In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone D – Egitto

Il nostro cammino alla scoperta della Coppa d’Africa 2017 è quasi giunto al termine, d’altronde la competizione africana aprirà i battenti proprio domani alle 17.00 in quel di Libreville, che ospiterà il match inaugurale tra Gabon e Guinea-Bissau. Il tema dell’articolo odierno è la nazionale egiziana, inserita nel quarto gruppo della rassegna insieme a Ghana, Mali e Uganda. La selezione araba è molto accreditata dagli addetti ai lavori che la identificano come la possibile rivelazione del torneo, data una rosa di buon livello che possiede anche notevoli individualità. Tuttavia additare l’Egitto come papabile sorpresa può provocare uno strano effetto, visto che stiamo parlando di una nazionale che nella propria storia ha annoverato sette vittorie nella prestigiosa rassegna mondiale (1957, 1959, 1986, 1998, 2006, 2008, 2010). È pur vero però che i Faraoni negli ultimi anni hanno visto calare il loro appeal internazionale, tanto da mancare la qualificazione alle ultime tre edizioni della Coppa d’Africa. Forte è stato infatti l’impatto causato dall’addio di volti storici della corazzata nordafricana, tra cui spicca il celebre Mohamed Aboutrika, un’icona del calcio locale. Con l’avvento in panchina dell’hombre vertical Héctor Cúper nel marzo del 2015 è iniziata la rinascita di una selezione subito bollata come nobile decaduta. Il tecnico ex Valencia, Inter, Maiorca, Parma e Georgia tra le tante ha inanellato una serie di successi che hanno portato fino all’accesso alla fase a gironi della competizione gabonese (l’Egitto è inoltre sulla buona strada anche per quanto riguarda la Coppa del Mondo 2018). In 18 gare sono arrivati 13 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, per il totale di una media punti di 2,28 a partita. Nel proprio girone qualificatorio è stata liquidata senza grande difficoltà la Nigeria, così come la Tanzania. Il Ciad ultimo in classifica si è ritirato dalla manifestazione nel marzo del 2016 per problemi economici, dunque tutti i punti totalizzati contro quest’ultima nazionale sono stati annullati. L’Egitto è senza dubbio una delle nazionali che arriva meglio al torneo africano, merito di una rosa formata da un mix di facce storiche e giovani in rampa di lancio.

PORTIERI

Essam El Hadary

L’Egitto verrà schierato senza dubbio con il 4-2-3-1, dogma di Cúper durante la sua gestione. In porta dovrebbe essere schierato dal tecnico che percepisce un ingaggio annuo dalla federazione nordafricana di circa 2 milioni di euro (inutile dire che è il più ricco d’Africa) il “nonno” del calcio africano, ovvero il classe ’73 Essam El Hadary. Tra un paio di giorni spegnerà ben 44 candeline sulla torta di compleanno, in Egitto è considerato una leggenda vivente. Da quelle parti chiunque vi dirà che nella storia della nazionale egiziana solamente lui e Aboutrika sono riusciti a conquistare del tutto il cuore dei tifosi, è considerato dagli esperti uno dei più grandi portieri del calcio africano. Gli basta un’apparizioni nella rassegna gabonese (dove molto probabilmente partirà dal primo minuto) per diventare il giocatore più anziano di sempre ad aver giocato con la propria nazionale, attualmente il record appartiene al mauriziano Kersley Appou che nel 2014 scese in campo pochi giorni prima di compiere proprio 44 anni. Nel 2012 Didier Drogba lo ha definito il “migliore avversario contro cui abbia mai giocato”, i più attenti lo ricorderanno anche per una prestazione superba contro l’Italia nella Confederations Cup del 2009. Trovargli un difetto è impossibile, è un portiere dotato di grande reattività, senso della posizione, riflessi, abilità nell’uno contro uno e nel neutralizzare i tiri avversari dagli undici metri. Si tratta inoltre di un leader carismatico per tutta la difesa. In carriera è ricordato prevalentemente a livello di club per i dodici anni trascorsi all’Al-Ahly dal 1996 al 2008, anno in cui si è trasferì al Sion in Svizzera, una delle sue due esperienze oltre i confini nazionali (per un paio di annate ha difeso anche i colori dell’Al-Merrikh in Sudan). Dal 2015 milita tra le fila del Wadi Degla con cui continua a sfoderare grandi performance nonostante l’età da record. In carriera ha totalizzato quasi 800 presenze da professionista, senza contare le 147 apparizioni con lo stemma della federazione calcistica egiziana sul petto. Vanta inoltre una bacheca invidiabile: 20 trofei a livello nazionale tra Egitto, Svizzera e Sudan, 3 CAF Champions League, 3 Supercoppe CAF e 4 Coppe d’Africa. Proverà a soffiargli il posto Sherif Ekramy, il quale a cavallo tra il 2013 e il 2014 era riuscito a scavalcare El-Hadary nella gerarchie della nazionale, ricevendo i gradi del numero uno. Nell’amichevole vinta qualche giorno fa contro la Tunisia è stato schierato titolare, tuttavia in Gabon è quasi certa la sua presenza dalla panchina. È un idolo dei tifosi dell’Al-Ahly, corazzata che lo ha cresciuto nel proprio settore giovanile e in cui è tornato nel gennaio del 2010 dopo qualche avventura oltreconfine (si sottolineano in particolare i tre anni trascorsi al Feyenoord). Classe ’83, è un estremo difensore strutturato fisicamente che fa della grande agilità il proprio punto di forza, è capace di compiere parate spettacolari in tutto ed è anche un ottimo para-rigori. Vestirà i panni del terzo portiere Ahmed El Shenawy, in forza tra le file dell’altro club de Il Cairo, lo Zamalek. Anche lui in passato ha avuto il proprio momento di gloria in nazionale (biennio 2015-2016), tuttavia recentemente ha perso il posto a causa del ritorno alla ribalta dell’esperto El-Hadary ed è stato superato anche da Ekramy. Classe ’91, conta 29 presenze con la maglia dell’Egitto più un’altra trentina collezionate con le selezioni giovanili (ha partecipato da titolare alle Olimpiadi del 2012). Nativo di Port Said, ha mosso i primi passi nel professionismo con la squadra più famosa della sua città di nascita, l’Al-Masry.

DIFENSORI

Ahmed Fathi
Ahmed Fathi

In difesa la nazionale egiziana può contare su un blocco di giocatori in forza nel campionato locale. Uno dei due centrali sarà sicuramente Ali Gabr, sotto contratto con lo Zamalek, compagine cairota tra le più blasonate del panorama calcistico africano. Nelle ultime sei gare della nazionale è sempre sceso in campo dal primo minuto, garantisce fisicità e abilità nel gioco aereo data la sua statura imponente. Classe ’89 nativo di Alessandria, sta vivendo il picco della sua carriera e rappresenta indubbiamente un giocatore in rampa di lancio. Con lo Zamalek ha alzato al cielo nel 2015 il titolo di campione nazionale e la coppa locale, conquistata anche nella scorsa stagione. Nel suo curriculum spiccano anche alcune stagioni all’Ismaily, con cui ha debuttato nel professionismo, e all’Ittehad Alexandria. Il suo compagno di reparto dovrebbe essere Ahmed Hegazy, vecchia conoscenza del calcio nostrano. Attualmente si sta rivalutando con i colori dell’Al-Ahly, ha scelto di tornare in patria nel 2015 a seguito del fallimento dell’avventura italiana. Nel giugno del 2012 la Fiorentina scommise su di lui spendendo 1,5 milioni di euro per portarlo in Italia, a Firenze però non è mai riuscito a esplodere nonostante il soprannome di Nesta d’Egitto anche a causa di reiterati problemi fisici. Ha anche vestito per dieci partite la maglia del Perugia in una parentesi in prestito in terra umbra, al termine della quale ha optato per il ritorno nella madre terra. Classe ’91, conta 31 apparizioni con la selezione nordafricana più quattro partite con la formazione olimpica a Londra nel 2012. Anche lui così come Gabr è un difensore prestante fisicamente e abile nei contrasti corpo e corpo e nel colpo di testa, tuttavia pecca nella rapidità. Proverà a strappargli il posto Saad Samir, impiegato dal primo minuto nell’amichevole recentemente disputata contro la Tunisia. È un suo compagno di spogliatoio all’Al-Ahly, nella Premier League egiziana stanno formando una coppia difficilmente penetrabile che ha portato le Aquile fino al primo posto in classifica (anche se nelle ultime gare di campionato Hegazy si è assentato per infortunio). Classe ’89, a differenza dei due difensori precedentemente menzionati è più dinamico, può infatti muoversi anche da terzino destro. Completa il pacchetto dei centrali difensivi Ahmed Dowidar, in forza anch’egli allo Zamalek come Gabr. Nella stagione in corso ha trovato spazio dal primo minuto solamente in cinque occasioni, tuttavia Cúper nella sua gestione lo ha quasi sempre convocato assegnandogli il ruolo di personaggio secondario. Classe ’87, prima di approdare allo Zamalek nel 2014 aveva totalizzato nove stagioni all’Ittihad El-Shorta. Il terzino destro sarà Ahmed Fathi, volto storico della selezione araba. In nazionale riveste il ruolo di vice-capitano in virtù delle 110 presenze alle spalle, la fascia spetta di diritto naturalmente all’inossidabile El Hadary. È un giocatore dotato di grande acume tattico e duttilità, può essere impiegato anche come centrocampista o difensore centrale. Corsa e cross dal fondo sono altre sue qualità degne di menzione. In carriera si è legato ai colori dell’Al-Ahly in ben tre occasioni diverse, l’ultima delle quali è iniziata nel 2015 e sta continuando ancora oggi. Vanta tre partite in Premier League inglese collezionate con lo Sheffield United nel 2007, sei anni dopo è tornato in Inghilterra per vestire i colori dell’Hull City nella serie cadetta. Nato nel 1984, nel suo palmarés si evidenziano oltre ai successi con la nazionale sette campionati egiziani e tre Champions League africane. Il suo vice sarà Omar Gaber, in nazionale dal 2011. Classe ’92 cresciuto nel settore giovanile dello Zamalek, in estate si è accasato al Basilea, da sempre attento al mercato egiziano, per 1,65 milioni di euro e sta disputando un campionato da comprimario. Può essere impiegato anche a sinistra, è un terzino basso di statura ma esplosivo nelle gambe, dotato di grande corsa e attitudine alle cavalcate in avanti. La fascia sinistra dovrebbe essere di competenza di Mohamed Abdel-Shafy, altro giocatore con un discreto bagaglio di esperienza in nazionale dato che debuttò nel lontano 2009. Ad oggi conta 43 apparizioni con l’Egitto e 31 primavere sulle spalle, è un laterale bravo a svolgere entrambe le fasi e in possesso di notevole resistenza fisica. Ha giocato in patria con il Ghazl El Mahalla e con lo Zamalek, nel 2014 ha invece intrapreso un’esperienza nella vicina Arabia Saudita e difende i colori dell’Al-Ahli Gedda, con cui nel 2016 ha conquistato un triplete in ambito nazionale, portando a casa titolo, King Cup e supercoppa. Da tenere in considerazione anche la candidatura di Karim Hafez, impiegato per tutti e 90 i minuti nell’amichevole contro la Tunisia. La carta d’identità recita come anno di nascita 1996, è agli albori della propria esperienza in nazionale. È stato portato in Europa dai belgi del Lierse, nel 2014, all’epoca in mano a un imprenditore di origine egiziana. Nella scorsa stagione ha assaggiato la massima serie cipriota in un’esotica avventura all’Omonia Nicosia, quest’anno invece è in prestito al Lens, nella Ligue 2 francese. Potrebbe muoversi da terzino destro anche Ahmed Elmohamady, giocatore un po’ ibrido dal punto di vista del ruolo in campo. È infatti un laterale difensivo a spiccata propulsione offensiva che troverebbe il proprio eldorado in un modulo che adotta la difesa a tre. Con i Faraoni potrebbe agire sia da esterno basso in difesa che da ala in attacco, resta ancora da chiarire la sua collocazione nel rettangolo verde di gioco. Classe ’87, la straordinaria rapidità, che abbina a resistenza fisica notevole, è il suo punto di forza. È in grado di correre i 100 metri in 11 secondi e raggiungere una velocità massima di 34,6 km/h, inoltre possiede anche doti tecniche apprezzabili. Dal 2011 gioca in Inghilterra, in passato ha difeso la causa del Sunderland mentre oggi gioca per l’Hull City, con cui è sempre sceso in campo dal primo minuto nell’attuale stagione di Premier League ad eccezione di una partita in cui era squalificato.

CENTROCAMPISTI

Mohamed Elneny

In mediana il ministro del reparto sarà Mohamed Elneny, talentuoso centrocampista dell’Arsenal. In nazionale è tra i giocatori che possono vantare maggiore caratura internazionale, a lui saranno affidate le chiavi di questa zona nevralgica del campo. Proprio un anno fa si è concretizzato il suo passaggio dal Basilea all’Arsenal per 12,5 milioni di euro dopo esser stato al centro di un’asta di mercato che aveva coinvolto grandi formazioni europee, Wenger fin da subito ha dimostrato di voler puntare su di lui e anche nella stagione in corso lo ha spesso impiegato dal primo minuto o a gara in corsa garantendogli un discreto minutaggio. È un centrocampista dotato di senso della posizione, visione di gioco, abilità in fase di interdizione e buone doti tecniche. Le varie sfaccettature sia dal punto di vista fisico che tattico lo rendono un giocatore poliedrico, a inizio carriera era impiegato anche da terzino. Può svolgere alla perfezione entrambi le fasi, inoltre il tocco di palla elegante lo rende anche un giocatore prezioso per battere i calci piazzati. Ha militato undici anni nel settore giovanile dell’Al-Ahly prima di passare all’Al-Mokawloon (noto anche come Arab Contractors), club che lo ha lanciato nei professionisti e venduto al Basilea nel 2013 per poco più di mezzo milione di euro. Con l’Arsenal conta 31 presenze, in nazionale ne vanta 19 in più. Sarà coadiuvato da Tarek Hamed, incontrista dello Zamalek. Nelle ultime quattro gare con l’Egitto è sempre stato mandato in campo dal primo minuto in mediana, il tutto dovrebbe ripetersi anche tra qualche giorno in Gabon. Classe ’88, ha sempre giocato nel campionato egiziano, prima di approdare presso la compagine cairota nel 2014 aveva infatti vestito i colori dello Smouha per quattro anni. È specializzato soprattutto nel riconquistare il pallone a centrocampo, fornisce il suo apporto specialmente nella fase difensiva e non tira mai indietro la gamba nei contrasti. Una valida alternativa è rappresentata da Ibrahim Salah, suo compagno di squadra allo Zamalek. Rispetto ad Hamed conta un anno di più sulle spalle, anche lui ha difeso i colori dello Smouha in una fugace esperienza in prestito l’anno scorso ma a differenza del proprio collega nel suo curriculum figura anche un’esperienza al di fuori dell’Egitto, in Arabia Saudita con l’Al-Orobah. Piccolo fisicamente, è un giocatore resistente e principalmente portato per l’interdizione. Inseriamo nel discorso relativo ai centrocampisti come di consueto anche i trequartisti. Alle spalle dell’unica punta dovrebbe muoversi Abdallah Said, titolare nel corso di tutte le qualificazioni alla rassegna africana. Classe ’85, è in nazionale dal 2008 e milita tra le fila dell’Al-Ahly, con cui nella stagione in corso è sempre sceso in campo dal primo minuto totalizzando sei reti e cinque assist in 17 presenze. È un giocatore dotato di pregevoli qualità tecniche, visione di gioco, abilità nel confezionare assist, eleganza nei movimenti e anche buon tiro in porta. Piccolo fisicamente, in carriera ha conosciuto solamente due amori: il primo è stato l’Ismaily, che lo ha lanciato nel professionismo nel 2003 e salutato nel 2011 a seguito di una crisi economica del club, il secondo è l’Al-Ahly, per cui gioca appunto dal 2011. Inizialmente era impiegato da esterno data la presenza in squadra di Aboutrika, anch’egli trequartista, con l’addio di quest’ultimo è stato definitivamente consacrato nel ruolo di centrocampista offensivo centrale. Il suo posto in campo dal primo minuto è quasi certo, deve stare attento però alle insidie rappresentate da Mahmoud Hassan, meglio noto a livello internazionale con il soprannome di Trezeguet, affibbiatogli anni fa per la sua somiglianza con l’ex attaccante della nazionale francese. Ventidue anni sulle spalle, è uno dei migliori prospetti della nazionale egiziana. Dopo esser stato allevato per dieci anni nel vivaio dell’Al-Ahly e aver anche giocato in prima squadra collezionando più di 50 presenze nella massima serie egiziana, nell’estate del 2015 è stato ceduto all’Anderlecht in prestito oneroso, poi tramutato in un acquisto a titolo definitivo per un totale di 3,2 milioni di euro. Attualmente veste i colori del Royal Mouscron, che lo ha prelevato in prestito sul finire della sessione estiva di calciomercato 2016. Può ricoprire svariate posizioni dalla trequarti in avanti, in Belgio è utilizzato soprattutto come ala sinistra ma in nazionale è stato spesso provato a ridosso della punta centrale. Velocità, controllo palla e freddezza sotto porta sono le sue migliori frecce nella faretra.

ATTACCANTI

Mohamed Salah

In attacco sulla fascia destra ci sarà senza dubbio Mohamed Salah, il giocatore più pericoloso a disposizione dell’Egitto e uno dei migliori di tutta la competizione. L’ala della Roma può essere devastante per le difese avversarie a causa della sua velocità nettamente sopra la media, che abbina a ottime doti tecniche e a un tiro in porta dalla trequarti ben preciso. A inizio carriera era soprannominato il Messi d’Egitto per il suo fisico abbastanza minuto e il sinistro fatato, con cui ama accentrarsi dalla destra per concludere a rete. È letale in contropiede ma sa anche costruire buone trame di gioco con i propri compagni di squadra in attacco, come dimostrato nel corso della sua militanza nella Capitale. Anche lui così come Elneny ha vestito le maglie di Al-Mokawloon e Basilea prima di approdare in Inghilterra, sempre a Londra ma dall’altra sponda del Tamigi, al Chelsea. Con i Blues non è riuscito a imporsi soprattutto a causa di un feeling mai sbocciato con il tecnico Mourinho, nel 2015 così è stato ceduto in prestito alla Fiorentina. Con i viola si è reso protagonista di un ottimo girone di ritorno mettendo a segno ben 9 reti in 26 partite, in seguito in estate si è scatenata un’asta di mercato che lo ha portato alla Roma con non poche polemiche. I giallo-rossi lo hanno pagato in totale 20 milioni tra prestito oneroso e riscatto, sotto la guida di Garcia prima e Spalletti poi è sceso in campo finora 63 volte trovando la via delle rete in 24 occasioni. A sinistra dovrebbe trovare spazio Ramadan Sobhi, il nuovo astro nascente del calcio nordafricano. In patria è considerato l’erede naturale di Mohamed Aboutrika per le sue peculiarità fisico-tecniche: è strutturato fisicamente, abile nel saltare l’avversario in dribbling e dotato di ottima visione di gioco. È cresciuto nel settore giovanile dell’Al-Ahly e ha totalizzato pure 87 partite, condite da 17 reti, in prima squadra. Il dato va sottolineato poiché stiamo parlando di un giocatore nato a Il Cairo nel giugno del 1997. In estate è passato per cinque milioni di sterline allo Stoke City per cercare l’esplosione in un campionato prestigioso qual è la Premier League anglosassone, fino ad ora ha totalizzato nove presenze contando anche le gare in EFL Cup. Revoca il proprio spazio sulla fascia sinistra anche il talentuoso Mahmoud Abdel-Moneim, esterno offensivo classe ’94 in prestito all’Al-Ittihad Gedda, nella massima serie saudita. È noto però, come spesso accade in Egitto, con il soprannome di Kahraba, che in arabo significa “elettricità”. Si è guadagnato questo appellativo nel settore giovanile dell’Al-Ahly a causa dell’impatto devastante che aveva sulle partite, è infatti un giocatore capace di sfoderare la grande giocata da un momento all’altro. Sulla trequarti è un funambolo, annovera qualità tecniche invidiabili e discreta rapidità nei movimenti. Classe ’94, in patria ha mosso i primi passi nel professionismo con l’ENPPI, in seguito si è fatto conoscere con la nazionale U-20 egiziana nella Coppa d’Africa e nel Mondiale di categoria e si è guadagnato la chiamata di Lucerna prima e Grasshoppers poi, concludendo la sua avventura in terra svizzera con 36 presenze e 9 gol realizzati. In seguito è tornato alla base ed è stato ceduto allo Zamalek, che mantiene ancora il possesso del suo cartellino. Infine potrebbe essere una carta utile a gara in corso sulle fasce Amr Warda, titolare sulla corsia destra al posto di Salah nell’amichevole disputata contro la Tunisia. Classe ’93, è cresciuto nella rinomata cantera dell’Al-Ahly prima di lasciarla nel 2015 per volare in Grecia, dove gioca con il Panetolikos. Nell’annata attuale in 15 partite ha messo a segno 5 reti e servito 4 assist, è un giocatore duttile che può ricoprire molte posizioni dato la sua visione di gioco e le ottime doti tecniche. Con l’Egitto conta 6 presenze, non partirà da titolare ma potrebbe essere un asso nella manica a gara in corso. Per quanto riguarda il ruolo di prima punta il principale indiziato a ricoprirlo è Ahmed Hassan Koka, centravanti del Braga. Nell’ultimo anno in nazionale non è riuscito a trovare continuità e sta attraversando un periodo di crisi anche con il proprio club di appartenenza, tuttavia Cúper dovrebbe dargli fiducia e schierarlo dal primo minuto come accaduto nel test amichevole contro la Tunisia, in cui è poi uscito nell’intervallo. Classe ’93, è una prima punta che supera i 190 cm di altezza, non rapidissima da dotata di grande vigore fisico, senso del gol e fiuto sotto porta. È un attaccante tenace che fa dell’agonismo una delle sue migliori qualità, possiede inoltre un buon tiro anche dalla media-lunga distanza. Il suo talento non è in discussione, nella scorsa stagione ha realizzato 11 reti in 25 partite di campionato più altre quattro marcature nelle varie coppe nazionali. I suoi interessi sono gestiti niente meno che da Jorge Mendes, boss del calcio mondiale che dirige la scuderia Gestifute. È approdato in Portogallo da giovanissimo (2011) dall’Al-Ahly, a lanciarlo nel calcio lusitano è stato il Rio Ave. Dopo aver siglato 32 reti in 92 partite con i bianco-verdi nel 2015 è stato ceduto per meno di un milione di euro al Braga. In nazionale vanta la buona media di quasi un gol ogni due partite, ne ha firmati 5 in 11 apparizioni. Si gioca il posto con Marwan Mohsen, il cui gol nei minuti di recupero del secondo tempo ha regalato la vittoria all’Egitto nell’ormai celebre partita contro la Tunisia a cui abbiamo accennato più volte quest’oggi. Gioca in patria all’Al-Ahly che lo ha rilevato in estate dall’Ismaily per un milione di euro, nel 2014 ha provato a emulare il proprio compagno di reparto quattro anni più giovane firmando per i portoghesi del Gil Vicente, con cui però non è riuscito mai a sbloccarsi nella massima serie locale. È un attaccante di razza, ben strutturato fisicamente, mediamente veloce e cinico in area di rigore.

LA STELLA – Mohamed Salah (AS Roma, 1992)

LA PROMESSA – Ramadan Sobhi (Stoke City, 1997)

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

El Hadary

Ahmed Fathi          Hegazy          Gabr          Abdel-Shafy

Elneny          Hamed

M. Salah             Said                 Sobhi

     Hassan

DOVE PUÒ ARRIVARE – L’Egitto sulla carta non parte come una delle favorite per la vittoria finale, tuttavia molti addetti ai lavori sono pronti a scommettere proprio sulla nazionale dei Faraoni, in possesso di giocatori dall’indiscusso talento e guidata da un tecnico di spessore internazionale che vuole finalmente togliersi da dosso l’etichetta di eterno perdente. L’obiettivo è quello di arrivare in semifinale, passare il girone è d’obbligo anche se non sarà facilissimo (il Mali è un cliente scomodo, per non parlare del Ghana) mentre superare il quarto di finale, che si prospetterà molto difficile perché l’avversario sarà una tra Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo, Marocco e Togo, sarà più complicato. La rosa della nazionale è di ottimo livello per gli standard africani: il portiere è una garanzia, la difesa made in Egypt non è di livello eccelso ma sicuramente affidabile, il centrocampo e la trequarti sono ricchi di talenti mentre in attacco agirà un bomber all’antica. La nazionale egiziana sa essere equilibrata: non produce gol a raffica ma è molto difficile bucarla in difesa per le squadre avversarie.