In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone B – Tunisia

Continua il nostro viaggio alla scoperta della Coppa d’Africa 2017, nello scorso articolo abbiamo parlato dell’Algeria, ora basta spostarci di qualche chilometro più a nord-est per fare tappa nella prossima meta. Gareggeranno infatti nello stesso gruppo delle Volpi del Deserto anche le Aquile di Cartagine, soprannome con cui sono noti a livello internazionale i giocatori della nazionale tunisina. L’unico titolo della Tunisia in Coppa d’Africa risale al 2004, anno in cui la corazzata magrebina riuscì a portare a casa il trionfo tra le mura amiche nella finale molto sentita vinta contro il Marocco per 2-1 (decisive furono in quel torneo le prestazioni del naturalizzato Francileudo Santos, di origine brasiliana). Il girone di ferro in cui è stata inserita (composto oltre che dalle due nazionali già citate dal Senegal e dallo Zimbabwe) ridimensiona le aspettative di una nazionale che sulla carta parte in seconda linea ma che spera di poter dar fastidio alle grandi. Da quelle parti non hanno ancora digerito l’eliminazione arrivata ai quarti di finale nella scorsa edizione della rassegna africana per mano della Guinea Equatoriale: una gara assai controversa, decisa ai supplementari da un calcio di punizione di dubbia assegnazione trasformato da Javier Balboa, così come era avvenuto in extremis nella seconda frazione di gioco in un calcio di rigore. Al termine della partita ci furono violenti scontri e la direzione deficitaria della gara costò il posto al fischietto mauriziano Rajindraparsad Seechurn, rimosso dalle liste internazionali dalla CAF pochi mesi dopo. Cambiando discorso, il biglietto per il Gabon è arrivato in virtù del primo posto ottenuto nel gruppo A di qualificazione alla Coppa d’Africa 2017 (13 punti, più di Togo, Liberia e Gibuti). Le qualificazioni al Mondiale russo stanno andando a gonfie vele, come testimoniano le due vittorie contro Guinea e Libia e il primato del girone a pari merito con la Repubblica Democratica del Congo. Nella prossima gara ci sarà lo scontro diretto, quello che è certo è che da quel girone uscirà una sorpresa (la Tunisia ha saltato le ultime due edizioni della Coppa del Mondo, la Repubblica Democratica del Congo non vi partecipa dal 1974 quando ancora era chiamata Zaire).

IL CT

Anche la Tunisia, come del resto la maggior parte delle selezioni africane, ha deciso di affidare le chiavi della propria panchina a un tecnico europeo. Il polacco Henryk Kasperczak, 70 primavere sulle spalle, è in carica dal luglio del 2015 e ad oggi conta 7 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta in 11 partite, in poche parole viaggia a una media-punti di 1,91 a partita. Come recita la carta d’identità, è un allenatore di assoluta esperienza con alle spalle ben 38 anni di pratica in giacca e cravatta. Aveva addirittura già guidato la nazionale tunisina dal 1994 al 1998, conquistando una medaglia di bronzo e una d’argento in Coppa d’Africa. Negli anni ’60 e ’70 era stato una colonna della nazionale polacca a centrocampo, tanto da arrivare a piazzarsi sul terzo gradino del podio nel Mondiale del 1974 dopo aver battuto il Brasile nella “finalina”. Da tecnico iniziò nel lontano 1978 in Francia con il Metz, sua ultima squadra da calciatore, per poi proseguire un lungo itinerario in terra transalpina prima di sposare la causa della Costa d’Avorio, sua prima avventura nel Continente Nero. Nel corso degli anni ha guidato anche le nazionali di Marocco, Senegal e Mali, lasciato poco più di un anno fa per assumere l’incarico con la Tunisia. Dal 2002 al 2005 si è seduto sulla panchina del Wisla Cracovia, vincendo tre titoli di fila e conquistando anche un double (vittoria pure in coppa nazionale) nella prima annata. In carriera ha adottato molti moduli diversi, tra cui soprattutto il 4-2-3-1, con la Tunisia dovrebbe continuare sulla riga già tracciata dal suo predecessore Georges Leekens (attualmente ct dell’Algeria), ovvero utilizzerà il coperto 5-4-1.

PORTIERI

Il portiere titolare della Tunisia sarà al 99% l’esperto Aymen Mathlouthi, meglio noto a livello internazionale come Balbouli. Trentadue anni sulle spalle, si tratterà per lui della sesta edizione della Coppa d’Africa in carriera, la quarta da titolare ai nastri di partenza. In patria è una bandiera dell’Étoile du Sahel, con cui gioca al 2003. La sua bacheca pullula di trofei a livello nazionale, inoltre nel 2006 vinse la CAF Champions League da assoluto protagonista risultando il miglior portiere del torneo. Le apparizioni con la Tunisia ammontano a 60, con il proprio club d’appartenenza, di cui è, anche superfluo dirlo, il capitano, ne conta invece più di 330. A differenza del prototipo del portiere, è un estremo difensore relativamente piccolo fisicamente (182 cm di altezza) e per questo molto reattivo e agile. Dotato di grande senso della posizione, spesso si è reso protagonista di parate plastiche perfette per i fotografi. È sempre sceso in campo dal primo minuto nelle ultime sfide della nazionale, ad eccezione dell’amichevole pareggiata a novembre contro la Mauritania nella quale è stato costretto a dare forfait, per motivi di salute. Nel match in questione il titolare è stato Rami Jeridi (o Jridi), il quale può essere accomunato a Balbouli sotto molteplici aspetti. Differisce per quanto concerne l’età solamente di un giorno: il primo è nato il 14 settembre del 1984, il secondo ventiquattro ore dopo. Anch’egli è capitano del club che detiene il suo cartellino, ovvero lo Sfaxien, una delle più blasonate compagini tunisine. In carriera ha sempre giocato in patria, iniziando con l’Espérance e proseguendo con ES Zarzis, EOG Kram, Jendouba Sport, EGS Gafsa e Stade Tunisien, il tutto prima dell’attuale esperienza tra le fila della Juventus Araba, con cui nel 2013 ha vinto campionato e Coppa della Confederazione Africana, l’equivalente africana della nostra Europa League. In nazionale conta 14 presenze, si tratterà per lui della seconda Coppa d’Africa dopo aver partecipato nel 2012 da secondo portiere. Ne ha invece alle spalle una da titolare Moez Ben Cherifia, numero uno nel corso di tutta l’edizione del 2013. Anche lui milita in patria, all’Esperance, club che lo ha cullato nel proprio settore giovanile, lanciato nel professionismo e consacrato in palcoscenici internazionali, come testimoniato dal trionfo nel 2011 nella CAF Champions League (il quale gli ha anche permesso di partecipare alla Coppa del Mondo per club pochi mesi dopo). In bacheca annovera anche quattro titoli e due coppe nazionali, un palmarés più ricco dei suoi due compagni di reparto nonostante abbia 7 primavere di meno sulle spalle.

DIFENSORI

In difesa la Tunisia può contare su un giocatore dal sicuro rendimento, uno dei migliori del continente nel suo ruolo. Aymen Abdennour sta faticando nella stagione corrente a Valencia ma rimane un profilo di alto spessore, forse il più valido di tutta la nazionale. Occupa il posto al centro della difesa dal 2011, ovvero da due anni dopo il suo debutto con le Aquile di Cartagine datato 2009. Classe ’87 mancino in possesso di un fisico statuario, la forza, la tenacia, l’abilità nel gioco aereo e nella lettura dell’azione sono le sue armi più meritevoli di menzione. È sbarcato in Spagna nell’estate del 2015 per 22 milioni di euro, cifra che la compagine iberica ha versato nelle casse del Monaco. Purtroppo per lui e per i tifosi dei Pipistrelli, sta attraversando con il resto dei compagni una delle più brutte parentesi della storia del Valencia, ancorato al 17° posto in classifica sotto la guida di Cesare Prandelli. Ha iniziato la propria carriera in patria per poi accumulare una breve esperienza in Germania al Werder Brema, successivamente è approdato in Francia dove si è fatto conoscere anche a livello internazionale a suon di buone prestazioni con la maglia del Tolosa. Il Monaco lo aveva acquistato nell’estate del 2014 per 13 milioni di euro dopo averlo testato in un prestito semestrale, appena un anno dopo è riuscito a rivenderlo a una cifra quasi doppia. La sua situazione in Spagna è delicata, non è una colonna portante della squadra per il tecnico ex Fiorentina (che a volte lo ha anche impiegato da terzino sinistro) e a gennaio potrebbe scatenarsi un’asta di mercato con il Marsiglia, particolarmente interessato al giocatore, protagonista. Accanto a lui in nazionale dovrebbe muoversi Syam Ben Youssef, in forza al Caen nella Ligue 1 francese. Aveva iniziato la stagione attuale da titolare inamovibile, poi un problema fisico lo ha costretto a un considerevole periodo di assenza e ora ha perso parecchie posizioni nelle gerarchie. Non si accontenta di un ruolo da comprimario e a gennaio potrebbe fare le valigie e tornare in patria, dove Club Africain ed Esperance stanno dando vita a un’agguerrito duello di mercato per il centrale difensivo della nazionale. Negli ultimi quattro anni è sempre sceso in campo con la Tunisia, nelle ultime partite si è saltuariamente assentato per problematiche di varia natura ma nella gara contro la Mauritania è sceso regolarmente in campo dal primo minuto. Classe ’89, oltre che in Francia ha giocato anche in Inghilterra al Leyton Orient e in Romania all’Astra Giurgiu, forza fisica ed elevazione sono le sue migliori qualità. Dovrebbe completare il terzetto dei centrali Chamseddine Dhaouadi, in forza proprio all’Esperance dove nell’attuale stagione ha più volte vestito la fascia da capitano. Nato nel 1987 a Tunisi, i 193 cm di statura gli conferiscono grande autorità sulle palle alte nei contrasti corpo a corpo. Da calciatore non ha mai varcato i confini nazionali, prima dell’attuale esperienza aveva difeso i colori di Hammam-Life ed ES Sahel. In nazionale è stato impiegato da titolare nelle ultime tre gare, si giocherà il posto con Bilel Mohsni, tornato a settembre in patria (proprio all’Etoile Sportive du Sahel) dopo un breve periodo passato da svincolato. Affermare però che Mohsni stia giocando per il club in questione è quanto meno inappropriato: ad eccezione del match d’esordio, datato metà ottobre, il difensore tunisino non è mai sceso in campo né è stato convocato. I rapporti con il club sono assai incrinati, tanto che la corazzata di Sousse ha deciso di intraprendere un’azione legale contro il giocatore, colpevole di aver saltato molti allenamenti senza autorizzazione. A metà novembre si parlava di una possibile rescissione consensuale, ora il caso sembra più destinato a concludersi in tribunale. Il tunisino ha un carattere tutt’altro che tranquillo, per capirlo basta conoscere l’epilogo della sua avventura al Rangers: nell’ultima partita disputata con gli scozzesi, contro il Motherwell, ha dato vita a una vera e propria scena di pugilato con l’avversario Lee Erwin, colpito prima da un calcio sulla schiena e poi da un pugno in faccia. Classe ’87 con alle spalle anche un paio di esperienze in Francia (Paris FC ed Angers) e in Inghilterra (Southend United e Ipswich Town), in nazionale non è mai stato una colonna e l’attuale situazione sicuramente non gli gioverà. Completa il pacchetto dei centrali Mohamed Ali Yaakoubi, difensore centrale del Rizespor, club di massima serie turca. Ha cominciato questa esperienza a luglio, dopo aver svuotato l’armadietto e lasciato l’Esperance. A inizio campionato stentava un po’ a entrare nelle grazie del tecnico Hikmet Karaman, ora invece ha assunto finalmente i gradi del titolare. In nazionale parte leggermente indietro nelle gerarchie ma ha ancora delle possibilità di essere inserito nell’undici titolare ai nastri di partenza della rassegna gabonese. Classe ’90, nel 2011 ha vinto la Coppa della Confederazione africana con il Club Africain. Per quanto riguarda i terzini, a sinistra sarà certo del posto Ali Maâloul, titolare nelle ultime dieci gare di nazionale nelle quali si è anche tolto la soddisfazione di sfornare tre assist vincenti. Nel 2015 ha partecipato alla spedizione equatoguineana risultando uno dei migliori giocatori della Tunisia nel corso delle quattro partite disputate dalla nazionale. È un laterale mancino a cui spesso viene concessa la licenza di offendere, lo testimoniano i 37 gol siglati e i 43 assist confezionati in 185 partite disputate con lo Sfaxien. A luglio si è accasato in Egitto all’Al-Ahly per poco più di 700 mila euro, in men che non si dica è diventato un pilastro di una delle più titolate compagini al mondo. Piccolo fisicamente, velocità, agilità e buoni doti tecniche sono le sue migliori peculiarità. Il suo vice sarà Oussama Haddadi, in forza al Club Africain. In nazionale ha debuttato nel marzo del 2015 in un match amichevole contro la Cina ben figurando, successivamente ha saltato parecchie partite per un serio infortunio al legamento crociato e infine è tornato a riprendersi il proprio posto da seconda scelta. Classe ’92 abbastanza roccioso fisicamente, è una bandiera della tifoseria del proprio club d’appartenenza e gli manca una sola apparizione per raggiungere la terza cifra nel computo delle presenze totali con la maglia dei bianco-rossi. Sulla corsia destra dovrebbe correre Hamdi Nagguez, titolare in quattro delle ultime cinque gare della nazionale (si è assentato nel match contro la Mauritania). Possiede una caratteristica più unica che rara per quanto concerne i laterali nel calcio: è alto 195 cm ed è dotato di un fisico che avrà pochi eguali nella competizione, potrà competere con il camerunense Nyom o con l’algerino Ghoulam, anche se entrambi sono 7/8 cm più bassi. Classe ’92, appartiene alla scuola calcistica tunisina e attualmente gioca in patria all’ES Sahel, club che lo ha cresciuto sin dai tempi del settore giovanile. Fisico aitante, come intuibile, e grandi doti atletiche lo contraddistinguono: nonostante la statura imponente è però discretamente rapido e capace di notevoli galoppate sulla fascia. A farne le veci in caso di assenza ci sarà Hamza Mathlouthi, coetaneo e anch’egli in forza nella massima serie del paese magrebino. Fino a qualche mese fa era stato il laterale destro di fiducia in nazionale, tanto da disputare la Coppa d’Africa 2015 da titolare, poi ha perso il posto a vantaggio di Nagguez, giocatore in rampa di lancio. Forgiato dal Club Athlétique Bizertin, ad agosto si è trasferito per un paio di centinaia di migliaia di euro allo Sfaxien, con cui è sempre sceso in campo nell’attuale stagione non saltando nemmeno un minuto. Nel suo palmarés spicca una Coppa di Tunisia, vinta con il Bizertin nel 2013.

CENTROCAMPO

Mentre in difesa il ct Kasperczak può contare su ricambi in ogni parte del campo, in mediana le opzioni sono minori per quanto riguarda il numero. La nazionale araba dovrebbe adottare un centrocampo a due con altrettanti esterni, giocatori di cui tratteremo nella prossima sezione data la loro possibilità di essere considerati attaccanti. La coppia titolare già dovrebbe esser stata decisa dal commissario tecnico polacco, il quale con ogni probabilità affiderà il compito di far circolare il pallone a Ferjani Sassi, classe ’92 in forza all’Esperance. In patria ha vestito le maglie di tre delle compagini più titolare del paese, dato che è cresciuto nel settore giovanile dell’ES Sahel e ha debuttato nel professionismo con i colori dello Sfaxien. Nel gennaio del 2015 ha collezionato la sua prima esperienza in Europa, più precisamente in terra francese con la maglia del Metz. I Granata lo avevano acquistato per rinforzarsi a danno delle altre concorrenti nella lotta per la retrocessione, nonostante un impiego continuo sempre dal primo minuto (dopo aver saltato le prime partite per l’impegno internazionale con la Tunisia in Coppa d’Africa) non è riuscito però a conquistare la salvezza in Ligue 1. Nell’annata seguente ha invece portato a casa la promozione nuovamente nella massima serie transalpina, terminando però in estate la sua prima avventura in Europa e approdando per 750 mila euro all’Esperance, con cui subito si è fregiato del titolo di campione in Coppa di Tunisia. Centrocampista abbastanza strutturato fisicamente ma non per questo poco dinamico, possiede buoni doti tecniche e visione di gioco. Sarà coadiuvato da Mohamed Amine Ben Amor, presenza fissa in campo nelle ultime sette gare della Tunisia. Stessa età e stesse caratteristiche fisiche, a differenza del compagno di reparto è però più specializzato nella fase difensiva e nel rubare i palloni all’avversario. Milita in patria tra le fila dell’Etoile Sportive du Sahel, club che lo ha forgiato nel proprio settore giovanile e lanciato nel calcio professionistico. Nella scorsa stagione si è laureato campione di Tunisia (l’anno prima aveva vinto la coppa nazionale), anche quest’anno sta dando vita a un’accesa lotta scudetto insieme ai propri compagni con altre corazzate come Sfaxien, Esperance e Club Africain. Sono queste le quattro compagini che da anni si spartiscono il potere in Tunisia, l’ultima vittoria del titolo non appartenente a una di queste formazioni risale al 1984, anno che vide affermarsi sul tetto nazionale il Bizertin. Ben Amor è entrato a far parte della nazionale nel marzo del 2016 e sin da subito si è rivelato un elemento chiave nella mediana magrebina. Spicca tra le seconde scelte il nome di Larry Azouni, titolare nel corso del match contro la Mauritania (era assente Sassi). Classe ’94, è nato in suolo francese da genitori emigrati dalla Tunisia. Proprio per questo, dopo aver iniziato con una manciata di partite con la selezione tunisina U-16, ha per anni rappresentato la Francia a livello internazionale prima di optare definitivamente per il paese del proprio sangue nel 2014. Gioca al Nîmes, nella seconda serie francese, con cui nella stagione corrente ha totalizzato 14 apparizioni da titolare in 18 partite. È cresciuto nel vivaio del Marsiglia (con cui conta una presenza in Europa League datata 2012), vanta anche un’esperienza in prestito al Lorient. Tra le sue migliori armi si evidenziano buona rapidità d’esecuzione e considerevole tiro dalla distanza. Dovrebbe partire per il Gabon anche Abdelkader Oueslati detto Kader, classe ’91 del Club Africain. Giocatore molto poliedrico, potrebbe agire sia da centrale di centrocampo che da esterno, ruolo che riveste principalmente a livello di club. Nel match contro la Guinea risalente a ottobre è stato impiegato da centrocampista offensivo nel 3-4-2-1 alle spalle del centravanti, l’utilizzo del 4-5-1 lo penalizzerebbe mentre con quest’altro assetto tattico troverebbe più spazio. Ha svolto tutta la trafila del settore giovanile con lo stemma dell’Atletico Madrid sul petto, conta inoltre tre apparizioni con la prima squadra risalenti al 2012 (due in Europa League e una nella Liga, in queste occasioni venne addirittura utilizzato come terzino destro). Completa il quadro dei centrocampisti Saad Bguir, giovane promessa in forza all’Esperance. È tra i giocatori in rampa di lancio nel campionato locale tunisino, la carta d’identità recita come anno di nascita 1994. Anche lui di professione fa il trequartista, potrebbe trovare spazio come esterno di centrocampo oppure gareggiare per un posto con un modulo diverso. È cresciuto con i colori dello Stade Gabèsien, club che nel 2015 ha trascinato in finale di Coppa di Tunisia, poi persa contro l’ES Sahel (anche se nella gara in questione Bguir ricevette la palma di uomo partita in virtù di un gol e due assist). Pregevoli doti tecniche lo contraddistinguono, è inoltre uno specialista di calci piazzati.

ATTACCANTI

Lì davanti, a creare scompiglio tra i difensori avversari, ci sarà Wahbi Khazri, stella della nazionale e di tutto il calcio nordafricano in generale. L’estroso trequartista del Sunderland avrà il compito di guidare i propri compagni dalla trequarti in avanti, a suon di giocate di alta fattura e di azioni pericolose. Si muoverà da esterno sinistro nell’eventuale 5-4-1 oppure alle spalle della prima punta nel caso venisse adottato un modulo diverso, in carriera è stato spesso impiegato sia da mezza-punta che da ala. È un esterno offensivo abbastanza rapido, tuttavia la velocità non è il suo punto di forza, da ricercare invece nelle eccelse qualità tecniche: controllo palla, capacità di dribbling, visione di gioco, cross e soprattutto tiro in porta, che gli permette talvolta di segnare gol da cineteca da fuori area. Con lui inoltre la Tunisia si è assicurata per quanto riguarda qualsiasi genere di calci piazzati, suo punto forte. Nato nel 1991 in Corsica, è cresciuto con i colori del Bastia tatuati sulla pelle. Nel 2009 ha debuttato nel calcio professionistico con i colori dei Turchini, per i quali è sceso in campo nel corso di sei stagioni ben 187 volte realizzando 35 reti e mettendo a punto anche decine di assist vincenti. È stato tra gli artefici della cavalcata dei corsi dalla terza divisione transalpina fino alla Ligue 1, dove si è fatto conoscere in tutta la Francia e non. Nel luglio del 2014 è passato al Bordeaux, che lo ha consacrato ad alti livelli e gli ha regalato l’opportunità di calcare i manti erbosi di campi internazionali. Nel primo mese dell’anno corrente si è accasato in Inghilterra al Sunderland per 11,8 milioni di euro e ha dato il suo apporto nella lotta per la salvezza da cui i Black Cats sono usciti vincenti, a discapito dei rivali del Newcastle. Decisive le due reti messe a segno dal tunisino nei match vinti contro Manchester United e Chelsea, determinanti per il computo dei punti finali. Nella stagione in corso sta faticando a imporsi come del resto buona parte della squadra, dato che il Sunderland continua a navigare nei bassifondi della prima serie anglosassone. In nazionale conta 10 marcature in 27 partite, non è riuscito però ancora a sbloccarsi in Coppa d’Africa, dove è mancato all’appuntamento con il gol nelle ultime due edizioni. Sulla fascia destra ci sarà probabilmente Naïm Sliti, classe ’92 in forza al Lille. Anche lui è nato in Francia (a Marsiglia) e appartiene in tutto e per tutto alla scuola calcistica d’oltralpe. Il Sedan è stato la sua prima casa, in seguito si è trasferito a Parigi per sposare la causa di Paris FC prima e Red Star poi. Attualmente si trova in prestito ai Mastini, il suo cartellino è ancora di proprietà del più antico club della capitale francese. Esterno offensivo destro, è dotato di un tocco di palla vellutato, velocità e resistenza fisica. Le buone prestazioni nella sua prima avventura in Ligue 1 gli hanno fatto scalare le gerarchie anche in nazionale, dove sarà in ballottaggio fino all’ultimo con Änis Ben-Hatira, nato e cresciuto in Germania. L’ala mancina del Darmstadt ha avuto una storia molto particolare con le Aquile di Cartagine, fatta di reiterati alti e bassi. Nel 2012, anno del suo debutto, sembrava un elemento di prospettiva con un futuro assicurato in nazionale, poi un brutto infortunio alla gamba ne pregiudicò l’andamento e perse il posto da titolare. Riapparso nel 2013, un nuovo infortunio alle dita dei piedi lo costrinse per mesi a un altro stop, così come è avvenuto nel 2015. Recentemente è tornato in nazionale dopo esser stato a lungo fuori dai radar, per quanto riguarda la sua collocazione tattica il discorso è lo stesso di Khazri. Ancor prima di debuttare con la Tunisia aveva vinto l’Europeo U-21 con la nazionale tedesca, in terra teutonica ha giocato anche all’Amburgo, al Duisburg, all’Herta Berlino e all’Eintracht Francoforte. Classe ’88, dal punto di vista atletico e tecnico è un giocatore di assoluto rispetto ma purtroppo la sua carriera ha risentito di un’eccessiva fragilità fisica. I tre giocatori sopracitati dovrebbero formare il gruppo degli esterni offensivi, quasi certamente infatti non partirà per il Gabon Fakhreddine Ben Youssef, ala destra (ma all’occorrenza anche centravanti data la mole imponente) dell’Esperance. Proprio in settimana è tornato ad allenarsi con il gruppo anticipando leggermente i tempi di recupero dopo un serio infortunio al legamento crociato, rimediato nel giugno scorso. La sfortuna continua a perseguitarlo, aveva infatti già saltato la Coppa d’Africa 2015 per un problema all’inguine. È lecito aspettarsi che il commissario tecnico Kasperczak decida di puntare su giocatori più pronti fisicamente in vista di una competizione di questa caratura. A vestire i panni del centravanti titolare sarà Hamdi Harbaoui, nome che sicuramente a qualcuno di voi risulterà familiare. La prima punta magrebina era stata infatti acquistata in estate dall’Udinese, che lo aveva prelevato a parametro zero dal Lokeren annunciando il suo arrivo per la stagione 2016-2017 già prima dell’apertura dei cancelli della sessione estiva di calciomercato. In Italia però non si è ambientato e non ha convinto il tecnico Iachini, così l’ultimo giorno di mercato ha fatto le valigie ed è tornato in Belgio, per difendere i colori dell’Anderlecht. La sua carriera ha toccato il proprio picco in età matura, l’attaccane tunisino si appresta infatti a spegnere a gennaio 32 candeline sulla torta di compleanno. Calcisticamente parlando porta il marchio di fabbrica del settore giovanile dell’Esperance, club che lo ha fatto affermare in patria prima di cederlo in Belgio. Nel paese europeo ha vestito i colori di Excelsior Mouscron, Visé, OHL, Lokeren e naturalmente Anderlecht. Vanta anche una breve esperienza in Qatar tra il 2014 e il 201, particolarmente significativa dal punto di vista della media-gol (21 reti in 28 partite con il Qatar Sports Club). È un centravanti piazzato fisicamente, abbastanza compassato ma in compenso dotato di notevole forza muscolare. Abilità nel gioco aereo, tiro dalla distanza e fiuto del gol sono altre frecce pericolose nella sua faretra. Si accomoderà inizialmente in panchina in terra gabonese Taha Yassine Khenissi, centravanti dell’Esperance con alle spalle 12 presenze e 3 reti con la nazionale tunisina. Classe ’92, ha dato il suo apporto nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017 mettendo il proprio timbro su due gare contro Gibuti e Liberia. A differenza di Harbaoui è una punta meno forte fisicamente ma più portato ad attaccare la profondità e a farsi pescare sulla linea del fuorigioco dal compagno di turno. Nel suo palmarés spicca una Champions League conquistata con lo Sfaxien. Sta vivendo un periodo di grazia nella massima serie tunisina, lo testimoniano i sette gol in dieci partite. Dovrebbe far parte del gruppo dei 23 anche Yoann Touzghar, bomber dell’Auxerre, club di Ligue 2 francese che lo ha prelevato in estate a titolo gratuito dal Club Africain. L’attaccante classe ’86 aveva già giocato in Francia in precedenza, in carriera ha parteggiato anche per Amiens e Lens. Può giocare da prima punta ma la discreta velocità e le altrettanto accettabili qualità tecniche lo rendono impiegabile anche sulle fasce. In nazionale conta tre apparizioni e una rete (al debutto contro Gibuti). Sarà in corsa fino all’ultimo per un posto anche Ahmed Akaichi, in forza in Arabia Saudita all’Al-Ittihad. Non parteciperà al ritiro in Spagna a fine dicembre voluto dal ct Kasperczak in vista della Coppa d’Africa 2017, stessa sorte toccherà a Khazri, Ali Yaakoubi e Maaloul, tutti e quattro trattenuti dai loro club con i quali saranno impegnati in quel periodo. Classe ’89 nativo di Bizerte, nonostante ultimamente si sia visto poco in nazionale la sua presenza non è affatto da escludere a priori, dato che stiamo parlando di uno dei migliori elementi che la Tunisia ha a disposizione in attacco. In estate ha intrapreso l’esotica esperienza in Medio Oriente, in precedenza aveva difeso i colori di ES Sahel, Esperance, Ingolstadt (Germania), Club Africain e Bizertin. Infine va ricordato come non sia andato in porto il tentativo del ct Kasperczak di convincere Wissam Ben Yedder a vestire la casacca delle Aquile di Cartagine. L’attaccante francese del Siviglia sarebbe stato uno dei punti fermi della selezione africana, ha però declinato l’invito e il suo eventuale debutto con la Tunisia è ancora da rimandare.

LA STELLA – Wahbi Khazri (Sunderland, 1991)

LA PROMESSA – Larry Azouni (Olympique Nîmes, 1994)

PROBABILE FORMAZIONE (5-4-1)

Balbouli

Nagguez          Abdennour          S.Ben Youssef          Dhaouadi          Maâloul

Sliti          Sassi          Ben Amor          Khazri

Harbaoui

DOVE PUÒ ARRIVARE – Va ammesso che la Tunisia rispetto a qualche anno fa non può essere più annoverata tra le regine del calcio africano. La rosa è nel complesso discreta ma presenta poche individualità di spessore (Abdennour e Khazri, il resto dei giocatori è più o meno dello stesso valore), tuttavia la nazionale ha l’obbligo di puntare quanto meno al superamento della fase a gironi, anche per rendere conto alla propria tradizione calcistica. Probabilmente i magrebini adotteranno un modulo molto accorto in fase difensiva, potrebbe essere un vantaggio contro nazionali come Algeria e Senegal che sfruttano la velocità e la tecnica dei propri attaccanti in contropiede per far male. A vantaggio delle Aquile di Cartagine c’è inoltre il fatto che molti giocatori giocano nel campionato locale (che è uno dei più rinomati di tutto il continente) e dunque accrescono l’affiatamento della rosa. Desterà curiosità anche vedere all’opera calciatori agli albori delle rispettive esperienze in nazionale, la Tunisia ha infatti detto addio a molti volti storici dell’ultimo decennio rimpiazzandoli con nuove leve (spiccano le “rottamazioni” di Chikaoui, Khalifa e Msakni, anche se gli ultimi due sono ancora tenuti in considerazione dal commissario tecnico tunisino).

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