In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone C – Costa d’Avorio

Dopo aver iniziato a parlare del girone C con un articolo dedicato alla nazionale del Marocco, quest’oggi ci spostiamo più a sud nel continente africano per trattare da vicino dei campioni in carica della Costa d’Avorio. Proprio ieri il tecnico della selezione ivoriana Dussuyer ha diramato una lista di 24 convocati per il raduno in vista della Coppa d’Africa 2017, il 4 gennaio verrà comunicata la lista definitiva dei partenti e dunque il nome dell’escluso (23 sono i giocatori che saliranno sull’aereo che partirà alla volta del Gabon). Gli Elefanti ivoriani hanno l’arduo compito di riconfermarsi dopo il tanto atteso successo arrivato due anni in Guinea Equatoriale ai calci di rigore contro il Ghana, in una finale mozzafiato decisa dal tiro dal dischetto dell’estremo difensore ivoriano Boubacar Barry, in precedenza autore di una decisiva parata sull’esecuzione dagli undici metri del portiere ghanese. Il trionfo è arrivato con Hervé Renard in panchina, tra qualche settimana invece la Costa d’Avorio si ritroverà avversaria del tecnico francese, attualmente alla guida del Marocco. In Coppa d’Africa la nazionale che al momento occupa il 34° posto nella graduatoria mondiale FIFA (miglior piazzamento africano dopo il Senegal, posizionato un gradino sopra) ha alzato al cielo in trofeo nella propria storia due volte: la prima nel 1992, la seconda nel 2015. Per il resto conta quattro medaglie di bronzo e due d’argento, negli ultimi anni si è sempre mantenuta a buoni livelli superando sempre la fase a gironi. La qualificazione alla rassegna gabonese è arrivata in virtù del primo posto raggiunto nel gruppo I dei turni qualificatori, atipico poiché formato solamente da tre squadre (Sierra Leone e Sudan, oltre che la Costa d’Avorio). Il cammino è stato tutt’altro che impeccabile, è arrivata solamente una vittoria in casa con il Sudan, sufficiente però per il passaggio del turno.

IL CT

Da un francese a un francese, le chiavi della panchina ivoriana rimangono dopo l’addio di Renard in mani transalpine. Nelle sette partite in cui ha condotto la nazionale ivoriana Michel Dussuyer è rimasto ancora imbattuto, tuttavia, come già detto in precedenza, non ha convinto del tutto e la Costa d’Avorio arriva alla Coppa d’Africa con uno stato di forma lontano dal migliore possibile. Va detto che la nazionale sta attraversando però un periodo molto delicato, in cui è in atto un ricambio generazionale che ha portato all’addio di giocatori storici come Yaya Touré, il fratello Kolo, lo stesso Barry e tanti altri (Gervinho non ci sarà a causa di una rottura del legamento crociato), sostituiti dall’avvento in nazionale di nuove leve dal futuro assicurato (l’atalantino Kessié su tutti, probabilmente il miglior giovane di tutta la rassegna). Il tecnico nato a Cannes nel 1959 ha già conosciuto per ben quattro volte la più importante competizione africana sulla panchina della Guinea, in cui si è seduto nelle edizioni di 2004, 2010, 2012 e 2015, raggiungendo la fase a eliminazione diretta dopo un sorteggio favorevole nella rassegna di due anni fa. Dal 2008 al 2010 ha anche condotto la nazionale del Benin, nella propria carriera in giacca e cravatta ha guidato pure la formazione francese del Cannes, in cui era stato per anni il portiere titolare durante la sua carriera da calciatore. È un maestro del 4-3-3, che più volte ha utilizzato anche in Costa d’Avorio, tuttavia con buone probabilità in Gabon dovrebbe adottare il 4-2-3-1.

PORTIERI

Il portiere titolare della nazionale ivoriana in Gabon dovrebbe essere Sylvain Gbohouo, già estremo difensore di riferimento della Costa d’Avorio in Coppa d’Africa 2015. Un problema fisico lo spinse però al forfait in finale contro il Ghana, regalando a Barry il posto tra i pali che con il senno di poi si sarebbe rivelato fondamentale per la vittoria del trofeo. Si è assentato nel match disputato contro il Marocco a novembre, tuttavia in precedenza aveva sempre difeso la porta degli Elefanti da dopo la rassegna equatoguineana, vestendo in alcune occasioni addirittura la fascia da capitano. In carriera non ha mai conosciuto il calcio europeo, attualmente milita nella Repubblica Democratica del Congo tra le fila del Mazembe, una delle corazzate africane più conosciute all’estero. Il club di Lubumbashi lo ha acquistato due anni fa dal Séwé Sport per 150 mila euro, in Costa d’Avorio aveva inanellato una striscia di otto campionati di fila in prima squadra e soprattutto tre titoli nazionali. Classe ’88, è un portiere molto strutturato fisicamente, abile sulle palle alte ed esplosivo nelle parate. Il suo vice potrebbe essere (usare il condizionale è d’obbligo in questa circostanza, non c’è alcuna certezza) Badra Ali Sangaré, trentenne in forza all’AS Tanda, formazione della Costa d’Avorio. Per qualche anno è stato compagno di allenamenti al Séwé Sport San Pedro di Gbohouo, i due hanno condiviso le vittorie del campionato nel 2012 e nel 2013. Successivamente il classe ’86 nato a Bingerville si è trasferito all’ASEC Mimosas, il tutto prima di intraprendere l’attuale esperienza al Tanda. Nel suo curriculum spicca anche un’avventura in Belgio allo Charleroi e due nell’esotico campionato thailandese, con le maglie di Chonburi e Tero Sasana. Con la Costa d’Avorio è sceso in campo nelle ultime due partite, anche se va sottolineato che nell’amichevole disputata qualche giorno fa contro lo Zimbabwe sono scesi in campo prevalentemente giocatori in forza in patria. Il terzo portiere convocato, che però non vorrà affatto rivestire il ruolo di ventitreesimo della rosa data la sua carriera di spessore, è Mandé Sayouba. Le gerarchie sono ancora molto incerte, alla fine potrebbe essere lui a vestire i panni del vice-Gbohouo. In nazionale conta quattro presenze, era presente sull’aereo che nel 2015 partì alla volta della Guinea Equatoriale, spedizione che si sarebbe rivelata vincente. Classe ’93, gioca dall’inizio della propria carriera da professionista allo Stabæk, in Norvegia, con cui vanta 150 e passa presenze tra i professionisti. Nelle ultime settimane è riuscito insieme ai compagni di squadra a evitare la retrocessione in seconda serie, vincendo lo spareggio con la terza in classifica della divisione cadetta norvegese. Vanta anche una convocazione, sempre da terzo portiere, al Mondiale del 2014 disputato in Brasile.

DIFENSORI

Serge Aurier

La difesa sarà il regno di Eric Bailly, centrale del Manchester United. Classe ’94, punta a essere l’erede di Kolo Touré in nazionale e magari anche a superarlo con il passare degli anni. Le credenziali ci sono tutte: la carta d’identità recita come anno di nascita 1994 e inoltre le qualità tecniche sono dalla sua parte. Disciplinato tatticamente, sa abbinare alla perfezione incredibile velocità (se relazionata alla sua altezza di 187 cm) e notevole forza fisica, che gli conferisce abilità anche nel gioco aereo. Nell’anticipo è un maestro, nei contrasti è roccioso e in campo non tira mai indietro la gamba. Il club di Mourinho è rimasto impressionato delle ottime prestazioni sfornate nella scorsa stagione al Villarreal, è passato in estate ai Red Devils per ben 38 milioni di euro. C’erano molte perplessità su di lui prima dell’apertura della stagione 2016-2017, l’ivoriano ha però smentito tutti sul campo dimostrando di essere uno dei giocatori più in forma nella travagliata stagione che sta vivendo il Manchester United. Sin dal match di debutto, contro il Leicester City nella Community Shield andata in scena ad agosto, ha stupito gli addetti ai lavori, ricevendo il premio di Man of the Match. Nella sua bacheca spicca la Coppa d’Africa alzata al cielo con la Costa d’Avorio due anni fa, in nazionale conta 17 apparizioni. Ha iniziato a giocare a calcio in patria per poi approdare in Spagna all’Espanyol alla verde età di 17 anni nel 2011. Nel 2014 ha debuttato in prima squadra, appena un anno dopo è stato acquistato dal Villarreal per quasi sei milioni di euro. Sotto la guida di Marcelino è maturato tantissimo fino a diventare un giocatore di fama internazionale. Dovrebbe far coppia con Lamine Koné, il quale come il proprio compagno di reparto milita in Inghilterra. Il Sunderland lo ha prelevato nel gennaio del 2016 dal Lorient per 6,5 milioni di euro, in precedenza aveva conosciuto solamente il sistema calcistico francese, sia con la maglia dei bretoni che con quella dello Châteauroux. Nato a Parigi da genitori emigrati nel 1989, è un difensore molto forte fisicamente e dotato di esperienza nel gioco aereo. Ciò in cui pecca è la rapidità (data la mole imponente che supera i 90 kg) ma soprattutto si rende protagonista talvolta di alcune amnesie difensive. In Premier League sembra essersi ambientato ed è titolare indiscusso nell’undici di Moyes, che sta lottando per la salvezza e attualmente occupa il 18° posto. Wilfried Kanon sarà una riserva di tutto rispetto, nella scorsa rassegna continentale è sempre sceso in campo dal primo minuto. Se qualcuno tra di voi indossa abitualmente la sciarpa dell’Empoli, probabilmente conoscerà il suo nome. Dal 2010 al 2012 ha infatti militato nel settore giovanile dei toscani, debuttando appena diciassettenne e collezionando 23 presenze e 4 reti. È un giocatore poliedrico, in nazionale agisce spesso da difensore centrale mentre all’ADO Den Haag, suo club di appartenenza, veste spesso i panni del terzino sinistro. Classe ’93, la velocità non è il suo forte, da ricercare invece nei 190 cm di altezza. Prima di approdare in Olanda, dove ha trovato il suo eldorado, aveva militato per un paio di annate in Romania. Partirà con ogni probabilità per il Gabon anche Ousmane Viera, veterano della nazionale. Conta trenta primavere sulle spalle, in Guinea Equatoriale era presente in qualità di seconda linea, il tecnico Renard gli ha concesse due presenze di cui una da titolare. Difensore navigato e ben strutturato fisicamente, fino a qualche anno fa poteva contare anche su una discreta velocità, calata come logico con il passare degli anni. Dal 2013 gioca in Turchia, attualmente veste i colori dell’Adanaspor, che in estate lo ha acquistato dal Rizespor. Così come Kanon ha giocato in Romania, dove ha totalizzato più di 130 presenze nella massima serie. Completa il pacchetto dei centrali un volto Simon Deli, agli albori della propria esperienza in nazionale. Classe ’91, vanta quattro apparizioni con la Costa d’Avorio, collezionate tutte dopo il trionfo in Guinea Equatoriale di due anni fa. Il suo cartellino è di proprietà dei cechi dello Slavia Praga, i quali nel gennaio del 2015 lo hanno acquistato dai concittadini dello Sparta. Così come i suoi colleghi in nazionale, la forza fisica generata dai 190 e passa centimetri d’altezza è la sua arma migliore. Per quanto riguarda i terzini, a destra ci sarà Serge Aurier. Il suo nome è noto a livello internazionale, gioca infatti da anni al PSG ed è uno degli elementi più rappresentativi della Costa d’Avorio. La sua carriera in nazionale è iniziata nel 2013, tra Mondiale 2014 e Coppa d’Africa 2015 non ha saltato nemmeno un minuto di gioco. Velocità, agilità ed esplosività muscolare sono le sue migliori caratteristiche per quanto concerne la sfera fisica, tecnicamente è molto valido e spesso si rende protagonista di incursioni offensive molto pericolose. Buon cross e dribbling, è il prototipo del terzino completo, abile sia nell’attaccare che nel ritornare rapidamente in difesa. L’unico neo è un carattere un po’ troppo frizzante, che lo ha portato anche a finire per un breve periodo fuori squadra sotto l’ombra della Torre Eiffel qualche tempo fa. I parigini lo hanno acquistato nel luglio del 2015 dal Tolosa per 10 milioni di euro, in precedenza avevano avuto modo di testarlo in un anno di prestito. Classe ’92, è nato in Costa d’Avorio ma vive da anni in Francia, dove ha iniziato a calciare il pallone a livello professionistico con il Lens. Il suo vice in nazionale sarà Mamadou Bagayoko, laterale in forza in Belgio con il Sint-Truiden. In nazionale è in pianta stabile da poco più di un anno, ha avuto modo di collezionare una manciata di presenze in assenza di Aurier, out in alcune gare per infortunio. Oggi spegne 27 candeline, è nato il 31 dicembre del 1989 ad Abidjan e ha cominciato a giocare a calcio in patria con l’Africa Sports, dove è stato notato da osservatori dello Slovan Bratislava che lo hanno portato in Slovacchia. Piccolo fisicamente, è un giocatore brevilineo e discretamente abile tecnicamente. La fascia sinistra sarà amministrata da Adama Traoré, di proprietà del Basilea con cui ha avuto modo di laurearsi per due volte campione nazionale svizzero. Si è fatto conoscere a livello internazionale nel corso della sua lunga militanza in Australia (possiede anche il passaporto dell’isola oceaniana), ha inizialmente vestito la maglia del Gold Coast United e successivamente, dato il fallimento del club giallo-blu, quella del Melbourne Victory. Prima di approdare in terra elvetica aveva militato in Portogallo tra le fila del Vitória Guimarães. Classe ’90, sta vivendo il picco della propria carriera ed è da tenere in considerazione anche in chiave mercato, ha infatti il contratto in scadenza nel 2018 (anche se la società si è garantita l’opzione per un prolungamento di un altro anno). È estremamente scattante e agile, grazie al fisico minuto di 170 cm. Dussuyer non ha convocato un altro laterale mancino di scorta, in caso di necessità sarà utilizzabile in questo ruolo Kanon.

CENTROCAMPISTI

Franck Kessié (a sinistra)

A centrocampo spicca il nome di Franck Kessié, tutti i riflettori saranno puntati su di lui. L’esuberante centrocampista dell’Atalanta, nonostante la giovane età, si prepara ad essere uno dei protagonisti della Coppa d’Africa 2017, suo primo grande appuntamento in palcoscenici internazionali. Nella corrente stagione della Serie A è forse la più dolce sorpresa, sia per i tifosi orobici che per gli amanti del calcio in generale. In 16 gare di campionato ha trovato la via della rete 6 volte, indirizzando versa essa un proprio compagno in un paio di occasioni. Nel centrocampo di Gasperini garantisce tanta sostanza e qualità, sa coordinare alla perfezione robustezza fisica con tecnica pregevole, è inoltre utile sia in fase offensiva (dove spesso va in gol grazie al tiro dalla distanza) che nel riconquistare il pallone, per via della suo temperamento e dell’intelligenza tattica. Su di lui circolano tante voci di mercato che lo vorrebbero in lidi più prestigiosi della comunque rispettabile Atalanta, Juventus e soprattutto Chelsea sembrano essersi fatte avanti per il giocatore, che tuttavia ha un contratto con i bergamaschi fino al 2021. A portarlo in Italia è stato nel 2013 il suo agente George Atangana, con il parere positivi degli osservatori dell’Atalanta che lo ha acquistato nell’estate del 2015 dallo Stella Club per circa 300 mila euro. Classe ’96 (nato per giunta a dicembre), è arrivato nel nostro paese con alle spalle già cinque presenze in nazionale maggiore della Costa d’Avorio, si tratta perciò di un predestinato. Un anno positivo di prestito al Cesena ha convinto Gasperini a puntare su di lui, dopo aver impressionato in Lombardia dovrà farlo anche in Gabon. Agirà quasi certamente da mediano nel centrocampo a due davanti alla difesa, sarà coadiuvato dall’esperto Geoffroy Serey Die. In nazionale veste la fascia di capitano, in virtù delle 32 primavere sulle spalle e delle 31 partite disputate, ma anche per via dell’assenza causa infortunio di Gervinho. Gioca al Basilea, con cui nel corso degli anni ha arricchito la propria bacheca personale di tre titoli e due coppe nazionali. A portarlo in territorio elvetico è stato il Sion nel 2008 acquistandolo dagli algerini del Setif, successivamente è passato al Basilea, dove gioca dal 2013 ad eccezione del lasso di tempo compreso tra febbraio 2015 e luglio 2016, trascorso in Germania allo Stoccarda. È il prototipo del mediano ruba-palloni, è allo stesso tempo dinamico, forte nei contrasti, resistente fisicamente e dotato di grinta. Convocato in qualità di seconda linea anche Cheick Doukouré, in forza in Francia al Metz. Classe ’92, ha partecipato da comprimario alla Coppa d’Africa 2015 totalizzando tre presenze a gara in corso, in seguito la sua strada si era allontanata momentaneamente dalla nazionale a causa di un infortunio al legamento crociato del ginocchio. Dussuyer gli ha dato fiducia nelle ultime due partite e quasi certamente partirà per il Gabon, la sua tempra abbinata a buona fisicità potranno essere utili a gara in corso per gli Elefanti. Prima di vestire la maglia della compagine granata, aveva militato a lungo in Francia con i bretoni del Lorient, formazione che lo ha lanciato nel professionismo. È quattro anni più giovane di lui Victorien Angban, che possiede caratteristiche più o meno analoghe. Nella stagione corrente sta difendendo la causa del Granada, anche se è sceso in campo dal primo minuto solamente in tre occasioni, il suo cartellino però è di proprietà del Chelsea, che lo ha portato in Europa ormai cinque anni fa cresciuto nel proprio settore giovanile. In prima squadra non è riuscito a ottenere neanche una convocazione, vanta però un’esperienza in Belgio al Sint-Truiden che gli ha permesso di raccogliere 23 gettoni nella massima serie locale. In nazionale non è una colonna ma sarà da osservare attentamente per via della giovane età. Nel 4-2-3-1 di partenza Dussuyer dovrebbe schierare alle spalle della prima punta Jean Michaël Seri, valorizzato da un’ottima stagione in corso con il Nizza. È una delle più grandi novità rispetto alla Costa d’Avorio firmata Renard, ha debuttato in nazionale nel settembre del 2015 e da allora ha sempre rivestito i panni del titolare. In caso di mediana a tre potrebbe esser spostato leggermente indietro nel rettangolo verde di gioco, altrimenti avrà il compito di inventare dalla trequarti in avanti. Maestro nel giocare tra la linee, la grande visione di gioco periferica gli consente di mandare spesso il proprio compagno a rete con passaggi filtranti oppure con vere e proprie parabole a lunga gittata. È agile (165 cm di altezza) e molto rapido, sia nella corsa che nei movimenti, possiede qualità tecniche cristalline e tiro in porta apprezzabile, anche dalla lunga distanza. Inoltre può anche essere designato come battitore di calci piazzati, data la sua abilità di pennellare cross al millimetro. Classe ’91, è un giocatore in rampa di lancio da tenere sotto la lente d’ingrandimento. Il Nizza lo ha acquistato nell’estate del 2015 dal Porto per un milione di euro, ora il suo valore è quanto meno dieci volte più elevato. In precedenza aveva anche militato tra le fila del Porto B e dell’ASEC Mimosas. In caso di sua indisponibilità, a scendere in campo sarà Serge N’Guessan, pupillo del tecnico Dussuyer che nel marzo scorso lo ha fatto debuttare in nazionale mentre giocava ancora in Costa d’Avorio con la maglia dell’AFAD Djékanou. Fisicamente è affine a Seri, è meno rapido ma più esplosivo nelle gambe. Nel suo repertorio spicca gran tiro dalla distanza (che in carriera gli ha permesso di siglare reti sensazionali soprattutto con le selezioni giovanili ivoriane) e abilità nel dribbling. In estate è approdato al Nancy in Francia a titolo definitivo, nella stagione in corso ha disputato 10 partite tra campionato e coppa. Nato nel dicembre del 1994, anche lui appartiene alla cosiddetta linea verde protagonista del ricambio generazionale degli Elefanti.

ATTACCANTI

Jonathan Kodjia

In attacco la situazione appare più incerta ai nostri occhi perché c’è un’assoluta novità, al debutto in carriera con la nazionale. Tuttavia non è affatto un giocatore agli albori della propria carriera, vanta 250 presenze tra i professionisti tra primo e secondo livello della piramide calcistica inglese. Stiamo parlando di Wilfried Zaha, convinto a sposare la causa della nazionale ivoriana da Dussuyer. Il suo caso va esaminato attentamente, perché l’ala del Crystal Palace aveva già esordito con la nazionale inglese anni fa, più precisamente nel 2012 (conta un’altra apparizione nel 2013). Tuttavia entrambe le partite erano gare amichevoli e non qualificazioni a un Mondiale o a un Europeo. Il regolamento internazionale FIFA consente il cambio di nazionalità calcistica in questi casi, Zaha ha usufruito di questo cavillo per staccare il biglietto per il Gabon. È nato nel 1992 ad Abidjan, affollata metropoli ivoriana, ma a quattro anni si è trasferito in terra anglosassone e qualche anno dopo è entrato a far parte del vivaio del Crystal Palace, i cui colori sono tatuati sulla sua pelle. Dopo aver mosso i primi passi nel professionismo in rosso-blu, scendendo in campo in quattro stagioni di Championship, nel 2013 è passato al Manchester United per quasi 12 milioni di euro. Dopo aver fallito a Manchester, nel febbraio del 2015 è tornato nuovamente alla base, dove si è rivitalizzato. Negli anni passati era paragonato a Samuel Eto’o, che ricorda per dribbling eccezionale e velocità straordinaria. È il prototipo dell’esterno offensivo africano che abbonda in tecnica ed esplosività, spesso riesce a eludere gli interventi avversari con giocate di pregevole fattura e trovare la linea di fondo per poi servire assist al centro dell’area. A sorpresa potrebbe anche partire da titolare in Gabon, dovrebbe esser schierato a destra con Max Gradel dirottato sulla corsia opposta, anche se in questa zona chiave del campo molti enigmi sono ancora da risolvere. L’esterno offensivo del Bournemouth due anni fa è stato la rivelazione della rassegna equatoguineana, i suoi gol hanno trascinato la Costa d’Avorio fuori dalla fase a gironi non senza facilità, in seguito il tecnico Renard lo ha confermato per il resto della competizione. Rispetto a Zaha è più piccolo fisicamente e brevilineo, tuttavia può competere alla grande con il suo compagno di reparto in velocità e destrezza nel dribbling. Si è fatto conoscere a livello internazionale proprio nella scorsa edizione della Coppa d’Africa, è stato acquistato dai Cherries dal Saint-Étienne nell’estate del 2015 per 10 milioni di euro. La sua prima stagione in Premier League è stata però rovinata da un serio infortunio al legamento crociato, che lo ha tenuto in infermeria per parecchi mesi. Classe ’87, nella attuale stagione sta faticando a conquistare un posto da titolare, è ancora fermo a zero apparizioni da titolare in campionato. Per questo il suo posto con la Costa d’Avorio non è assicurato. Scalpita Giovanni Sio, duttile attaccante del Rennes. Il suo nome è inevitabilmente legato a un brutto errore commesso in occasione della terza gara dei gironi nella Coppa del Mondo del 2014 contro la Grecia: l’ivoriano entra in campo a pochi minuti dalla fine debuttando nel torneo e al 93′ atterra Samaras in area di rigore concedendo agli ellenici il penalty della vittoria, che costa l’eliminazione agli africani. Quell’abbaglio gli ha provocato una prolungata esclusione dalla nazionale che si è conclusa poco più di un anno fa, con Dussuyer in panchina. Il commissario tecnico francese lo ha fatto sentire nuovamente al centro del progetto, tanto da tenerlo in considerazione per una maglia da titolare. Classe ’89, è veloce, bravo tecnicamente e freddo sotto porta, caratteristiche che gli consentono di essere schierato ovunque in avanti. In carriera ha vestito diverse maglie diverse in giro per l’Europa, sono significative in particolare le avventure elvetiche con Sion e Basilea e quella attuale in Francia al Rennes. Candidato a una chance dal primo minuto c’è anche Salomon Kalou, l’unico superstite della nazionale composta dai vari Drogba, Zokora e fratelli Touré, che nel corso del tempo ha lasciato spazio a nuove leve. L’attaccante dell’Hertha Berlino conta quasi 32 primavere sulle spalle ma è ancora capace di sfornare prestazioni di ottimo livello, come testimoniato dai cinque gol messi a segno in nove partite nell’annata corrente in Bundesliga (nella scorsa stagione ne aveva realizzati 17, contando anche le marcature in coppa nazionale). Possiede un certo feeling con la rete, in carriera l’ha gonfiata 190 volte pur non essendo un centravanti puro. La classe allo stato puro è il suo punto di forza principale, è anche abbastanza veloce e cinico in area di rigore. Ad incrementare i suoi ottimi numeri realizzativi c’è anche la grande esperienza dagli undici metri, dai quali spesso ha trovato il gol. Il suo nome è associato da subito ai colori del Chelsea, che l’ivoriano ha difeso per ben sei anni dal 2006 al 2012. Ha concluso la sua lunga e positiva avventura a Londra alzando al cielo la Champions League in quel di Monaco di Baviera nel maggio del 2012, nello scontro decisivo contro il Bayern Di Matteo lo schierò dal primo minuto. Nel suo curriculum vanta anche tre stagioni al Lilla in Francia e altrettante con il Feyenoord in Olanda, solamente tre volte nella propria carriera ha terminato un’annata senza arrivare in doppia cifra. Potrebbe esser schierato da esterno destro offensivo, certamente avrà un ruolo di spessore anche in caso di partenza dalla panchina. Presente nel quadro delle ali convocate anche Nicolas Pepe, assoluta novità introdotta da Dussuyer. Classe ’95, sta stupendo gli addetti ai lavori nell’attuale stagione all’Angers, tanto da meritarsi la chiamata di una delle nazionali migliori d’Africa. È nato in Francia ed è stato forgiato dal settore giovanile dei bianco-neri, i quali quest’anno hanno deciso di puntare su di lui dopo una convincente esperienza in prestito all’Orléans. È un attaccante laterale di piede mancino agile, celere, bravo nel dribbling e dotato di un tiro preciso e ben calibrato anche dalla distanza. Potrebbe esser tagliato fuori dalla lista dei 23 convocati per la rassegna, è scontato però in futuro potrà diventare uno dei fiori all’occhiello della Costa d’Avorio. Al centro del reparto offensivo dovrebbe muoversi Jonathan Kodjia, altra novità rispetto al trionfo di due anni fa. È un centravanti imponente dal punto di vista fisico (189 cm di altezza) ma allo stesso tempo veloce, esplosivo e agile, come testimoniato da uno splendido gol in rovesciata messo a segno nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017 contro la Sierra Leone. L’Aston Villa lo ha acquistato in estate dal Bristol City per quasi 13 milioni di euro, con i Robins era stato impiegato prevalentemente da esterno offensivo. La sua giocata più classica era quella di superare il difensore avversario con una miscela perfetta di potenza, tecnica e rapidità per poi servire l’assist vincente dalla linea di fondo. È dunque un giocatore versatile, utile tatticamente. A Birmingham sta inanellando una serie di buone prestazioni, finora ha messo a segno nove reti. È nato nel 1989 in Francia a Saint-Denis da padre ivoriano e madre beninese, proprio nel paese d’oltralpe ha vestito le maglie di Reims, Amiens, Cherbourg e Amiens. In nazionale ha rubato il posto dal primo minuto a Wilfried Bony, centravanti di peso dello Stoke City. Dopo un picco clamoroso vissuto qualche tempo fa allo Swansea, da un paio di anni a questa parte sta attraversando un periodo di crisi che lo ha fatto allontanare dalla media gol di una rete ogni due partite collezionata in terra gallese (35 marcature in 70 gare), la quale la quale lo aveva fatto conoscere a tutta l’Inghilterra. Il Manchester City lo ha acquistato nel gennaio del 2015 per più di 32 milioni di euro, all’Etihad Stadium non è riuscito a rendere al meglio a causa anche della folta concorrenza. Sul finire della scorsa sessione di calciomercato si è accasato allo Stoke City in prestito oneroso, tuttavia neanche in maglia bianco-rossa si è riavvicinato alle gesta messe in mostra con la casacca dei Cigni, in undici incontri ha centrato la porta solamente in due occasioni. Classe ’88, deve solamente ritrovare un certo feeling con la rete che lo aveva contraddistinto nelle esperienze allo Sparta Praga, al Vitesse e allo Swansea. Con la nazionale ha partecipato a tre edizioni della Coppa d’Africa (l’ultima da assoluto protagonista) e al Mondiale brasiliano nel 2014, Kodjia sembra in vantaggio su di lui ma rappresenterà di certo un’opzione di grandissimo spessore dalla panchina per gli standard africani.

LA STELLA – Eric Bailly (Manchester United, 1994)

LA PROMESSA – Franck Kessié (Atalanta, 1996)

PROBABILE FORMAZIONE (4-2-3-1)

Gbohouo

Aurier          Koné          Bailly          Traoré

Kessié          Serey Dié

Kalou          Seri          Gradel
(Zaha)          Seri          Gradel

Kodjia

DOVE PUÒ ARRIVARE – La Costa d’Avorio ha tutti i mezzi per provare a bissare il successo di due anni fa in Guinea Equatoriale. L’assioma squadra che vince non si cambia non è stato rispettato, la nazionale degli Elefanti è molto diversa rispetto a quella che ha trionfato sotto la gestione Renard. Nuovo allenatore, via nomi storici e dentro giovani rampanti, per i quali si prospetta una carriera a grandi livelli. Gli ivoriani sono stati inseriti in un girone non facile che però hanno l’obbligo di passare, ai nastri di partenza sono la prima forza nel loro gruppo (composto da Marocco, Repubblica Democratica del Congo e Togo). L’obiettivo è arrivare in fondo, difficile stabilire un paletto preciso poiché nel calcio tutto è imprevedibile. La difesa è decisamente all’altezza e collaudata, il centrocampo ricco di sostanza e qualità e in attacco abbonda la classe. Il tutto, se abbinato alla grande fame di vincere che hanno sempre avuto gli ivoriani, può esser un mix vincente per puntare al terzo successo storico.