttare con l’Albania a novembre. È un classe ’92 e sarà la riserva di Hysaj.

CENTROCAMPISTI

Ergys Kace
Ergys Kace

A centrocampo, quanto alla disponibilità di uomini, De Biasi non può lamentarsi. Non solo, dovrà anche effettuare qualche taglio per rispettare il massimo di 23 convocati. Stabilire una gerarchia è difficile, i giocatori in lizza per un posto sono tutti più o meno dello stesso valore e con le stesse probabilità di scendere in campo. Quel che sembra certo è che i centrocampisti saranno tre, qualsiasi sarà il modulo utilizzato. Taulant Xhaka è quasi certo del posto, prenderà le chiavi del centro della mediana e proverà a mettere in difficoltà suo fratello, il più noto Granit, in forza nella nazionale svizzera. I due si troveranno di fronte alla prima giornata, medesima posizione in campo ma un anno di differenza. Taulant è un anno più anziano e ha scelto di sposare le origini ma paradossalmente non ha mai lasciato la terra dove è nato e cresciuto, ovvero la Svizzera. Tutt’oggi è una delle stelle del Basilea. Stessa sorte è toccata a Burim Kukeli, bandiera del Lucerna prima e dello Zurigo poi. Non è uno dei diamanti dell’Albania ma De Biasi si fida ciecamente di lui, è stato titolare per gran parte delle partite di qualificazione agli Europei ed è destinato a giocare dal primo minuto anch’essi. Nativo di Giacovizza, Kosovo, è un centrocampista mancino di 32 anni che predilige la fase di interdizione. Il terzo membro della mediana potrebbe essere Amir Abrashi, classe ’90 del Friburgo. Anche lui, come quasi la totalità dei suoi compagni, ha militato tra le fila di selezioni giovanili svizzere prima di optare per una scelta di sangue. Sarà il polmone della mediana rossonera, è un giocatore che fa dell’agonismo e della resistenza fisica i suoi punti di forza. Questo terzetto potrebbe partire dal primo minuto nella rassegna transalpina ma occhio a piste alternative. Una di esse conduce a Ergys Kace, emergente centrocampista offensivo del PAOK Salonicco. È un prospetto interessante, in un ipotetico 4-2-3-1 può ricoprire il ruolo di trequartista dietro la punta centrale. Basso di statura, bravo in fase di impostazione e propositivo in attacco, Kace è un giocatore duttile e De Biasi non ci penserà due volte prima di chiamarlo per gli Europei. È nato nel 1993 a Coriza, città albanese al confine con la Grecia, ed è cresciuto nel paese ellenico. Il PAOK lo ha cullato calcisticamente e gli ha permesso di guadagnarsi un posto stabile in nazionale maggiore. Ma non è l’unico a lottare per una maglia da titolare. Un altro nome importante è quello dell’ex torinese Migjen Basha, attualmente al Como. La compagine lombarda lo ha riportato in Italia prelevandolo nella sessione invernale di calciomercato in prestito dal Lucerna, è un centrocampista completo abbastanza valido nel manovrare il pallone. L’anno scorso ha visto poco il campo con la maglia granata a causa di un infortunio al piede, nell’annata corrente, seppur scendendo di categoria, sta trovando più continuità. In nazionale è sempre stato chiamato in causa e così avverrà anche in Francia. Infine spera in una chance il centrocampista pescarese Ledian Memushaj. Sta vivendo una buona annata sotto la guida di Massimo Oddo, nell’attuale edizione della Serie B ha messo a segno 8 reti e firmato 3 assist vincenti. In nazionale debuttò nel 2010, poi scomparse dai radar per un lungo periodo fino a quando De Biasi si convinse a puntare su di lui. Nell’ultima amichevole contro il Lussemburgo ha vestito in via eccezionale la fascia di capitano per oltre un’ora di gioco. Tutti i centrocampisti finora menzionati hanno probabilità più o meno identiche di scendere in campo dal primo minuto, per questo la probabile formazione, soprattutto in mediana, deve essere trattata con le pinze. Inoltre a questi nomi se ne aggiunge un altro, quello di Andi Lila. In Italia lo conosciamo bene poiché ha indossato per qualche mese la casacca del Parma nella sua finora ultima stagione in Serie A. Dopo il prestito alla formazione parmense è tornato al PAS Giannina, il tecnico De Biasi probabilmente lo convocherà grazie alla sua versatilità. Mediano, terzino (destro o sinistro), esterno di centrocampo o ala, ha ricoperto tutti questi ruoli in carriera. È un vero e proprio tuttofare.

ATTACCANTI

Sokol Cikalleshi
Sokol Cikalleshi

Passiamo adesso a esaminare il reparto attacco. Il primo calciatore da porre sotto la lente d’ingrandimento è Herolind Shala, trequartista dello Slovan Liberec. Con l’Albania conta appena quattro presenze ma in quel ruolo è uno dei migliori elementi a disposizione e ha buone percentuali di volare in Francia insieme al resto della nazionale . È nato nel 1992 a Porsgrunn, cittadina situata sulla costa meridionale norvegese, da famiglia albanese. Ha militato nelle selezioni giovanili del paese scandinavo prima di sposare la causa della nazionale balcanica. Mancino naturale, è un centrocampista offensivo dotato di un ottimo dribbling ma soprattutto di una eccezionale capacità nel lanciare in profondità i compagni con passaggi filtranti. È di proprietà dello Sparta Praga ma ha spiccato il volo con i colori dell’Odds BK. Sulle fasce la stella è Shkelzen Gashi, ala sinistra recentemente accasatasi ai Colorado Rapids, nella MLS americana. È mancino ma se la cava pure con il piede destro, sa calciare bene le punizioni ed è un esterno offensivo abbastanza completo. È nato nel 1988 a Zurigo da una famiglia di origine kosovara-albanese, in Svizzera ha vestito tanti colori diversi ma ha raggiunto l’apice della sua carriera al Basilea. L’anno scorso ha messo a segno 26 gol in 39 partite, delle quali cinque collezionate in Champions League. Quest’anno il suo valore è calato a picco e la scelta di migrare negli Stati Uniti lo ha allontanato dal calcio che conta, l’Europeo potrebbe essere un’ottima occasione per rilanciarlo. L’altra posizione sulla fascia dovrebbe essere occupata da Lenjani, Lila od Odise Roshi. Classe ’91, il suo nome a molti dirà poco ma in realtà è stato tra i giocatori più presenti con l’Albania negli ultimi anni. Debuttò nel 2011 a 20 anni, fino a oggi conta 29 apparizioni. Gioca al Rijeka, in Croazia, e degli ultimi dieci appuntamenti con l’Albania è mancato all’appello solamente in una gara. Spera in una chance Milot Rashica, giovanissimo classe ’96 del Vitesse. De Biasi lo ha fatto debuttare qualche giorno fa nell’amichevole vinta con il Lussemburgo, fino a qualche mese fa nessuno avrebbe scommesso su di lui ma le attuali prestazioni in Olanda stanno stupendo molti addetti ai lavori. Di Rashica parleremo più tardi nella sezione dedicata alla migliore promessa della selezione. Un altro esterno nel giro della nazionale è Alban Meha, in forza al Konyaspor. Possiede il passaporto tedesco avendo giocato tanti anni in terra teutonica, tuttavia la sua assenza sembra quasi certa avendo totalizzato una sola presenza nel 2015. Al centro dell’attacco andrà in scena un bel duello tra Sokol Cikalleshi e Bekim Balaj. Il primo è leggermente in vantaggio ma De Biasi potrebbe cambiare le carte in regola da un momento all’altro, anche a Europeo in corso. Cikalleshi è un centravanti possente (185 cm di statura) ma allo stesso tempo abbastanza dinamico. Attualmente è un tesserato del Basaksehir, in Turchia, e nella stagione corrente ha messo a segno 12 reti. Ha giocato tanti anni in Albania ma annovera nel suo curriculum anche un’esperienza in Croazia e una in Corea del Sud. Balaj è un profilo più stuzzicante, ha un anno di meno del suo compagno di reparto (1990 e 1991) e in patria è diventato un idolo nazionale per il gol-vittoria contro il Portogallo all’esordio nelle qualificazioni a Euro 2016. Cross di Roshi e splendido destro al volo che si insacca all’angolino alle spalle di Rui Patricio. È un giocatore potente, abile a sfruttare a proprio vantaggio la propria prestanza fisica, soprattutto nel gioco aereo. Più defilato nelle gerarchie di De Biasi c’è Armando Sadiku, anch’egli classe ’91. Gioca al Vaduz, club del Liechtenstein che però milita nella massima serie di calcio svizzera, e può essere impiegato anche come ala o trequartista. Non a caso veste la maglia numero 10 dell’Albania. Da menzionare infine Rey Manaj, gioiello dell’Inter con alle spalle qualche apparizione in Serie A. Classe ’97, l’Albania ripone molte speranze per il futuro in lui ma probabilmente non prenderà parte all’Europeo, sempre a causa del discorso relativo al numero massimo di giocatori convocabili. Con le Shqiponjat ha collezionato due presenze e una rete, siglata nell’amichevole contro il Kosovo solamente 12 secondi dopo il suo ingresso in campo.

PROBABILE FORMAZIONE (4-1-4-1)

Berisha

Hysaj     Cana    Mavraj     Lenjani
Hysaj     Cana    Mavraj     (Agolli)

Kukeli

Roshi     Abrashi     Xhaka     Gashi
(Gashi)     Abrashi     Xhaka     (Lenjani)

Cikalleshi

LA STELLA

Elseid Hysaj
Elseid Hysaj

Nonostante rispetti i parametri d’età per essere inserito nella sezione dedicata alla promessa, non potevo non considerare Elseid Hysaj il miglior giocatore della rosa delle Aquile. Il terzino partenopeo in nazionale è una garanzia e il tecnico De Biasi stravede per lui. “Credo che abbia le qualità e la personalità per poter far fronte ad una piazza importante come quella di Napoli. Sia dal punto di vista fisico che tattico è un giocatore di primaria importanza, credo che il fatto di avere Sarri come allenatore, che ne conosce pregi e difetti, lo aiuterà a inserirsi il prima possibile. Ha una duttilità straordinaria. È un destro naturale che gioca a sinistra con la stessa facilità. Bravo dal punto di vista tattico, ha una buona spinta su entrambe le fasce. Quando arriva sul fondo mette dei cross di buona qualità. Ha grande dinamismo ed è anche molto veloce” – così lo descrisse in estate il tecnico italiano, quando venne annunciato il suo trasferimento al Napoli. Maurizio Sarri lo conosce bene, lo ha cullato a Empoli per tre stagioni e lo ha portato con sé alla prima esperienza in un club di spessore. A differenza del suo compagno di squadra Valdifiori, Hysaj si è ritagliato un ruolo di assoluto protagonista e in Serie A ha saltato una sola partita, causa squalifica. Il terzino albanese nasce il 2 febbraio 1994 a Scutari, città situata in prossimità dell’omonimo lago e soprannominata la “Firenze dei Balcani”. Per l’avvio della sua carriera svolge un ruolo determinante papà Gezim, arrivato nel 2004 in Italia per lavorare come muratore nella casa di Marco Piccioli, procuratore sportivo. Grazie a questo contatto riesce a ottenere un provino per il figlio, da affrontare all’età di 14 anni. Ed ecco che va in scena il primo duello di mercato riguardante il cartellino del giovane giocatore: la Fiorentina vuole tesserarlo ma alla fine problemi burocratici lo spingeranno all’Empoli. L’atmosfera tranquilla empolese è da sempre favorevole alla crescita di giovani talenti, non a caso Hysaj viene lanciato in campo in una gara professionistica a soli 17 anni. È il novembre del 2011 quando al Franchi va in scena il match di Coppa Italia tra la compagine viola e quella bianco-azzurra, il giovane balcanico è schierato terzino destro in una difesa a quattro per tutti e 90 i minuti. Il risultato premia i padroni di casa che si impongono per 2 a 1 grazie a una doppietta di Cerci, ma il ricordo della partita non può che essere dolce nella mente del giovanotto con la numero 23 dietro le spalle. È rimasto legato a quella maglia per tutta la sue esperienza a Empoli, in Campania ha dovuto rinunciarci poiché già indossata da Manolo Gabbiadini. Hysaj lascia Empoli nell’agosto del 2015 per cinque milioni di euro dopo aver difeso i colori azzurri in 109 partite. L’avventura a Napoli sta procedendo nel migliore dei modi, adesso c’è una nazionale da guidare nella prima e storica partecipazione all’Europeo.

LA PROMESSA

Milot Rashica
Milot Rashica

Lo avevo già accennato in precedenza, la promessa dell’Albania porta il nome di Milot Rashica. È il febbraio del 2015 quando il Vitesse, club militante nella massima serie olandese, tessera in prova per due settimane un giovane talento proveniente dal Kosova Vushtrri, formazione che lo aveva cresciuto sin dall’età di dieci anni. Il provino si conclude a lieto fine e in estate i giallo-neri, da sempre attenti al mercato giovanile grazie a una fitta rete di osservatori, lo acquistano per la modesta cifra di 300 mila euro. Quel ragazzo, apparso come dal nulla con l’aquila bicipite sul petto, è proprio Rashica, nuova stella del calcio albanese. Nell’attuale edizione della Eredivisie ha totalizzato 26 presenze, di per sé già un buon numero per un debuttante. Ma se dicessi che a esse vanno sommati 7 gol e 6 assist molti di voi rimarrebbero impressionati, soprattutto per l’età. Rashica è nato il 28 giugno del 1996 a Vushtrri, in Kosovo, e lì ha trascorso tutta la sua vita prima dell’inaspettata chiamata dall’Olanda. Sembra che il Napoli abbia già messo gli occhi su di lui per l’estate, ma, soprattutto nel caso dovesse disputare l’Europeo, avrebbe a che fare con una folta concorrenza. Per caratteristiche di gioco è stato paragonato allo spagnolo Callejon: è un giocatore brevilineo, agile e veloce, amante del dribbling e della conclusione spettacolare dalla distanza. È un destro naturale ma se la cava anche con il piede mancino. De Biasi lo ha fatto debuttare in nazionale poco più di una settimana fa, in un test amichevole contro il Lussemburgo. Rashica ha partecipato alla vittoria andando a ricoprire la fascia sinistra nell’ultima mezz’ora di gioco. Per strappare una convocazione dovrà ancora sudare molto ma state certi che in patria sono pazzi di lui e le sue quotazioni salgono con il passare dei giorni. L’Albania ripone in lui le più rosee speranze per il futuro.

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