In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone B – Algeria

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Dopo aver parlato del girone A della Coppa d’Africa 2017, oggi iniziamo il nostro percorso tra i meandri del secondo gruppo, composto da Algeria, Tunisia, Senegal e Zimbabwe. Iniziamo con la nazionale che nel sorteggio era stata inserita nell’urna 1, ovvero l’Algeria. I nordafricani aspirano a un traguardo importante, la vittoria nel torneo continentale manca dal 1990 ed è ora di interrompere questa astinenza. Mai come oggi probabilmente la nazionale araba aveva avuto una rosa così attrezzata, soprattutto dalla mediana in avanti dove spiccano nomi di spessore internazionale, forse la generazione di oggi è meglio addirittura di quella d’oro degli anni ’80 che stupì tutti gli addetti ai lavori nel Mondiale del 1982 in Spagna. Nonostante il livello della nazionale abbia toccato picchi abbastanza alti nel corso della sua storia, l’Algeria conta un solo trofeo di rilevo nella propria bacheca, ovvero la già nominata Coppa d’Africa vinta nel 1990 tra le mura amiche. La qualificazione alla rassegna gabonese è arrivata in virtù del primo posto ottenuto in un girone tutt’altro che ostico formato, oltre che dalle Volpi del Deserto, da Etiopia, Lesotho e Seychelles. L’Algeria ha terminato il proprio cammino con 16 punti, frutto di 5 vittorie e un pareggio contro la nazionale del Corno d’Africa in un pirotecnico 3-3. Diversamente sta andando invece l’avventura nelle qualificazioni al Mondiale del 2018: nelle prime due partite l’Algeria ha pareggiato contro il Camerun e ha incassato una sconfitta contro la Nigeria, difficilmente riuscirà a partecipare per la terza volta di fila, come mai è accaduto nella storia, alla Coppa del Mondo.

IL CT

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La panchina della nazionale algerina negli ultimi mesi ha conosciuto molti volti diversi, tra i quali quello dell’attuale commissario tecnico Georges Leekens, in carica da fine ottobre 2016. Ha condotto la compagine nordafricana solamente nel match perso contro la Nigeria, dunque è molto più difficile per noi prevedere le scelte che farà in vista della Coppa d’Africa in Gabon. Si tratta di un allenatore navigato, conta 67 primavere sulle spalle e aveva già allenato in precedenza l’Algeria in una fugace esperienza nel 2003. La sua carriera si è sviluppata principalmente in Belgio, suo paese natale, dove ha anche rivestito il ruolo di ct della nazionale dal 1997 al 1998 e dal 2010 al 2012. Qualche giorno prima di assumere nuovamente l’incarico in Algeria era stato esonerato dal Lokeren, ancor prima aveva guidato la nazionale tunisina nella Coppa d’Africa 2015, terminata per le Aquile di Cartagine in una gara assai controversa contro la Guinea Equatoriale ai quarti di finale. Da calciatore era stato un difensore del Club Bruges, squadra che ha anche allenato più volte nel corso della sua seconda vita nel mondo del calcio e con la quale ha vinto un campionato belga nel 1990, due coppe nazionali (1986 e 1991) e altrettante supercoppe (1986 e 1990). Il suo palmarés è incrementato anche dai successi conseguiti sulla panchina nell’Anderlecht tra il 1987 e il 1988, anni nei quali alzò nuovamente al cielo coppa e supercoppa del Belgio. Con l’Algeria ha firmato un contratto fino al termine della Coppa d’Africa 2019, ha quindi intenzione di aprire un progetto a lungo corso. Dal match disputato in terra nigeriana (perso 3-1 per la doppietta di Moses e il gol di Obi Mikel) deduciamo che in Gabon dovrebbe adottare il 4-3-3 come modulo di partenza, non è escluso però che possa virare sulla variante 4-2-3-1, a cui si è spesso affidato in carriera.

PORTIERI

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Il numero uno della nazionale algerina (anche se dietro le spalle vestirà il 23) sarà senza dubbio Raïs M’Bolhi, bandiera del calcio locale. Le sue ottime prestazioni lo hanno fatto balzare agli onori delle cronache durante la Coppa del Mondo brasiliana, una delle migliori edizioni di sempre disputate dall’Algeria nella sua storia intercontinentale. Si è distinto in particolare nell’ottavo di finale perso ai supplementari contro la Germania, ricevendo la nomina di uomo partita in virtù delle undici parate decisive realizzate. Classe ’86, è nato a Parigi da padre congolese e madre algerina, ha scelto di rappresentare a livello internazionale il paese materno dopo aver vestito varie volte la maglia di selezioni minori francesi. Attualmente il suo cartellino è di proprietà dell’Antalyaspor, club di massima serie turca, anche se la formazione anatolica non l’ha tesserato per la stagione in corso. Può fregiarsi del titolo di giramondo, avendo toccato le rive di tre continenti diversi (paradossalmente manca ancora la sua Africa). Dopo un inizio nel settore giovanile del Marsiglia, ha giocato in Scozia, in Grecia, in Giappone, in Bulgaria per tanti anni al CSKA e allo Slavia Sofia, in Russia, in Francia al Gazelec Ajaccio, nuovamente al CSKA Sofia e infine nella MLS americana con i colori del Philadelphia Union. Tra le sue caratteristiche spicca la reattività e il senso della posizione. La sua avventura in nazionale è iniziata nel 2010 con il Mondiale sudafricano, dove fu titolare dalla seconda partita in poi dato l’errore nel match inaugurale del numero uno Faouzi Chaouchi. Ad oggi conta 49 apparizioni in nazionale e due Coppe d’Africa alle spalle. Difficile stabilire chi sarà il suo vice in Gabon, dato che è più di un anno che M’Bolhi non si assenta dall’undici titolare. Malik Asselah è ormai da parecchio tempo nel giro della nazionale, ha ricevuto la sua prima convocazione nel marzo del 2015 per un’amichevole contro il Qatar e da quel giorno si è sempre accomodato sulla panchina delle Volpi del Deserto. Gioca in patria al Kabylie, in carriera non ha mai oltrepassato i confini nazionali. Trentenne, ha vestito anche le casacche di Belouizdad e Hussein Dey, inoltre con il Kabylie nel 2011 ha alzato al cielo la coppa nazionale che rimane tutt’ora il suo unico trofeo in bacheca. Può vantare lo stesso titolo anche Chamseddine Rahmani, campione nel 2015 con lo stemma del Béjaïa sul petto. Molto probabilmente partirà per il Gabon insieme al resto della squadra, è entrato a far parte del blocco della nazionale solo di recente ma sembra già aver assicurato un posto sull’aereo che volerà alla volta di Franceville, città dove avranno luogo gli incontri della nazionale algerina in Coppa d’Africa. Classe ’90, ciò che lo contraddistingue è una statura particolarmente elevata.

DIFENSORI

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La difesa algerina sarà certamente caratterizzata dalla presenza di quattro giocatori. Si muoverà al centro del reparto Aïssa Mandi, una sicurezza dato il suo passato in nazionale. Dal 2015 è sempre sceso in campo dal primo minuto se disponibile dal punto di vista fisico, ha inoltre preso parte da titolare al Mondiale, risultando una rivelazione del torneo, e alla scorsa edizione della Coppa d’Africa. Inizialmente svolgeva la professione di terzino destro, poi circa un anno fa è avvenuta la conversione in difensore centrale, ruolo che ricopre tutt’ora. Nato nel 1991 in Francia da genitori algerini, è un difensore poliedrico in possesso di molteplici qualità. Fisicamente è ben strutturato ma allo stesso tempo è discretamente dinamico, nei contrasti non tira mai indietro la gamba, di testa è difficilmente battibile ed è dotato anche di un buon cross dal fondo, in memoria delle vecchie esperienze da laterale difensivo. Dal 2000 a pochi mesi fa ha difeso i colori dello Stade de Reims, in estate è passato al Betis Siviglia per quattro milioni di euro ed è sin da subito diventato una delle colonne del club spagnolo. Sarà affiancato in difesa dai 195 cm di Hicham Belkaroui, nato nel 1990 a Oran, città di cui lo stesso Mandi è originario. Attualmente gioca in Tunisia all’Esperance Tunisi, che a luglio lo ha prelevato gratuitamente dai portoghesi del Nacional, in cui ha avuto una breve avventura nel girone di ritorno del 2016. Calcisticamente parlando è cresciuto in patria, dopo aver vestito le maglie di molte compagini diverse nel 2014 si trasferì al Club Africain in Tunisia per poco meno di 400 mila euro. In nazionale ha debuttato nell’ottobre del 2015, lanciato dal tecnico Christian Gourcuff. Ha buone percentuali di partire in qualità di seconda linea per il Gabon Liassine Cadamuro, centrale difensivo in forza al Servette, nella divisione cadetta svizzera. La sua carriera in nazionale è iniziata nel 2012 a 24 anni, tuttavia non è mai riuscito a diventare un punto fermo dell’Algeria ed è tornato alla ribalta solamente in tempi recenti, dopo un lungo periodo di assenza. È stato membro delle spedizioni algerine in Brasile e in Guinea Equatoriale, anche se in nessuno dei due paesi ha totalizzato un solo minuto di gioco. È nato a Tolosa da padre italiano e madre algerina, a giugno ha sposato la campionessa di calcio femminile Louisa Nécib, 145 presenze con la nazionale francese. Forte fisicamente e abile anche con i piedi, il difensore algerino ha militato a lungo in Spagna con Real Sociedad, Maiorca e Osasuna. Il terzino sinistro sarà senza dubbio Faouzi Ghoulam, giocatore che nel nostro paese abbiamo imparato a conoscere molto bene date le sue prestazioni con la maglia del Napoli. Proprio in queste ore la società partenopea sta trattando il suo rinnovo di contratto, in scadenza 2018 e minacciato dalla presenza incombente di corazzate straniere interessate al suo cartellino, Chelsea in primis (sembra che i Blues siano disposti a mettere sul piatto addirittura 28 milioni di euro). Classe ’91 nato anch’egli in suolo transalpino, ha svolto tutta la trafila del settore giovanile con il Saint-Étienne prima di diventare un punto fermo anche in prima squadra. È tra le certezze di mister Sarri, il tecnico ex Empoli nell’attuale stagione lo ha fatto riposare solamente in occasione delle gare contro Crotone e Sassuolo, impiegandolo sempre dal primo minuto anche in Champions League. Nel suo repertorio spiccano grande velocità e resistenza fisica, capacità di cross, buone doti tecniche e soprattutto un ottimo tiro in porta, che gli consente spesso di essere designato per battere i calci piazzati. Il suo vice in nazionale sarà Houari Ferhani, convocato per le ultime due partite dell’Algeria ma ancora a caccia del debutto. Classe ’93, è un laterale piccolo fisicamente, brevilineo e molto rapido. Ha partecipato alle Olimpiadi in estate, incassando una brutta eliminazione alla fase a gironi del torneo. Gioca in patria al Kabylie, con cui sta disputando un’ottima stagione. Dopo tutto il cammino per qualificarsi ai Giochi Olimpici con la selezione U-23 algerina, una volta terminata la competizione, è stato promosso in nazionale maggiore. Il terzino destro dovrebbe essere una novità, Mohamed Khoutir-Ziti. Conta due apparizioni con la compagine magrebina alle spalle, ha buone possibilità di esser schierato dall’inizio in Gabon ma non ha ancora il posto assicurato. Gioca al Sétif, uno dei più blasonati club algerini, di cui è anche il capitano. In carriera non ha mai varcato i confini nazionali e attualmente è tra i migliori giocatori in forza nella Ligue 1 del paese magrebino. Classe ’90, oltre ad aver alzato al cielo titolo e coppa algerina, nel 2014 si è laureato campione d’Africa con le Aquile Nere. Si giocherà il posto da titolare con Mehdi Zeffane, sempre presente in nazionale negli ultimi anni ma escluso dal ct Leekens nel recente giro di convocazioni. Al Rennes, in Francia, sta infatti vivendo un periodo tutt’altro che roseo: la squadra è in lotta per l’Europa League ma l’algerino ha totalizzato solamente 75 minuti in stagione in una gara persa 3-0 contro il Monaco. Fuori dai piani tecnici proprio del suo ex allenatore in nazionale Christian Gourcuff, l’astinenza dal campo a livello di club potrebbe pregiudicare anche il suo cammino in nazionale. Classe ’92 cresciuto nel settore giovanile del Lione, è un terzino che fa della velocità, della resistenza fisica e del buon tiro dalla distanza i suoi punti di forza. 

CENTROCAMPISTI

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Poteva essere inserito nel discorso riguardante i difensori anche Carl Medjani. Il giocatore del Leganés è conosciuto infatti per essere un centrale di difesa, tuttavia in nazionale spesso viene impiegato come mediano davanti al reparto arretrato e per questo ho deciso di inserirlo tra i centrocampisti. Nel match contro la Nigeria il ct Leekens lo ha schierato davanti a Mandi e Belkaroui, probabilmente ripeterà la scelta anche tra qualche mese in Gabon. È il capitano dell’Algeria in virtù delle 53 presenze accumulate dal 2010, anno in cui prese parte senza mai scendere in campo alla Coppa del Mondo sudafricana, a oggi. Ha partecipato anche al Mondiale brasiliano nel 2014, venendo sempre utilizzato come membro del centrocampo a due del 4-2-3-1. Classe ’85, possiede un fisico robusto che lo rende abile nel gioco aereo, nei contrasti non tira mai la gamba indietro e si contraddistingue anche per la grande personalità. È nato in Francia e agli albori della propria carriera era considerato un grande talento, tanto da ricevere a 18 anni la chiamata del Liverpool, con cui non è mai riuscito a debuttare in Premier League. La sua carriera si è ambientata principalmente in terra francese, dove ha militato per tanti anni con la maglia dell’Ajaccio. Vanta anche un’esperienza in Grecia all’Olympiakos e una in Turchia al Trabzonspor, da febbraio gioca nella massima serie spagnola (prima al Levante, attualmente al Leganés). Alla sua destra agirà senza dubbio Nabil Bentaleb, uno dei fiori all’occhiello della compagine nordafricana. Sta disputando un’ottima annata allo Schalke 04 ed è uno degli artefici della risalita dei Minatori dopo le cinque sconfitte in altrettante partite all’inizio del campionato. In 18 partite tra Bundesliga e coppe varie ha realizzato già 5 reti, ne aveva siglata soltanto una nelle 66 gare giocate con i colori del Tottenham. Nato nel 1994 a Lille, è un centrocampista che può muoversi anche da trequartista. Dal punto di vista fisico è imponente dati i 187 cm di statura, possiede inoltre pregevoli doti tecniche e un buon tiro dalla distanza. Il suo cartellino è di proprietà degli Spurs dal 2012, anno in cui lasciò la terra natale per trasferirsi in Inghilterra. La travagliata stagione trascorsa a Londra l’anno scorso, soprattutto per via di reiterati problemi fisici, ha spinto il Tottenham a cederlo in prestito oneroso al club tedesco, che sembra voler esercitare in estate il diritto di riscatto fissato a 19 milioni di euro. L’intermedio di sinistra sarà Saphir Taïder, altra conoscenza della Serie A italiana. Nonostante abbia sulle spalle solamente 24 anni può già considerarsi un veterano della nazionale algerina: dal 2013, anno del suo debutto in nazionale, non ha saltato nemmeno un giro di convocazioni e si è accomodato in panchina per 90 minuti solamente in tre occasioni (due delle quali nella Coppa del Mondo 2014). È nato nel 1992 in Francia da padre tunisino e madre algerina, ha scelto di rappresentare a livello internazionale la nazionale delle Volpi del Deserto a differenza del fratello Nabir, ex giocatore delle Aquile di Cartagine. È un centrocampista abbastanza completo sotto tutte le sfaccettature, abile nel svolgere entrambe le fasi con una preferenza però per quella offensiva. L’inserimento in area di rigore è tra le sue specialità, può essere un’arma pericolosa anche per quanto riguarda la zona-gol. Discreta velocità, buoni doti tecniche, tiro in porta e carattere sono altre frecce nella sua faretra. Attualmente si trova in prestito al Bologna, in cui è titolare inamovibile, a fine giugno saranno versati 4 milioni di euro nelle casse dell’Inter per il riscatto obbligatorio. In carriera ha vestito anche le maglie di Grenoble, Sassuolo e Southampton, in un’esperienza iniziata e finita nell’agosto del 2014. Tra le riserve spicca il nome di Adlène Guédioura, tornato in nazionale nell’ultimo anno solare dopo un periodo di assenza. Classe ’85 e figlio d’arte (suo padre Nacer è stato un calciatore della nazionale algerina), milita tra le fila del Watford in Inghilterra, paese in cui vive da più di cinque anni. È un centrocampista centrale esplosivo e molto roccioso fisicamente, dotato di grande tempra e soprattutto di un ottimo tiro dalla distanza. Ha iniziato la propria carriera in Francia, dove è nato, per poi trasferirsi in Belgio e infine in Gran Bretagna. In terra anglosassone ha parteggiato anche per Wolverhampton, Nottingham Forest e Crystal Palace, attualmente al Watford Mazzarri lo considera una valida alternativa e spesso lo fa entrare in campo nella ripresa. Si fa spazio tra le riserve dell’Algeria anche Mehdi Abeid, debuttante in nazionale sotto la gestione Gourcuff dopo la Coppa d’Africa 2015. Classe ’92, è subentrato a Medjani nel corso del secondo tempo della partita contro la Nigeria per rinforzare sotto il punto di vista della qualità la formazione algerina, sotto di una rete. Sta disputando una stagione positiva in Ligue 1 al Dijon, club che lo ha prelevato in estate per appena 250 mila euro dal Panathinaikos. In Grecia ha ha totalizzato 72 partite e 14 reti in due stagioni, inoltre nel 2014 ha alzato al cielo la coppa nazionale con la maglia degli ateniesi. Come testimoniano i numeri in fase realizzativa, è un centrocampista prettamente offensivo. Ha caratteristiche completamente differenti invece Mehdi Jean Tahrat, il quale, dato il fisico possente e le peculiarità difensive, in carriera è stato impiegato sia da centrale di difesa che da mediano. In nazionale si è seduto in panchina nelle ultime due gare, tuttavia non tocca il campo con lo stemma della federazione algerina sul petto dall’ottobre del 2015, da un’amichevole vinta contro il Senegal. Classe ’90, ha sempre giocato in Francia, paese in cui è venuto alla luce. Aveva iniziato l’attuale annata con la maglia del Red Star Parigi, in Ligue 2, successivamente si è trasferito al fotofinish del mercato all’Angers, facendo un balzo di categoria. La sua convocazione non è certa, al momento però gode di buone possibilità. In corsa per un posto sull’aereo che volerà in Gabon c’è anche Ismaël Bennacer, il più giovane della nazionale non avendo ancora spento le 20 candeline. Classe ’97, il suo cartellino è di proprietà dell’Arsenal che lo sta impiegando nella U-23 Premier League con la seconda formazione (finora il computo stagionale è di 10 apparizioni). I Gunners lo hanno prelevato nel 2015 dall’Arles-Avignone, con cui aveva già collezionato 6 presenze nella Ligue 2 francese, pagandolo 300 mila euro. Wenger gli ha regalato il debutto in prima squadra, che rimane ancora ad oggi la sua unica presenza tra i grandi, nell’ottobre del 2015 nella sonora sconfitta per 3-0 contro lo Sheffield Wednesday in Coppa di Lega. Fisicamente è brevilineo e molto dinamico, è un centrocampista mancino prevalentemente offensivo. In nazionale ha debuttato a settembre nella goleada sul Lesotho, nel match contro la Nigeria si è accomodato in panchina. Più difficile vedere in Coppa d’Africa Walid Mesloub, centrale del Lorient nella massima serie francese. Leekens non lo ha convocato per la sfida contro le Super Aquile, in precedenza si era accomodato in panchina nella gara con il Camerun. Istres, Le Havre e Lorient sono state le tappe principali della sua carriera, attualmente in Bretagna riveste un ruolo da comprimario sotto la guida del tecnico Bernard Casoni. Classe ’85, predilige senza dubbio portare il pallone e puntare la porta avversaria, ha nelle corde un ottimo tiro dalla distanza e pregevoli qualità tecniche. Nel 4-2-3-1 potrebbe essere impiegato a ridosso del centravanti o addirittura esser dirottato sulla fascia.

ATTACCANTI

Se per adesso la nazionale algerina vi è sembrata una compagine di medio-buon livello ma non eccezionale per gli standard africani, dopo la sfilza di nomi che vi proporrò per quanti riguarda gli attaccanti dovrete cambiare la vostra opinione. Dalla trequarti in avanti infatti Leekens può contare su giocatori di spessore internazionale, tra i quali spicca, per l’impresa conseguita l’anno scorso con il Leicester City, Riyad Mahrez. L’exploit sotto la guida di Ranieri lo ha promosso a colonna portante della nazionale, da dopo la Coppa del Mondo 2014 vissuta da personaggio secondario non ha più saltato una singola partita, tralasciando il match vinto a giugno contro le Seychelles nel quale era indisponibile per un infortunio alla gamba. Nel tridente algerino correrà sulla fascia destra per accentrarsi e far male al portiere avversario con il suo sinistro velenoso che tanto bene abbiamo conosciuto nella scorsa edizione della Premier League. Estroso, frizzante e imprevedibile: Mahrez è e deve essere il punto fermo dell’Algeria in attacco. Coordina ottime doti fisiche come velocità e agilità con altrettante qualità dal punto di vista tecnico. Il controllo palla sopraffino, abbinato alla rapidità di esecuzione nelle gambe, gli permette di saltare l’avversario con grande facilità, anche talvolta con numeri da circo da sigla televisiva. Il tiro in porta non è la sua migliore arma, tuttavia data la sua costante presenza in area di rigore trova spesso la via del gol, anche grazie alla sua abilità nel trasformare i rigori. È nato nel 1991 in Francia a Sarcelles, dove i suoi genitori (algerino il padre, algerina-marocchina la madre) si erano trasferiti anni prima dal Nord Africa. A quindici anni rimase orfano, all’epoca già giocava a calcio con una piccola compagine locale. Nel 2010 è passato al Le Havre, club che gli ha fatto totalizzare 120 presenze nella Ligue 2 francese. Il Leicester lo ha prelevato per mezzo milione di euro nel gennaio del 2014, pochi mesi dopo ha conquistato la promozione nella massima serie inglese piazzandosi primo in classifica. Nessuno immaginava che due anni dopo avrebbe alzato la coppa della Premier League, conquistando un titolo storico che nessun appassionato di calcio potrà mai dimenticare. Miglior giocatore del campionato 2015-2016, è in corsa anche per il riconoscimento di giocatore africano dell’anno. Sulla sinistra nel tridente offensivo ci sarà Yacine Brahimi, rimasto al Porto dopo tanti rumors di mercato in estate che lo volevano lontano dai confini lusitani. Le sue peculiarità sono molto simili a quelle del suo compagno di reparto: imprendibile nello stretto, nel corso del match contro la Nigeria ha sfoderato tutto il suo repertorio fatto di giocate di spessore e dribbling da capogiro. Funambolo è forse il termine che gli si addice di più per la sua agilità e la sua classe cristallina. È inoltre è un abile tiratore di calci piazzati e possiede anche ottima visione di gioco che gli permette di mandare in porta l’avversario. Classe ’90, nel 2013 ha deciso di rappresentare a livello internazionale la nazionale magrebina anziché la Francia, suo paese natale per cui aveva parteggiato in tutte le competizioni giovanili. Ha giocato in terra francese con Clermont Foot e Rennes, tra il 2012 e il 2014 è esploso con la maglia del Granada in Spagna e successivamente è stato chiamato dal Porto che lo ha acquistato per 6 milioni di euro (valore attualmente quanto meno triplicato). Sta vivendo la stagione corrente non nel migliore dei modi, non è infatti ancora rientrato nelle grazie del tecnico Espirito Santo dopo l’iniziale esclusione estiva che gli aveva fatto saltare anche i preliminari di Champions League passati a danno della Roma. Tra le riserve spicca il nome di Sofiane Feghouli, titolare con l’Algeria dal 2012 a pochi mesi fa. In estate si è accasato a parametro zero al West Ham dopo un’agguerrita lotta di mercato, tuttavia la sua prima esperienza in Inghilterra non sta rispettando affatto le aspettative e per adesso il bilancio stagionale in Premier League è di 128 minuti da subentrato e zero marcature. Penalizzato dal 3-4-2-1 di Bilic che non gli garantisce molto spazio, l’ex Valencia ha perso anche il posto da titolare in nazionale. In Spagna ha fatto le fortune dei Pipistrelli per anni, collezionando 202 presenze arricchite da 31 gol e 40 assist vincenti. Appartiene alla scuola calcistica francese, come del resto la quasi totalità dei suoi compagni di nazionale, avendo militato tra le fila del Red Star (il club parigino più antico), del Paris FC e del Grenoble in ambito giovanile. Ha iniziato la sua avventura in Spagna nel 2010, due anni dopo è arrivata la prima apparizione in nazionale con tanto di gol contro il Gambia. Esterno offensivo destro che ama saltare l’avversario in dribbling, velocità e tecnica di base sono i suoi punti di forza. Ha classe da vendere anche Ryad Boudebouz, stella del Montpellier. In estate ha deciso di rimanere in Francia nonostante le importanti sirene estere, anche per via della richiesta stratosferica del presidente del proprio club di appartenenza (25 milioni di euro per cederlo). Maestro del gioco di classe, è specializzato nell’arte del dribbling, dell’assist e della conclusione dal limite dell’area nonché da calcio piazzato. Classe ’90, predilige agire alle spalle di un terminale offensivo ma in nazionale potrebbe essere impiegato su ambo le fasce date le esigenze di modulo. Ha giocato le sue prime cinque stagioni da professionista in Ligue 1 con la maglia del Sochaux, in seguito ha rappresentato i colori del Bastia e dei blu-arancio, con cui nell’attuale stagione ha timbrato il cartellino 7 volte in 15 gare. Accresce ancor di più l’abbondanza in attacco Sofiane Hanni, bandiera per i tifosi dell’Anderlecht. Nonostante sia approdato a Bruxelles solamente in estate per 2 milioni di euro versati nelle casse del Mechelen, è già diventato capitano della compagine bianco-malva per via del suo carisma e della sua importanza nella formazione di René Weiler. Per le caratteristiche tecniche e fisiche rispecchia molto i compagni di reparto di cui abbiamo precedentemente trattato, per quanto riguarda l’età condivide la data di nascita con Brahimi e Boudebouz. Ha mosso i primi passi da calciatore professionista in Francia al Nantes, successivamente ha intrapreso un’avventura in Turchia che è iniziata nel 2011 e si è conclusa tre anni più tardi e che lo ha portato a difendere la causa di Erciyesspor e Osmanlispor. Nella stagione in corso non ha saltato nemmeno una partita con l’Anderlecht, totalizzando il numero record di 26 presenze a inizio dicembre, 6 reti e 9 assist vincenti. Preferisce esser schierato come esterno di sinistra per convergere verso il centro e scaricare il tiro a rete. In nazionale conta solo una presenza, la sua convocazione non è certa proprio a causa dell’agguerrita concorrenza. Revoca spazio anche Rachid Ghezzal, ala destra in forza al Lione. Si è assentato nella sfida alla Nigeria per via di una rottura della fibra muscolare negli adduttori, ultimamente ha però recuperato al 100% e si è ripreso il proprio posto nell’undici della corazzata transalpina. È fratello di Abdelkader Ghezzal, giocatore molto noto in Italia per via delle sue 100 e passa apparizioni in Serie A con varie maglie diverse. A differenza dell’ex Parma, Bari, Siena e Crotone tra le tante, Rachid ha per adesso conosciuto solamente i colori del club che lo ha cullato nel proprio settore giovanile, lanciato nel professionismo e consolidato a buoni livelli, permettendogli di giungere alla chiamata in nazionale. Classe ’92, mancino, è un giocatore abbastanza eclettico dato che può ricoprire anche il ruolo di trequartista. La canzone è sempre la stessa: classe da invidiare e pregevoli qualità tecniche, questo è il diktat per far parte della nazionale algerina in avanti. Concludiamo il discorso sugli esterni offensivi con El Arbi Hillel Soudani, 21 gol in 39 partite con la nazionale algerina. Ha saltato la sfida contro la Nigeria a causa di una parziale lacerazione tendinea da cui ha subito recuperato, è pronto a riprendersi il suo posto in nazionale e a giocarsi le carte per scendere in campo dal primo minuto anche in Gabon. Gioca alla Dinamo Zagabria in Croazia dal 2013, di professione fa l’ala destra ma all’occorrenza può anche essere impiegato come punta centrale. In carriera non ha mai conosciuto né grandi squadre né campionati d’élite, tuttavia in patria gode di un’ottima considerazione grazi alle sue performances in nazionale e per Leekens sarà molto difficile spedirlo in panchina. Classe ’87, la sua migliore dote è quella di vedere la porta come pochi altri compagni di nazionale, lo testimoniano i 113 gol in carriera in 250 partite, numeri da capogiro se ricordiamo che non stiamo trattando di un attaccante puro. Oltre che in terra balcanica, dove negli ultimi anni ha fatto incetta di trofei e accumulato esperienza in Champions League, ha giocato in patria al Chlef e in Portogallo al Vitória Guimarães. Sembra incredibile dirlo ma è uno dei pochi giocatori delle Volpi del Deserto a esser venuto alla luce in Algeria. Condivide questo singolare primato anche con Islam Slimani, il quale sarà senza alcun dubbio il titolare lì davanti nell’undici iniziale. Il 31 agosto scorso ha raggiunto il suo compagno di nazionale Mahrez al Leicester per la cospicua cifra di 30 milioni, incassata dallo Sporting Lisbona. Si tratta di una plusvalenza record, i portoghesi erano stati molto lungimiranti ad acquistare il suo cartellino appena tre anni fa per una cifra 100 volte inferiore (300 mila euro, per intenderci) dal CR Belouizdad, compagine algerina in cui aveva fatto faville negli anni precedenti. In Portogallo ha realizzato 57 reti in 111 gare tra campionato e coppe varie, nella scorsa stagione ha realizzato 27 gol in 33 partite di campionato (ben sette doppiette e una tripletta). Superfluo dire che la freddezza sotto porta e il fiuto del gol sono le sue migliori qualità, in area di rigore si fa sentire anche dal punto di vista fisico data la mole imponente e nel gioco aereo, nonostante ciò è sbagliato pensare a lui come un giocatore compassato. A renderlo un giocatore di alta caratura è pure la personalità da vendere, che in campo lo rende un vero e proprio guerriero sul campo di battaglia. Classe ’88, in nazionale conta 23 gol in un numero doppio di apparizioni, è inoltre l’unico giocatore della storia algerina ad aver segnato in due differenti partite di Coppa del Mondo. A farne le veci in caso di assenza ci sarà Yassine Benzia, giovane promessa in forza al Lille nella Ligue 1 francese. In nazionale ha alle spalle solamente due presenze e una rete, tuttavia è sempre stato convocato nelle ultime sei partite ed è probabile che avvenga lo stesso anche per la rassegna continentale. Classe ’94, è un attaccante veloce, bravo con i piedi e nel concludere a rete con precisione, a frenarlo nel corso della sua per adesso breve carriera è stata però una fastidiosa fragilità fisica. Ha militato a lungo nel settore giovanile del Lione, si pensava fosse una stella dal sicuro avvenire e invece ha mancato all’appuntamento con il salto di qualità. Tuttavia al momento si è ritagliato un ruolo da comprimario tra le fila dei Mastini e nelle ultime tre gare di campionato è sceso in campo nell’insolito ruolo di trequartista. Lotterà per un posto all’interno del quadro degli attaccanti anche Baghdad Bounedjah, sei presenze in nazionale negli ultimi due anni. Leekens gli ha regalato uno spezzone di gara contro la Nigeria, il suo apporto in fase offensiva non ha portato però i risultati sperati. Gioca in Qatar all’Al-Sadd, per il quale ha messo a segno 7 reti in 6 incontri nella stagione in corso. In precedenza aveva macinato gol nel campionato tunisino con lo stemma dell’Étoile du Sahel sul petto e in quello della madrepatria con l’El Harrach. In Tunisia si è anche tolto la soddisfazione di arricchire la propria bacheca con due coppe locali, un titolo nazionale, una Coppa della Confederazione Africana (l’equivalente dell’Europa League) e una palma di capocannoniere. Classe ’91, è un centravanti dotato di grande conclusione a rete e di discrete abilità tecniche.

LA STELLA – Riyad Mahrez (Leicester City, 1991)

LA PROMESSA – Nabil Bentaleb (Schalke 04, 1994)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

M’Bolhi

Khoutir-Ziti           Mandi          Belkaroui          Ghoulam

   Medjani
Bentaleb                        Taïder

Mahrez                               Brahimi
Slimani

DOVE PUÒ ARRIVARE – Come si può ben capire dalla sfilza di nomi di un certo spessore che abbiamo appena tirato fuori, l’Algeria ha l’obbligo di puntare a un piazzamento importante. Il passaggio della fase a gironi deve essere il minimo, l’obiettivo è quello di puntare alla finale e, perché no, vincerla. Il successo manca dal 1990, i magrebini proveranno a replicare il secondo trionfo della Costa d’Avorio nel 2015, anch’esso a distanza di più di venti anni dal primo datato 1992. La rosa è di alto livello per i parametri africani, l’attacco è senza dubbio il migliore del torneo. Considerato che la nazionale sta stentando nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo (un punto in due partite) e al momento la Russia sembra assai lontana, Leekens e i suoi proveranno a riporre le loro speranze nella Coppa d’Africa gabonese, anche se il girone sarà tutt’altro che facile: tralasciando lo Zimbabwe, nettamente più debole sulla carta, Tunisia e Senegal soprattutto si prospettano avversari molto ostici.

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