I volti nuovi della Serie A – Nagy, Alisson e Banega

Prosegue la nostra avventura alla scoperta delle facce nuove sbarcate in questa sessione estiva di calciomercato in Serie A. Dopo aver parlato in due articoli differenti di Krejci, Fofana, Simmy, Schick, Diks e Ocampos, tratteremo adesso di tre nuovi acquisti: Adam Nagy, Alisson ed Ever Banega.

Ungheria ÁDÁM NAGY

Adam Nagy

Oltre al ceco Krejci, il Bologna ha pescato da Euro 2016 un altro talento messosi in mostra sotto l’ombra della Torre Eiffel. Adam Nagy è stato tra i migliori giocatori della nazionale ungherese, prima nel proprio girone e imbattuta fino alla sconfitta contro il Belgio agli ottavi. Diawara è ormai in rottura totale con la società felsinea e la sua cessione sembra imminente, per questo il direttore sportivo Bigon si è fiondato subito nel mercato e ha portato presso la corte di Donadoni un centrocampista pronto ma allo stesso tempo dal roseo avvenire. Non si è smentita quindi la filosofia bolognese del puntare sui giovani, come testimonia un settore mediano del campo nato interamente negli anni ’90. Il magiaro si giocherà le proprie carte per un ruolo da titolare, potrebbe agire al centro del reparto coadiuvato da Taider e Donsah. Per lui parla uno splendido Europeo che lo ha fatto balzare agli onori delle cronache. È stato inserito da Sports Illustrated nell’elenco dei 10 migliori giovani di tutta la rassegna e ha attirato gli interessi di club prestigiosi come Leicester City, Marsiglia, Benfica e appunto Bologna, che lo ha prelevato per 1,5 milioni di euro più bonus facendogli sottoscrivere un contratto di 5 anni a 500 mila euro annui di stipendio. Nato a Budapest il 17 giugno 1995, è uno degli elementi di spicco della rinascita del movimento calcistico ungherese. È cresciuto nel settore giovanile del Ferencváros, club storico locale, con cui ha debuttato in prima squadra e giocato fino al suo arrivo in Italia. Al fianco di un pilastro come Zoltán Gera è maturato molto fino a diventare colonna portante del club campione d’Ungheria (29 apparizioni nella sua prima vera stagione tra i grandi). «Mi piace fare il centrale nella linea a tre, ma anche essere impiegato da mezzala. In un 4-3-3 la posizione che preferisco è quella del centrale, posso giocare anche da numero 10 anche se devo migliorare la mia propensione offensiva» – ha dichiarato in una delle sue prime interviste da tesserato rossoblu. Piccolo fisicamente, è un centrocampista prettamente difensivo, non trova molto la porta ma sa distribuire molto bene il pallone. Come prototipo di calciatore può essere accostato a Busquets. Bologna è da sempre una meta adatta per la crescita dei giovani, Nagy è destinato a essere il prossimo talento svezzato da mister Donadoni.

Brasile ALISSON

Alisson

In attesa di conoscere quel che ne sarà di Szczesny, la Roma si è assicurata le prestazioni di uno dei migliori numeri uno del Sud America per quanto concerne il ruolo tra i pali. Per molto tempo Alisson è stato corteggiato da Sabatini, il suo approdo nella Città Eterna porta proprio la firma del direttore sportivo dei giallo-rossi. Sono stati versati a inizio estate 8 milioni di euro nelle casse dell’Internacional di Porto Alegre, club che lo ha cullato nel proprio settore giovanile prima di affidargli le chiavi della porta in prima squadra. L’accordo era stato raggiunto da gennaio, l’estremo difensore verde-oro ha avuto tutto il tempo per prepararsi al meglio a questa nuova avventura. Eppure il suo futuro nella prossima stagione è avvolto nel mistero: se tornerà il portiere polacco dell’Arsenal sarà relegato a seconda scelta, altrimenti dovrà assumersi la responsabilità di guidare la difesa per tutta la stagione. La questione portieri in casa Roma è un polverone, l’unica certezza è proprio la presenza in squadra del brasiliano nella prossima stagione (De Sanctis è andato via, anche Skorupski è destinato alla cessione). Fino all’ultimo è stato in ballo per una convocazione all’Olimpiade, poi la Seleçao ha fatto altre scelte e Alisson ha svolto tutta la preparazione estiva a Pinzolo con il resto della squadra. Nato a Novo Hamburgo, città dello Stato del Rio Grande do Sul e situata nelle zone limitrofe a Porto Alegre, fino a pochi mesi fa non conosceva altri colori se non il bianco e rosso dell’Internacional, club che lo ha allevato per 14 anni. Da quasi un anno è titolare della nazionale brasiliana, il ct Dunga gli ha dato fiducia nella Copa América Centenario schierandolo sempre dal primo minuto. Il torneo non è stato però positivo, sia a livello collettivo che individuale (è stato protagonista di un grossolano errore contro l’Ecuador che poteva regalare i tre punti agli avversari). Episodio frutto di mancanza di concentrazione e probabilmente della giovane età, di strada ancora ne deve compiere. È un estremo difensore reattivo, agile, forte fisicamente e dotato di grande senso di posizionamento, manca ancora però di un pizzico di personalità. Una piazza importante come Roma sarà ottima per completarsi.

Argentina ÉVER BANEGA

Ever Banega

Per adesso è il fiore all’occhiello della campagna acquisti estiva dell’Inter targato 2016-2017. Il suo arrivo in nerazzurro era stato programmato già prima dell’apertura dei cancelli del calciomercato, in particolare i tifosi meneghini hanno potuto osservarlo con attenzione nelle ultime gare del finale di stagione con il Siviglia, finalissima di Europa League compresa. Banega è senza dubbio un colpaccio, andrà finalmente a completare il reparto mediano interista che mancava di una mente abbinata a piedi buoni. Un giocatore di grandissimo spessore, se poi si aggiunge che è sbarcato in Italia a parametro zero il suo arrivo può esser considerato una finezza. La sua carriera è stata una continua altalena di alti e bassi, adesso sembra aver toccato il massimo picco. La ciliegina sulla torta sarebbe stata una coppa con l’Argentina, dato che a vincere Banega è abituato. «Non vedo l’ora di esordire a San Siro. Voglio aiutare la squadra a conquistare trofei» – ha dichiarato appena entrato nella corte di mister Mancini. Con il Siviglia ha alzato al cielo due Europa League e in entrambi i tornei è stato inserito nella squadra ideale della competizione, così come accaduto nella Copa América Centenario. È un calciatore di caratura internazionale, a centrocampo sa ricoprire in sostanza tutte le posizioni. All’Inter dovrebbe esser schierato al centro della trequarti nel 4-2-3-1 di partenza. Visione di gioco, tecnica di base e capacità di agire sia da regista che da incursore sono le sue migliori qualità, fisicamente è minuto e per questo brevilineo e rapido negli spostamenti. Nato a Rosario il 29 giugno 1988, è stato forgiato dal settore giovanile del Boca Juniors, club che nel 2008 lo cedette al Valencia per 18 milioni di euro. Come già espresso in precedenza, la continuità non è mai stata il suo forte. Stenta all’inizio in terra valenciana (tanto da esser ceduto in prestito all’Atletico Madrid), poi pian piano, salvo infortuni, si impone da titolare e diventa un giocatore molto apprezzato a livello internazionale. Nel 2014 sembrava iniziato il suo declino, decise di tornare in patria a titolo temporaneo al Newell’s Old Boys per conquistare un posto da titolare e di conseguenza sperare in una convocazione per la Coppa del Mondo. Il piano naufragò e in estate fu venduto al Siviglia per appena 2,5 milioni. Sotto la guida di Emery si è letteralmente rigenerato e in breve tempo è diventato pilastro della squadra due volte campione in Europa League e della nazionale albiceleste. Ora la sua carriera ha preso una nuova piega, colorata di nerazzurro. Consacrarsi all’ombra della Madonnina è il suo prossimo obiettivo.

Lascia un commento