In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone A – Gabon

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Il nostro viaggio alla scoperta delle partecipanti alla Coppa d’Africa 2017, che ricordiamo aprirà le proprie porte il 14 gennaio e le chiuderà il 5 febbraio, inizia oggi ed è destinato a prolungarsi nel tempo, fino ad arrivare a poche settimane dall’inizio della rassegna. Il Gabon è la prima tappa che andremo a visitare, essendo i gabonesi i padroni di casa. La nazionale di Aubameyang e compagni aveva già ospitato il torneo nel 2012, in collaborazione con la Guinea Equatoriale, non riuscendo ad andare oltre i quarti di finale, oggi auspica invece un cammino ben diverso. I gabonesi sono stati inseriti nel girone A (Burkina Faso, Camerun e Guinea-Bissau), sulla carta il meno ostico di tutta la competizione. Hanno l’obbligo di passare la fase a gironi e raggiungere quanto meno le semifinali, anche se il sogno proibito è alzare al cielo la prima Coppa d’Africa della storia del paese davanti ai propri tifosi. Il movimento calcistico in Gabon sta crescendo molto negli ultimi anni: fino a qualche tempo fa la nazionale non si avvicinava nemmeno alle squadre d’élite del continente, adesso al contrario è una compagine temibile e ben attrezzata, capace di infastidire chiunque. Oltre al già menzionato Aubameyang sono presenti in squadra giocatori di tutto rispetto e dal sicuro avvenire, come i centrocampisti Lemina (la vera novità rispetto all’edizione di due anni fa in cui il Gabon venne clamorosamente eliminato ai gironi) e Ndong. I quarti di finale raggiunti nel 2012, e ancor prima nel 1996, sono il miglior risultato conseguito dalle Pantere in Coppa d’Africa, è giunto il momento di ambire a palcoscenici più prestigiosi. E per il Gabon arriverà a breve l’occasione della vita, poiché disputare un torneo del genere tra le mura amiche non capita tutti i giorni.

IL CT

Jorge Costa

Jorge Costa è stato per anni un difensore della nazionale portoghese e del Porto, con cui vinse una miriade di trofei tra cui spicca la Champions League alzata al cielo nel 2004. Nel 2006 ha appeso gli scarpini al chiodo per dedicarsi alla carriera da allenatore, iniziando un paio di anni più tardi sulla panchina dell’Olhanense. Nel 2010 ha collezionato un’esperienza all’Académica e successivamente ha fatto le valigie per andare ad allenare in Romania, al CFR Cluj, con il quale ha conquistato il titolo nazionale. Ael Limassol, Anorthosis (entrambe a Cipro) e Paços de Ferreira sono state le ulteriori tappe precedenti all’avventura con il Gabon, iniziata nel 2014. Nonostante una spedizione tutt’altro che esaltante in Coppa d’Africa nel 2015 è stato riconfermato e gli sono state affidate le chiavi della panchina anche per l’edizione del 2017. Fautore del 4-4-2 (o della variante 4-1-4-1), spesso non disdegna esperimenti tattici come il 4-3-1-2 a rombo o il 4-2-3-1, mantenendo sempre fissa però la difesa a quattro.

PORTIERI

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Il portiere titolare del Gabon tra qualche mese sarà, salvo clamorosi imprevisti, Didier Ovono, come avviene da tredici anni a questa parte. Nonostante una carriera a livello di club non proprio esaltante, il numero dodici dell’Ostenda è una colonna portante della nazionale, che rappresenta a livello internazionale dal 2003, anno in cui aveva appena 20 primavere sulle spalle. Ha partecipato anche alle Olimpiadi di Londra come fuori-quota, a testimonianza della sua importanza per le Pantere gabonesi. Ha iniziato la carriera in patria per poi vestire i panni del giramondo: varie esperienze in giro per il globo lo hanno portato a conoscere paesi molto diversi fra di loro, come El Salvador, Portogallo, Georgia (dove ha vinto il campionato con la Dinamo Tbilisi nel 2008), Francia e Belgio. In terra transalpina ha difeso i pali di Le Mans e Sochaux, arrivando a totalizzare quasi una trentina di presenze nella massima serie locale. Da tre anni milita in Belgio tra le fila dell’Ostenda, in cui attualmente è secondo nelle gerarchie a Silvio Proto. Il suo vice sarà Anthony Mfa Mezui, attualmente in cerca di una squadra. Conta tre presenze con la nazionale maggiore gabonese e ha anche partecipato, sempre non da titolare, alle Olimpiadi di Londra 2012. Classe ’92, è cresciuto in Francia nel settore giovanile del Metz, club che lo anche fatto debuttare tra i professionisti garantendogli per varie annate un buon minutaggio, sia nella serie cadetta francese che nella Ligue 1. Nell’estate del 2015 ha perso posizioni nelle gerarchie ed è stato mandato in prestito al Seraing United, club in forza nel secondo gradino della piramide calcistica belga. Al termine dell’esperienza in Vallonia è scaduto il suo contratto con i granata ed è rimasto senza squadra. Lo status di svincolato non pregiudicherà però la sua presenza in Coppa d’Africa. Prenderà parte alla rassegna con ottime probabilità anche Yves Bitseki, in forza in patria con la maglia del Bitam. Trentatreenne, non ha mai varcato i confini nazionali ma nonostante ciò ha preso parte a tre edizioni della Coppa d’Africa collezionando in totale una dozzina di presenze in nazionale.

DIFENSORI

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Nel complesso la difesa del Gabon dovrebbe avere tutti e quattro gli slot già assegnati. Il ministro del reparto è Bruno Ecuele Manga, uno dei giocatori di maggior spessore internazionale di tutta la rosa. Gioca al Cardiff City, nella seconda serie inglese, dal 2014, anno in cui i gallesi lo hanno portato in Gran Bretagna dalla Francia. Classe ’88, è un centrale estremamente forte dal punto di vista fisico data la mole imponente, ha inoltre personalità da vendere e in nazionale è il faro di tutta la difesa. Calcisticamente parlando è cresciuto in Francia, in particolare in Bretagna durante l’esperienza durata quattro anni al Lorient. L’ultima annata, quella 2013-2014, lo ha consacrato ad alti livelli e lo ha fatto rimbalzare sui taccuini di vari club europei blasonati. Alla fine l’ha spuntata il Cardiff con 6 e passa milioni di euro versati nelle casse dei Naselli. Farà coppia con Aaron Appindangoyé, nonostante le sole 24 primavere sulle spalle già un veterano della nazionale africana. È sbarcato in Europa nel febbraio del 2015, quando il Boavista lo ha prelevato in prestito convinto delle buone qualità messe in mostra in Coppa d’Africa qualche settimana prima. Terminata l’avventura lusitana è stato girato nuovamente a titolo temporaneo all’Evian, in Francia, e infine quest’estate è stato acquistato dal Laval, sempre nella serie cadetta transalpina. Gioca nel paese d’oltralpe anche Johann Obiang, terzino sinistro in forza al Troyes, retrocesso in Ligue 2 a maggio dopo una pessima annata in Ligue 1. Non è tra le colonne portanti delle squadra ma dovrebbe avere ottime possibilità di scendere in campo dal primo minuto sulla corsia sinistra. Piccolo fisicamente, la velocità è la sua arma più pericolosa. È nato nel 1993 nei dintorni di Parigi da madre locale e padre originario del Gabon, ha scelto per chiari motivi di rappresentare a livello internazionale la selezione africana. Prima di approdare al Troyes in estate aveva militato per anni tra le fila dello Châteauroux. La fascia destra sarà invece regno di Lloyd Palun, anch’egli in forza nella Ligue 2 francese. Dal 2015 veste i colori del Red Star, squadra che è la più antica di Parigi e di cui è capitano. In precedenza aveva collezionato 74 presenze con il Nizza. Classe ’88, nonostante alcune recenti assenze in nazionale, ha il posto assicurato, forte di 34 apparizioni con il Gabon e di ottima considerazione in patria. Benjamin Zé Ondo rappresenta un’alternativa di tutto rispetto e spesso ha anche sostituito Obiang sulla corsia di sinistra. Ha optato per una carriera in Africa piuttosto che preparare le valigie e tentare un’avventura in Europa. Dopo aver mosso i primi passi al Bitam, è volato in Algeria al Setif e infine in Marocco, prima al Mouloudia d’Oujda e poi al Wydad Casablanca, una delle più rinomate compagini del continente. I cinque giocatori menzionati sono più o meno sicuri del posto, mentre è in bilico la posizione di Yrondu Musavu-King, difensore centrale di proprietà dell’Udinese ma in prestito al Tolosa. Ha svolto la preparazione estiva con i friulani prima di esser ceduto in Francia, tuttavia non ha ancora collezionato un solo minuto in Ligue 1 e sembra ai margini della rosa. Nonostante abbia 24 anni, conta solo 15 presenze da professionista alle spalle, totalizzate tra massima e seconda serie francese con le maglie di Caen e Lorient. Ha molte più possibilità di partire con il resto del gruppo Junior Randal Oto’o Zué, meglio noto semplicemente come Oto’o. Laterale destro di riserva, ha partecipato alla Coppa d’Africa 2015 assistendo a tutti e tre i match dalla panchina. Aspetta il suo momento con la maglia del Braga, il club che lo ha forgiato nel proprio settore giovanile, e nel frattempo difende in prestito i colori del Westerlo, nella Jupiler League belga. Si giocano un posto in difesa Yoann Wachter, centrale del Sedan (terza serie francese) in prestito dal Lorient, ed Henri Ndong Ngaleu, campione d’Africa nel 2011 con la nazionale U-23 gabonese. Il primo, classe ’92, è leggermente favorito nonostante abbia solamente una convocazione alle spalle poiché Ndong è senza squadra da inizio luglio, dopo la fine della sua avventura all’Auxerre.

CENTROCAMPISTI

centrocampisti

In mediana il tecnico Costa ha l’imbarazzo della scelta, il 4-3-1-2 permetterà a quattro centrocampisti, di cui uno più avanzato, di scendere in campo dal primo minuto. Ha la maglia assicurata Mario Lemina, uno dei volti nuovi della nazionale rispetto all’edizione del 2015. Lo juventino è uno dei giovani più interessanti di tutta la rassegna, ha preferito difendere a livello internazionale i colori del proprio sangue piuttosto che aspettare una tutt’altro che improbabile chiamata della Francia, paese dove è emigrato in giovane età e di cui possiede il passaporto. Con i Galletti U-20 ha anche vinto il Mondiale di categoria nel 2013, in una mediana di indiscussa qualità insieme a Kondogbia e Pogba. La scelta è avvenuta di recente, per adesso l’ex Marsiglia ha collezionato sei presenze arricchite da una rete, realizzata nel pirotecnico match d’esordio pareggiato contro la Tunisia. I bianconeri in estate lo hanno riscattato per 9,5 milioni di euro (più 500 mila per il prestito nella scorsa annata) dal Marsiglia, club dove era sbocciato sotto la guida del Loco Bielsa. In precedenza aveva vestito per otto anni la maglia del Lorient, che lo ha cullato nel proprio settore giovanile prima di lanciarlo nel professionismo. Centrocampista di grande agonismo, specializzato nella fase di interdizione grazie alla sua personalità e alla sua potenza fisica, possiede però anche buone capacità tecniche che gli permettono di trovare spesso anche la via del gol. Proviene dalla scuola calcistica dei bretoni anche Didier Ndong, arrivato in estate al Sunderland per la considerevole cifra di 20 milioni di euro. Classe ’94, un anno più giovane del compagno di reparto, dovrebbe muoversi come intermedio di sinistra in un centrocampo a tre, mentre Lemina correrà dalla parte opposta. Mediano dotato di esplosività fisica spaventosa, il temperamento e la grinta in campo sono i suoi punti di forza. Rende al meglio soprattutto nella fase difensiva ma, nonostante delle doti tecniche non proprio eccelse, spesso tenta la giocata per impostare l’azione. Moyes lo ha sempre utilizzato nelle sette gare di campionato in cui era a disposizione, sta un po’ faticando nella sua prima esperienza in Premier League come del resto tutta la squadra a causa di una profonda siccità di risultati. Il Lorient lo ha portato in Europa nel 2015, dopo aver mosso i primi passi nel calcio professionistico in Tunisia con lo Sfaxien. Dovrebbe completare il terzetto Merlin Tandjigora, il nome meno altisonante dei tre ma non per questo da tenere meno in considerazione. Classe ’90, è il classico giocatore (come molti altri, specialmente in Africa) che gode di una buona fama per la carriera in nazionale, non avendo, almeno fino ad ora, raccolto nulla di significativo a livello di club. Ha militato per anni in Francia tra le fila di Metz, Carquefou e Istres, ordinate secondo un criterio cronologico. Prima di sbarcare in Cina, dove gioca oggigiorno con i colori del Meizhou Hakka, nella seconda serie, aveva collezionato anche una breve esperienza in Portogallo al Leixões senza trovare gloria. Molto piccolo fisicamente ma allo stesso tempo dinamico, avrà il compito di vestire i panni dello scudo davanti alla difesa. Tra le seconde scelte spicca il nome di André Biyogo Poko, manna dal cielo per gli allenatori amanti della duttilità tattica. Ha perso un po’ di spazio in nazionale a favore delle nuove leve, tuttavia potrebbe scendere in campo nel ruolo di terzino destro insidiando la maglia di Palun. Nonostante sia solamente un classe ’93, e questo dato è molto indicativo della giovinezza complessiva della rosa, è uno dei senatori della nazionale avendo alle spalle quasi una quarantina di apparizioni. Ha partecipato alle Coppe d’Africa 2012 e 2015 senza saltare un minuto, dovrà sudare un po’ di più per riconquistare il suo posto nelle gerarchie anche nell’edizione da disputare in casa tra qualche mese. Scuola Bordeaux, con cui ha raggiunto la terza cifra nel computo delle presenze, in estate ha lasciato il nido per volare in Turchia al Karabükspor. Sta lottando per un posto all’interno dei 23 Franck Engonga Obame, una manciata di apparizioni con il Gabon negli ultimi anni ma spesso inserito nell’elenco dei convocati. Classe ’93, ha debuttato in nazionale nel 2012 e la sua ultima presenza risale a due anni fa, ultimamente si è spesso seduto in panchina con il fratino addosso ma non ha ancora il biglietto aereo assicurato in tasca. Dal 2014 gioca in Nord Africa: prima aveva combattuto per l’Olympique Khouribga in Marocco, adesso difende la causa del Tala’ea El Gaish, nella massima serie egiziana. Gareggerà per un posto tra i 23 con Ulysse Obame-Ndong, una sola partita disputata in nazionale (a giugno, dal primo minuto contro la Costa d’Avorio). Attualmente è in svantaggio nella lotta con il compagno di reparto dato che è senza squadra da luglio, quando è terminata la sua avventura a Cipro all’Ermis Aradippou. Sulla trequarti è ballottaggio tra Guélor Kanga e Levy Madinda, per adesso il primo è in vantaggio. Dopo aver sfiorato l’impresa con il Rostov nella scorsa stagione, Kanga ha lasciato il freddo della Russia per accasarsi a titolo gratuito allo Stella Rossa, con cui ha fallito la qualificazione all’Europa League per mano del Sassuolo. I vice-campioni in carica russi lo avevano prelevato nel 2013 direttamente dalla sua terra natale e in pochi anni all’Olimp-2 è migliorato fino a diventare imprescindibile per la propria nazionale. I 167 centimetri di statura e un fisico brevilineo lo rendono una scheggia in campo, riesce a indossare alla perfezione i panni del funambolo tra le linee. L’agilità è la sua migliore dote, la quale gli consente di essere rapido nei movimenti e bravo con il dribbling. Classe ’90, può agire sulla trequarti dietro le punte ma anche sulla fascia. Madinda potrebbe anche muoversi più dietro ma, data l’abbondanza di uomini, è più pensabile collocarlo almeno ad oggi sulla trequarti. Dopo anni da comprimario al Celta Vigo, a gennaio dell’anno scorso è stato ceduto in prestito con diritto di riscatto al Gimnàstic de Tarragona, nella serie cadetta spagnola. Centrocampista con peculiarità molto versatili, è abile nell’amministrazione del pallone e, nonostante una statura non elevatissima, nel gioco aereo. Anche lui è tra gli esperti della nazionale, vederlo in panchina sarà difficile ma attualmente sembra indietro nelle gerarchie.

ATTACCANTI

attaccanti

Mentre a centrocampo vale il detto “melius abundare quam deficere” (tradotto in italiano: meglio abbondare che scarseggiare), in attacco il Gabon ne ha “pochi ma buoni”. In caso di 4-3-1-2, come attualmente sembra più probabile, saranno due punte a scendere in campo mentre gli eventuali esterni offensivi si accomoderanno in panchina. Il discorso cambia con un modulo diverso, che potrebbe essere il 4-2-3-1, il quale permette a Pierre-Emerick Aubameyang di agire sulla fascia. L’attaccante del Borussia Dortmund è in uno stato di forma straordinaria, non a caso è stato l’unico africano a essere inserito nella lista dei candidati al Pallone d’Oro 2016. In 8 gare di Bundesliga ha realizzato 7 reti, il bottino totale sale a 10 marcature se si considerano anche i gol messi a segno in Champions League. Quasi certamente conoscerete la sua storia, le cui radici risalgono addirittura a una delle più importanti formazioni italiane: il Milan. Figlio d’arte (suo padre Pierre è stato un difensore della nazionale gabonese), insieme ai fratelli Willy e Catilina (che nel 2003 poté fregiarsi del titolo di campione d’Europa avendo collezionato una presenza nella fase ai gironi di Champions League contro il Deportivo la Coruña) ha militato nel settore giovanile dei rossoneri, che però non hanno mai scommesso sulle sue qualità. Tanti prestiti in Francia e poi la definitiva cessione per 1,8 milioni di euro al Saint-Étienne, una cifra paradossale se rapportata con il valore attuale. In due stagioni e mezzo con i Verdi Aubayemang ha realizzato 41 reti in 97 partite, media-gol che nell’estate del 2013 gli è valsa la chiamata del Borussia Dortmund. In Germania ha vinto due Supercoppe e si è consacrato definitivamente tra i migliori del suo ruolo al mondo, tanto da arrivare a vincere nel 2015 il Pallone d’Oro africano, spezzando l’egemonia di Yaya Touré che durava da quattro anni. La straordinaria velocità è la sua caratteristica che balza più agli occhi – «Corro in 3″70 i 30 metri in allenamento. Bolt a Berlino, quando ottenne il record del mondo, passò in 3″78 ai 30 – una sua frase famosa pronunciata nel 2013. La rapidità sovrannaturale lo rende spesso immarcabile dai difensori avversari, specie se lanciato in profondità. A renderlo un grande attaccante non sono però solamente le doti fisiche, possiede anche grande freddezza sotto-porta e qualità tecniche invidiabili. Al Borussia Dortmund è quasi sempre impiegato da prima punta, ma sa vestire alla grande anche i panni dell’esterno offensivo. Nel caso il ct Costa dovesse scegliere il 4-3-1-2, Aubayemang sarà coadiuvato da Malick Evouna, attaccante interessante classe ’92. Centravanti forte fisicamente ma allo stesso tempo dinamico e in possesso di ottimo fiuto del gol, si è messo in luce in nazionale, con cui ha realizzato 10 marcature in 20 partite. In estate è stato acquistato per più di 7 milioni di euro dal Tianjin Teda, compagine di massima serie cinese, dopo che aveva fatto faville in Egitto all’Al-Ahly e in Marocco al Wydad Casablanca (tra le cui fila ha vinto nel 2015 il campionato nazionale). Scalpita per un posto dal primo minuto anche Frédéric Bulot, che di professione fa l’ala destra. Recentemente si è spesso assentato dalla nazionale per motivi fisici, un problema al ginocchio gli ha fatto saltare finora anche tutte le gare disputate dallo Stade de Reims, la squadra che detiene il suo cartellino. Difficile per adesso valutare quanto ancora rimarrà lontano dai campi, la speranza del Gabon è averlo al 100% per la Coppa d’Africa. Due anni fa è stato tra i protagonisti in Guinea Equatoriale, se sta in forma è uno dei giocatori più pericolosi dalla trequarti in avanti. Nato a Libreville ma emigrato da bambino in Francia, ha svolto tutta la trafila delle nazionali giovanile con la maglia dei Galletti, salvo poi virare sul Gabon nel 2014. Dopo aver mosso i primi passi con Monaco e Caen, ha giocato in Inghilterra al Charlton, in Belgio allo Standard Liegi e in seguito è tornato in Francia al Reims nel 2015. Giocatore versatile, possiede discrete capacità di dribbling, di controllo palla e di cross. Viaggia verso una sempre più certa convocazione Samson Mbingui, esterno offensivo di scorta della nazionale che Costa non esita a schierare in campo nei momenti di necessità. Classe ’92, conta 16 apparizioni con il Gabon di cui 5 da titolare e ha partecipato alla Coppa d’Africa 2015 raccogliendo due spezzoni di gara. Sinistro naturale e minuto fisicamente, dopo aver iniziato la carriera in patria al Mangasport è volato in Algeria, dove è rimasto per due anni vestendo le maglie di Algier, El Eulma e Hussein Day. Da poco più di un mese a questa parte è un tesserato del Raja Casablanca, blasonata formazione magrebina. In lizza per un posto c’è anche in suo compagno di squadra in Marocco Johan Lengoualama, seconda punta versatile classe ’92. Dal 2014 è in pianta stabile in nazionale, anche se non è mai stato un protagonista. È stato tra i protagonisti della vittoria del Gabon U-23 in Coppa d’Africa nel 2011, ma non è partito un anno dopo con i suoi compagni per i Giochi Olimpici londinesi. Forte e ben piazzato fisicamente, può agire a ridosso del centravanti o sulla fascia. Vanta nel suo curriculum una breve esperienza in Portogallo con il Famalicão, che gli ha permesso di totalizzare cinque presenze nella serie cadetta lusitana. Spera in una chance Romaric Rogombé, sparito dai radar della nazionale per tanto tempo dopo la Coppa d’Africa 2015 ma attualmente tornato nel giro dei convocati. Ala destra classe ’90, in carriera ha conosciuto solamente l’Africa centrale, ad eccezione di una piccola parentesi in Francia nel campionato National (terza divisione). Attualmente gioca al 1° de Agosto, in Angola, mentre in precedenza aveva militato in patria, nella Repubblica Democratica del Congo (Vita Club) e nella Repubblica del Congo (Léopards de Dolisie). Infine potrebbe rientrare a sorpresa tra i 23 Denis Bouanga, ancora a secco di apparizioni in nazionale ma in corsa per un posto in squadra data una buona stagione al Tours, nella seconda serie francese. Ala destra classe ’94, è di proprietà del Lorient e in patria gode di una considerazione positiva per vie delle buone qualità offensive e del promettente potenziale. Per quanto concerne il centro dell’attacco, la principale alternativa dovrebbe essere Axel Meye, giovane attaccante classe ’95 in forza all’Eskisehirspor, nel secondo livello turco. Ha debuttato in nazionale nel 2012 a 16 anni, dopodiché è rimasto fuori dai radar per molto tempo prima di tornare alla ribalta nelle ultime gare del Gabon ed è fortemente in corsa per un posto tra i 23 convocati per la Coppa d’Africa. Attaccante centrale piccolo fisicamente e noto per le capigliature stravaganti (tanto da presentarsi alle Olimpiadi di Londra nel 2012 con un’insolita chioma fucsia), ha intrapreso la sua prima esperienza all’estero a gennaio di quest’anno dopo aver a lungo militato in patria. Un’altra pista porta a Serge Kevyn Angoué, attaccante di sfondamento dell’União de Leiria, club che fino a qualche anno fa militava nel campionato d’élite portoghese ma successivamente è fallito ripartendo dalle categorie dilettantistiche. Classe ’94, può vantare un’apparizione in nazionale e dodici gettoni nella serie cadetta lusitana, totalizzati nel 2014 con la seconda squadra del Maritimo. Più difficile ad oggi inserire tra i probabili convocati Romuald Ntsitsigui, passato in estate dal Mangasport al Tirana, massimo campionato albanese. Si è avvistato per l’ultima volta con lo stemma della federazione calcistica del Gabon sul petto nel novembre del 2015, ma non è ancora da escludere a priori. Lo stesso discorso vale per Gaëtan Missi Mezu, giovane punta classe ’96 del Paris FC, club in forza nella terza serie francese. I parigini lo hanno acquistato in estate dal Valenciennes, con cui aveva collezionato nove presenze e una rete tra coppa nazionale e Ligue 2. Il ct Costa lo ha fatto debuttare nel maggio del 2016, resta ad oggi la sua unica apparizione con il Gabon.

LA STELLA – Pierre-Emerick Aubameyang (Borussia Dortmund, 1989)

LA PROMESSA – Didier Ndong (Sunderland, 1994)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-1-2)

Ovono

Palun          Ecuele Manga          Appindangoyé          Obiang

Lemina          Tandjigora          Ndong

Kanga

Evouna          Aubameyang

DOVE PUÒ ARRIVARE – Il Gabon sulla carta dovrebbe superare facilmente un girone abbordabile, soprattutto considerato il fattore campo. Il quarto di finale non si prospetta facile, dovendo l’eventuale prima classificata del gruppo A sfidare la seconda del gruppo B, composto da Algeria, Tunisia, Senegal e Zimbabwe. L’obiettivo è conquistare la semifinale e puntare poi all’atto conclusivo. La vittoria sarebbe un sogno ma non sembra in fin dei conti inverosimile.

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