Hicham Zerouali, l’attaccante sfortunato che portava il numero zero

ZeroualiOggi è ricordato principalmente per due cose: il suo bizzarro numero di maglia che portò nella sua prima stagione in Scozia con l’Aberdeen e la sua sfortunata morte. Stiamo parlando di Hicham Zerouali, storico attaccante marocchino che ha fatto le fortune del suo paese nella fine degli anni ’90. Dall’aspetto non sembrava un centravanti, piccolo fisicamente era alto soltanto 170 cm ma di mestiere faceva la prima punta. Arrivato in Europa giovanissimo fece innamorare i tifosi dell’Aberdeen, soprattutto nella sua ultima stagione in Scozia. Lo chiamavano “Zero” (appellativo derivante dal suo cognome) o “Moroccan Magician”, il mago marocchino. Divenne famoso proprio per il suo numero di maglia. In Italia di numerazioni bizzarre ne abbiamo viste eccome, a cominciare da Zamorano che indossò l’insolito 8+1, ma nessuno mai vestì la maglia numero zero. All’epoca in Scozia si poteva e Zerouali la scelse, in onore al suo soprannome.

Uno dei suoi tre gol contro il Dundee
Uno dei suoi tre gol contro il Dundee

Nato a Rabat, metropoli marocchina che sorge sulle rive dell’Oceano Atlantico, il 17 gennaio 1977, inizò a giocare a calcio nella stagione 1996-1997 con il FUS Rabat, l’anno seguente al trionfo dei biancorossi nella Coppa nazionale. Non abbiamo i documenti necessari per certificare le sue performaces con la squadra maghrebina ma di certo fece bene perché alla sua quarta annata da professionista volò in Scozia, ma non per vacanza, per giocare con l’Aberdeen. I dirigenti scozzesi rimasero impressionati soprattutto dalle sue prestazioni nella Coppa del Mondo U-20 del 1997 nella quale il Marocco venne eliminato agli ottavi di finale dopo aver passato i gironi. Dallo Stadio del principe Moulay Abdellah al Pittodrie Stadium, la sua nuova casa una volta sbarcato ad Aberdeen.La prima annata si distinse dalle altre per la tripletta che realizzò al Dundee, i suoi unici gol in 14 gare giocate di campionato, che restò per tanto tempo nella memoria dei tifosi così come quel numero zero che portava sulla schiena. In coppa invece le cose andarono diversamente. Esordì con un bolide su punizione da trenta metri contro il St. Mirren che si insaccò dietro le spalle del portiere bianconero. Trascinò la squadra in finale grazie anche a una rete in semifinale ma nella partita decisiva l’Aberdeen si inginocchiò ai piedi del Rangers che rifilò ai biancorossi un 4-0. Zerouali partì dalla panchina ed entrò al ’68 del secondo tempo.

Hicham Zerouali 2La nazionale marocchina lo chiamò e vestì per la prima volta la maglia della selezione araba nel 1999. Alle Olimpiadi del 2000 a Sydney doveva esserci con la sua nazionale ma in una partita di Scottish Premier League contro il Motherwell subì un brutto infortunio e dovette rinunciare alla spedizione con la sua nazionale. L’infortunio condizionò anche la prima parte della stagione 2000-2001, a fine anno infatto “Zero” totalizzò soltanto cinque presenze. Carriera in declino? Non proprio perché nell’annata seguente mise a segno ben 8 gol in 18 incontri di campionato, prima di lasciare la Gran Bretagna. Scaduto il contratto con il club quattro volte campione di Scozia, si diresse in Arabia Saudita per giocare con l’Al-Nassr. Nel 2002 scese in campo con la nazionale del Marocco nella Coppa d’Africa maliana, la sua ultima vera apparizione internazionale. I maghrebini vennero eliminati ai gironi ma Zerouali, con la maglia numero undici, trovò il modo di mettersi in mostra con una doppietta al Burkina Faso. Allo Stade Amare Daou di Ségou Hicham portò in vantaggio la sua squadra, nel secondo tempo i burkinabé pareggiarono con Moumouni Dagano ma a cinque minuti dalla fine il “mago marocchino” bissò il risultato sancendo il risultato di 2-1 per i marocchini. Nel 2003 tornò al FUS Rabat, la squadra con cui crebbe calcisticamente, vincendo una coppa nazionale e un campionato, ma il 5 dicembre 2004 la sua vita venne stroncata tragicamente da un incidente stradale. Lasciò la sua fidanzata e sua figlia, non tardò ad arrivare il cordoglio di molti suoi ex compagni. Il sabato precedente aveva segnato una doppietta in campionato con il FUS. Hicham era un ragazzo eccezionale e ad Aberdeen è diventato un idolo dei tifosi” – parole di Russell Anderson, storico capitano dell’Aberdeen. “Hicham era un talento prodigioso che è stato amato e ammirato da tutti durante la sua permanenza a Aberdeen” – si legge sul sito ufficiale del club scozzese.

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