In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone D – Mali

Dopo aver parlato del Ghana qualche giorno fa, il nostro cammino alla scoperta del girone D della Coppa d’Africa prosegue quest’oggi con il Mali. La nazionale delle Aquile è sempre stata una mina vagante nella competizione continentale, come testimoniato dai buoni risultati conseguiti nelle ultime edizioni. Nella rassegna del 2015 la selezione maliana fu eliminata ai gironi per mano della Guinea, condannata dal sorteggio: le due formazioni avevano infatti pari punti, pareggio nello scontro diretto ed equilibrio anche nella differenza reti, si dovette quindi ricorrere alle urne per decretare la seconda qualificata alle spalle della Costa d’Avorio, evento più unico che raro nella storia del torneo. Nelle due edizioni precedenti il Mali era però riuscito ad andare molto avanti nella competizione, arrivando entrambe le volte in semifinale, dove si era interrotto il loro cammino, concluso per la precisione con la vittoria della medaglia di bronzo nella finalina. La nazionale vanta come miglior risultato un secondo posto nella Coppa d’Africa del 1972, persa nell’atto conclusivo a vantaggio del Congo-Brazzavile, oggi noto come Repubblica del Congo. A guidare la corazzata del Sahel in Gabon ci sarà Alain Giresse, esperto e navigato tecnico di origine francese. Da calciatore ha trovato molta gloria con Bordeaux, Marsiglia e nazionale francese, con cui nel 1984 vinse gli Europei tra le mura amiche. Da allenatore aveva iniziato in principio in patria con Tolosa e Paris Saint-Germain, poi ha preso la via dell’Africa, dove lavora da circa sedici anni ad eccezione di un’esperienza biennale con la selezione georgiana (2004-2005). 64 primavere sulle spalle, è in carica nel paese con capitale Bamako dal marzo del 2015, tuttavia aveva già allenato le Aquile dal 2010 al 2012. Vanta due avventure anche in Gabon e in Senegal. Dovrebbe puntare sul 4-4-2 con due esterni di centrocampo a propulsione offensiva, ha adottato questo modulo nelle ultime uscite della nazionale.

PORTIERI

Soumbeyla Diakité

Il portiere titolare del Mali dovrebbe essere Soumbeyla Diakité, veterano della nazionale che difende a livello internazionale i colori degli africani addirittura dal 2005. Il ct Giresse lo ha schierato dal primo minuto nel test amichevole andato in scena qualche giorno fa che ha contrapposto la nazionale di cui stiamo trattando oggi con il Burkina Faso, uscito vincente della partita per 2-1. Le Aquile hanno dimostrato di non essere ancora al top della condizione fisica, infatti da quelle parti non manca certo lo scetticismo nei confronti della rosa attuale. Proprio nell’incontro con gli Stalloni Diakité è stato costretto a uscire anzitempo nella prima frazione di gioco per infortunio, tuttavia sin da subito la federazione ha rassicurato i sostenitori maliani riguardo le condizioni fisiche del classe ’84. Per undici anni ha militato in patria tra le fila del plurititolato Stade Malien di Bamako, con cui ha alzato al cielo quattro volte il trofeo di campione nazionale e due volte la Coppa del Mali. Nella stagione 2014/2015 ha assaggiato in un’esotica esperienza all’Esteghlal Khuzestan la massima serie iraniana, concludendo la sua avventura senza ricevere una nuova occupazione. Anche per questo il suo ruolo non è assicurato, ha buone probabilità di partire dal primo minuto ma nulla è ancora certo. Potrebbe perdere il posto a vantaggio di Oumar Sissoko, schierato dall’inizio in buona parte delle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017. Classe ’87 nato in Francia, conta 19 apparizioni internazionali con la maglia del Mali. Attualmente gioca nel proprio paese natale con l’Orleans, impegnato nella lotta per non retrocedere nella terza serie francese in cui il portiere africano è assoluto protagonista, non avendo saltato nemmeno un minuto in stagione. In carriera è anche transitato per Metz e Ajaccio, è inoltre cugino del più celebre Mohamed Sissoko. Completa il quadro degli estremi difensori Djigui Diarra, guardiano della porta dello Stade Malien, con cui nell’annata 2014-2015 si è laureato miglior giocatore del campionato locale nonché campione in tutte e tre i tornei del sistema calcistico maliano. Anche lui paradossalmente potrebbe lottare per un ruolo da titolare, è infatti stato impiegato due volte nelle ultime quattro gare non amichevoli della nazionale. Classe ’95, è uno dei migliori prospetti della rosa ed è stato il capitano della selezione giovanile africana nella Coppa del Mondo U-20 del 2015, conclusa al terzo posto. Possiede una peculiarità più unica che rara per un portiere: è alto 173 cm.

DIFENSORI

Molla Wague

In difesa spicca il nome di Molla Wague, giocatore che conosciamo data la sua militanza in Serie A con la maglia dell’Udinese. Partirà senza dubbio dal primo minuto sul centro-destra, dalla Coppa d’Africa 2015 in nazionale è uno dei punti fermi nonché il leader della retroguardia. I friulani lo hanno portato nel campionato nostrano nell’estate del 2014 prelevandolo in prestito al Granada fino al 2017, in uno dei giochi di mercato soliti al triangolo di società di Pozzo. Nell’attuale stagione non sta trovando molto spazio, è stato impiegato solamente sei volte da titolare in Serie A, due delle quali da terzino destro, ruolo in cui era stato inizialmente provato da Beppe Iachini. Sa destreggiarsi sulla fascia nonostante la sfera della velocità non sia la sua prediletta, è un giocatore prettamente fisico e roccioso nei contrasti corpo a corpo, può essere inoltre pericoloso per le difese avversarie sui calci piazzati data la sua abilità nel gioco aereo. Prima di approdare in Serie A il classe ’91 si era fatto conoscere in Francia al Caen. Probabilmente farà coppia con Salif Coulibaly, centrale difensivo del Mazembe, nella Linafoot congolese. È nel giro della nazionale da parecchi anni e veste i panni del protagonista dal 2014, sarà per lui la terza edizione della Coppa d’Africa in carriera dopo avervi partecipato nel 2013 e nel 2015. Classe ’88 dal fisico alto e longilineo, gioca con la formazione della Repubblica Democratica del Congo dal 2013 e ha totalizzato finora quasi una quarantine di presenze a livello internazionale con i Corvi, tra cui un paio nella Coppa del Mondo per club. A contendergli il posto ci sarà Mahamadou N’Diaye, titolare nel già menzionato match contro il Burkina Faso. Vanta meno esperienza in nazionale alle spalle ma la sua candidatura è da tenere in considerazione fino all’ultimo, Giresse ha dimostrato di poter concedergli una chance. Dal 2013 vive in Francia, in precedenza aveva giocato in Portogallo e in Marocco. Sta vivendo una difficile stagione in terra d’oltralpe, è stato infatti impiegato solamente due volte dal primo minuto e in una delle due ha rimediato un’espulsione dopo dieci minuti di gioco per un brutto fallo che gli è anche costato tre giornate di squalifica. Classe ’90, non è nato in Mali bensì in Senegal. Convocato in qualità di seconda scelta anche Mohamed Konaté, sei presenze complessive con la nazionale maliana. Classe ’92, è un difensore alto 194 cm dalla mole imponente, pregi e difetti dipendono strettamente dalla sua statura. Ha lasciato la madrepatria quattro anni fa per approdare in Marocco al Renaissance de Berkane, con cui ha sempre giocato nelle ultime stagioni ad eccezione dell’annata 2014-2015, passata in Libia con l’Al-Ahly Tripoli. Il terzino sinistro dovrebbe essere Youssouf Koné, giovane laterale classe ’95 sotto contratto con i francesi del Lille. Nonostante nella stagione in corso abbia totalizzato solamente una manciata di panchine in Ligue 1, Giresse dovrebbe dargli fiducia e impiegarlo sulla fascia mancina. Piccolo fisicamente, la velocità e la buona tecnica di base sono i suoi punti di forza. Si giocherà il posto con Charles Traoré, titolare nell’amichevole contro il Burkina Faso ma ancora leggermente indietro nelle gerarchie. Al contrario del proprio compagno di reparto al momento sta trovando continuità con il Troyes, seppur nella serie cadetta transalpina. È nato in Francia il primo giorno dell’anno 1992, calcisticamente parlando ha conosciuto però anche il sistema calcistico giovanile svizzero con gli Azzurri LS. A destra si muoverà senza dubbio il quasi omonimo Hamari Traoré, anche lui classe ’92 e in forza nella Ligue 2 francese, dove nella stagione in corso ha anche messo a segno due reti. In nazionale è sceso in campo nelle ultime cinque partite, sempre dal titolare, non ci sono dubbi sulla sua presenza dal primo minuto in Gabon. Dopo l’addio al Mali nel 2012, ha vestito le maglie di Paris FC e Lierse, compagine belga, prima di tornare nuovamente in Francia nel 2015 con il Reims. È diligente in fase difensiva ma allo stesso tempo propositivo in avanti, dotato di gran fiato e predisposto al cross dal fondo, sua specialità.

CENTROCAMPISTI

Adama Traoré

Al centro della mediana a due maliana trova il proprio spazio Adama Traoré, fratello proprio di Hamari. Rispetto al giocatore del Reims è tre anni più giovane ma è nel giro della nazionale dallo stesso tempo. Nell’estate del 2015 si è messo ben in mostra con la selezione U-20 del paese saheliano, tanto da siglare quattro reti in sette partite della Coppa del Mondo neozelandese. Proprio nella sessione estiva di calciomercato di due anni fa si è concretizzato il suo passaggio dal Lille, il club che lo ha cullato nel proprio settore giovanile, al Monaco per l’abbondante cifra di 14 milioni di euro. Nel club del Principato non è riuscito a imporsi, tuttavia rappresenta una seconda scelta di lusso e nella stagione corrente ha anche trovato  la rete due volte in sette presenze. Di professione fa il regista (ma può essere impiegato anche da trequartista o esterno offensivo) ed è incline alla conclusione a rete dalla distanza, grazie al suo piede mancino fatato che lo rende uno specialista dei calci piazzati. Velocità, tecnica di base e visione di gioco sono altre frecce nella sua faretra, è tra i giocatori più interessanti del Mali. Non è certo di un posto dal primo minuto, che invece spetta di diritto a Yacouba Sylla, capitano della selezione africana. Negli ultimi quattro anni è stato senza mezzi termini inamovibile, garantisce muscoli, forza e aggressività a centrocampo (date le sue peculiarità si può definire complementare ad Adama Traoré). Classe ’90, vanta anche un bagaglio di esperienza internazionale non indifferente per una formazione come il Mali: attualmente milita al Montpellier in prestito dal Rennes, in passato ha anche disputato una stagione sia nella massima serie turca che in quella inglese con l’Aston Villa. Tra le seconde scelte si sottolinea il nome di Lassana Coulibaly, spesso schierato anche dal primo minuto da Giresse nelle ultime uscite della nazionale. Sulle spalle conta solo 20 primavere, è tra i giocatori più giovani a disposizione del Mali. È un centrocampista brevilineo e dinamico, da sempre veste i colori del Bastia con cui nella stagione in corso ha collezionato finora 17 presenze. Ad arricchire la moltitudine di carte a disposizioni in questa zona nevralgica del campo ci sono Samba Sow e Mamoutou N’Diaye, entrambi due mediani prestanti e rocciosi fisicamente. Il primo, classe ’89, è nel giro della nazionale da tempo, nel suo curriculum figurano infatti una trentina di apparizioni con le Aquile. Dopo aver ricevuto il battesimo nel calcio professionistico con il Lens in Francia è volato in Turchia, dove vive dal 2013 (dal 2015 veste i colori del Kayserispor). N’Diaye gioca invece in Belgio al Royal Anversa, nel secondo gradino della piramide calcistica locale. Abita nel paese europeo dal 2008, anno in cui fece le valigie per lasciare la madrepatria e inseguire il sogno di panorami calcistici più pregiati. Gent, Mons e Zulte Waregem sono state altre tappe della sua carriera. Può muoversi anche da terzino destro, è un giocatore prettamente portato per la fase difensiva e molto versatile. Convocato anche il giovane Yves Bissouma, nato nell’agosto del 1996 in Costa d’Avorio. In nazionale conta appena una presenza, tralasciando le apparizioni nella African Nations Championship 2016. Difende la causa del Lille, spesso è stato utilizzato anche in qualità di ala d’attacco data la velocità notevole e buone doti tecniche.

ATTACCANTI

Bakary Sako

Ho scelto di inserire gli esterni del centrocampo a 4 nella sezione dedicata agli attaccanti per ripartire più equamente i giocatori all’interno del nostro articolo. Può sembrare strano però annoverare Sambou Yatabaré come giocatore d’attacco, il centrocampista del Werder Brema infatti di professione fa l’intermedio in mediana ma in nazionale è abitualmente schierato lungo la corsia destra nel quartetto davanti la linea difensiva. I tedeschi lo hanno voluto fortemente nella sessione invernale di calciomercato un anno fa per rinforzare la propria rosa, tuttavia in terra teutonica non si è ambientato al meglio e ad oggi la sua strada sembra essersi irrimediabilmente separata da quella della prima squadra, dato che viene impiegato con la formazione giovanile nella terza serie tedesca. Si tratta però di un palcoscenico assolutamente inadeguato per un giocatore che in nazionale può fare la differenza e che a livello di club ha vestito maglie di un certo spessore come quelle di Caen, Monaco, Bastia, Olympiakos, Guingamp e Standard Liegi. È alto 190 cm e possiede grande forza fisica e personalità, allo stesso tempo è bravo con i piedi e anche discretamente veloce in relazione con la sua mole imponente. Sulla fascia sinistra potrebbe muoversi Bakary Sako, il fiore all’occhiello della nazionale maliana. Tuttavia è ancora difficile stabilire la sua collocazione tattica in campo perché è tornato in nazionale per la Coppa d’Africa dopo più di due anni di assenza. Con il Mali è sceso per l’ultima volta in campo prima di farsi rivedere nell’amichevole contro il Burkina Faso nel novembre del 2015, conta in totale 16 apparizioni e 6 marcature. Dal punto di vista atletico è rapido, potente ed esplosivo, per quanto riguarda la tecnica invece è abile nel saltare l’avversario in dribbling e nel concludere a rete anche da lunga distanza. Classe ’88 e mancino, nell’attuale stagione sta faticando a trovare spazio al Crystal Palace e forse anche per via di questo motivo ha scelto di accettare la convocazione del Mali per rilanciarsi in Coppa d’Africa. In carriera ha anche indossato le maglie di Châteauroux, Saint-Étienne, Wolverhampton e nazionale francese U-21. L’unica alternativa sulle fasce è rappresentata da Moussa Doumbia, classe ’94 in forza al Rostov. Con i russi nella passata stagione è stato artefice di una grande cavalcata che ha portato la compagine giallo-blu al secondo posto nel campionato locale e a ottenere un biglietto per la fase a gironi di Champions League. Ha intrapreso questa esperienza nella fredda Russia dal luglio del 2014, quando ha lasciato l’assai più calda Bamako dopo aver debuttato con l’AS Real. Piccolo fisicamente, è un giocatore veloce e discreto tecnicamente, come ogni ala che si rispetti. Uno dei due membri della coppia offensiva sarà con ogni probabilità Moussa Marega, seconda punta del Vitória Guimarães. Sta disputando una superba stagione nella massima serie portoghese (10 gol in 12 partite), è destinato a tornare al Porto, suo club di appartenenza, a giugno. I Draghi hanno scommesso su di lui un anno fa prelevandolo per circa quattro milioni di euro dal Maritimo, nel girone di ritorno non è riuscito a imporsi con la nuova maglia ma questa esperienza con i colori bianco-neri sulla pelle lo sta rivitalizzando. Possiede le caratteristiche ideali per un attaccante di alto livello, eccelle infatti sia nella potenza fisica (186 cm per 84 kg e fisico da corazziere) che nella velocità, inoltre possiede gran fiuto del gol e freddezza sotto porta. Classe ’91, potrebbe essere il giocatore decisivo per il Mali in Coppa d’Africa. Dovrebbe essere affiancato da Mustapha Yatabaré, fratello più grande di Sambou (è nato in Francia nel 1986). Rispetto a Marega è un giocatore meno mobile ma ferrato nel gioco aereo e nel duello corpo a corpo con il difensore di turno. Ha debuttato in nazionale nel lontano 2009, vanta molta esperienza con il Mali ma non è mai stato una colonna portante della compagine africana, solamente nella Coppa d’Africa 2015 è riuscito a scendere in campo in tutte e tre le gare dal primo minuto. Milita dal 2014 in Turchia (Trabzonspor prima e Kardemir Karabükspor ora), in precedenza si era reso protagonista di ottime stagioni con il Guingamp tra Ligue 1 e Ligue 2 francesi (in 100 partite 42 reti realizzate e 16 assist confezionati). Si gioca il posto con Kalifa Coulibaly, centravanti di riferimento del Gent nella Jupiles League belga. I 197 cm gli conferiscono il primato di giocatore più alto della Coppa d’Africa 2017, inutile dire che destrezza nel gioco aereo e forza fisica sono tra i suoi punti di forza (tuttavia non è un attaccante piazzato, anzi il suo fisico si può definire tranquillamente snello). Classe ’91, prima di approdare al Gent aveva conosciuto da vicino Charleroi e PSG, club che lo ha lanciato nella squadra B. Nell’attuale stagione in Belgio ha già messo a segno 13 reti in 28 partite, la sua candidatura è da tenere assolutamente in considerazione.

LA STELLA – Bakary Sako (Crystal Palace, 1988)

LA PROMESSA – Adama Traoré (Monaco, 1995)

PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2)

S. Diakité

H. Traoré          Wague        S. Coulibaly          Y. Koné

S. Yatabaré          A. Traoré          Sylla          Sako

M. Yatabaré          Marega
(K. Coulibaly)          Marega

DOVE PUÒ ARRIVARE – Il Mali è stato inserito in un girone non facile in relazione al fatto che apparteneva all’urna 2 nei sorteggi (l’Egitto era l’insidia più pericolosa in urna 3). Il Ghana sembra essere avvantaggiato rispetto alle Aquile di Giresse, le quali tuttavia proveranno a fare lo sgambetto alle Stelle Nere o ai Faraoni. Sarà subito fondamentale il match d’esordio contro la selezione araba, i maliani poi dovranno conquistare assolutamente i tre punti contro l’Uganda. L’obiettivo è quindi il passaggio di una fase a gironi non facile. La rosa è nel complesso di buon livello ma non eccelsa, manca una vero e proprio punto di riferimento (cosa che era fino a poco tempo fa Seydou Keita, leggenda vivente del calcio africano). Le sorprese potrebbero arrivare dall’attacco, dove sono presenti nomi di maggiore caratura internazionale rispetto al resto della rosa. Il centrocampo è sopra la media per gli standard africani e vanta anche buoni rincalzi, mentre la difesa potrebbe mostrare alcune lacune.