In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone C – Marocco

Dopo aver parlato dei primi due gironi della Coppa d’Africa 2017, oggi iniziamo la nostra avventura alla scoperta del terzo. I sorteggi hanno inserito nello stesso gruppo Costa d’Avorio, Marocco, Repubblica Democratica del Congo e Togo. In teoria quest’oggi avremmo dovuto trattare dei campioni in carica ivoriani, collocati nell’urna 1 al momento dell’estrazione dei gruppi, tuttavia ho preferito la nazionale marocchina perché il tecnico Dussuyer, ct degli Elefanti, comunicherà la lista dei 23 convocati domani prossimo mentre Hervé Renard, attualmente sulla panchina del Marocco, ha già diramato una pre-lista di giocatori chiamati per la spedizione gabonese. I magrebini si sono assentati nella scorsa edizione della rassegna continentale per un motivo molto particolare: il Marocco doveva ospitare la competizione tra le proprie mura, tuttavia il proliferarsi in Africa Occidentale del virus ebola spinse la nazione araba a rinunciare all’organizzazione, rimediando di conseguenza una squalifica dal torneo. Nelle qualificazioni all’edizione 2017 della Coppa delle Nazioni Africane il Marocco ha svolto un cammino esemplare, vincendo cinque delle sei gare disputate e pareggiando l’altra. Capo Verde, Libia e São Tomé e Principe sono state mandate al tappeto senza molte difficoltà, va detto che il girone non era affatto ostico mentre in Gabon i Leoni dell’Atlante avranno a che fare con formazioni di ben altra portata. Nella loro storia i nordafricani hanno portato a casa l’ambita coppa nella competizione continentale solamente nel 1976, il successo poteva essere bissato nel 2004 ma la Tunisia in finale negò loro il trionfo. Da quel giorno il Marocco ha raccolto solamente eliminazioni al primo turno o addirittura mancate qualificazioni, è giunto il momento di cambiare rotta.

IL CT

Il compito di invertire la striscia di risultati negativi del Marocco in Coppa d’Africa è stato affidato a Hervé Renard, una sorta di guru del calcio africano. Francese classe ’68, è riuscito nel 2012 a regalare la gioia del primo successo storico allo Zambia guidando i Chilopopolo dalla panchina nella finale contro la Costa d’Avorio, tre anni dopo si è fatto perdonare dagli ivoriani guidandoli verso la vittoria finale in terra equatoguineana. Dopo aver alzato per la seconda volta la Coppa d’Africa, nel 2015 ha deciso di intraprendere un’esperienza a livello di club in patria con il Lille, che però si è conclusa negativamente con un esonero dopo poche partite e lo ha ricondotto sulla via del Continente Nero. Nel febbraio del 2016 gli sono state affidate le chiavi della panchina del Marocco con l’obiettivo di riportare la nazionale ai fasti, ormai troppo lontani, di un tempo. In carriera ha spesso adottato moduli caratterizzati dalla difesa a tre, in Magreb ha testato questa ipotesi ma successivamente ha deciso di virare sul 4-3-3, che molto probabilmente utilizzerà in Gabon. Da commissario tecnico si è seduto anche sulla panchina di Angola e Ghana (in veste di vice di Claude Le Roy per sette partite tra il 2007 e il 2008). In precedenza era stato un calciatore, svolgendo la professione di difensore centrale per un paio di annate in patria al Cannes, senza riscuotere tanto successo. In Africa invece è con ogni probabilità l’allenatore più apprezzato, nel 2011 ha anche assunto brevemente l’incarico di tecnico dell’USM Alger, nella capitale del paese algerino. Nella lista delle pre-convocazioni ha fatto fuori giocatore di spessore come El Kaddouri (troppa poca continuità con il Napoli) e soprattutto Hakim Ziyech, stella dell’Ajax penalizzata dalla troppa concorrenza nel proprio ruolo.

PORTIERI

Munir

In porta dal primo minuto dovrebbe partire il classe ’89 Munir Mohand Mohamedi, meglio noto solamente come Munir (come consuetudine in Spagna). È nato proprio in territorio spagnolo a Melilla, possedimento del paese iberico situato sulle coste marocchine e rivendicato proprio dal paese arabo, può giocare con il Marocco date le sue ascendenze. In nazionale ha debuttato nel marzo del 2015, ad oggi conta 12 presenze e nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa si è assentato solamente nella vittoria casalinga contro Sao Tomé e Principe, nella quale si è accomodato in panchina. Ha mosso i primi passi da portiere proprio con la maglia del club della sua città natale, il Melilla, che lo ha fatto debuttare nel calcio professionistico. Dal luglio del 2014 è il numero uno del Numancia, compagine in forza nel secondo livello della piramide calcistica spagnola con cui ha totalizzato circa 70 apparizioni nella Liga2, mantenendo in 20 occasioni la propria porta inviolata. Supera i 190 cm di statura, è un estremo difensore dotato di buon posizionamento e abilità sulle palle alte. In caso di sua assenza, verrà sostituito da Yassine Bounou, meglio conosciuto in Spagna come Bono. Anche lui milita nella serie cadetta del sistema calcistico del paese iberico, in estate l’Atletico Madrid dopo due anni di prestito al Real Saragozza lo ha ceduto a titolo definitivo al Girona. Nella capitale spagnola era sbarcato nel 2012, quando degli osservatori dei Colchoneros rimasero ben impressionati dalle sue qualità, messe in mostra con la maglia del Wydad Casablanca. Per un breve periodo, dopo gli addii di Courtois e Aranzubia, aveva anche fatto parte della rosa in prima squadra, riuscendo ad accumulare soltanto però qualche convocazione nella Liga e nella Copa del Rey. Nato nel 1991 a Montreal, in Canada, da genitori marocchini, in giovane età si è trasferito nel paese a cui appartiene il proprio sangue, per cui gioca a livello internazionale dal 2011, anno del suo debutto con l’U-20. Completa il quadro dei portieri Yassine El Kharroubi, un anno più esperto di Bono. Gioca da anni in Bulgaria al Lokomotiv Plovdiv, in precedenza aveva anche vestito la maglia del Vereya, sempre tra i confini bulgari. Con il Marocco conta tre presenze, collezionate tutte nel 2016 in gare amichevoli, nelle quali ha mantenuto per due volte la propria porta imbattuta. È nato in Francia e ha iniziato a giocare a calcio nel paese d’oltralpe con il Guingamp, tuttavia ha militato per circa sei mesi a cavallo tra il 2013 e il 2014 con il MAS Fez, in Marocco.

DIFENSORI

Mehdi Benatia

In difesa il ct Renard potrà contare su uno dei più affidabili centrali di tutta la competizione. Stiamo parlando naturalmente di Mehdi Benatia, in forza alla Juventus, capitano della selezione magrebina dal 2015. Il classe ’87 nato in Francia conta 44 apparizioni con il Marocco alle spalle, ha partecipato da titolare sia alla Coppa d’Africa 2013 che all’edizione precedente, senza mai però trovare gloria insieme ai propri compagni. Molto strutturato fisicamente, è alto 190 cm e si avvicina al quintale di peso, non è un fulmine di guerra ma neanche tanto lento, se tenuta in considerazione la sua mole imponente. Aggressività, tenacia nella marcatura ed esperienza nel gioco aereo sono i suoi punti di forza, inoltre è molto pericoloso sulle palle piazzate e in carriera si è tolto spesso la soddisfazione di andare a segno con incornate su cross da angolo o punizione. Ha iniziato a giocare a calcio nel proprio paese natale, nel 2010 l’Udinese lo acquistò dal Clermont Foot dando inizio alla sua avventura italiana. In maglia friulana ha disputato tre stagioni totalizzando 97 presenze e 7 reti, in seguito si è accasato alla Roma dove si è definitivamente consacrato, guadagnandosi la prestigiosa chiamata del Bayern Monaco che nell’estate del 2014 lo ha acquistato per 28 milioni di euro. In Baviera non ha mai definitivamente convinto e in estate ha preso nuovamente la via del nostro paese, approdando alla Juventus in prestito oneroso (3 milioni) con diritto di riscatto, fissato a 17 milioni. Sotto la guida di mister Allegri ricopre un ruolo da comprimario, quest’anno è stato impiegato dal primo minuto in sette occasioni in campionato e una in Champions League. Farà coppia con Manuel Da Costa,vecchia conoscenza del calcio italiano. Suo malgrado si può definire “bidone”, essendo stato acquistato nel gennaio del 2008 dalla Fiorentina per 4,5 milioni di euro e successivamente ceduto un anno e mezzo dopo al West Ham per la metà dei soldi. Nel Belpaese non è riuscito a sbocciare, i dirigenti viola rimasero ammaliati dalle sue qualità messe in mostra in età molto verde al PSV Eindhoven e ancor prima al Nancy, in Francia, paese dove è nato nel 1986. Alto di statura, è un centrale difensivo abbastanza roccioso fisicamente, abile nel gioco aereo e dotato anche di un buon tiro a lunga gittata. La personalità da leader è un’altra sua caratteristica positiva, mentre pecca come comprensibile nella velocità su lunghe distanze. Attualmente gioca all’Olympiacos, in carriera ha vestito anche le maglie di Lokomotiv Mosca (Russia), Nacional (Portogallo) e Sivasspor (Turchia). Prima di esordire con la maglia marocchina nel 2014 aveva rappresentato a livello internazionale il Portogallo, paese d’origine del padre (la madre invece è marocchina). La principale alternativa al centro del pacchetto difensivo dovrebbe essere Romain Saïss, in forza al Wolverhampton. Con il proprio club di appartenenza in terra anglosassone svolge la professione di mediano, il ruolo per il quale è più conosciuto, tuttavia più volte Renard lo ha testato al centro della retroguardia in nazionale. Classe ’90 nato in Francia, gli inglesi lo hanno acquistato in estate dall’Angers, impressionati da una buona stagione di quest’ultimo nella Ligue 1 2015/2016. Ex Le Havre e Clermont Foot, è un centrocampista molto alto (190 cm) ma allo stesso tempo discretamente dinamico. È specializzato nei lanci lunghi ed è anche prezioso sulle palle alte. Sono stati inseriti tra i 26 pre-convocati anche due volti nuovi o quasi: Mohammed Nahiri e Amine Attouchi. Entrambi militano in patria, il primo con i colori del FUS Rabat e il secondo con quelli del Wydad Casablanca, due compagini abbastanza rinomate in Marocco. Nahiri è un classe ’91 con alle spalle solamente una presenza in nazionale, collezionata nel 2014 in un’amichevole contro il Gabon. Lo stesso discorso vale per Attouchi, presente in un test amichevole contro il Togo datato 2015. A differenza del compagno di reparto, la sua carta d’identità recita come anno di nascita 1992. Il terzino sinistro dovrebbe essere Hamza Mendyl, uno dei migliori prospetti della corazzata nordafricana. Classe ’97 e riconoscibile grazie alla carnagione più scura rispetto ai compagni (per via del padre ivoriano), il suo cartellino è di proprietà del Lille ma non ha ancora mai debuttato in Ligue 1 con i Mastini. Vanta solo una convocazione per un match contro il Marsiglia risalente a pochi giorni fa, per il resto gioca con la seconda squadra. Renard lo ha schierato nelle ultime quattro gare della nazionale, punta ciecamente su di lui. A destra dovrebbe muoversi Nordin Amrabat. Probabilmente la gran parte di voi lo conosce come ala d’attacco, in nazionale però Renard lo sta schierando in qualità di laterale basso in difesa. Rappresenta naturalmente un terzino a spiccata propulsione offensiva, il dribbling bruciante è infatti la sua migliore qualità, insieme alla velocità sopra la media e a un buon tiro in porta. Potrebbe essere utilizzato anche in posizione più avanzata, il suo habitat naturale. Dopo aver iniziato la propria carriera in Olanda, suo paese natale per cui ha anche giocato a livello giovanile, si è fatto conoscere in Turchia al Kayserispor e al Galatasaray. Si è consacrato nella lunga esperienza al Malaga (prima due prestiti onerosi, poi il riscatto definitivo), club che poco meno di un anno fa lo ha ceduto per 8,5 milioni di euro al Watford, dove Mazzarri lo considera un punto fermo della propria formazione. In ballottaggio per il posto da terzino c’è anche Fouad Chafik, nato, cresciuto a affermatosi in Francia. Classe ’86, al momento difende i colori del Dijon nella massima serie transalpina, il tecnico Olivier Dall’Oglio lo considera un titolare indiscusso. Di fatto è l’unico esterno destro basso di ruolo convocato da Renard, tuttavia ciò non gli conferisce automaticamente uno spazio dal primo minuto in Gabon. Infine c’è anche l’ipotesi Youssef Aït Bennasser, tuttofare in forza al Nancy. In nazionale è stato impiegato da mediano (il ruolo che predilige), da terzino destro o anche in caso di emergenza da difensore centrale. Venti primavere sulle spalle, è uno dei migliori talenti a disposizione della nazionale magrebina. Il Monaco in estate ha concluso una lungimirante operazione di mercato rilevando il suo cartellino per 3 milioni di euro dal club della Lorena e lasciandolo in prestito a quest’ultimo per la stagione corrente. Classe ’96 e fisicamente non eccelso, è un centrocampista rapido e bravo tecnicamente, utile sia in fase di costruzione di gioco che in quella di interdizione. Non convocato l’ex palermitano Achraf Lazaar: al Newcastle sembra un fantasma, il ct Renard ha preferito puntare su giocatori in forma.

CENTROCAMPISTI

Karim El Ahmadi

In mediana il regista al centro del terzetto dovrebbe essere Karim El Ahmadi, veterano della nazionale avendo collezionato la propria prima presenza nel lontano 2008. Gioca da anni al Feyenoord, in cui è il pilastro del centrocampo nonché uno degli artefici dell’ottimo cammino del club olandese nella stagione attuale. È nato in Olanda nel 1985 da genitori emigrati dal Nord Africa, il Twente è stata la sua prima casa. Con i bianco-rossi ha svolto tutta la trafila del settore giovanile, arrivando col tempo a diventare fondamentale anche in prima squadra. Nel 2008 è arrivata la chiamata del Feyenoord, club che nel corso delle stagioni ha lasciato ben due volte per poi ritornarvi. Nel 2011 ha intrapreso un’esotica avventura negli Emirati Arabi uniti all’Al-Ahli, dal 2012 al 2014 ha invece difeso i colori dell’Aston Villa in Inghilterra. Attualmente vanta un bilancio di 211 presenze con la formazione di Rotterdam. È un centrale di centrocampo in possesso di grande acume tattico, visione di gioco e abilità nell’amministrare il pallone. Nel suo repertorio figura anche un buon tiro dalla distanza, che saltuariamente in carriera gli ha consentito di trovare la via della rete. Quasi certamente a lui saranno affidate le chiavi della mediana in Gabon, sarà affiancato alla propria destra da Moubarak Boussoufa, che invece a differenza di El Ahmadi continua a giocare in terra emiratina, all’Al-Jazira di Dubai. Talento cristallino, è nato nel 1984 in Olanda ma sin da subito ha scelto di sposare la causa del proprio sangue debuttando con il Marocco a 22 anni. Ha militato niente meno che nei vivai di Ajax e Chelsea, tra i migliori a mondo, tuttavia in carriera non ha mai trovato la giusta continuità di rendimento che gli avrebbe permesso di entrare nell’olimpo africano dei giocatori del suo ruolo. È un trequartista, in caso di 4-2-3-1 rappresenterebbe manna dal cielo per Renard che lo schiererebbe alle spalle dell’unica punta. Fisicamente è minuto (167 cm per 61 kg), è un folletto difficilmente affrontabile se in possesso del pallone. Grande tecnica di base, maestria nel dribbling e superba agilità lo contraddistinguono. Si è fatto apprezzare soprattutto durante il quinquennio trascorso all’Anderlecht tra il 2006 e il 2011, in cui ha vinto due campionati e altrettante volte è stato nominato miglior giocatore della competizione. Ha giocato per un lustro anche in Russia, prima con la maglia dell’Anzhi (che lo acquistò dai bianco-malva per 18 milioni di euro e gli garantì un salario annuo di 10 milioni di euro) e poi con quella della Lokomotiv Mosca. Avrebbe completato il terzetto di centrocampo nei piani di Renard Younès Belhanda, stella del Nizza che sta stupendo tutta la Francia nella corrente stagione. Purtroppo per lui e per tutto il Marocco un infortunio rimediato recentemente lo terrà lontano dai campi per 4-6 settimane, come specificato da una nota ufficiale sul sito della formazione francese. Una rottura di un dito del piede lo ha costretto al forfait, proverà a recuperare in extremis ma le probabilità di vederlo partire sull’aereo sono alquanto basse. Un’altra opzione a centrocampo è rappresentata da Mounir Obbadi, vecchia conoscenza dei tifosi dell’Hellas Verona. Ha militato al Bentegodi nella stagione 2014-2015, per il resto della propria carriera ha conosciuto solamente il territorio francese e quello del Principato di Monaco, avendo vestito la maglia del Monaco in 51 partite. Ex Troyes e Angers, attualmente difende i colori del Lilla. È nato nel 1983 in Francia da genitori marocchini, ha scelto di appoggiare la causa del Marocco, con cui ha debuttato nel lontano 2005. È un centrocampista abbastanza poliedrico, svolge discretamente infatti la fase difensiva ma è anche valido con il pallone tra i piedi. Piccolo fisicamente e dal basso baricentro, tra le sue armi spicca anche un buon tiro in porta. Infine potrebbe essere impiegato nel trio in mediana anche Fayçal Fajr, centrocampista offensivo del Deportivo La Coruña. Renard nelle quattro partite giocate sotto la sua gestione lo ha utilizzato sia da esterno offensivo che da centrale di centrocampo, tuttavia data l’abbondanza in attacco è più lecito aspettarsi un suo impiego da intermedio in mediana. La classe con i piedi è il suo punto di forza, è un giocatore molto dotato tecnicamente e in possesso anche di visione di gioco. Dribbling, controllo palla, calci piazzati e abilità di mandare in porta il proprio compagno sono sue qualità apprezzabili, con il Marocco fino a poco tempo fa poteva essere considerato una riserva, adesso dopo l’infortunio di Boussoufa potrebbero aprirsi per lui le porte della titolarità. Classe ’88, in passato ha vestito le maglie di Elche e Caen.

ATTACCANTI

Sofiane Boufal (a destra)

In attacco la stella assoluta porta il nome di Sofiane Boufal, gioiello del Southampton. I Saints lo hanno acquistato sul finire della sessione estiva di calciomercato dal Lilla per quasi 19 milioni di euro (trasferimento record per la compagine britannica), in Inghilterra per ora non ha ancora reso al 100% ma sembra essere iniziato il suo adattamento al calcio anglosassone. Un paio di settimane fa ha deciso una sfida con il Middlesbrough con una rete da cineteca dalla distanza, che è valsa la vittoria alla squadra di Claude Puel, il quale col passare delle giornate lo ha promosso a titolare nell’undici di partenza. È nato a Parigi nel 1993 e ha compiuto la sua scelta definitiva sulla nazionale da rappresentare solamente a marzo del 2016, quando ha accettato la chiamata del ct del Marocco Hervé Renard, debuttando con il paese d’origine dei suoi genitori. Può giocare sia da trequartista che da esterno offensivo, è un giocatore estremamente veloce e bravo nel dribbling, capace di sfornare giocate di pregevole fattura da un momento all’altro. È cresciuto nel settore giovanile dell’Angers, in seguito ha difeso in 51 partite la maglia del Lilla e ha messo a segno con i bianco-rossi 15 gol. Si muoverà con ogni probabilità a sinistra, per poi convergere verso il centro e scaricare il tiro a rete. A destra agirà invece Oussama Tannane, acquistato in estate dal Saint-Étienne per 2,5 milioni di euro. Nato in Marocco nel 1994, da bambino è emigrato in Olanda e infatti appartiene in tutto e per tutto alla scuola calcistica dei Paesi Bassi. La sua prima casa a livello giovanile è stata l’Ajax, in seguito ha fatto tappa anche all’Utrecht e al PSV, prima di debuttare tra i professionisti con la maglia dell’Heerenveen. Dal 2013 al 2016 si è fatto conoscere anche all’estero con lo stemma dell’Heracles Almelo stampato sul petto, nella sua prima esperienza fuori dai confini orange sta ben figurando, tanto da convincere Renard a puntare su di lui in Coppa d’Africa. Possiede velocità, dribbling e soprattutto un tiro in porta dalla distanza potente e preciso. Dovrebbe rubare il posto a Nabil Dirar, volto storico del Marocco nonché uno dei giocatori più rappresentativi del Monaco, per cui spesso ha anche vestito la fascia da capitano prima del ritorno in auge di Falcao. Trentenne, è un giocatore elegante dotato di ottime doti tecniche e anche di spirito di abnegazione, è un’ala con buone capacità in attacco che può dare però anche il suo contributo in fase di non possesso. Il cross e il dribbling sono tra le sue migliori qualità, inoltre è anche molto veloce. Gioca nel Principato dal 2012, anno in cui i monegaschi lo prelevarono per sei milioni di euro dal Club Brugge, club con cui si era affermato in Belgio dopo una iniziale avventura al Westerlo. Possiede anche il passaporto belga e la nazionale dei Diavoli Rossi gli aveva proposto quasi dieci anni fa di rappresentare a livello internazionale la nazione europea, tuttavia la scelta di Dirar andò controcorrente e nel 2008 debuttò con il Marocco. Un altro esterno offensivo convocato da Renard è Mehdi Carcela-Gonzalez, che invece per il Belgio ha giocato veramente. Nel 2009 esordì in un test amichevole contro il Qatar dopo anni di militanza nella selezioni giovanili, ciò che gli ha permesso di cambiare la propria scelta è sposare la causa marocchina è proprio il fatto che le uniche due presenze con il Belgio sono state collezionate in gare amichevoli. Nel 2011 è avvenuta la sua “conversione”, finora ha totalizzato 11 presenze arricchite da una rete, siglata recentemente in una gara contro il Canada. Possiede un genitore spagnolo come testimonia il suo cognome, attualmente milita proprio nel paese iberica con la maglia del Granada, che ad agosto lo ha acquistato per 4 milioni di euro dal Benfica. Ha anche vestito la maglia dello Standard Liegi e dell’Anzhi, percependo durante la sua avventura russa un ingaggio di quasi 5 milioni di euro annui. È un giocatore brevilineo, assai veloce e specializzato nel saltare l’avversario con giocare di gran classe. Spererà di esser convocato fino all’ultimo anche Ismail El Haddad, due presenze in nazionale alle spalle. Classe ’90, milita in patria con la maglia del Wydad Casablanca, in Marocco sta disputando un campionato sopra le righe ma deve fare i conti con l’agguerrita concorrenza. Al centro del reparto offensivo potrebbe esserci il giovanissimo Youssef En-Nesyri, bomber del Malaga. Ha giocato le ultime cinque gare della nazionale da titolare, ormai sembra essere il prescelto nelle gerarchie di Renard per svolgere il ruolo del numero nove. Fisicamente supera i 190 cm, ciononostante non è affatto lento e in carriera è stato impiegato anche in qualità di ala. Bravo tecnicamente e dotato di buona elevazione, ad accrescere il suo valore di mercato c’è soprattutto l’età estremamente verde: è nato infatti a Fès nel giugno del 1997. Il Malaga lo ha prelevato circa due anni fa da una compagine giovanile marocchina, nel giro di pochi mesi è riuscito a imporsi in Spagna e ora viene spesso tenuto in considerazione in Liga come carta da schierare a gara in corsa. È stato penalizzato dal suo exploit Youssef El-Arabi, il quale a luglio ha lasciato il “calcio che conta” per trasferirsi presso le ricche terre qatariote, dove milita con la maglia del Lekhwiya. Aveva già assaggiato un’esperienza in Medio Oriente tra il 2011 e il 2012, quando vestì la maglia dell’Al-Hilal in Arabi Saudita per una stagione. Nel mezzo c’è una proficua avventura al Granada, che lo ha fatto rivitalizzare dopo un abbassamento di considerazione che coincide con il suo approdo nella Penisola Araba. Con il club di Pozzo ha totalizzato 44 reti in 134 partite tra Liga e coppe varie, in precedenza aveva anche conosciuto il campionato francese con il Caen. Classe ’87, in nazionale ha sempre rivestito un ruolo di un certo spessore, come testimoniato dai 15 gol in 37 partite con la maglia magrebina. La migliore freccia nella sua faretra è la grande abilità nel dribbling, inoltre è anche abbastanza veloce e naturalmente, come ogni attaccante deve, freddo sotto porta. Completano il quadro degli centravanti Rachid Alioui e Khalid Boutaïb, entrambi in forza nella Ligue 2 francese e agli albori della propria carriera in nazionale. Probabilmente uno dei due sarà tagliato fuori dall’elenco definitivo dei convocati, portare quattro attaccanti centrali per un solo posto a disposizione sarebbe una mossa poco sensata. Il primo è un classe ’92 e milita tra le fila del Nîmes, il secondo ha cinque primavere in più sulle spalle e difende i colori dello Strasburgo.

LA STELLA – Mehdi Benatia (Juventus, 1987)

LA PROMESSA – Youssef En-Nesyri (Malaga, 1997)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

Munir

Amrabat          Da Costa          Benatia          Mendyl

Fajr          El Ahmadi          Boussoufa
(Saïss)         El Ahmadi          Boussoufa

Tannane          En-Nesyri          Boufal

DOVE PUÒ ARRIVARE – In Marocco parlano di quella attuale come una “generazione d’oro”, effettivamente mai come oggi la nazionale magrebina ha avuto a disposizione una quantità tale di talenti (tanto da rinunciare a giocatori che sarebbero titolari in gran parte delle altre nazionali africane). L’attacco ha a disposizione sia titolari di spessore che riserve di tutto rispetto, il centrocampo con Belhanda sarebbe stato tra i migliori del torneo, purtroppo con l’infortunio del giocatore del Nizza Renard dovrà inventarsi qualche altra soluzione. La difesa infine è tra le meno perforabili del continente da quanto il commissario tecnico francese ha iniziato a guidarla. L’obiettivo del Marocco è quello di puntare quanto meno alle semifinali, anche se i nordafricani, pur non essendo tra le favorite per la vittoria finale, potrebbero entrare anche nella lotta per l’alzata al cielo del titolo.