I volti nuovi della Serie A 2017/2018 – Palomino, Marusic e Vitor Hugo

19 agosto 2017. In Italia questa data è fissata da tempo sul calendario dei tanti appassionati di calcio che popolano il nostro paese. Dopo quasi tre mesi di astinenza da calcio (nostrano, per intenderci) finalmente la Serie A riaprirà i battenti. Ancora una decina di giorni ci separano dal tanto atteso appuntamento, nel frattempo ci si può consolare con la prestigiosa Supercoppa, contesa tra Juventus e Lazio (il 13 agosto allo Stadio Olimpico andrà in scena il secondo atto della finale di Coppa Italia dello scorso anno). Sorge spontaneamente un problema, soprattutto per chi durante l’estate ha allentato un po’ la presa lasciandosi sfuggire le continue notizie di calciomercato: stagione nuova, volti nuovi, come suggerisce il titolo. Non c’è da preoccuparsi, questa rubrica di Paneecalcio vi offre proprio la possibilità di conoscere in pochi minuti giocatori mai visti prima all’opera nel nostro paese. Onde evitare equivoci bisogna chiarire che si parlerà solamente di calciatori arrivati dall’estero, non di chi proviene dalle serie minori italiane. I protagonisti di ogni articolo saranno tre, cercherò ovviamente di coinvolgere più squadre possibili in modo che ogni tifoso possa sentirsi parte integrante di questa serie. Si comincia oggi con tre giocatori sbarcati in squadre che bene o male dovrebbero essere impegnate nella parte sinistra della classifica: José Luis Palomino, Adam Marusic e Vitor Hugo.

 

JOSÉ LUIS PALOMINO

L’Atalanta di mister Gasperini è stata senza alcun dubbio la sorpresa della passata stagione. Riconfermarsi è sempre l’impresa più ardua, lo sa bene la società orobica che sin da inizio giugno sta lavorando per sostituire chi ha fatto le valigie e puntellare ulteriormente la rosa. L’esodo generale è stato scampato, tuttavia ci sono state partenze eccellenti come Kessié e Conti che hanno modificato di conseguenza il probabile undici di partenza per la prossima stagione. Il pacchetto difensivo non ha subito invece grandi mutamenti, al contrario è stato ritoccato con l’approdo a Bergamo di un giocatore molto interessante. Le tre competizioni in programma per l’annata prossima a cominciare hanno costretto Gasperini a chiedere l’arrivo di un altro centrale, il cui nome è José Luis Palomino. Nazionalità argentina, proviene però da tutt’altra parte del globo. Ha trascorso la scorsa stagione sotto le fredde temperature della Bulgaria con la maglia del Ludogorets. I bergamaschi lo hanno pagato 4 milioni di euro, una cifra non esorbitante ma comunque da non sottovalutare in relazione alle capacità economiche del club lombardo. Ha sottoscritto un contratto fino al 2020, anno in cui avrà 30 primavere sulle spalle. È nato nel 1990 a San Miguel de Tucumán, città dell’entroterra argentino, e ha svolto tutta la trafila a livello giovanile con il San Lorenzo, squadra che gli ha permesso anche di collezionare una quarantina di presenze in massima serie. È un centrale ben strutturato fisicamente (187 cm di altezza), ama muoversi come centro-sinistra in un reparto a tre essendo mancino di piede. All’occorrenza può essere dirottato sulla fascia, non è un fulmine di guerra ma il fisico aitante è un’ottimo deterrente contro la velocità degli esterni offensivi avversari. Serietà e lavoro, in campo si fa valere per la grande personalità ma nella vita privata è un tipo riservato, come dichiarato da lui stesso nella conferenza stampa di presentazione con l’Atalanta. Tenderei a escludere un suo possibile impiego come esterno sinistro di centrocampo, soluzione ipotizzata da alcuni addetti ai lavori, è lecito aspettarsi che parta come vice-Masiello per poi provare a spodestare l’ex Bari nelle gerarchie. Sta vivendo una fase chiave della sua carriera, mai infatti aveva avuto l’opportunità di giocarsi le carte in un club importante come quello nerazzurro. Nel curriculum vanta un paio di stagioni al Metz, in Francia, la prima in Ligue 1 e poi da retrocesso in Ligue 2. Il Ludogorets gli ha dato la possibilità di misurarsi in palcoscenici internazionali, nella scorsa stagione, oltre a vincere il titolo nazionale, è sceso cinque volte in campo nella fase a gironi di Champions League. Paradossalmente in pochi all’Atalanta hanno alle spalle apparizioni in ambito europeo, Palomino sarà una carta molto utile nelle rotazioni di Gasperini in difesa.

 ADAM MARUSIC

Così come l’Atalanta si cimenterà in un’insolita esperienza europea nella stagione prossima a iniziare, anche la Lazio di Simone Inzaghi tornerà a calcare i manti erbosi internazionali dopo un anno di assenza. Il quinto posto raggiunto nella scorsa annata garantisce ai capitolini l’accesso alla fase a gironi, in quest’ottica va a configurarsi l’acquisto di un esterno destro che ai nastri di partenza avrà il compito di alternarsi con l’esperto Basta. Sembra ormai certo il cambio definitivo di modulo (dal 4-3-3 al 3-5-2, utilizzato generalmente nei match di cartello), la scelta di traslare Anderson in una posizione più avanzata (al fianco di Immobile) ha costretto il patron Lotito ad acquistare un laterale destro di ruolo. Adam Marušić è arrivato dall’Ostenda per 6,5 milioni di euro, investimento in linea con il leitmotiv seguito dalla società bianco-celeste da anni (contratto fino al 2022). Giocatori non ancora affermati ma con grande margine di crescita, in quel di Formello si spera che il volto nuovo possa a breve scalzare Basta e imporsi come titolare. È nato nell’ottobre del 1992 a Belgrado, in quella che all’epoca si chiamava ancora Jugoslavia, possiede quindi il passaporto serbo ma è di nazionalità montenegrina. È un giocatore estremamente duttile, in Belgio è stato utilizzato in tutte le posizioni sulla fascia, da laterale basso fino ad ala d’attacco a destra nel 4-3-3. Lui però si definisce un terzino, come dichiarato appena sbarcato a Roma a inizio luglio. Ottime doti atletiche e acrobatiche lo contraddistinguono, la buona tecnica gli permette inoltre di rendersi pericoloso in fase d’attacco. Manna dal cielo per un allenatore intenzionato a schierare due esterni a tutta fascia, a sinistra potrebbe esserci Lukaku, anche lui ex Ostenda. In maglia giallo-rosso-verde l’esterno balcanico ha disputato una stagione convincente, 40 gettoni tra campionato e coppe hanno convinto il ds Tare a puntare su di lui. In precedenza aveva militato sempre in Belgio tra fila del Kortrijk e nella sua città natale con il Voždovac. Nel Montenegro è un punto fermo dal 2015, inizialmente veniva schierato come esterno offensivo nel 4-2-3-1, adesso è impiegato come terzino di spinta. Un buon rinforzo per migliorare l’organico laziale, nelle prime uscite ha dato segnali confortanti e chissà se lo vedremo dal primo minuto già in Supercoppa contro la Juventus.

VITOR HUGO

A differenza di Atalanta e Lazio, reduci da una stagione positiva che le ha condotte verso la qualificazione europea, la Fiorentina ha mancato l’accesso all’Europa League e come se non bastasse la corrente sessione di mercato estiva sta rivoluzionando la squadra. Il nuovo tecnico Pioli ha l’arduo compito di aprire un nuovo ciclo, come da lui stesso confermato in una recente intervista, sono andati via pezzi da novanta come Tatarusanu, Gonzalo Rodriguez, Borja Valero, Vecino, Ilicic e Bernardeschi (alla lista potrebbe aggiungersi a breve Kalinic); contemporaneamente però è arrivata una folta schiera di nomi non altisonanti ma dal grande potenziale. Tutto in linea con la strategia tipica del direttore sportivo Pantaleo Corvino, abile a cogliere l’occasione giusta a prezzi non esorbitanti. Ecco che in quest’ottica si inserisce l’acquisto di Vitor Hugo, fiore all’occhiello del mercato estivo fiorentino fino a poche ore fa quando è giunta la notizia dell’approdo in maglia viola di Benassi. Centrale difensivo brasiliano, avrà il compito di sopperire alla partenza del capitano Rodriguez, le credenziali giocano a suo favore e ha tutte le carte in regola per essere tra le note positive della prossima annata. Sbarca in Serie A a 26 anni, un’età matura per staccarsi dal cordone ombelicale che lo legava alla madrepatria brasiliana e intraprendere un’avventura oltreoceano. Thiago Silva e Felipe Melo sono i suoi punti di riferimento, il primo per la classe e l’eleganza che sfodera il campo, il secondo per lo spirito da guerriero che lo contraddistingue ogni domenica. Vitor Hugo è nato nel maggio del 1991 nello stato di San Paolo, è cresciuto con lo stemma del Santo André stampato sul petto e a lungo ha svolto la gavetta nelle serie minori brasiliane prima di consacrarsi nel Brasileirão. Pioli lo utilizzerà come centrale di destra nella difesa a 4, nel corso del ritiro lo ha sempre provato al fianco di Astori, che nei primi mesi avrà il compito di far ambientare al meglio il sudamericano in un campionato molto diverso rispetto a quello verde-oro. “In Italia il primo pensiero è non prendere gol; in Brasile è cercare di fare un gol in più rispetto all’avversario” – l’ex Palmerais sembra aver già capito tutto. Con il Verdão conta due stagioni e mezzo in cui ha accumulato 128 presenze, una Coppa del Brasile e un titolo nazionale. Da non trascurare il dato dei gol segnati: 13, numero che si raddoppia qualora vengono considerate le marcature totali in carriera. Mancino, è alto 187 cm e possiede grande elevazione, è un centrale roccioso ma allo stesso tempo ordinato, puntuale nella marcatura e deciso nei contrasti. I toscani hanno sborsato 8 milioni di euro per portarlo nel Bel Paese, ha firmato un contratto quadriennale con opzione per il quinto anno. La Fiorentina gli garantisce un posto da titolare in una piazza importante, il suo compito sarà non deludere le aspettative. Magari provando a inseguire il sogno della Seleçao, che ha lambito in passato senza mai debuttare.