In cammino per la Coppa d’Africa 2017 – Girone A – Burkina Faso

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Il nostro cammino alla scoperta delle partecipanti alla Coppa d’Africa 2017 è appena iniziato, dopo aver parlato del Gabon oggi è il turno del Burkina Faso. In base alla disposizione delle squadre nelle varie urne al momento dei sorteggi, i burkinabé dovrebbero essere la seconda forza del girone, anche se è più pensabile al momento collocarli a pari merito con il Camerun in un’eventuale graduatoria ai nastri di partenza. Nel 2013, nell’edizione disputata in Sudafrica, gli Stalloni, così come sono soprannominati il giocatori del paese con capitale Ouagadougou, si piazzarono a sorpresa secondi sul podio, alle spalle solamente della Nigeria. Il Burkina Faso fu protagonista di un torneo memorabile, passando dapprima i gironi al primo posto e successivamente buttando fuori Togo (ai supplementari) e Ghana (ai calci di rigore) nella fase ad eliminazione diretta. Un gol di Sunday Mba dalla distanza impedì ai rosso-verdi di alzare al cielo il trofeo, consegnandolo alla Nigeria. Rimane ancora ad oggi il miglior piazzamento burkinabé nella propria storia in Coppa d’Africa, caratterizzata perlopiù da eliminazioni ai gironi (come accaduto nel 2015) o addirittura non-qualificazioni. L’unico risultato di spessore, oltre alla medaglia d’argento di tre anni fa, è il quarto posto del 1998, edizione che il Burkina Faso ospitò tra le proprie mura. L’accesso alla fase a gruppi della Coppa d’Africa 2015 è arrivato dopo un primo posto nel girone qualificatorio, composto da Uganda, Botswana e Comore. I burkinabé hanno chiuso il bilancio con quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta, sei gol fatti e due subiti. Idem l’Uganda, che però si è piazzata seconda per aver collezionato solamente un punto negli scontri diretti.

IL CT

Paulo Duarte

Dopo il fallimento in Coppa d’Africa nel 2015 la federazione calcistica del Burkina Faso ha avuto qualche difficoltà nel riorganizzare lo staff tecnico della nazionale. Il tecnico belga Paul Put ha salutato l’Africa per andare ad allenare la Giordania, gli è subentrato il tedesco Gernot Rohr, il quale però è rimasto in carica solo per pochi mesi e attualmente allena la Nigeria. Con l’avvento dell’anno 2016 le chiavi della squadra sono state affidate a una vecchia conoscenza, l’allenatore portoghese Paulo Duarte. Il classe ’69 di Oporto aveva infatti già allenato la selezione burkinabé tra il 2008 e il 2012, anno in cui totalizzò 0 punti nella Coppa d’Africa e venne sollevato dall’incarico. Tuttavia la sua prima avventura con gli Stalloni si concluse con una media-punti di 1,95 a partita, sicuramente un computo positivo. In seguito Duarte si è seduto sulla panchina della nazionale del Gabon e dello Sfaxien, club tunisino, senza ottenere gloria. Da calciatore, è stato un difensore della nazionale lusitana e dell’União Leiria tra le tante, club che gli ha permesso di inserire nel suo curriculum anche la prima esperienza da allenatore. È solito schierare le proprie formazioni con la difesa a 4, potrebbe adottare sia il 4-2-3-1 che il 4-3-3, su cui ci baseremo oggi.

PORTIERI

Daouda Diakité

Mentre per il Gabon, di cui abbiamo trattato nell’articolo precedenza, la rosa è già quasi stabilita, il Burkina Faso è ancora un cantiere a cielo aperto. La nazionale è in allestimento e per adesso possiamo basarci sulle convocazioni diramate per la gara vinta 0-2 contro Capo Verde lo scorso 12 novembre e valevole per le qualificazioni alla Coppa del Mondo 2018. I primi dubbi riguardano già il portiere, sul cui ruolo circolano molti dubbi. Daouda Diakité è annoverato tra gli eroi dell’edizione del 2013, in cui è stato assoluto protagonista. Trentatré primavere sulle spalle, ha saltato la Coppa d’Africa 2015, e in precedenza tutte le qualificazioni, per via di una grave operazione al ginocchio. Una volta risolti i guai fisici è tornato a riprendersi la porta della nazionale circa un anno fa e ha condotto i burkinabé nel corso delle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2017. Tuttavia ha saltato gli ultimi due giri di convocazioni e la sua presenza in Gabon è in dubbio. Difende i pali della nazionale dal 2005, è un elemento di considerevole esperienza. Da agosto gioca al Vita Club, una delle più importanti formazioni della Repubblica Democratica del Congo, in precedenza aveva girovagato per l’Africa militando in Egitto e in Sudafrica. Vanta anche due esperienze in Belgio, una nelle serie minori al Turnhout e l’altra al Lierse, che gli ha permesso di debuttare nella massima serie locale. In corsa per un ruolo dal primo minuto c’è anche Germain Sanou, che è stato titolare nel corso della Coppa d’Africa 2015 approfittando dell’assenza di Diakité. In precedenza aveva partecipato anche alle edizioni del 2010, del 2012 e del 2013, sempre però vestendo i panni della terza scelta. In nazionale conta 13 presenze, collezionate quasi tutte nel biennio 2014-2015. Quest’anno era scomparso dai radar, salvo poi tornare tra i convocati in autunno. È sbocciato nella succursale a Bobo Dioulasso del Saint-Étienne, che successivamente lo ha portato in Francia aggregandolo alla seconda squadra. Dal 2010 gioca nel paese d’oltralpe, attualmente veste i colori del Beauvais, in forza nel campionato di CFA 2, equivalente alla quinta serie nazionale. In questa situazione ancora non chiara potrebbe spuntarla la giovane promessa Hervé Kouakou Koffi, debuttante dal primo minuto nella penultima gara giocata dal Burkina Faso, una partita di qualificazione al Mondiale del 2018 contro il Sudafrica. Qualche settimana fa ha spento le 20 candeline, sarà tra i più giovani estremi difensori della rassegna (insieme alla coppia camerunense Onana-Ondoa). Milita tra le fila dell’ASEC Mimosas, una delle più celebri compagini ivoriane, con cui ha partecipato alla CAF Champions League 2016. Nella trasferta capoverdiana andata in scena due giorni fa ha protetto la porta burkinabé per tutti i 90 minuti. In lizza per un posto tra i 3 portieri che verranno convocati tra qualche mese c’è anche un nome a sorpresa, Aboubacar Sawadogo. Duarte lo ha chiamato per la sfida contro Capo Verde, si tratta per lui della prima apparizione in nazionale. Gioca al Kadiogo, tra le più importanti corazzate burkinabé. Sono basse invece le probabilità di vedere tra qualche mese in Gabon Abdoulaye Soulama, che ricevette la sua prima convocazione in nazionale nientemeno che per la Coppa d’Africa del 1998. La carta d’identità recita come anno di nascita 1979, ciononostante non ha ancora intenzione di appendere i guantoni al chiodo o di ritirarsi dalla nazionale. Recentemente si è saltuariamente accomodato in panchina, come accaduto nella Coppa d’Africa del 2015. Era partito invece da titolare nell’edizione di due anni prima, in cui gli Stalloni si sono piazzati secondi, salvo poi rimediare un’espulsione alla seconda giornata e uscire definitivamente di scena per mano del compagno di reparto Diakité. Con il Burkina Faso ha collezionato 46 presenze, difficilmente Duarte gli regalerà il biglietto aereo ma non è ancora da tagliar fuori. Attualmente difende la porta dei ghanesi dell’Hearts of Oak, in precedenza aveva giocato all’Asante Kotoko (sempre in Ghana), all’ASFA Yennenga, all’ASF Bobo (entrambe in patria), al Batna (Algeria) e al Denizlispor (Turchia), squadra con cui nel lontano 2001 riuscì a collezionare un gettone nella massima divisione anatolica.

DIFENSORI

Difensori

In difesa, almeno per quanto concerne la coppia centrale titolare, il ct Duarte ha più certezze. Sul centro-destra agirà Bakary Koné, una delle colonne portanti della squadra. Da quest’estate difende la causa del Malaga, nella Liga spagnola, dopo aver vestito per cinque anni la maglia dell’Olympique Lione. Classe ’88 nativo di Ouagadougou, è un roccioso centrale difensivo abile in marcatura e dotato di personalità da vendere. Sulle palle alte è una montagna, fisicamente è alto, longilineo e molto snello. Ha debuttato in nazionale nel 2006 ad appena 18 anni, un anno dopo ha intrapreso la sua prima esperienza europea al Guingamp, in Francia. Cinque stagioni positive nella seconda serie francese gli hanno fatto guadagnare la chiamata di un club blasonato come il Lione, approdando finalmente in palcoscenici di spessore. Dal 2011 al 2016 ha totalizzato 141 presenze, più due coppe nazionali conquistate e una supercoppa. Nel 2013 è stato tra i protagonisti in Coppa d’Africa distinguendosi per prestazioni sopra la media, da allora è stato a tutti gli effetti il generale della difesa saltando solo sporadiche partite. Sarà affiancato da Steve Yago, difensore in forza al Tolosa. Nelle ultime due gare della nazionale ha agito da terzino destro, si tratta di una soluzione da tenere in considerazione. Classe ’92, ha debuttato con il Burkina Faso subito dopo la Coppa d’Africa del 2013 ed è riuscito a ritagliarsi in tempo record un posto da titolare nell’undici burkinabé. Non ha saltato nemmeno un minuto nelle ultime otto gare della selezione africana, con ogni probabilità affiancherà Koné nell’undici titolare. Gli mancano due apparizioni per raggiungere la terza cifra con la maglia bianco-viola del Tolosa, più volte ha anche indossato al braccio la fascia da capitano. Media statura, è un centrale di difesa rapido che si completa alla perfezione con un compagno delle stesse caratteristiche di Koné. Il terzino sinistro molto probabilmente sarà Patrick Malo, classe ’92 con 5 incontri in nazionale alle spalle. Gioca allo Smouha SC in Egitto, club di cui è titolare indiscusso e che lo ha acquistato in estate dalla compagine algerina del Kabylie. Ha un anno e tredici gare con il Burkina Faso in più Issoufou Dayo, difensore tuttofare del Nahdat Berkane, formazione marocchina. La sua posizione in campo è ancora da chiarire: potrebbe muoversi da terzino destro, come appare più probabile, essere impiegato sulla fascia opposta o addirittura essere spostato al centro, con Yago dirottato sulla corsia destra (è avvenuto nella gara contro Capo Verde dove è stato coadiuvato da Paro). Nel suo curriculum spicca un’esperienza al Vita Club, nella Repubblica Democratica del Congo, con cui ha vinto il campionato nazionale nel 2015 e conquistato la finale di Champions League un anno prima, perdendola poi a vantaggio del Setif. Milita in Marocco anche Ernest Aboubacar Congo, fresco di prima convocazione in nazionale. È nato nel 1992 e di professione fa il difensore centrale. Veste la maglia dell’IZK Khémisset dal 2014, in precedenza aveva difeso i colori di vari club del Burkina Faso. Tra le seconde linee è tornato recentemente in auge Robert Sankara, rispolverato da Duarte dopo più di quattro anni di assenza. Difensore centrale classe ’85, è stato acquistato in estate dai sudafricani del Bloemfontein Celtic, in precedenza aveva parteggiato per i connazionali del Free State Stars. Aveva debuttato in nazionale in un match amichevole contro il Marocco nel febbraio del 2012, dopodiché era sparito per anni per poi ricomparire nelle ultime settimane. Ha militato in varie nazioni africane come il Burkina Faso, la Costa d’Avorio e il Sudan, che lo ha ospitato prima dell’attuale esperienza sudafricana. Gioca ancora in patria invece Yacouba Coulibaly, classe ’94 con tre presenze in nazionale alle spalle. Milita tra le fila del Bobo Dioulasso, è in corsa per un posto tra le riserve in Gabon. Partirà invece quasi sicuramente Issouf Paro, anch’egli difensore centrale ventiduenne. Ha debuttato in nazionale nel maggio del 2015 in un test amichevole contro il Kazakistan, dopodiché è scomparso dalla circolazione fino a settembre, quando si è accomodato in panchina nella sfida contro la Botswana. Attualmente gioca al Santos FC Cape Town, nel secondo livello del sistema calcistico sudafricano. Da questi ultimi nomi si può intuire la rivoluzione che sta portando avanti il tecnico Duarte, il quale ha un po’ accantonato i volti storici per favorire l’ingresso di nuove leve. Tra i giocatori che rischiano di più di essere esclusi dalla lista dei 23 c’è Mohamed Koffi, uno degli elementi più rappresentativi del Burkina Faso nell’ultimo decennio. Si è intravisto a giugno per cinque minuti in un match contro le Comore, in precedenza la sua ultima apparizione era datata novembre 2015. È stato per anni il terzino destro di riferimento degli Stalloni, tuttavia la sua avventura in nazionale potrebbe anche non essere giunta al termine e la sua presenza in Gabon non è da escludere a priori. Piccolo fisicamente e noto per i capelli stravaganti e una barbetta caprina, è nato ad Abidjan in Costa d’Avorio ma ha scelto di rappresentare a livello internazionale il Burkina Faso per via delle sue origini burkinabé. La sua carriera si è svolta completamente tra paesi di madrelingua araba, sia in Nord Africa che nel Medio Oriente (ad eccezione della fase iniziale, ambientata nella sua terra natale). Il suo cartellino è di proprietà dello Zamalek, formazione egiziana, ma attualmente è in prestito all’Al-Ettifaq, nella Professional League saudita. Al-Markhiya, Al-Sailiya (entrambe Qatar), Petrojet (Egitto) e Duhok (Iraq) sono state altre tappe della sua carriera. In nazionale conta 44 apparizioni e quattro Coppe d’Africa alle spalle.

CENTROCAMPISTI

centrocampisti

A centrocampo l’unica sicurezza del ct Duarte è Charles Kaboré, il guardiano della difesa che agirà da vertice basso. È probabilmente l’elemento più rappresentativo di tutta la nazionale, attualmente milita in Russia ma è stato per anni un punto fermo del Marsiglia, con cui ha vinto un campionato francese, tre coppe nazionali e due supercoppe. È nato nel 1988 in Burkina Faso e nel 2007 ha fatto le valigie partendo per la Francia per intraprendere la carriera da calciatore, dopo aver mosso i primi passi in patria. Nel 2008 è arrivata la chiamata del Marsiglia in virtù di una buna annata nella serie cadetta con il Libourne-Saint-Seurin, al Vélodrome è rimasto cinque anni diventando un leader del club e sfiorando le 200 apparizioni complessive. Nel 2013 è stato acquistato dal Kuban’ Krasnodar, attualmente gioca invece per l’altra compagine cittadina, il FK Krasnodar. In nazionale indossa la fascia da capitano ed è per una manciata di presenze il giocatore con alle spalle più apparizioni in nazionale, ne conta 71, due in più di Pitroipa. È un mediano specializzato nel rubare i palloni e più generalmente nella fase difensiva. Forte fisicamente ma allo stesso tempo relativamente veloce, le sue peculiarità sono versatili e gli consentono di poter ricoprire varie posizioni in campo. Per esempio, durante la militanza al Marsiglia, è spesso stato impiegato come terzino destro o all’occorrenza al centro della difesa. Temperamento, resistenza fisica e capacità di smistare il pallone sono altre qualità che lo contraddistinguono. In caso di 4-3-3 dovrebbe essere affiancato da due giocatori molto più offensivi. Alla sua destra si muoverebbe Alain Traoré, giocatore dotato di qualità eccelse ma che ha sempre fallito in carriera il salto di qualità. Problemi fisici e mancanza di continuità hanno condizionato il suo cammino calcistico. Nel 2013 aveva iniziato la Coppa d’Africa con il Burkina Faso con prestazioni straordinarie (3 gol in altrettante partite, uno di essi con un destro d’esterno dai 30 metri che merita di essere inserito tra le migliori reti mai siglate nel torneo continentale), poi un infortunio muscolare lo ha improvvisamente frenato privandogli la possibilità di inseguire la coppa con i suoi compagni. Nato il 31 dicembre del 1988 a Bobo-Dioulasso, in estate è passato a parametro zero al Kayserispor, con cui sta cercando di rilanciarsi nella massima serie turca. È cresciuto sui manti erbosi dei campi francesi, l’Auxerre è stata la sua prima casa, poi si è trasferito al Lorient. Con i bretoni ha totalizzato 61 apparizioni e 16 reti in quattro annate, le prime due vissute da protagonista, le ultime due da comparsa. Nel 2015 è stato ceduto in prestito al Monaco per sei mesi, nel club del Principato è riuscito a scendere in campo solamente una volta. Di professione fa il trequartista ma è molto duttile, può ricoprire svariate posizioni in quella fascia di campo. Mancino naturale, il tiro dalla distanza è di gran lungo il suo punto di forza, in carriera ha realizzato parecchi gol da cineteca con conclusioni da fuori area. Tecnicamente valido, sotto porta si fa spesso sentire, lo dimostrano le 18 marcature in 40 gare in nazionale. A destra di Kaboré dovrebbe correre invece Abdou Traoré, anch’egli in forza nel campionato turco. È un elemento in rampa di lancio, i precedenti commissari tecnici del Burkina Faso non lo avevano mai tenuto molto in considerazione, Duarte invece lo ha promosso a punto fermo della squadra. Nelle ultime sei gare degli Stalloni è sempre sceso in campo dal primo minuto eccetto nella sfida contro Capo Verde. Giocatore estremamente eclettico, predilige indossare le vesti del trequartista ma si è adattato in carriera a muoversi persino da terzino sinistro. Nato nel 1988 ad Abidjan, metropoli ivoriana, da genitori burkinabé, dal 2011 rappresenta a livello internazionale il paese a cui appartiene il suo sangue. Piede mancino educato, abbina alla perfezione ottime qualità fisico-atletiche con pregevole tecnica di base. È cresciuto in Marocco nel settore giovanile del Raja Casablanca, in seguito ha militato per quattro anni in Norvegia con il Rosenborg (con cui ha vinto due campionati) e per due stagioni al Lechia Gdansk, in Polonia (chiudendo l’avventura con un bottino invidiabile di 27 reti in 72 partite). Dal 2013 vive in Turchia, dove ha vestito le maglie di Gaziantepspor, Konyaspor e Karabükspor, con cui nell’annata corrente si è tolto la soddisfazione di timbrare il cartellino sei volte in nove partite. C’è molta più precarietà per quanto riguarda invece le riserve in mediana del Burkina Faso. L’unica seconda linea che ha la certezza del biglietto aereo per il Gabon in mano è Adama Guira, centrale di centrocampo del Lens, nella Ligue 2 francese. Nelle ultime gare della nazionale è sempre stato presente, dal primo minuto o subentrando a gara in corso. Classe ’88, resistenza fisica e struttura corporea da granatiere sono i suoi punti di forza. È cresciuto, calcisticamente parlando, in Spagna, successivamente ha giocato in Svezia, in Moldavia e in Danimarca al SønderjyskE, club con cui ha inanellato 96 presenze nella massima serie danese. Potrebbe avere maggiori possibilità di vestire i panni del titolare in caso di 4-2-3-1, in cui né Alain e Abdou Traoré sarebbero in condizione di muoversi al fianco di Kaboré davanti alla difesa a causa delle loro peculiarità adatte più ad offendere. Ha buone chance di ricevere la convocazione Djibril Ben Zidnaba, classe ’94 in forza al Penafiel, nel secondo livello portoghese. Ha assaggiato per la prima volta l’esperienza in nazionale a ottobre, è ancora a caccia dell’esordio. Mediano prettamente fisico e abile nel rubare i palloni all’avversario, è cresciuto nella scuola calcistica lusitana, avendo militato tra le fila di Naval 1º de Maio, Braga B e Moreirense, con cui ha collezionato una manciata di apparizioni nella massima serie. Gioca proprio al Moreirense Bakary Bouba Saré, in lizza per un posto a centrocampo tra le seconde scelte. Classe ’90, è nato in Costa d’Avorio e ha anche rappresentato a livello internazionale la selezione U-20 ivoriana, prima di virare sul Burkina Faso. In carriera ha fatto incetta di trofei nei tanti paesi in cui è approdato, ha vinto il titolo nazionale in Norvegia (Rosenborg), in Romania (Cluj), in Croazia (Dinamo Zagabria) e in Belgio con l’Anderlecht, con cui ha conquistato anche coppa e supercoppa nazionale. Specializzato nella fase difensiva, possiede un fisico da corazziere e temperamento. A marzo è stato utilizzato per 180 minuti nelle sfide contro l’Uganda, dopodiché non si è più visto con la maglia burkinabé e per questo la sua presenza in Gabon è in forte dubbio. Nonostante non sia stato inserito nell’ultimo giro di convocazioni, si giocherà le proprie carte fino all’ultimo anche Abdoul Aziz Kaboré. Classe ’94 del Valenciennes con caratteristiche quasi analoghe a quelle dei due compagni di reparto precedentemente menzionati, in nazionale conta tre apparizioni, due delle quali collezionate sotto la gestione Duarte. L’anno scorso è stato tra i punti fermi degli Ateniesi in Ligue 2, nella stagione corrente invece il tecnico Hadžibegić lo sta centellinando, situazione che di certo non giova alle sue speranze di convocazione in nazionale. Potrebbero approfittarne due assolute novità, che hanno recentemente ricevuto la prima chiamata con gli Stalloni: Issoumaila Lingane e Moussa Dao. Il primo è un classe ’91 nato in Costa d’Avorio che sta ben figurando in Israele con la maglia dell’Hapoel Ashkelon. Nelle cinque gare di campionato in cui è stato impiegato ha messo a segno tre reti, tutte alla prima giornata nella gara contro l’Hapoel Haifa (unico successo stagionale per ora). Gioca in terra israeliana dal 2013, in nazionale ha totalizzato solamente una dozzina di presenze in U-17. Dao invece milita in Egitto all’El Masry di Port Said. Mediano classe ’92 e piccolo fisicamente, in carriera ha sempre giocato nel paese delle piramidi. Quasi impensabile ipotizzare una convocazione di Djakaridja Koné, ex colonna della nazionale ma scomparso dai radar da quasi un anno (anche a causa di un serio infortunio). Trent’anni, è svincolato da luglio, quando è terminata la sua avventura turca al Sivasspor.

ATTACCANTI

attaccanti

Lì davanti Duarte può contare su grande abbondanza di uomini, sia per quanto concerne le corsie esterne che per il ruolo di centravanti. Ha la maglia assicurata Jonathan Pitroipa, nel 2013 nominato miglior giocatore della Coppa d’Africa. Ala destra trentenne, da qualche hanno ha intrapreso un’esotica avventura in Medio Oriente che lo ha portato a conoscere gli Emirati Arabi Uniti prima con la maglia dell’A-Jazira e poi con quella dell’Al-Nasr. In nazionale conta 17 reti in 61 presenze, è un esterno particolarmente veloce e bravo tecnicamente che garantisce quantità e qualità per tutti e 90 i minuti. Agli albori della propria carriera ha vestito la maglia del Friburgo in Germania, a livello di club ha toccato il proprio apice in Francia con il Rennes tra il 2011 e il 2014. Prima di approdare nel paese d’oltralpe aveva anche difeso la causa dell’Amburgo per tre stagioni. Correrà sulla fascia destra, ha già ipotecato la maglia numero undici. Sulla corsia opposta si muoverà Prejuce Nakoulma, compagno di squadra di Alain Traoré al Kayserispor in Turchia. Classe ’87, quanto a velocità può dar filo da torcere anche ai migliori del mondo nel suo sport. Nel suo repertorio figurano anche spiccate capacità di dribbling e abilità nel gioco aereo, la quale gli ha permesso spesso di timbrare il cartellino con colpi di testa. A vent’anni è approdato in Polonia, dove si è sviluppata la sua carriera prima dell’addio nel 2014 per volare in terra anatolica. Il Górnik Zabrze è il club che ha rappresentato di più ad alti livelli, arrivando a totalizzare 92 presenze impreziosite da 24 reti e 12 assist vincenti. Nel 2014 è stato acquistato dal Mersin IY, che ha lasciato in estate per via della retrocessione nella serie cadetta. A insidiare il posto da titolare di Pitroipa e Nakoulma c’è Jonathan Zongo, ala destra dell’Almeria, con cui è sotto contratto dal 2010. Classe ’89, col passare degli anni è sceso sempre più di posti nelle gerarchie fino ad arrivare alle sole tre apparizioni in dodici giornate nella stagione in corso in serie cadetta. In nazionale ha avuto il proprio periodo di gloria più o meno nel 2014, dopo la Coppa d’Africa 2015 era un po’ scomparso di circolazione ma con l’avvento del ct Duarte ha riottenuto il posto perduto. Tra i suoi punti di forza spicca la rapidità sia nel breve che nel lungo, così come l’incredibile agilità. Si gioca un posto sulla fascia anche Cyrille Bayala, il più giovane di tutta la nazionale. Gioca allo Sherrif Tiraspol, in Moldavia, da fine agosto, quando la squadra allenata da Roberto Bordin lo ha acquistato per appena 70 mila euro dall’El Dakhlia, compagine egiziana. Ha debuttato con il Burkina Faso appena diciassettenne nel 2013, ultimamente il nuovo tecnico Duarte gli sta concedendo fiducia e lo ha anche schierato titolare in un match contro le Comore. Al centro del reparto ha molte probabilità di partire titolare Bertrand Traoré, il più talentuoso della formazione. Nato nel 1995 a Bobo-Dioulasso, è fratello di Alain Traoré. Di proprietà del Chelsea, sta giocando in prestito all’Ajax con cui sta ben figurando. Aveva già conosciuto i Paesi Bassi in precedenza, avendo vestito tra gennaio 2014 e giugno 2015 la maglia del Vitesse. L’anno scorso ha fatto parte della rosa dei Blues, collezionando 16 presenze complessive (contando anche le varie coppe) e 4 reti. Attaccante dal potenziale enorme, sa essere alla perfezione la spina nel fianco per la difesa delle squadre avversarie grazia alla sua rapidità. Il dribbling, abbinato a un pregevole controllo palla, è un’altra sua arma pericolosa, così come il tiro in porta, che evidentemente è caratteristica di famiglia. Ha debuttato in nazionale con la Coppa d’Africa nel 2012, non ha preso parte all’edizione del 2013 ma è sempre sceso in campo in quella del 2015. Condivide lo stesso ruolo con Aristide Bancé, che ha però ha qualità totalmente opposte. Numero nove all’antica, Bancé è un attaccante che fa della mole imponente il proprio punto di forza. Classe ’84, in carriera ha militato in dodici paesi diversi, arrivando a toccare il suolo di tre continenti. Da agosto veste la maglia del FC Riga, nella massima serie lettone, in precedenza il suo cartellino era detenuto dal Chippa United, compagine sudafricana. Irtysh (Kazakistan), HJK Helsinki (Finlandia), Augsburg, Fortuna Düsseldorf, Mainz, Kickers Offenbach (Germania), Al-Ahli (Emirati Arabi Uniti), Samsunspor (Turchia), Metalurh Donetsk (Ucraina), Beerschot, Lokeren (Belgio), Santos Ouagadougou (Burkina Faso), RFC Daoukro, AS Athletic Adjamé e Stade d’Abidjan (Costa d’Avorio) sono state le altre tappe della sua infinita vita da calciatore. Insuperabile fisicamente (193 cm di altezza), spietato nel gioco aereo e cinico sotto porta, anche se non partirà dal primo minuto potrà essere una carta importante a partita in corso. Ha il biglietto aereo per il Gabon in tasca anche Banou Diawara, centravanti dello Smouha, club egiziano. Nelle ultime quattro partite del Burkina Faso ha realizzato tre reti (l’ultima contro Capo Verde, in cui ha aperto le danze chiuse poco dopo da Nakoulma), le sue quotazioni sono in netta ascesa. Classe ’92, è stato acquistato in estate dalla corazzata egiziana dopo aver militato in Algeria al Kabylie. Dovrebbe completare il quadro degli attaccanti, anche se spera in una chiamata pure Moustapha Kaboré, centravanti ventenne del Sedan, formazione di terza serie francese. Si è seduto in panchina in due degli ultimi tre incontri della selezione di Duarte, è ancora a caccia del debutto. Il suo cartellino è di proprietà del Metz, con cui nella scorsa annata ha totalizzato 14 presenze nella divisione cadetta transalpina realizzando anche un gol.

LA STELLA – Charles Kaboré (Krasnodar, 1988)

LA PROMESSA – Bertrand Traoré (Ajax, 1995)

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3)

Diakité

Dayo          Yago          B. Koné          Malo

Al. Traoré          C. Kaboré          Ab. Traoré

Pitroipa          B. Traoré          Nakoulma

VARIANTE 4-2-3-1

Diakité

Dayo          Yago          B. Koné          Malo

Guira          C. Kaboré

Pitroipa          Al. Traoré          Nakoulma

B. Traoré

DOVE PUÒ ARRIVARE – Il Burkina Faso non parte certo da prima della classe e il suo obiettivo è il passaggio del turno, che si giocherà con Gabon, Camerun e Guinea-Bissau. Sulla carta gli Stalloni sono più attrezzati dei guineensi, l’impressione è che il duello che li coinvolgerà maggiormente sarà con il Camerun. Con Duarte alla guida la selezione africana non ha mai perso totalizzando quattro vittorie e due pareggi, è dunque in un buon stato di forma. Il connubio tra nuovi innesti e vecchi punti fermi sembra portare ai risultati sperati.

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