I volti nuovi della Serie A – Pjaca, Nestorovski e Wallace

Prosegue il nostro tour nei meandri della Serie A 2016-2017 che ci porterà a conoscere tutte le facce nuove sbarcate in queste settimane nel nostro paese. Nell’articolo di oggi tratteremo di Marko Pjaca, Ilija Nestorovski e Wallace.

 Croazia MARKO PJACA

Marko Pjaca

Il suo nome è finito nella lista dei tormentoni della sessione estiva di calciomercato 2016, a lungo in questi ultimi tempi è stato trattato da varie squadre italiane che hanno provato a strapparselo a vicenda fino alla fine. L’ha spuntata la Juventus, la cui offerta di 23 milioni di euro ha soddisfatto la Dinamo Zagabria, a discapito di Milan e Inter. La campagna acquisti juventina per adesso può tranquillamente esser definita straordinaria, il giovane croato ha portato quel pizzico di gioventù e speranza per il futuro che mancava all’opera. Nato a Zagabria il 6 maggio del 1995, per lui parlano ottime prestazioni in patria e soprattutto con la nazionale, con cui ha disputato un Europeo da comprimario. Nonostante fosse stato impiegato quasi sempre dal primo minuto nel corso delle qualificazioni, in terra francese non è partito in testa alle gerarchie ed è riuscito a mettere in cascina solamente un’apparizione da titolare, nella vittoria contro la Spagna. Tuttavia il suo talento ha brillato in particolare nei dieci minuti finali della sfida contro il Portogallo, risultata fatale per la compagine balcanica. In un breve lasso di tempo Pjaca ha messo in mostra qualità sopra la media, seminando il panico tra i difensori lusitani a furia di percussioni palla al piede. Tecnica sopraffina ma allo stesso tempo un fisico da granatiere: questo connubio lo rende un giocatore quasi unico nel suo ruolo. A 186 cm di altezza abbina grande velocità, controllo palla superbo, tiro destro secco e preciso e versatilità tattica. In patria è stato paragonato a pezzi grossi come Boban, Savicevic o Perisic, suo attuale compagno in nazionale dal quale si contraddistingue però per maggiore estro. La sua carriera in patria è iniziata e finita con la Dinamo, nel mezzo però c’è stata un’esperienza molto importante per la sua crescita: quella alla Lokomotiva Zagabria, una sorta di succursale del più blasonato club croato. Nella stagione 2013-2014 in maglia bianco-blu è sceso in campo con regolarità nella massima serie locale fino a collezionare sette reti in 31 presenze, un bottino niente male per un ragazzo con solo 19 primavere sulle spalle. In estate per un milione di euro ha fatto ritorno alla casa madre e successivamente disputato due stagioni di livello eccelso, superando abbondantemente la doppia cifra (per quanto concerne le marcature) in entrambe. Prima di passare ufficialmente alla Juventus il 20 luglio ha avuto modo di salutare al meglio i propri tifosi con una doppietta su calcio di rigore contro i macedoni del Vardar in una gara di qualificazione alla Champions League. A Torino nel valorizzare i giovani sono bravi, Pogba docet. Pjaca ha tutte le carte in regola per essere il prossimo campione ad affermarsi sotto l’ombra della Mole Antonelliana.

Macedonia ILIJA NESTOROVSKI

Ilija Nestorovski

Se fino a un paio di anni fa l’attacco del Palermo parlava spagnolo, con la coppia Dybala-Vazquez che aveva fatto innamorare gli appassionati di calcio italiano, l’anno prossimo il tridente offensivo rosanero sarà formato per 2/3 da macedoni. Una coppia insolita quella formata da Trajkovski e il nuovo acquisto Nestorovski, molto raramente infatti tra le mura nostrane abbiamo ospitato calciatori provenienti dalla terra di Alessandro Magno. Eppure Zamparini ha spiazzato ancora una volta tutti gli addetti ai lavori puntando per la prossima annata su un settore offensivo in salsa esotica: ai due macedoni si sommano infatti l’ungherese Balogh e il serbo Djurdjevic. Si tratta senza dubbio di una scelta azzardata, data soprattutto la travagliata stagione che i siciliani hanno alle spalle. La campagna acquisti palermitana per adesso è stata improntata sul low cost (nonostante la cessione eccellente di Vazquez e gli addii non meno importanti di Gilardino e Sorrentino). I nomi arrivati non sono certo di spessore ma allo stesso tempo hanno con sé un proprio alone di curiosità. Ilija Nestorovski è un attaccante centrale con il gol nel sangue, è reduce da tre stagioni nelle quali ha vinto consecutivamente il premio di capocannoniere. Prima di approfondire temi più recenti dedichiamo però qualche riga agli albori della carriera del bomber balcanico. Nato a Prilep il 12 marzo  del 1990, città immersa nel cuore della Macedonia, ha mosso i primi passi da calciatore al Pobeda, con cui debuttò a soli 16 anni. Dopo aver messo a segno caterve di gol tra i confini nazionali, appena ventenne decise di lasciare la madrepatria per inseguire il sogno di diventare un calciatore affermato. A lungo ha provato ad emergere in Repubblica Ceca senza successo, lo Slovácko per valorizzarlo più volte lo ha ceduto a titolo temporaneo. Dopo aver fatto ritorno in prestito in patria senza trovare gloria come al principio della propria vita calcistica, nell’estate del 2013 prese un’ardua decisione che con il senno di poi si è rivelata miracolosa per la sua carriera. Si accasò all’Inter Zaprešić, compagine in forza nella seconda serie croata, che dopo un anno da protagonista lo riscattò dal vecchio club di appartenenza. Venti gol alla prima stagione, quattro in più nella seconda e promozione conquistata. In pochi sono riusciti nell’impresa di vincere di fila titolo di miglior marcatore di serie A e B dello stesso paese, tra questi figura il nome di Nestorovski. Nella Prva Liga è entrato nel tabellino dei marcatori ben 25 volte, staccando di nove lunghezze il proprio connazionale Muzafer Ejupi, secondo in questa particolare graduatoria. Le sue prestazioni nono sono passate inosservate al Palermo che ha ufficializzato il suo acquisto per 500 mila euro sin da gennaio 2016. Non è potuto sbarcare subito in Sicilia dato lo slot da extracomunitario indisponibile, quest’estate invece è stato aggregato al gruppo di mister Ballardini con cui ha svolto il ritiro in Austria. Ciononostante il suo contratto non è ancora stato depositato. Il motivo? Prettamente burocratico. Il giocatore potrebbe infatti avere i requisiti per ricevere il passaporto comunitario dall’ambasciata della Bulgaria, anche se i tempi tecnici sembrano essere meno rapidi del previsto, dato che il giocatore ha scelto di giocare per la nazionale macedone e la richiesta è stata vista soltanto come un’opportunità per migliorare la propria posizione lavorativa (da “Il Giornale di Sicilia”). Comunque andrà a finire il centravanti balcanico verrà tesserato prima dell’apertura delle porte del campionato, sia da comunitario che non. Tecnicamente è un giocatore valido, nonostante possa essere identificato con il ruolo di centravanti “all’antica”. Non è un gigante ma fisicamente è ben strutturato, è un mancino naturale che fa del gioco aereo uno dei propri punti di forza. Inoltre è un attaccante che dà un importante contributo in fase di pressing, gli addetti ai lavori lo descrivono come un giocatore che corre persino “un po’ troppo”. Dovrà sicuramente ambientarsi nel difficile calcio italiano, avrà dalla sua parte la fiducia di un club che crede fortemente in lui.

Brasile WALLACE

Wallace

Il restyling della difesa della Lazio inizia con il brasiliano Wallace, che andrà a rafforzare un reparto apparso molto debole nella scorsa stagione. È molto probabile che ci sarà un altro innesto in questa fascia di campo (magari anch’esso a tinte verde-oro, si monitora particolarmente Rodrigo Caio), nel frattempo il roccioso centrale proveniente dal Braga dovrebbe far coppia nell’undici titolare con Stefan de Vrij, tornato dopo un lungo calvario a causa di un infortunio alla cartilagine del ginocchio. La trattativa è stata portata avanti dal direttore sportivo Tare senza che trapelasse nulla dai media fino a poche ore prima dell’arrivo del difensore a Fiumicino. Le cifre dell’operazione non sono state comunicate, si dovrebbe comunque trattare di un’acquisto abbastanza oneroso da parte della dirigenza laziale. Nelle casse del Braga sono stati versati circa 8-9 milioni di euro, il sudamericano ha invece firmato un contratto di cinque anni. Wallace Fortuna Dos Santos è nato a Rio de Janeiro il 14 ottobre del 1994 in una famiglia povera, è riuscito a farsi strada in patria giocando a calcio. Tuttavia, pur avendo vestito per anni la maglia del Cruzeiro, nel campionato locale conta appena una manciata di presenze. Nel luglio del 2014 è stato acquistato dal Braga per una cifra record: 9,5 milioni di euro, un numero spropositato se associato a un ragazzo di vent’anni con poche presenze da professionista alle spalle. Il motivo è forse da ricercare nell’agenzia che detiene la procura di Wallace: la Gestifute, con a capo niente meno che il boss del mercato Jorge Mendes. In Portogallo però non ha mai giocato, sin da subito infatti è stato ceduto in prestito biennale al Monaco che lo ha utilizzato a singhiozzo nella prima stagione nel Principato: 22 presenze complessive, delle quali 4 collezionate in Champions League (una nella celeberrima vittoria contro l’Arsenal). Nella scorsa annata gli è invece stata assegnata una maglia da titolare e ha messo in mostra le migliori prestazioni nel girone di ritorno, quando formava con il connazionale Jemerson una coppia difficilmente superabile. È un difensore centrale destro alto 191 cm e per questo molto forte fisicamente e abile nel gioco aereo. Tuttavia non è molto compassato e data la imponente statura può anche esser definito discretamente rapido. Nel suo repertorio spicca la destrezza nell’impostare il gioco, a volte non disdegna la sgambata in avanti fino a centrocampo. Ha sfiorato la convocazione per l’Olimpiade con il Brasile dopo aver vinto due Tornei di Tolone con la propria nazione, è giunto in Italia per consacrarsi definitivamente nel calcio che conta. Per un difensore infatti la Serie A è la prova del nove per giudicarne il valore.

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