In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone D – Uganda

Termina proprio oggi, il giorno dell’apertura dei cancelli della rassegna con il match d’esordio tra Gabon e Guinea-Bissau, il nostro cammino alla scoperta della Coppa d’Africa 2017. Concludiamo il quarto girone del torneo con la nazionale dell’Uganda, la matricola della competizione inserita in un girone di ferro insieme a Ghana, Egitto e Mali. La nazionale delle Gru torna a calcare questo ambito palcoscenico dopo ben 39 anni di assenza, ovvero dal 1978, anno in cui gli ugandesi si classificarono a sorpresa secondi alle spalle del Ghana, vincitore in finale grazie alla doppietta di Opoku Afriye. Nel 1962 riuscirono a centrare il quarto posto, sono questi due i migliori risultati nella storia dell’Uganda nella rassegna continentale. Dopo quattro decenni di anonimia finalmente la selezione dell’Africa centrale è tornata a competere ad alti livelli, in virtù dei 13 punti ottenuti nel girone di qualificazione composto da Burkina Faso, Botswana e Comore. In classifica l’Uganda si è piazzata a pari merito con i burkinabé, in vantaggio però negli scontri diretti. Tuttavia la qualificazione è arrivata lo stesso in quanto migliore seconda delle qualificazioni (con la stessa modalità ha ricevuto il biglietto per Libreville anche il Togo). La compagine allenata dal serbo Milutin Sredojević è stata impegnata in tre test amichevoli dall’inizio del 2017: nel primo e nel terzo sono arrivate due sonore sconfitte contro Tunisia e Costa d’Avorio, nel mezzo c’è una vittoria per 3-1 contro la Slovacchia. Il tecnico balcanico è in carica dal marzo del 2013 e conosce molto bene il calcio africano, avendo in precedenza allenato la selezione del Ruanda e svariate compagini in paesi diversi. Classe ’69, si tratta per lui del battesimo in un torneo di grande prestigio.

PORTIERI

Denis Onyango

La nazionale ugandese dovrebbe schierarsi con un 4-3-1-2 a rombo, da tenere in considerazione però anche il 4-3-2-1 ad albero di Natale. Il portiere titolare sarà senza dubbio l’esperto Denis Onyango, una delle guide carismatiche della piccola formazione africana. Con le Gru conta 55 presenze dal giorno del suo debutto nel giugno del 2005, ha difeso la porta della nazionale in tutti i match di qualificazione tranne che nella decisiva vittoria contro il Congo nell’ultima giornata, in cui era assente per un infortunio alla testa. Classe ’85, gioca dal 2006 in Sudafrica e ha anche ricevuto il passaporto del paese di Nelson Mandela. Ha mosso i primi passi con i guantoni nelle mani con il Kampala SCV in patria, in seguito si è trasferito in Etiopia al Saint George prima di approdare a Pretoria per difendere i colori del SuperSport United. Dal 2011, ad eccezione di una breve parentesi in prestito al Bidvest Wits nella stagione 2013-2014, milita tra le fila dei Mamelodi Sundowns, con cui nella scorsa stagione ha raggiunto il picco della propria carriera. Non solo ha realizzato un triplete portando a casa titolo nazionale, coppa e CAF Champions League, ma è stato anche incoronato miglior portiere del campionato sudafricano e ha ricevuto il premio di African Based Player of the Year, destinato al miglior giocatore africano dell’anno in forza nel Continente Nero. È probabilmente il miglior elemento a disposizione degli ugandesi che possono contare su un portiere di spessore internazionale. A fare le sue veci in caso di assenza ci sarà Robert Odongkara, estremo difensore in forza proprio al Saint-George di Addis Abeba, la più celebre compagine del campionato etiope. Classe ’89, è nel giro della nazionale da parecchio tempo come testimoniano le 27 apparizioni collezionate negli ultimi sette anni. Milita nel paese del Corno d’Africa dal 2011, in precedenza si era fatto conoscere nella Super League ugandese, campionato che, ricordiamo, è professionistico. Completa il quadro dei portieri Jamal Salim Magoola, il più giovane nel terzetto dei numeri uno e anche l’unico a esser nato negli anni ’90 (è venuto alla luce nel 1995 in Uganda da una famiglia già inserita nel mondo del calcio). In nazionale conta 5 apparizioni, l’ultima delle quali nel match contro la Tunisia disputato il 4 gennaio. Dal 2014 gioca all’Al-Merreikh Ondurman in Sudan, con cui nel 2015 ha vinto campionato e coppa nazionale.

DIFENSORI

Denis Iguma

Al centro della difesa si dovrebbe muovere con ogni probabilità il compagno di spogliatoio di Salim al Saint-Goerge, Isaac Isinde. Classe ’91, fisicamente è minuto e per questo abbastanza rapido, veste i colori della formazione della capitale etiope dal 2011 e nelle ultime stagioni ha alzato al cielo ben cinque volte il titolo di campione nazionale, successi che hanno arricchito il suo palmarés dove in precedenza già figurava la coppa nazionale conquistata con i Victors FC di Kampala nel 2010. Con l’Uganda vanta 55 apparizioni ed è sempre sceso in campo nelle ultime 13 gare ufficiali della nazionale amichevoli escluse, si muoverà con il numero 5 dietro le spalle sul centro-sinistra. Al suo fianco dovrebbe agire Hassan Wasswa, giocatore poliedrico che attualmente vive in Libano, paese in cui difende i colori dell’Al-Nejmeh. È sbarcato nel paese dei cedri pochi giorni fa nella sessione invernale di calciomercato 2017, a cederlo sono stati i Vipers FC, una delle compagini più blasonate del sistema calcistico ugandese. Di professione fa il mediano davanti alla difesa ma può anche essere abbassato nel quartetto della retroguardia, anche lui però è abbastanza piccolo di statura e questo potrebbe essere un problema sulle palle alte per l’Uganda. Classe ’88, può vantare l’appellativo di “giramondo”, avendo conosciuto pure i campionati di Sudafrica, Etiopia, Turchia, Vietnam e Iraq. In particolare conta 78 presenze nel secondo livello della piramide calcistica anatolica, collezionate principalmente con il Kardemir Karabükspor. In caso Sredojević decidesse di utilizzarlo in mediana anziché in difesa, il buco lasciato sarebbe colmato da Murushid Jjuko, classe ’94 impiegato spesso dal primo minuto nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa. L’Uganda è una nazionale abbastanza giovane (età media di 24,6 anni) e la sua possibile presenza dal primo minuto lo testimonia. In nazionale ha totalizzato finora 19 presenze, da tre anni gioca in Tanzania al Simba SC Dar-es-Salaam. Completa il quadro dei centrali difensivi Timothy Dennis Awany, giovane prospetto classe ’96 del Kampala City Council alle primissime armi in nazionale. Con l’Uganda vanta sei presenze, tre delle quali in amichevole mentre l’altra metà nella African Nations Championship, torneo a cui possono partecipare solo i calciatori in forza in patria. Il terzino destro sarà Denis Iguma, classe ’94 anch’egli militante in Libano, dove indossa la divisa dell’Al-Ahed. Nonostante l’età ancora abbastanza verde conta già 48 presenze e una rete con l’Uganda. Media statura, grande fiato e riconoscibile grazie alle tradizionali treccine africane, vive a Beirut da tre anni mentre prima si era fatto conoscere in patria. Con il Villa Kampala, la squadra che lo ha lanciato nel calcio professionistico, ha esordito giovanissimo appena sedicenne nel lontano 2010. Può essere anche impiegato da mediano davanti alla difesa, soluzione più volte utilizzata anche in nazionale. In suo vice sarà Nicholas Wadada, coetaneo, in nazionale dall’agosto del 2013. Ha accumulato finora 24 presenze e trovato spazio soprattutto in competizioni di minore interesse come la CECAFA Cup e la African Nations Championship, tuttavia è stato spesso mandato in campo anche nelle qualificazioni per la Coppa d’Africa 2017. Alto 164 cm, da cinque anni veste i colori del Vipers SC Buikwe, con cui nel 2015 si è anche laureato campione d’Uganda. A sinistra troverà il proprio spazio Joseph Ochaya, pilastro della difesa nel corso delle qualificazioni alla rassegna gabonese. A differenza di molti compagni di reparto può contare su in fisico più imponente, che sfiora i 190 cm di altezza e che gli conferisce abilità nel gioco aereo. Nato nel 1993 nella capitale ugandese Kampala e milita proprio tra le fila di una delle più importanti compagini della propria città natale, il Kampala CCA. Ha anche assaggiato alcune esperienze oltreconfine come in Vietnam con il Navibank Sài Gòn e in Ghana con l’Asante Kotoko, con cui ha conquistato due titoli nazionali nel 2013 e nel 2014. Prenderà il suo posto in caso di assenza il più esperto Godfrey Walusimbi, classe ’89 con 74 gare e 3 reti con l’Uganda alle spalle. Nell’ultimo anno ha perso il posto da titolare a vantaggio di Ochaya ma quasi sempre è stato mandato in campo a gara in corso, soprattutto quando si trattava di difendere (può infatti essere schierato anche in posizione più avanzata e garantisce apporto in fase difensiva). Da quattro anni milita in Kenya tra le fila del Gor Mahia Nairobi, in precedenza aveva disputato una stagione nella Repubblica Democratica del Congo con il Don Bosco di Lubumbashi e parecchie annate in patria con stemmi sul petto differenti.

CENTROCAMPISTI

Farouk Miya

In mediana il ruolo di ministro del settore sarà rivestito da Mike Azira, uno dei giocatori più esperti della compagine ugandese. Nonostante i 29 anni sulle spalle conta solamente una manciata di presenze in nazionale, questo poiché ha scelto di accettare finalmente la chiamata dell’Uganda nel 2016 per la gara contro il Congo, dopo aver a lungo rifiutato l’idea di entrare a par parte del circuito della nazionale. Non ci dovrebbero essere problemi nel vederlo in campo dal primo minuto, vanta infatti molta più considerazione internazionale dei propri compagni poiché gioca nella MLS americana con il Colorado Rapids, con cui nel 2016 ha raccolto 39 presenze tra campionato, CONCACAF Champions League e coppa nazionale. Vive in territorio statunitense da quando era giovanissimo, è nato in Uganda ma è cresciuto da immigrato in Nord America. Per quanto riguarda la propria carriera ha anche difeso la causa del Seattle Sounders, oltre ad aver collezionato svariate presenze nelle serie minori. È abile soprattutto in fase di interdizione, è caratterizzato da apprezzabile agonismo e resistenza fisica. Si dovrebbe muovere sul centro-sinistra del centrocampo ugandese, davanti alla difesa si piazzerà invece Tonny Mawejje, trentenne onnipresente a centrocampo nelle ultime gare della nazionale. Con l’Uganda conta 74 partite e 8 reti, si tratta di un giocatore affidabile in nazionale ed è uno dei pochi a giocare in Europa, milita infatti nella seconda divisione islandese con il Thróttur Reykjavík. Ha conosciuto la terra di ghiaccio e vulcani nel lontano 2009 quando venne acquistato dall’ÍBV Vestmannaeyjar, club che gli ha permesso di totalizzare più di 100 apparizioni nella massima serie locale. Vanta anche una breve e poco significante avventura in Norvegia all’Haugesund. Dovrebbe completare il terzetto in mediana Khalid Aucho, classe ’93 impiegato quasi sempre nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa sin dai turni preliminari contro Madagascar e Mauritania. Nato nel 1993 in Uganda, si è fatto conoscere principalmente nelle stagioni trascorse in Kenya, paese di cui possiede anche il passaporto, al Tusker e al Gor Mahia. In estate è stato acquistato a titolo definitivo dal Baroka FC, club di massima serie sudafricana che lo sta impiegando saltuariamente nella stagione in corso. In nazionale vanta 29 partite e due reti, è un centrocampista di media statura abile a svolgere entrambe le fasi di gioco. Si tiene pronto in caso di necessità Geofrey Kizito, anch’egli con un numero considerevole di apparizioni con l’Uganda alle spalle (36). Nato a Kampala nel 1993, non ha mai conosciuto il campionato del suo paese natale e ha passato solamente una stagione nel continente africano, in Kenya con il Gor Mahia. Per il resto ha sempre militato in Vietnam, dove gioca tutt’ora per il Than Quảng Ninh. Potrebbe essere impiegato in questa zona del campo o all’occorrenza essere dirottato anche sulla fascia in difesa, come accaduto nell’amichevole contro la Tunisia, il duttile Shafik Batambuze. Classe ’94, gioca da anni dentro i confini del Kenya, in cui ha rappresentato ben quattro formazioni diverse, ultima delle quali in ordine cronologico il Tusker FC, per cui milita attualmente e con cui nella scorsa stagione ha alzato al cielo il titolo nazionale da assoluto protagonista. È agli albori della sua avventura in nazionale, finora è sceso in campo con lo stemma della federazione calcistica ugandese sul petto solamente in due occasioni. Inseriamo nel discorso relativo al centrocampo anche i trequartisti, che, in caso di 4-3-2-1, scenderebbero entrambi in campo dal primo minuto. Il più sicuro del posto indifferentemente dal modulo utilizzato è Farouk Miya, stella della selezione africana. Nonostante l’età molto giovane (è nato nel novembre del 1997) è tra i giocatori più temibili dell’Uganda e veste la maglia prestigiosa dello Standard Liegi nella massima serie belga, tra le cui fila ha totalizzato due presenze nell’attuale stagione di cui una nella supercoppa del Belgio, persa a luglio contro il Club Bruges. I belgi un anno fa lo avevano prelevato in prestito dal Vipers per testarne le qualità, in estate hanno deciso di riscattarlo versando 400 mila euro nelle casse del club ugandese dopo che il giovane talento africano aveva collezionato quattro gare in Belgio mettendo anche a segno un gol. Conta già 38 presenze e 14 reti con la nazionale ugandese, è un centrocampista offensivo dotato di grandi capacità tecniche, controllo palla, velocità, visione di gioco e intelligenza tattica. Suo è il gol che ha deciso la sfida contro il Congo a novembre consentendo all’Uganda di partecipare alla Coppa d’Africa 2017. L’altro trequartista a cui avevamo accennato è Moses Oloya, cinque anni più esperto del proprio compagno di reparto. In caso di modulo ad albero di Natale dovrebbe partire dal primo minuto, altrimenti troverà posto in panchina per poi rappresentare una valida carta a gara in corso. Così come altri suoi connazionali gioca in Vietnam per l’Hanoi FC, club che lo ha prelevato a titolo definitivo qualche giorno fa dal Kuban Krasnodar. L’ugandese era sbarcato in Russia in estate proprio da un’altra formazione vietnamita ma non è riuscito a convincere e dopo 12 presenze e una rete nella seconda serie locale ha fatto le valigie ed è tornato nel sud-est asiatico. In nazionale vanta 45 apparizioni e una rete, può essere impiegato anche in posizione più arretrata sulla linea di centrocampo.

ATTACCANTI

Geofrey Massa

In attacco si muoverà senza dubbio il capitano della nazionale Geofrey Massa, tra i giocatori più rappresentativi della nazionale ugandese. Anche lui milita in Sudafrica con il Baroka FC così come Geoffrey Kizito, proverà a sbloccarsi nell’attuale stagione in Coppa d’Africa dato che è ancora a secco in campionato. Classe ’86, è un centravanti all’antica piazzato e molto robusto fisicamente, freddo sotto porta e vigoroso nei contrasti corpo a corpo. In nazionale conta 63 partite e 18 reti, è un giocatore che divide la propria tifoseria: c’è chi lo ama e chi lo odia, il suo compito però sarà a prescindere caricarsi il reparto offensivo sulle spalle. In carriera ha giocato per molti anni in Egitto e in Sudafrica, paese in cui si è affermato e in cui milita tutt’ora. Vanta anche una biennale esperienza esotica a Cipro, dalla parte turca, con la maglia dello Yenicami Agdelen. In caso di attacco a due al suo fianco dovrebbe muoversi con molte probabilità Luwagga Kizito, attaccante versatile del Rio Ave, tornato a giugno da un’esperienza in prestito al Feirense. Nella rosa dell’Uganda è tra i giocatori più celebri per via della sua militanza in un campionato molto prestigioso qual è quello portoghese, nella stagione corrente ha però totalizzato solamente quattro presenze, condite da ben tre assist vincenti di cui due particolarmente decisivi nella vittoria per 0-2 contro l’Arouca. Di professione fa l’ala d’attacco ma può benissimo muoversi anche da seconda punta alle spalle di un numero nove puro, è un giocatore piccolo fisicamente e brevilineo, rapido, dotato di un buon tiro in porta e dribbling. Classe ’93, in nazionale ha finora collezionato 30 presenze arricchite da un solo gol, è giunto finalmente il momento di affermarsi anche con la maglia dell’Uganda dopo aver fatto molto bene nella seconda serie portoghese. Tra le alternative spicca il nome di Yunus Sentamu, giovane promessa classe ’94 considerata la futura stella della nazionale ugandese un paio di anni fa per le ottime prestazioni messe in mostra nella African Nations Championship del 2014. Con la nazionale ha siglato quattro reti in 17 incontri, a livello di club ha tentato di trovare fortuna in Europa in estate firmando un contratto con l’Ilves Tampere, club di massima serie finlandese. Tuttavia l’esperienza scandinava si è conclusa qualche giorno fa senza grande gloria (14 presenze e una sola marcatura) e attualmente Sentamu è alla ricerca di un contratto. Nonostante la verde età ha già conosciuto probabilmente i tre campionati più prestigiosi d’Africa, avendo militato in Sudafrica con l’AmaZulu, in Tunisia con lo Sfaxien e nella Repubblica Democratica del Congo con il Vita Club. Siederà in panchina inizialmente anche Geoffrey Sserunkuma, esperto centravanti trentatreenne ugandese. È stato chiamato per la Coppa d’Africa 2017 a sorpresa, mancava in nazionale infatti dalle qualificazioni per la Coppa d’Africa 2012, stiamo parlando dunque di più di cinque anni fa. Per molti anni, dal 2008 al 2013, ha vissuto in Sudafrica alternando esperienze nella massima serie con alcune avventure nella divisione cadetta, oggi gioca invece in patria il FC Lweza. Completa il quadro della rosa il giovane classe ’97 Muhammad Shaban, sotto contratto con l’Onduparaka FC in Uganda. In patria lo considerano un talento dal sicuro avvenire, rappresenta però un’opzione valida a gara in corso poiché ha pochissime probabilità di partire dal primo minuto.

LA STELLA – Denis Onyango (Mamelodi Sundowns, 1985)

LA PROMESSA – Farouk Miya (Standard Liegi, 1997)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2)

Onyango

Iguma          Wasswa          Isinde          Ochaya

Aucho          Mawejje          Azira

Miya

Massa          L. Kizito

DOVE PUÒ ARRIVARE – L’Uganda è una nazionale che non ha grandi pretese per questa Coppa d’Africa 2017 dove riveste il ruolo di matricola del torneo insieme alla Guinea-Bissau. Il ritorno dopo quarant’anni di assenza può essere considerato di per sé già una grande vittoria, l’obietto che le Gru possono porsi è tentare di mettere il bastone fra le ruote a nazionali nettamente più quotate come Ghana, Mali ed Egitto. La nazionale è costruita su un blocco già ampiamente collaudato negli anni, questo può essere un punto a favore da tenere in considerazione. Il portiere è una sicurezza, difesa, centrocampo e attacco si equivalgono più o meno nel livello, la differenza dovranno farla le stelle come Miya, Azira, Kizito e Massa, chiamate a trascinare l’Uganda in un girone assai complicato.