In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone B – Senegal

Dopo aver trattato di Algeria e Tunisia, il nostro cammino alla scoperta del girone B della Coppa d’Africa 2017 prosegue con la nazionale senegalese, oggetto dell’articolo di oggi. I Leoni della Teranga (parola appartenente all’idioma wolof che si traduce come “ospitalità”, “accoglienza”, “condivisione”) non sono mai stati assoluti dominatori del calcio continentale e sono ancora a caccia del successo nell’ambita competizione africana, in cui nel 2002 si piazzarono secondi alle spalle del Camerun, vincitore ai calci di rigore grazie a un errore di Aliou Cissé, oggi commissario tecnico della nazionale senegalese. In quell’anno El Hadji Diouf e compagni riuscirono anche a conseguire il miglior traguardo della loro storia nella Coppa del Mondo, raggiungendo i quarti di finale. Era il Senegal dell’età dell’oro, probabilmente il migliore di sempre. Tuttavia la formazione attuale può assolutamente competere per quanto riguarda il livello tecnico con quella che tre lustri fa stupì il mondo intero. Il Senegal ha a disposizione giocatori in possesso di pregevoli qualità tecniche e di spessore internazionale, potrebbe essere la sorpresa della competizione. Il percorso nelle qualificazioni per la Coppa d’Africa 2017 è stato encomiabile: 18 punti in 6 partite, Niger, Namibia e Burundi sono state a turno mandate al tappeto. Il gruppo non era dei più ostici, nella competizione vera e propria avverrà invece il contrario: girone di ferro e subito scontro da dentro-fuori al debutto contro la Tunisia.

IL CT

Aliou Cissé è uno dei pochi commissari tecnici africani a prendere parte alla competizione, l’unico nato nel Continente Nero ad allenare una nazionale con grandi ambizioni (gli altri sederanno sulle panchine di selezioni abbastanza modeste). Classe ’76, ha appeso gli scarpini al chiodo relativamente presto, annunciando il proprio ritiro dal calcio professionistico nel 2009. Sin da subito ha iniziato a studiare per diventare allenatore e nel 2012 ha assunto l’incarico per pochi mesi nella nazionale senegalese, in qualità di commissario tecnico ad interim. Un pareggio in un’amichevole contro il Sudafrica e poi un nuovo avvicendamento in panchina, con Cissé “relegato” al ruolo di vice prima di Joseph Koto e in seguito di Alain Giresse, che ha affiancato per venti partite e nella Coppa d’Africa 2015. Al termine proprio della competizione appena menzionata l’incarico è stato affidato definitivamente all’ex mediano di PSG e Birmingham tra le tante, che ha rilevato le chiavi della panchina dando vita a una sorta di rivoluzione all’interno della nazionale. Meritevole di un approfondimento soprattutto il lavoro di persuasione effettuato dall’allenatore quarantenne nei confronti di giocatori dal doppio passaporto, convinti a sposare il progetto senegalese (spiccano i nomi degli “italiani” Koulibaly e Keita Baldé). Il suo Senegal in 13 partite ne ha vinte dieci, pareggiata una e perse un paio. Inizialmente sembrava convinto del 4-4-2, in seguito ha virato sul più offensivo 4-3-3, che probabilmente adotterà anche in Gabon.

PORTIERI

In porta la situazione sembra esser ben definita dopo il prolungarsi di uno stato incerto nel corso degli ultimi anni. Due anni fa era stato titolare in Guinea Equatoriale Bouna Coundoul, che successivamente ha lasciato la nazionale per far posto ad Abdoulaye Diallo, il quale vestirà la casacca numero uno in terra gabonese. Classe ’92, fa parte della già nominata cerchia di giocatori nati e cresciuti all’estero che il ct Cissé ha riportato sulla via del Senegal. Classe ’92 in forza al Rizespor, club di massima serie turca, è nato a Reims in Francia e con la maglia dei Galletti ha vinto nel 2010 il Campionato Europeo U-19 giocando tutta la competizione senza saltare un minuto. Ha scelto di sposare la causa della compagine africana nel marzo del 2015 e da allora è diventato il portiere titolare dei Leoni della Teranga. Nel campionato anatolico sta ben figurando, gli Sparvieri del Mar Nero stanno valutando sei esercitare o meno l’opzione per il riscatto al termine del prestito dal Rennes, squadra che lo ha cresciuto calcisticamente e che detiene ancora il suo cartellino. A lungo è stato secondo o terzo portiere dei rosso-neri, che gli hanno consentito di collezionare nove presenze nella Ligue 1 francese. Il suo vice nella Coppa d’Africa 2017 sarà Khadim N’Diaye, esperto estremo difensore con otto anni di più sulle spalle rispetto al collega. In nazionale ha saltato la convocazione nella scorsa edizione della più celebre competizione africana ma vi partecipò nel 2010, scendendo anche in campo in un match contro la Libia. Gioca in Guinea con l’Horoya, la sua carriera si è sviluppata interamente in Africa ad eccezione di una breve e poco significante parentesi in prestito al Kalmar, in Svezia, nell’autunno del 2012. Lo stesso discorso vale per Pape Seydou Ndiaye, il quale però è agli albori della sua avventura in nazionale essendo nato nel 1993. Sarà il terzo portiere del Senegal in Gabon, per ora conta sotto la guida di Cissé una presenza in amichevole contro il Messico e una manciata di panchine. Gioca in patria al Niary Tally.

DIFENSORI

Il ministro della difesa senegalese sarà il napoletano Kalidou Koulibaly, stella della nazionale nonché probabilmente miglior difensore partecipante alla rassegna gabonese. Poco più di un anno fa ha deciso di accettare la proposta di Aliou Cissé di diventare parte integrante del progetto senegalese, compiendo una scelta coraggiosa e controcorrente poiché avrebbe avuto con il senno di poi ottime possibilità di entrare a far parte della rosa della Francia. Inizialmente la scelta del roccioso centrale partenopeo era però ricaduta sulla nazionale europea, che aveva rappresentato già a livello giovanile nel 2011 nel Torneo di Tolone, preferito alle qualificazioni alle Olimpiadi con la maglia del Senegal U-23. Le sue caratteristiche sono ben note in Italia, data la sua militanza nel Napoli da tre stagioni: è un difensore molto forte fisicamente (193 cm di statura) e dotato di esplosività muscolare, di testa è difficilmente battibile e inoltre sa anche far ripartire l’azione grazie alla sua discreta abilità nel gestire il pallone. Nel primo anno in Italia sembrava un po’ spaesato, commetteva spesso errori grossolani ed era stato contestato anche dai tifosi del Napoli. Con l’avvento di Sarri in panchina la musica è invece cambiata e il senegalese è diventato uno dei migliori difensori della Serie A, tanto da guadagnarsi le lusinghe di importanti club all’estero come il Chelsea di Conte, che negli ultimi mesi lo sta cercando con insistenza per rinforzare il proprio reparto arretrato. Classe ’91, prima di approdare in Campania per quasi 8 milioni di euro aveva vestito le maglie di Metz e Genk. Nel corso dell’attuale stagione se disponibile ha sempre giocato dal primo minuto, ora è alle prese con uno stiramento del legamento collaterale dal quale dovrebbe recuperare appieno verso Natale. Farà coppia con Kara Mbodji, colonna difensiva dell’Anderlecht. Classe ’89 e molto simile al compagno di reparto per quanto concerne le peculiarità fisiche e atletiche, i due hanno fatto coppia per una stagione (2013-2014) nel Genk, sarà dunque un grande vantaggio per il Senegal. Alto 192 cm, nonostante si contraddistingua per la mole imponente è anche molto veloce, in relazione con i parametri standard per un difensore centrale. Ha mosso i primi passi nel mondo del calcio in patria, successivamente ha militato in Norvegia tra le fila del Tromsö. guadagnandosi le attenzioni del Genk. Nell’estate del 2015 è passato per 3 milioni di euro ai bianco-malva, in cui è un titolare inamovibile. In caso uno tra lui e Koulibaly dovesse assentarsi, si tiene pronto Fallou Diagne, centrale del Werder Brema. Classe ’89, in nazionale è approdato recentemente dopo che il ct Cissé aveva “rottamato” volti storici come Sané, Djilobodji e Gueye, tutti e tre tagliati fuori dall’attuale gestione. Conta due apparizioni con la maglia del Senegal, è un difensore agile, forte di testa e veloce, per questo può essere impiegato anche da terzino destro. In Germania nell’attuale stagione non sta trovando molto spazio (2 presenze complessive in Bundesliga) e il tecnico Nouri lo ha addirittura relegato in seconda squadra, tuttavia recenti notizie provenienti da Brema parlano di una possibile riconciliazione in vista tra i due e di un ritorno del senegalese tra i professionisti. Dovrebbe completare il quadro dei centrali Zargo Touré, difensore del Lorient. Nonostante in Bretagna venga impiegato da difensore centrale, il senegalese dovrebbe muoversi in nazionale come alternativa a destra, in qualità di terzino. Cissé lo ha testato spesso in questo ruolo, potrebbe riproporlo anche in Coppa d’Africa dato che possiede le caratteristiche giuste per correre sulla fascia. Coetaneo di Kara e di Diagne, in carriera ha sempre giocato in Francia: prima il Boulogne, poi il Le Havre e infine il Lorient, club in cui in alcune occasioni veste anche la fascia da capitano. A destra il titolare sarà però Lamine Gassama, punto fermo dei Leoni della Teranga. Nel corso degli ultimi anni si è assentato solo sporadicamente, ha inoltre preso parte alla Coppa d’Africa 2015 scendendo in campo in due occasioni su tre. Gioca in Turchia all’Alanyaspor, nell’attuale annata non ha saltato nemmeno un minuto nel campionato anatolico. Ha intrapreso questa avventura in maglia verde-arancio in estate, dopo aver salutato il Lorient. Classe ’89, è un laterale difensivo non rapidissimo ma dotato di buone capacità tecniche e attenzione in fase difensiva. Lotterà per un posto nell’undici titolare (ha già conquistato quello sull’aereo, il Bologna ha comunicato che lui e Taider saranno impegnati in Coppa d’Africa) anche Ibrahima Mbaye. Il giocatore ex Inter conta una sola apparizione in nazionale e non è ancora riuscito a ritagliarsi il proprio spazio, è certo però che in futuro potrà diventare un elemento di spessore anche con il Senegal. Nato nel 1994, è cresciuto nel vivaio della Beneamata, con cui si è laureato campione primavera e ha totalizzato nove presenze tra i professionisti. La sua è una storia particolare che merita di essere raccontata. Ha mosso i primi passi nell’Etoile Lusitania, piccola compagine fondata in Senegal niente meno che da José Mourinho, è approdato all’Inter per via del parere positivo del tecnico portoghese e soprattutto grazie al lavoro di Beppe Accardi, suo agente che qualche mese fa lo ha addirittura ufficialmente adottato, concludendo l’iter burocratico per l’adozione dopo mesi di attesa. Terzino destro molto alto e longilineo, è un giocatore versatile che può agire anche in posizione più avanzata. A sinistra dovrebbe correre Saliou Ciss, laterale del Valenciennes. È divenuto un titolare nel Senegal solamente in tempi recenti, rilevando il posto che prima apparteneva a Pape Souaré, vittima di un serio incidente stradale datato settembre 2016 che probabilmente porrà la parola fine alla sua carriera calcistica (il difensore del Crystal Palace, nonostante non abbia in alcun istante rischiato la vita, ha infatti dichiarato che non recupererà mai al 100% dai traumi riportati). Nel 2010 fu acquistato in coppia con Kara dal Tromsö, che prelevò entrambi da un club senegalese e li lanciò in panorama calcistici più prestigiosi. Nel 2013 hanno ambedue lasciato la Norvegia, Kara si è accasato come già detto in Belgio, Ciss in Francia dove gioca tutt’ora. A farne le veci in caso di assenza ci sarà probabilmente Abdallah Ndour, giovane terzino classe ’93 in forza allo Strasburgo, seconda divisione francese. Velocità e fisico da granatiere sono i suoi punti di forza, in nazionale è ancora a caccia del debutto dopo essersi seduto in panchina nell’ultimo incontro, perso a vantaggio del Sudafrica. Dovrebbero rimanere a casa Boukary Dramé, Diawandou Diagne, Cheikh M’Bengue e Lamine Sané, a causa di rapporti non idilliaci con il tecnico Cissé.

CENTROCAMPO

In mediana il Senegal può contare su giocatori di indiscusso valore e appeal internazionale. Al centro del terzetto che con ogni probabilità agirà a centrocampo ci sarà Cheikhou Kouyaté, a cui il commissario tecnico Aliou Cissé nel corso della sua gestione ha affidato la fascia da capitano. Il giocatore del West Ham è considerato in patria uno dei migliori elementi della nazionale, dovrà assumersi tutti gli oneri e onori che un ruolo del genere offre. Classe ’89, è un mediano estremamente forte fisicamente, alto 189 cm e difficilmente battibile nei contrasti. Agirà davanti alla difesa e avrà il compito di proteggerla in tutti i modi possibili, è infatti un centrocampista prettamente muscolare e specializzato nella fase di interdizione. Forza mostruosa, resistenza, tenacia e potenza tiro sono le sue migliori qualità, inoltre nonostante la stazza statuaria non si può certo definire compassato e sui calci piazzati è una minaccia costante. Nato a Dakar, dopo aver calciato i primi palloni in patria, da giovanissimo si è accasato in Belgio approdando nel settore giovanile del Brussels. Dal 2008 al 2014 ha difeso i colori dell’Anderlecht, due estati fa è passato al West Ham per una cifra vicina ai 7,5 milioni di euro. Un anno di distanza non ha permesso alla sua strada di incrociarsi allo stadio Constant Vanden Stock con quella del connazionale Kara Mbodji, il quale però potrebbe raggiungerlo nella prossima sessione di mercato al West Ham – «È adatto per la Premier League, mi ricorda come stile di gioco Vincent Kompany» – ha dichiarato il centrocampista senegalese riguardo il suo compagno di nazionale. Kouyaté a Londra è una colonna inamovibile, nella stagione in corso non ha saltato una partita se disponibile fisicamente e spesso è stato impiegato da Bilic come difensore centrale. In Coppa d’Africa invece, come già detto, si muoverà a centrocampo e sarà affiancato a destra da Mohamed Diamé, anch’egli in forza in Inghilterra. L’anno scorso aveva centrato la promozione in Premier League con la maglia dell’Hull City, tuttavia in estate è passato per poco più di cinque milioni di euro al Newcastle appena retrocesso. Classe ’87 nato in Francia, ha caratteristiche complementare al proprio collega in nazionale: Diamé preferisce muoversi da trequartista, è un giocatore molto valido tecnicamente in possesso di ottime capacità di dribbling e tiro dalla distanza, sua specialità della casa. In Premier League conta 179 presenze, accumulate negli anni anche con le maglie di Wigan e West Ham. Gioca in nazionale dal 2011 e per un breve periodo era stato anche promosso a capitano della formazione, ha saltato la Coppa d’Africa 2015 per un infortunio al ginocchio. Il terzo membro del centrocampo senegalese sarà Idrissa Gueye, classe ’89 arrivato in estate all’Everton. Giocatore dotato di pregevole acume tattico, fisicamente è un motorino infaticabile e possiede anche buon controllo palla e qualità nel passaggio, inoltre è uno dei giocatori con più tackle a partita della Premier League. I Toffees lo hanno acquistato in estate per 8,5 milioni di euro dall’Aston Villa, che appena un anno prima lo aveva prelevato per un cifra quasi analoga dal Lille, in Francia. Ronald Koeman lo considera un pilastro della sua squadra, lo ha sempre mandato in campo dal primo minuto nella stagione in corso ad eccezione di una gara in cui era squalificato. In nazionale è titolare dal 2012, per anni è stato considerato il miglior prospetto per il futuro della selezione africana. Piccolo fisicamente, in mezzo al campo è onnipresente e dà il suo apporto sia in fase difensiva sia quando si tratta di costruire gioco. Il Senegal dispone di un centrocampo di altissimo spessore per gli standard africani, forse addirittura il migliore della competizione. La fisicità di Kouyaté, la tecnica di Diamé e la dinamicità di Gueye lo rendono completo sotto tutti gli aspetti, inoltre gode di riserve di assoluto livello. Papakouli Diop è stato rivalorizzato nelle ultime partite da Cissé dopo un periodo in cui era scomparso dai radar della nazionale, a seguito della Coppa d’Africa 2015 che aveva disputato per intero dal primo minuto. Gioca in Spagna all’Espanyol, vive nel paese iberico dal 2008, anno in cui il Gimnàstic de Tarragona lo prelevò dal Tours. Ha toccato il suo picco per quanto concerne la carriera calcistica con la maglia del Levante, ora si avvia verso il tramonto della sua carriera dato che ha spento a marzo le 30 candeline. Tuttavia la sua personalità potrà essere ancora utile al Senegal, sarà una carta da schierare soprattutto nei momenti di difficoltà. Possiede affini peculiarità Younousse Sankharé, mediano di sostanza e fisicità in forza al Lille (squadra che tra l’altro subirà un vero e proprio esodo di giocatori in Coppa d’Africa). È nato in Francia e appartiene in tutto e per tutto alla scuola calcistica d’oltralpe, non avendo mai varcato i confini della nazione confinante con l’Italia. A convincerlo a sposare la causa del Senegal dopo aver vestito i colori della Francia U-21 è stato sempre Aliou Cissé, che lo ha fatto debuttare in nazionale e che con ottime probabilità lo porterà con sé in Gabon. Classe ’89, in carriera ha conosciuto molte piazze francesi data la sua militanza in PSG, Stade Reims, Dijon, Valenciennes e Guingamp. Gioca in Francia anche Cheikh N’Doye, centrocampista che eccelle in tutta la sfera calcistica inerente alla forza e all’abilità nel gioco aereo. Fisicamente è una montagna (192 cm di altezza) e possiede enorme potenza fisica, inoltre quando si inserisce in area di rigore è una minaccia costante sulle palle e alte e spesso si rende decisivo anche in zona-gol, nonostante delle peculiarità più portate alla fase difensiva che a buttare in porta il pallone (basta pensare alle 10 reti realizzate nella scorsa annata tra Ligue 1 e coppa nazionale). La sua carriera ha avuto un’impennata in età matura, ovvero da quando nell’estate del 2015 l’Angers lo ha prelevato dal Creteil concedendogli non solo di debuttare nella massima serie francese a 29 anni, ma addirittura la fascia da capitano. Ora tra i giocatori più rappresentativi della compagine bianco-nera, che nella scorsa stagione è stata artefice di un ottimo campionato. È stato consacrato in nazionale da Cissé e nell’ultima gara contro il Sudafrica si è tolto anche la soddisfazione di segnare una marcatura, ininfluente ai fini del punteggio. Terminiamo il discorso relativo ai centrocampisti dedicando qualche riga a Papa Alioune “Badou” Ndiaye, trequartista dell’Osmanlispor, club rivelazione nella scorsa stagione in Turchia. Centrocampista prevalentemente offensivo, potrà essere impiegato nel 4-3-3 di Cissé o al posto di Diamé da intermedio oppure da ala sinistra in attacco, come accaduto nella penultima giornata di qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017 contro il Burundi. La rapidità è il suo miglior punto di forza, se abbinata al tiro dalla trequarti e alle ottime doti tecniche può diventar letale. È stato tra le sorprese della scorsa annata in Turchia, i suoi 11 gol in 33 partite hanno contribuito alla scalata degli Ottomani fino all’Europa League (dove nella stagione attuale ha passato il girone al primo posto). Prima di approdare in Turchia aveva giocato in Norvegia al Bodø/Glimt, con cui ha totalizzato 114 partite, condite da 31 reti e 19 assist vincenti.

ATTACCANTI

In attacco il tecnico Cissé dovrebbe aver già scelto i due esterni offensivi che partiranno dal primo minuto in Gabon. Uno di essi sarà sicuramente Sadio Mané, diventato ormai idolo di tutti i sostenitori senegalesi e grande ammiratore di El Hadji Diouf, da quelle parti considerato una leggenda. Klopp dopo il suo avvento in panchina lo ha fatto diventare un punto fermo a Liverpool, in nazionale lo è invece già da tanti anni nonostante l’età relativamente giovane. Esterno offensivo brevilineo, possiede un dribbling bruciante, grande rapidità d’esecuzione, qualità tecniche invidiabili, ottimo tiro in porta e soprattutto velocità straordinaria. La sua carriera con il Senegal è iniziata nel 2012 con i Giochi Olimpici che lo hanno fatto conoscere al mondo intero e successivamente è proseguita con la nazionale maggiore, in cui sin da subito è diventato una bandiera. In patria non si parla che di lui, è candidato al Pallone d’Oro africano 2016 e avrà il compito di far brillare l’attacco senegalese in Coppa d’Africa. Dal giorno del suo debutto con i Leoni della Teranga, ovvero dal maggio del 2012, ha saltato solamente due partite, una delle quali risalente alla scorsa edizione della più prestigiosa competizione africana. Nato nel 1992 in Senegal, dopo aver mosso i primi passi in patria nel 2011 si è trasferito al Metz, in Francia, che appena un anno dopo lo ha ceduto per 4 milioni di euro al Salisburgo. In Austria è esploso e ha attirato le attenzioni di grandi club all’estero, tra i quali alla fine ha spuntarla è stato il Southampton. I Saints lo hanno acquistato nel fotofinish della sessione estiva di calciomercato 2014 per 15 milioni di euro, hanno puntato su di lui per sopperire alla cessione al Liverpool di Adam Lallana. Dopo due stagioni ad altissimi livelli però anche Mané ha preso la strada verso Anfield e si è accasato ai Reds per ben 41 milioni di euro. Nel corso della sua militanza a Southampton si è tolto la soddisfazione di timbrare il cartellino 21 volte e realizzare la tripletta più veloce della storia della Premier League (176 secondi di distanza tra il primo e il terzo gol, siglati nella goleada per 6-1 contro l’Aston Villa nel 2015). Nell’annata in corso ha già messo a segno 9 reti in Premier League, Klopp lo ha consacrato in palcoscenici di massimo spessore e ieri ha anche deciso in extremis il derby contro l’Everton firmando l’uno a zero al 94′. È molto amico sin dai tempi dell’adolescenza con Moussa Konaté, centravanti titolare del Senegal ai nastri di partenza. In Italia lo conosciamo per via della stagione che ha disputato tre anni fa con il Genoa, non certo spettacolare dal punto di vista realizzativo (una sola rete in 25 partite, troppo poco per meritare la riconferma). Dopo l’addio all’Italia è però iniziata l’inarrestabile ascesa del bomber senegalese che sembra ormai diventato l’attaccante di riferimento della nazionale. Lasciata Genova si è trasferito in Svizzera per giocare con il Sion, con cui in 91 partite conta attualmente 42 gol. Anche con il Senegal vanta una buona media-reti: 7 in 20 partite, delle quali solamente 12 da titolare. Classe ’92 con alle spalle anche un’esperienza in Russia al Krasnodar e una in Israele al Maccabi Tel Aviv, è una punta non particolarmente alta ma estremamente rapida. Agilità, velocità ed elevazione sono le sue migliori qualità, comporrà insieme a Mané e a Keita Baldé Diao un tridente imprendibile in contropiede. L’esterno d’attacco della Lazio è approdato in nazionale a marzo e dopo un paio di partite di ambientamento è diventato un titolare inamovibile. Ha a lungo aspettato il passaporto spagnolo (dato che è nato in Catalogna da genitori emigrati), alla fine ha deciso di lasciar perdere il sogno di rappresentare a livello internazionale le Furie Rosse e ha appoggiato il progetto senegalese. In sei gare disputate ha già realizzato due reti e fornito un assist vincente, meritevole di menzione poiché effettuato con un magnifico colpo di tacco contro Capo Verde. La sua avventura in bianco-celeste è iniziata nel 2011 quando i capitolini lo acquistarono per poche centinaia di migliaia di euro dalla cantera del Barcellona, dalla quale si era allontanato per via di alcune problematiche disciplinari, ma a breve potrebbe concludersi dato il contratto in scadenza nel 2018 e che difficilmente verrà rinnovato. Il classe ’95 è rinato sotto la guida di Inzaghi e ha già eguagliato il suo record di gol stagionali in Serie A (5, aveva totalizzato lo stesso numero nell’annata 2013/2014) a dicembre. Il Senegal potrà contare sui suoi strappi eccezionali, sulla sua grande capacità di saltare l’avversario grazie alla rapidità nelle gambe e sulla sua incisività in area di rigore, che sta migliorando sempre di più col passare del tempo. Spicca tra le riserve il nome di Moussa Sow, richiamato ultimamente da Aliou Cissé in nazionale dopo un prolungato periodo di assenza a seguito della Coppa d’Africa 2015. Ha partecipato alla sfida contro Capo Verde tornando al gol in nazionale dopo l’ultima rete datata gennaio 2015 in Coppa d’Africa contro il Ghana, con ogni probabilità sarà convocato per la rassegna gabonese. In patria lo definiscono “un leone affamato”, Sow ha voglia di tornare a giocare con continuità in nazionale e riprendersi il posto che il passare degli anni gli ha sottratto. Gioca al Fenerbahçe in prestito dagli emiratini dell’Al-Ahli Club, quest’anno è tornato a casa come figliol prodigo dopo aver lasciato un anno prima Istanbul, attratto dai soldi del Medio Oriente. Con la maglia dei Canarini Gialli l’attaccante senegalese ha raccolto nel corso della sua carriera 164 presenze, 68 gol e 30 assist. In precedenza si era affermato in Francia con il Lille, con il quale, sotto la guida di Rudi Garcia, ha vinto sia campionato che coppa nazionale nel 2011, conseguendo un risultato storico. In quell’anno si è anche laureato capocannoniere della Ligue 1 in virtù dei 25 gol realizzati, è un giocatore che possiede grande fiuto del gol e freddezza sotto porta. Lì davanti può essere impiegato sulla fascia oppure al centro, velocità e ottime doti tecniche sono altri elementi che del suo repertorio che lo contraddistinguono. Pensare a lui in Gabon come riserva per gli addetti ai lavori può sembrare molto insolito, lo stesso discorso vale per Mame Biram Diouf. L’attaccante dello Stoke City è in lotta con Moussa Konaté per un ruolo dal primo minuto, al momento l’ex genoano sembra però in leggero vantaggio nel ballottaggio. Classe ’87, è nel giro della nazionale dal 2009 ed è stato assoluto protagonista della Coppa d’Africa 2015, nella quale ha regalato spettacolo soprattutto nel match d’esordio contro il Ghana, in cui ha prima sfiorato il gol con una rovesciata sensazionale, poi siglato l’1-1 e infine fornito l’assist a Sow allo scadere per il 2-1 finale. Attaccante ben strutturato fisicamente, è il prototipo del centravanti africano: velocissimo e imprendibile in campo aperto, estremamente agile e abile nel gioco aereo. Ha debuttato nel calcio professionistico con i norvegesi del Molde nel 2007, conquistando sin da subito l’attenzione di blasonati club europei, specialmente dall’Inghilterra e dall’Olanda. Nel 2010, dopo 45 reti totali in 87 gare, è ufficializzato il suo trasferimento al Manchester United per 4,5 milioni di euro. Con uno stemma prestigioso come quello dei Red Devils sul petto non è riuscito a imporsi e così ha detto addio in un primo momento alla Premier League nel 2012 dopo aver collezionato nove apparizioni e una rete a Manchester. Nei tre anni seguenti ha vestito la maglia dell’Hannover, che lo ha rivitalizzato e riproposto a ottimi livelli (35 gol in 71 partite arricchiti da un rendimento costante, frenato solamente da reiterati problemi fisici di varia natura). Nell’estate del 2014 si è accasato allo Stoke City a parametro zero, con i Potters vanta una buona annata 2014/2015 e una sufficiente stagione 2015/2016, in quella attuale sta faticando a trovare spazio dato l’avvento in squadra dell’ivoriano Bony. Il tecnico Mark Hughes lo sta impiegando soprattutto da esterno offensivo, ruolo che può effettuare per le sue caratteristiche ma che non gli si addice fino in fondo. Dovrebbe completare il pacchetto degli attaccanti in Gabon Famara Diédhiou, punta dell’Angers presente in panchina nelle ultime tre partite del Senegal. Le sue qualità non rispecchiano quelle della maggior parte dei suoi compagni di reparto, è infatti un giocatore molto massiccio fisicamente, abbastanza compassato ma ferrato nel gioco aereo e nei duelli corpo a corpo. Nella corrente stagione in Ligue 1 ha gonfiato la rete 6 volte in 17 incontri, i bianco-neri lo hanno acquistato in estate per 1,6 milioni di euro al Clermont Foot, con cui l’anno scorso aveva ben figurato nella serie cadetta transalpina. Infine in lotta per un posto sull’aereo che volerà alla volta del Gabon c’è anche il giovanissimo Ismaïla Sarr, nato nel febbraio del 1998. Nonostante l’età molto verde sta trovando spazio nell’attuale stagione al Metz, dove spesso è impiegato dal primo minuto o lanciato in campo nella ripresa. Fino a qualche mese fa giocava in patria a livello giovanile, poi grazie ad osservatori granata è arrivata la chiamata dalla Francia e ora ha anche buone opportunità di partire con il Senegal, con la cui maglia ha già debuttato, per la Coppa d’Africa 2017. La velocità è il suo punto di forza, se abbinata alla capacità di dribbling in corsa può diventare devastante. L’alta concorrenza potrebbe tagliarlo fuori dalla lista definitiva dei convocati, è però solo questione di tempo per vederlo affermarsi anche in nazionale.

LA STELLA – Sadio Mané (Liverpool, 1992)

LA PROMESSA – Keita Baldé (Lazio, 1995)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

Diallo

Gassama          Koulibaly          Kara          Ciss

Diamé          Kouyaté          Gueye

Mané          Konaté          Keita Baldé

DOVE PUÒ ARRIVARE – L’obiettivo del Senegal è quello di passare il proprio girone di ferro e proseguire nella fase a eliminazione diretta, anche perché nel caso di qualificazione ai quarti da prima nel proprio gruppo dovrebbe incontrare un avversario non proprio ostico (Camerun o Burkina Faso, secondo i pronostici). Se la domanda invece è “dove può arrivare il Senegal?”, la risposta è “la Coppa d’Africa può anche vincerla”. Il commissario tecnico del Marocco Renard, campione nel 2015 con la Costa d’Avorio e nel 2012 con lo Zambia, in una recente intervista a BeIN Sports ha ammesso che Costa d’Avorio, Algeria e Senegal sono le favorite del la vittoria finale: nei primi due casi si tratterebbe di conferme di nazionali già ampiamente quotate, nel terzo caso, ovvero quello del Senegal, avremmo a che fare con un primo trionfo storico. Guardando la rosa dei Leoni della Teranga ci si accorge di come Aliou Cissé non solo possa vantare un grande undici titolare (che forse è un po’ deficitario solamente sulle fasce in difesa), ma addirittura una panchina di altissimo livello con elementi come Diagne, N’Doye, N’Diaye, Sow e Diouf, i quali probabilmente giocherebbero titolari nella quasi totalità delle altre nazionali partecipanti. Per chiosare si può sostenere tranquillamente che il Senegal abbia nel mirino la coppa e che abbia tutti i mezzi a disposizione per colpire il bersaglio.