I volti nuovi della Serie A – Gómez, Letschert e Milik

Prosegue il nostro cammino alla scoperta dei volti nuovi della Serie A 2016-2017 sbarcati dall’estero. La puntata odierna ci porterà a conoscere meglio Gustavo Gómez, Timo Letschert e Arkadiusz Milik, acquistati rispettivamente da Milan, Sassuolo e Napoli.

Paraguay GUSTAVO GÓMEZ

Gustavo Gómez

Trent’anni alla presidenza del Milan, trent’anni di successi, trent’anni di grandi colpi di mercato, l’ultimo dei quali proviene dal Paraguay. È ormai certa la cessione della corazzata rossonera a una cordata cinese guidata dal front-man Han Li, Berlusconi lascia dopo ben tre decenni per 740 milioni di euro. La Milano calcistica finisce in mano orientali, dopo l’Inter è arrivato il turno anche dei Diavoli. Le questioni societarie sono senza dubbio in primo piano in questo periodo molto intenso, non bisogna trascurare però il campo, che alla fine regna sempre da padrone. Il campionato è ormai alle porte, sabato 20 agosto inizierà ufficialmente la Serie A. Il Milan scenderà in campo domenica contro il Torino, al momento però la squadra di Montella sembra un cantiere a cielo aperto. Il mercato ha risentito degli scombussolamenti causati dalla cessione del club, adesso finalmente potrebbe sbloccarsi. Gli acquisti di Vangioni e Lapadula non potevano bastare, serviva ritoccare la retroguardia dopo gli addii di Alex e Mexes e il brutto infortunio di Zapata. Il nome di Gustavo Gómez non è certo conosciuto in ogni angolo del pianeta, si tratta di una scommessa interessante che vanta però importanti credenziali alle spalle. Arriva a Milano per 8,5 milioni di euro con la nomea di miglior difensore centrale del campionato argentino, avendo fatto per due anni e mezzo le fortune del Lanús. È nato a San Ignacio, cittadina fondata dai gesuiti nel Paraguay meridionale, il 6 maggio del 1993. A soli 6 anni entrò nel settore giovanile del Club Libertad, una delle più blasonate compagini locali. I bianconeri lo hanno fatto crescere per quindici anni, facendolo anche affermare nel massimo campionato paraguayano, prima di cederlo oltreconfine per 2,25 milioni di euro, una cifra cospicua in Sud America per un ragazzo appena ventunenne. A renderlo noto a livello internazionale sono state anche buone prestazioni con la propria nazionale, non tra le prime nella scala gerarchica continentale ma rispettata e temuta da tutti. Nel 2013 in Argentina ha conquistato la medaglia d’argento nel Sudamericano U-20, lo stesso anno lo ha visto protagonista anche nel Mondiale U-20 in Turchia. La consacrazione con l’Albirroja è arrivata nel centenario della Copa América, disputato un paio di mesi fa in terra statunitense. Nonostante la rapida uscita di scena del Paraguay, Gómez ha messo in mostra tre buone prestazioni dal primo minuto che gli sono valse attenzioni di club importanti. In Italia Lazio e Fiorentina gli hanno fatto la corte, alla fine però è stato il Milan a spuntarla facendogli sottoscrivere un contratto di cinque anni. È un difensore centrale abbastanza completo, roccioso fisicamente ma allo stesso tempo anche discretamente veloce. Piede destro, è dotato di senso dell’anticipo e abilità nel gioco aereo. Al tutto abbina la tradizionale garra paraguayana, quell’agonismo di cui nessun giocatore nato ad Asunción o dintorni può fare a meno. Si è presentato all’aeroporto di Linate con un bel sorriso stampato in faccia, ha subito affermato di esser sbarcato in Italia con grandi ambizioni. «So che è un orgoglio poter giocare nel Milan. Voglio subito vincere il campionato, magari da protagonista perché l’obiettivo è giocare molto» – queste le sue prime parole da rossonero. Forse per la situazione attuale del Milan un po’ esagerato, tuttavia sognare non è mai peccato.

Paesi Bassi TIMO LETSCHERT

Timo Letschert

Il Sassuolo è un club che ragiona molto a tinte italiane, difficilmente preferisce il mercato estero a quello nostrano. Per una volta però si è concesso un’eccezione, andando a pescare in Olanda un nuovo tassello per la difesa. Tuttavia l’obiettivo è sempre lo stesso: rinforzare la squadra con giovani di prospettiva che garantiscono qualità nel presente e speranza per il futuro. Timo Letschert, centrale difensivo che arriva dalla terra dei mulini e dei tulipani, rispecchia appieno queste caratteristiche. La sua carta d’identità recita come data di nascita 25 maggio 1993 e come luogo Purmerend, città dell’Olanda settentrionale. Il suo trasferimento è stato ufficializzato qualche giorno fa dopo le visite mediche di rito, l’operazione di mercato è andata in porto grazie ai 3,5 milioni di euro versati dagli emiliani nelle casse dell’Utrecht, il club che deteneva il cartellino del biondo centrale orange. Letschert arriva in Italia dopo un lungo itinerario in patria, che lo ha portato a vestire le casacche di svariate formazioni, sia a livello giovanile che nel calcio professionistico. Ha mosso i primi passi nel vivaio dell’Ajax, per poi approdare all’Haarlem e infine all’Heerenveen. È stato lanciato nel calcio dei grandi dal Groningen nel 2012, con cui ha collezionato 12 presenze nelle sue prime due stagioni in Eredivisie. Il Roda è stata un’altra tappa della sua carriera ma si è consacrato in quel di Utrecht con la maglia biancorossa addosso. Due ottime annate, in particolare la seconda, hanno fatto lievitare la sua quotazione tanto da ottenere una convocazione in nazionale maggiore per le gare amichevoli contro Francia e Inghilterra nel marzo del 2016. Dal punto di vista tattico, l’olandese rappresenta manna dal cielo per gli allenatori amanti della polivalenza in campo. È un centrale difensivo strutturato fisicamente e abile nei duelli aerei, tuttavia la sue particolari peculiarità gli permettono anche di ricoprire altre zone nel rettangolo verde di gioco. In carriera si è mosso da terzino sia destro che mancino e addirittura da mediano davanti alla difesa. Temperamento, velocità e tecnica di base lo contraddistinguono, tuttavia è un giocatore ancora da scoprire per gli appassionati del calcio italiano. Sarà interessante vederlo all’opera al Mapei Stadium, un eldorado per i ragazzi desiderosi di crescere, e soprattutto nella nostrana Serie A, un campionato in cui gli olandesi hanno sempre ben figurato.

Polonia ARKADIUSZ MILIK

Arkadiusz Milik

Dopo Letschert rimaniamo in tema Olanda per trattare di un altro giocatore arrivato nel nostro campionato dai Paesi Bassi. Avrà l’arduo compito di sostituire un pezzo grosso come Gonzalo Higuain, che ha lasciato Napoli per approdare alla Juventus in un’operazione di mercato che ha generato non poche polemiche. Arkadiusz Milik è un giovane non solo di belle speranze ma anche dal rendimento assicurato nel presente, per questo i partenopei hanno scelto di investire subito 32 milioni del tesoretto derivante dalla cessione del Pipita per prelevarlo dall’Ajax. Una cifra molto importante, gonfiata dalla verde età del ragazzo e da prestazioni positive nel corso dell’Europeo francese. Il club azzurro ha battuto la concorrenza di altre compagini blasonate, in particolare il giocatore sembrava avere molto mercato entro i nostri confini. Non è certo che parta dal primo posto nelle gerarchie di Sarri, al momento dovrà battere la concorrenza di Gabbiadini ma non è escluso che De Laurentiis decida di regalare al proprio tecnico un nome importante come quello di Icardi. Tuttavia il polacco, insieme all’ex Sampdoria, potrebbe bastare per completare un pacchetto offensivo rivoluzionato dall’addio eccellente di Higuain. Il gioco del Napoli crea una miriade di palle-gol a partita, c’è bisogno di un centravanti in grado di concretizzarle e Milik svolge proprio questa professione. Ha la rete nel sangue, lo ha dimostrato nelle ultime due stagioni trascorse in Olanda con la maglia dell’Ajax: 47 marcature in 75 partite sono bastate per ricevere le attenzioni di grandi club europei. Se al tutto si somma un bottino invidiabile in nazionale (11 gol in 31 gare) e un’età ancora giovane, la chiamata di un club dello spessore del Napoli era inevitabile. Milik è nato a Tychy, città della Slesia (zona che tra i tanti ha dato i natali ad attaccanti del calibro di Lukas Podolski e Miro Klose, poi naturalizzati tedeschi), il 28 febbraio del 1994. È cresciuto tra le fila del Rozwój Katowice e ha scelto di lasciare la madrepatria solamente nel 2012, anno in cui il Górnik Zabrze lo ha ceduto al Bayer Leverkusen. L’avverbio non è stato inserito nel contesto casualmente, infatti a soli 16 anni declinò la possibilità di svolgere dei provini in Inghilterra con Tottenham e Reading per non abbandonare casa e famiglia. Nonostante i 2,6 milioni di euro pagati per portarlo in Germania, le Aspirine non hanno mai puntato molto sul ragazzo e lo hanno ceduto a titolo definitivo all’Ajax un paio di anni dopo per una cifra pressoché identica (nel mezzo c’è una parentesi in prestito all’Augusta). Tra i canali di Amsterdam il talento del polacco è affiorato definitivamente e si è consacrato partita dopo partita, fino a diventare colonna portante della propria nazionale. Il paragone con Lewandowski è quasi automatico, tuttavia ci sono delle differenze tra le caratteristiche del neo-napoletano e quelle del bavarese. Milik ad esempio non è destro, ha bensì un sinistro purissimo. «Arek (diminutivo del nome, ndr) è un grande attaccante e il suo è uno dei mancini migliori che abbia mai visto in vita mia. Con quel mancino sarebbe capace di fare qualunque cosa. Nella mia vita non ho mai conosciuto nessun giocatore con delle qualità simili. Arek è davvero un fuoriclasse con quel piede» – ha dichiarato Ronald De Boer, vice allenatore della squadra riserve dell’Ajax nonché fratello gemello di Frank, tecnico del bomber polacco nel suo trascorso in Olanda e ormai a un passo dall’Inter. Riesce ad abbinare alla perfezione fisico possente (186 cm di statura) e buona mobilità, inoltre la sua duttilità tattica gli consente di agire anche alle spalle della prima punta nonostante abbia tutte le caratteristiche da numero 9 puro. La sua migliore qualità è senza dubbio il tiro secco e preciso, pericoloso anche sui calci piazzati. A Napoli hanno conosciuto probabilmente il miglior sinistro di sempre, sono intenditori. Chissà se apprezzeranno, con le dovute proporzioni, anche quello del polacco.

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