In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone D – Ghana

Comincia quest’oggi il nostro cammino alla scoperta del girone D, l’ultimo della Coppa d’Africa. La rassegna gabonese inizierà sabato alle 17.00 con il match d’esordio tra i padroni di casa e la Guinea-Bissau, dobbiamo dunque premere il piede sull’acceleratore per parlare di Ghana, Mali, Egitto e Uganda prima che la competizione africana apra le proprie porte. La nazionale di cui tratteremo ora è il Ghana, vice-campione nel 2015. Due anni fa le Stelle Nere hanno disputato un ottimo torneo, concluso in finale con la sconfitta ai calci di rigore contro la Costa d’Avorio. Il percorso dei ghanesi non iniziò al meglio con la sconfitta in extremis contro il Senegal al debutto, poi due vittorie contro Algeria e Sudafrica hanno regalato il primo posto nel girone e la qualificazione alla fase a eliminazione diretta. La Guinea venne liquidata con un secco 3-0, idem per la Guinea Equatoriale in semifinale. Nelle ultime cinque edizioni della Coppa d’Africa il Ghana ha sempre raggiunto le semifinali ma non è mai riuscito ad alzare il titolo che manca in bacheca dal 1982 (sono quattro i trionfi nella storia della nazionale). Il biglietto per il Gabon è arrivato in virtù dei 14 punti totalizzati in un gruppo composto da Mozambico, Ruanda e Mauritius. Il tecnico Avraham Grant è in carica dal dicembre del 2014 ed è stato confermato negli anni grazie alle buone prestazioni messe in mostra dalla nazionale africana, chiamata al definitivo salto di qualità che merita per quello che è stato fatto negli ultimi anni. Conta 61 primavere sulle spalle in carriera tra le tante ha allenato anche Israele, Chelsea e West Ham. Dovrebbe utilizzare il 4-3-3 come modulo di partenza, tuttavia non è esclusa l’ipotesi 4-4-2.

PORTIERI

Brimah Razak

L’estremo difensore del Ghana in Gabon sarà Brimah Razak, protagonista in negativo della finale di Coppa d’Africa 2015 contro la Costa d’Avorio. Suo è l’errore che è costato caro ai ghanesi nella lotteria dei calci di rigore, successivamente non riuscì a neutralizzare il tiro dal dischetto del collega ivoriano Copa Barry, decisivo per la vittoria finale degli Elefanti. Nella gestione di Grant Razak è però sempre stato una certezza e ricordarlo per un errore dagli undici metri, di certo non una sua specialità dato il ruolo che riveste, sarebbe assolutamente ingeneroso. Classe ’87, conta 23 apparizioni con la maglia delle Stelle Nere. Ha iniziato a indossare i guantoni a buon livello nel calcio giovanile con la maglia del Wolfsburg nel 2004, in seguito si è trasferito nella Penisola Iberica da cui con il passare degli anni non se ne è mai andato alternando esperienze in Spagna ad altre in Portogallo. Dal 2015 difende la porta del Cordoba, nella stagione attuale è però stato relegato al ruolo di numero dodici e finora ha totalizzato solamente due presenze nella Copa del Rey. Alto e prestante fisicamente, è un portiere abile in presa alta e in tuffo. Il suo vice sarà Fatau Dauda, classe ’85 con 25 partite in nazionale alle spalle. In carriera ha sempre militato in Africa, a metà dicembre si è trasferito dai ghanesi dell’Ashanti Gold all’Enyimba Aba, club di massima serie nigeriana. Dal 2013 al 2014 ha anche vissuto in Sudafrica e giocato per Orlando Pirates e Chippa United, senza trovare però tanta gloria. È nel giro della nazionale dalla Coppa d’Africa nel 2008, ha disputato da titolare l’edizione del 2013 e nella Coppa del Mondo brasiliana è sceso in campo due volte dal primo minuto. Completa il quadro dei portieri Richard Ofori Antwi, in forza nel campionato locale. Nato nel novembre del 1993, vanta due apparizioni in nazionale, entrambe collezionate nella African Nations Championship del 2016. Il suo cartellino è detenuto dal Wa All Stars FC.

DIFENSORI

Abdul Rahman Baba

Al centro della difesa dovrebbe muoversi Daniel Amartey, giocatore che come altri suoi compagni di squadra ha lasciato momentaneamente il Leicester per recarsi in Coppa d’Africa. Di professione fa il mediano, tuttavia Grant lo ha testato al centro della retroguardia nelle ultime tre gare della nazionale e ne è rimasto soddisfatto, con ogni probabilità agirà in questa posizione anche in Gabon. È un centrocampista che fa dell’agonismo e della resistenza fisica i suoi punti di forza, inoltre è anche discretamente veloce e pericoloso nel gioco aereo. Le Foxes lo hanno acquistato nella sessione invernale di calciomercato un anno fa per rinforzare la squadra in corsa per la lotta al titolo prelevandolo dal Copenaghen per 6,6 milioni di euro. È un giocatore di prospettiva, la carta d’identità recita infatti come data di nascita 21 dicembre 1994. Nella stagione in corso Ranieri lo sta sempre schierando dal primo minuto, ha approfittato della cessione di Kanté per ritagliarsi il proprio posto in squadra. Calcisticamente parlando è cresciuto in Scandinavia con gli svedesi del Djurgardens prima e con il Copenaghen poi, in nazionale ha totalizzato in due anni 13 presenze. Potrebbe far coppia con Jonathan Mensah, colonna portante della nazionale con alle spalle 55 gare con le Stelle Nere ghanesi. Classe ’90, fu battezzato a livello internazionale con gli africani nella straordinaria Coppa del Mondo 2010 che disputò da titolare ad eccezione della gara d’esordio contro l’Uruguay e del quarto di finale perso ai calci di rigore contro l’Uruguay. È un difensore alto e longilineo, relativamente veloce, forte fisicamente ed esperto nel gioco aereo. Gioca nella MLS americana con il Columbus Crew, squadra in cui si è accasato una settimana fa dai russi dell’Anzhi. In carriera il suo cartellino è transitato anche per l’Udinese, che lo acquistò nel gennaio del 2010 per mezzo milione di euro per poi cederlo subito in prestito al Granada. Appartiene alla generazione d’oro del Ghana che nel 2009 trionfò a livello mondiale in Egitto con la propria selezione U-20. Non è da escludere però la candidatura di John Boye, in panchina nell’ultima gara del Ghana nelle qualificazioni ai Mondiali ma schierato sempre dal primo minuto in quelle precedenti. Tutti e tre i giocatori sembrano avere eguali probabilità di vestire i panni del titolare, i nodi verranno sciolti solamente da Grant nel match d’esordio del Ghana contro l’Uganda il 17 gennaio. Classe ’87, con la nazionale vanta 54 apparizioni. Dal luglio del 2014 milita in Turchia (attualmente difende i colori del Sivasspor nella seconda serie locale), tuttavia è conosciuto prevalentemente per i sei anni trascorsi al Rennes in Francia. È un centrale di difesa tenace nella marcatura e un cliente scomodo nel gioco aereo. Completa il pacchetto dei centrali Edwin Gyimah, classe ’91 degli Orlando Pirates, compagine sudafricana. Vive nel paese di Nelson Mandela dal 2012, gioca per i Neri di Soweto dal 2015, anno in cui ha lasciato definitivamente il SuperSport United dopo che era già stato ceduto in prestito agli Mpumalanga Black Aces. In nazionale è in pianta stabile da circa tre anni, tuttavia ha sempre rivestito il ruolo di personaggio secondario. Il terzino sinistro sarà senza dubbio Abdul Rahman Baba, uno dei volti di spicco della selezione africana. Ha debuttato in nazionale nel 2014 dopo la Coppa del Mondo brasiliana, da quel giorno è diventato un pilastro della difesa del Ghana ed è stato tra i protagonisti in Guinea Equatoriale due anni fa. Il suo cartellino è di proprietà del Chelsea che nell’agosto del 2015 lo ha comprato dall’Augusta per 20 milioni di euro, in Inghilterra non è però riuscito a rendere al meglio e al momento si sta rivalorizzando in Germania allo Schalke 04, il quale si è garantito un diritto di riscatto fissato però all’ingente cifra di 30 milioni di euro, compresi vari premi. Classe ’94, si è fatto conoscere in palcoscenici internazionali nel 2013 quando ancora militava in patria disputando un’ottimo Mondiale U-20, concluso con la medaglia di bronzo sul petto. Capacità di cross al millimetro, velocità da vendere, buona progressione, piede educato e visione di gioco sono le sue armi migliori. A destra invece correrà Harrison Afful, un giocatore di caratura internazionale più bassa ma molto utile nello scacchiere di Grant che nel corso della sua gestione ha sempre puntato ad occhi chiusi sul laterale del Columbus Crew. È sceso in campo dal primo minuto nelle ultime 28 gare della nazionale ghanese, ovvero dalla seconda giornata del Mondiale 2014. In nazionale è una colonna portante della squadra, garantisce esperienza, versatilità tattica, disciplina in fase difensiva e buona spinta anche in attacco. Classe ’86, fino al 2009 ha giocato in patria transitando anche per il Fetteh Feyenoord, compagine locale affiliata alla nota formazione olandese. Per sei anni in seguito ha militato in Tunisia tra le fila dell’Esperance, dal 2015 ha infine iniziato quest’avventura a stelle e strisce in MLS. Il suo vice sarà Andy Yiadom, in panchina nell’ultima gara di qualificazione per la Coppa del Mondo del 2018. È ancora a caccia del debutto con la nazionale africana che ha scelto di rappresentare a livello internazionale dopo aver vestito per un paio di partite la maglia dell’Inghilterra C. Classe ’91, è stato forgiato dal settore giovanile del Watford, in seguito ha militato a lungo nelle serie inferiori del calcio inglese, compresi campionati dilettantistici. In estate ha compiuto un balzo notevole dalla League Two alla Championship, con cui sta disputando un’ottima stagione al Barnsley. In caso di assenza di Baba potrebbe muoversi anche a sinistra, come accade spesso a livello di club.

CENTROCAMPISTI

Emmanuel Badu

Nel centrocampo a tre del Ghana il vertice basso dovrebbe essere occupato da Thomas Partey, giovane mediano in rampa di lancio all’Atletico Madrid. Ha lo stemma dei Colchoneros stampato sul petto dal 2011, tuttavia prima di entrare a far parte a tutti gli effetti della prima squadra ha dovuto farsi le ossa in due esperienze in prestito al Maiorca e all’Almeria. Nella stagione in corso Simeone lo sta impiegando con il contagocce, ha raccolto solamente quattro spezzoni di partita nella Liga spagnola. La Coppa d’Africa sarà un’occasione per rilanciarsi, è sceso in campo in cinque delle ultime sei gare della nazionale e Grant sembra intenzionato a schierarlo dal primo minuto anche in Gabon. Classe ’93, è un mediano roccioso fisicamente e abile in fase di interdizione, aggressivo nei contrasti e potente dal punto di vista muscolare. Alla sua sinistra ci sarà senza dubbio Emmanuel Badu, nonostante l’età relativamente giovane (26 anni) uno dei giocatori con più presenze nella storia della nazionale ghanese (sesto in graduatoria, ha recentemente superato Kwadwo Asamoah, che ha rifiutato la convocazione del Ghana per ritagliarsi più spazio alla Juventus). Ha debuttato con le Stelle Nere nel 2008, due anni dopo si è guadagnato a gennaio le attenzioni dell’Udinese che lo ha acquistato per mezzo milione di euro dal Berekum Chelsea. In Friuli è ormai diventato una bandiera, conta 175 presenze con la maglia bianconera condite da dieci reti e altrettanti assist vincenti. La media non è eccezionale perché è un giocatore prevalentemente difensivo, in possesso di doti tecniche non particolarmente ammirabili ma allo stesso tempo molto valido nel riconquistare il pallone e fornire tanta sostanza al centrocampo. Completerà il terzetto di centrocampo Wakaso Mubarak, coetaneo di Badu e anche lui onnipresente negli ultimi anni in nazionale. In Ghana è apprezzato soprattutto per la sua duttilità tattica, nasce infatti esterno d’attacco ma può essere impiegato benissimo anche come intermedio in mediana. Vanta anche una buona media-reti con la selezione africana, in 45 gare ha gonfiato la rete in 12 occasioni. Fisicamente è minuto ma molto agile ed estremamente veloce, inoltre possiede un gran tiro dalla distanza che gli permette di vedere la porta con continuità. Attualmente gioca al Panathinaikos in Grecia, in carriera ha vissuto anche in Spagna, Russia e Scozia. Vestirà le vesti del comprimario Afriyie Acquah, che ha lasciato momentaneamente il Torino per prendere parte alla spedizione ghanese. Classe ’92, agli albori della propria carriera in nazionale era considerato l’erede naturale di Michael Essien, un idolo della tifoseria da quelle parti. Garantisce temperamento e fisicità al centrocampo ma allo stesso tempo sa anche destreggiarsi con il pallone tra i piedi e possiede buona visione di gioco. Con il Ghana ha preso parte alla Coppa del Mondo 2014 e alla Coppa d’Africa 2015. In terra nostrana lo abbiamo visto all’opera con Palermo, Parma, Sampdoria e Torino. Sempre in quel ruolo è stato convocato Ebenezer Ofori, al battesimo assoluto con il Ghana dato che si tratta per lui della prima chiamata in nazionale. Grant lo ha a lungo visionato in Svezia con i colori dell’AIK Solna, con cui, nonostante sia solamente un classe ’95, ha già alle spalle più di cento presenze tra i professionisti. Piccolo fisicamente e di piede mancino, a inizio carriera era schierato prevalentemente da esterno o terzino, a testimonianza della sua rapidità considerevole.

ATTACCANTI

André Ayew

In attacco il Ghana si affida alla classe cristallina e alla personalità da leader di André Ayew, ala mancina che vestirà la maglia numero dieci e anche i panni del vice-capitano. Ha debuttato in nazionale nel lontano 2007 quando contava appena diciotto primavere sulle spalle, qualche mese dopo ha preso parte da protagonista alla Coppa d’Africa 2008, raccogliendo quattro presenze di cui una dal primo minuto in semifinale contro il Camerun. Conta 71 partite e 12 reti per il Ghana, la corsia sinistra di attacco è sempre stata un suo dominio negli ultimi anni. È un giocatore che eccelle in tutta la sfera atletica (in particolare nell’agilità da funambolo), inoltre è anche un grande dribblatore e pericoloso sia nel calciare a rete che nel servire il proprio compagno con assist vincenti. Ad agosto il West Ham lo ha acquistato per poco più di 24 milioni di euro dallo Swansea, club con cui si era fatto conoscere nella Premier League inglese dopo aver già ben impressionato in Francia al Marsiglia. La sua esperienza a Londra non è iniziata nel migliore dei modi, infatti alla prima partita di campionato ha rimediato un infortunio muscolare che lo ha tenuto lontano dai campi per due mesi. Negli ultimi due mesi si sta ritagliando il proprio ruolo in squadra, Bilic lo vede anche come trequartista. È figlio del celebre Abédi Pelé e fratello di Jordan Ayew, anch’egli presente in Gabon. È due anni più piccolo rispetto al fratello maggiore, è venuto alla luce in quel di Marsiglia nel 1991. Così come André pure lui è stato forgiato dal settore giovanile dei bianco-celesti, che ha lasciato a titolo definitivo nell’estate del 2014 dopo 147 presenze in prima squadra. Ad acquistarlo è stato il Lorient per quattro milioni di euro, il quale a distanza di un anno lo ha rivenduto per un cifra tripla all’Aston Villa, dove gioca tuttora. È un attaccante che ama svariare su tutto il fronte offensivo, si tratta dunque di un centravanti dinamico che possiede pregevoli doti tecniche. Tuttavia è lecito aspettarsi che a partire dal primo minuto in Coppa d’Africa sarà Asamoah Gyan, vero e proprio totem del Ghana. Il suo caso è molto particolare, stiamo parlando infatti di un giocatore conosciuto a livello internazionale quasi esclusivamente per il suo curriculum in nazionale, dove si è tolto la soddisfazione di siglare 48 reti in 97 partite disputate (record assoluto sia per quanto riguarda le marcature che i gettoni totalizzati). La sua presenza dal primo minuto non è certa poiché nell’ultimo anno solamente in un’occasione è stato utilizzato da titolare, tuttavia è certo che sarà in corsa fino all’ultimo e ad oggi facciamo fatica a vederlo in panchina. Classe ’85, ha debuttato in nazionale nel 2004 e ha preso parte a tre edizioni della Coppa del Mondo. Quella del 2010 è stata la più significativa sia nel bene che nel male: con il suo Ghana si avvicinò alla semifinale ma proprio un suo errore dal dischetto all’ultimo minuto dei tempi supplementari (centrò la traversa) impedì agli africani di raggiungere un storico traguardo (la partita in seguito fu persa ai calci di rigore per gli errori di John Mensah e Dominic Adiyiah). A livello di club, da anni ha scelto la via orientale: attualmente gioca in prestito agli emiratini dell’Al-Ahli, il suo cartellino è però detenuto dai cinesi dello Shanghai SIPG. Vanta anche una particolarmente prolifica avventura all’Al-Ain (122 reti in 119 partite) e alcune stagioni in campionati più prestigiosi con le maglie di Sunderland, Rennes, Udinese e Modena. La sua migliore qualità sono senza dubbio il fiuto del gol e la freddezza sotto porta. A destra correrà Christian Atsu, in cerca di rivalsa in terra gabonese. Proprio oggi compie 25 anni, è arrivato per lui il momento della verità dato che in carriera ha sempre dato l’impressione di poter esplodere da un momento all’altro fallendo però la consacrazione ad alti livelli. Forse gli è mancata la continuità a livello di club, bisogna considerare ad esempio che negli ultimi quattro anni ha vestito le maglie di 7 club diversi. Il suo cartellino è detenuto dal Chelsea che però in estate lo ha girato in prestito al Newcastle, con cui ha raccolto solamente sei apparizioni da titolare nell’attuale stagione. Può essere tranquillamente annoverato tra i calciatori più veloci del continente, possiede inoltre grande capacità nel dribbling ed è incline a giocate di gran classe (rispecchia appieno la concezione dello stile di gioco “brasiliano” che il Ghana ha sempre avuto). In nazionale conta 49 presenze e 10 marcature. Un’alternativa di spicco in attacco è rappresentata da Franck Acheampong, in forza all’Anderlecht. Il suo nome è da tenere in considerazione poiché nelle ultime gare del Ghana, anche per via dell’indisponibilità di Atsu, ha quasi sempre calcato il terreno di gioco. Classe ’93, a Bruxelles è uno dei pretoriani di René Weiler, il quale lo ha impiegato 29 volte nella stagione in corso. Sulla fascia è un pendolino, possiede velocità e resistenza fisica di gran lunga sopra la norma. Il tutto è abbinato a buona tecnica di base e attitudine anche alla fase difensiva, proprio per questo è talvolta schierato da terzino sinistro. Si è fatto conoscere nella Coppa del Mondo U-20 del 2013, anno in cui i bianco-malva lo hanno acquistato a titolo definitivo dopo una stagione in prestito dal Buriram United, formazione thailandese. Sempre sulla fascia Grant potrebbe giocarsi a gara in corso la carta Bernard Tekpetey, giocatore dello Schalke 04 al debutto in nazionale. Classe ’97, ha ricevuto la chiamata con le Stelle Nere nonostante in stagione abbia totalizzato soltanto una presenza in Europa League e tre minuti in Bundesliga. Anche lui è un giocatore piccolo ma piazzato fisicamente, veloce e dotato di una buona conclusione a rete. Lì davanti potrebbe rivelarsi utile pure Ebenezer Assifuah, punta centrale di movimento del Sion, compagine svizzera. Con il Ghana si è spesso accomodato in panchina nel 2016, alle spalle vanta solamente un’apparizione in una gara di qualificazione alla Coppa d’Africa contro il Mozambico (in cui è stato schierato da ala). Classe ’93, vive in terra elvetica dal 2013 e nell’annata in corso ha totalizzato 15 presenze condite da 3 reti. È abile ad attaccare la profondità e pericoloso soprattutto se lanciato in contropiede, inoltre sa cavarsela con entrambi i piedi. Terminiamo il discorso relativo agli attaccanti con il ventenne Samuel Tetteh, sorpresa della stagione corrente di seconda serie austriaca. Con la maglia del FC Liefering, che lo ha prelevato in estate da una formazione ghanese per 700 mila euro, ha realizzato 10 reti in 20 partite e servito 5 assist decisivi. Nonostante la giovane età è nel giro della nazionale da circa un anno e mezzo, nel quale si è anche tolto la soddisfazione di siglare il primo gol. È un giocatore che possiede grande forza ed esplosività nelle gambe, pregevoli doti tecniche e tiro in porta potente e preciso. Le sue peculiarità, naturalmente con le dovute proporzioni, lo hanno fatto paragonare a Gareth Bale.

LA STELLA – André Ayew (West Ham, 1989)

LA PROMESSA – Abdul Rahman Baba (Schalke 04, 1994)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

Razak

Afful          Amartey          Mensah          Baba

Wakaso          Thomas P.          Badu

Atsu          Gyan          A. Ayew
Atsu          (J. Ayew)          A. Ayew

DOVE PUÒ ARRIVARE – Il Ghana sulla carta parte come una delle favorite del torneo, nonostante non stia attraversando un periodo di forma particolarmente brillante. La nazionale di Grant può contare su una difesa consolidata, un centrocampo ricco di sostanza e un attacco formato da giocatori di qualità, a fare la differenza sarà soprattutto il modo di giocare dei ghanesi, conosciuti per il loro stile spumeggiante e propositivo. Il girone non è facile ma neanche il più ostico del torneo, l’obiettivo delle Stelle Nere è passarlo da primi per poter pescare un avversario più abbordabile agli ottavi (la seconda del girone di Costa d’Avorio, Marocco, Repubblica Democratica del Congo e Togo).