Gold Cup 2017, Girone C – Messico con la squadra B, Curaçao possibile sorpresa

Dopo aver analizzato con la lente d’ingrandimento i gironi A e B della Gold Cup 2017, il prestigioso torneo CONCACAF il cui calcio d’inizio è andato in scena ieri notte (vittoria 4-2 del Canada sulla Guiana Francese con qualche brivido di troppo e successo di misura della Costa Rica contro l’Honduras), terminiamo il nostro viaggio alla scoperta dei tre gruppi con l’ultimo rimasto, quello composto da Messico, El Salvador, Curaçao e Giamaica.

MESSICO

QUALIFICATA PER: qualificazione automatica

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 13

RANKING FIFA: 16°

ALLENATORE: Juan Carlos Osorio (Colombia)

MODULO: 3-5-2

Ma com’è possibile? Il Messico ha da poco terminato il proprio cammino in Confederations Cup piazzandosi quarto e ora torna di nuovo in campo? Ebbene sì perché la selezione tricolore per l’estate 2017 si è letteralmente smezzata: da una parte Osorio ha convocato tutti i giocatori più celebri per la rassegna russa mentre dall’altra ha riservato alle stelle del campionato messicano la possibilità di rappresentare il proprio paese nella Gold Cup. Il 29 giugno addirittura la nazionale è scesa in campo due volte nello stesso giorno: prima alle tre di notte la formazione B in amichevole contro il Ghana e poi la sera Chicharito e compagni in semifinale contro la Germania. C’è stato molto lavoro da fare dunque per il ct Osorio che ha dovuto assemblare due squadre in un lasso di tempo quasi identico, il risultato è che naturalmente si disputerà la Copa de Oro con un organico più povero di qualità. Nessun alibi però: rose alla mano si nota subito come il Messico abbia sulla carta la migliore di tutto il torneo, è inoltre l’unica composta interamente da giocatori in forza in campionati CONCACAF. El Tri è la compagine campione in carica avendo riportato il successo nel 2015 in finale contro la Giamaica, nell’albo d’oro ne annovera altri sei più una medaglia d’argento e due di bronzo. Insomma, il monopolio del calcio americano è da sempre di proprietà messicana, non c’è nessun motivo per interrompere adesso la tradizione.

José de Jesus Corona

Su 23 convocati da Osorio 22 militano nella massima serie messicana (Tigres, Deportivo Guadalajara e Pachuca le squadre più rappresentate) e uno solo nella MLS statunitense, l’attaccante dell’Houston Dynamo Érick Torres, chiamato in extremis per sostituire l’infortunato Alan Pulido, fermato da una frattura del braccio. Partendo dal reparto più arretrato del campo ci imbattiamo nella zona di proprietà di José de Jesús Corona, l’inossidabile estremo difensore capitano del Cruz Azul. Insieme ad Ochoa e Talavera ha composto il trio storico dei portieri messicani negli ultimi anni, la Gold Cup 2017 è l’occasione adatta per disputare un torneo da numero uno anziché da riserva. Nel suo palmarés figura la scintillante medaglia d’oro vinta alle Olimpiadi del 2012 da fuori quota. Hedgardo Marín e Jair Pereira sono campioni nazionali in carica con il Guadalajara e con ogni probabilità saranno titolari nel terzetto difensivo, l’altro posto potrebbe essere occupato da Hugo Ayala, esperto centrale difensivo che in carriera ha servito fedelmente Atlas prima e Tigres poi. Jesús Molina aveva sfiorato la chiamata per la Confederations Cup, nell’ultimo biennio è infatti sempre stato in orbita nazionale, tanto da partecipare da personaggio comprimario alla Copa América 2016. È un mediano forte fisicamente e specializzato in fase di interdizione, al contrario di Jesús Dueñas del Tigres. Anche per lui la scorsa estate gli ha regalato la possibilità di mettersi in mostra nel centenario della prestigiosa rassegna sudamericana. A differenza del proprio collega di reparto è più piccolo di statura e rapido. Il capitano del Pachuca Érick Gutiérrez è tra i giocatori più talentuosi in circolazione da quelle parti, il fatto di essere nato nel 1995 giova inoltre a suo favore. Stesso discorso per Orbelín Pineda, addirittura un anno più giovane e pilastro del Guadalajara di Almeyda, tecnico abilissimo a valorizzare anche il trequartista Rodolfo Pizarro. In attacco l’ala destra del Morelia Ángel Sepúlveda si candida ad affiancare dal primo minuto un altro attaccante di movimento, Jesús Gallardo dell’UNAM Pumas.

 

EL SALVADOR

QUALIFICATA PER: 3° posto nella Copa Centroamericana 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 9

RANKING FIFA: 103°

ALLENATORE: Eduardo Lara (Colombia)

MODULO: 4-2-3-1

La nazionale di calcio di El Salvador è sempre stata nella sua storia una delle migliori della zona centroamericana della CONCACAF ma senza mai toccare la vetta. Come testimoniano infatti i risultati nell’albo d’oro della Copa Centroamericana los Cuscatlecos molto spesso si sono piazzati sul gradino più basso del podio o un posto sotto, a onor di cronaca bisogna dire però che nelle prime edizioni di questo torneo le partecipanti erano quattro, solamente in tempi recenti è aumentato fino ad arrivare alle sei squadre della rassegna 2017. Nella Gold Cup i salvadoregni non sono riusciti ad andare oltre i quarti di finale, piazzamento raggiunto più volte nel corso della loro storia. Nel 2015 il cammino si è concluso alla fase a gironi, nonostante i due pareggi ottenuti contro Canada e Costa Rica i bianco-blu sono stati fatti fuori dalla Giamaica all’ultima giornata, contro la quale avranno la possibilità di vendicarsi nei prossimi giorni. Nel complesso El Salvador è una selezione abbastanza modesta che punterà a passare il turno ma che difficilmente potrà farsi strada nella fase a eliminazione diretta.

Rodolfo Zelaya (a sinistra) festeggia un gol con Andrés Flores (a destra)

La rosa di El Salvador è nel suo complesso molto amalgamata, non ci sono stelle assolute ma la tifoseria ha saputo lo stesso trovare alcuni idoli. Tra di loro si innalza il nome di Rodolfo Zelaya, attaccante che a livello di club ha avuto una carriera non certo stellare ma che in nazionale riesce a esprimere il meglio di sé. La sua storia calcistica finora è un continuo via vai dall’Alianza FC, il club salvadoregno che ha per anni rappresentato, il quale lo ha portato a giocare perfino in seconda divisione russa con l’Alania. In nazionale vanta l’invidiabile bottino di 19 gol in 42 presenze, è un terminale offensivo piccolo fisicamente ma molto rapido. Dovrebbe essere il titolare, Nelson Bonilla permettendo. Lui in Europa continua a giocarci e dopo aver concluso una stagione in prestito nella serie cadetta turca è tornato al Nacional, formazione in forza nel secondo livello portoghese. A centrocampo si evidenzia la presenza di Andrés Flores, capitano della selezione in virtù delle 56 presenze alle spalle. È un trequartista di classe, gioca nella NASL americana ma ha un passato in Danimarca. Condivide le sessioni di allenamento ai New York Cosmos con Richard Menjívar, suo compagno di spogliatoio anche in nazionale. Uno dei due sembra destinato alla panchina, scalzare Darwin Cerén è infatti un compito arduo. Milita nella MLS con i San José Earthquakes ed è un pilastro di El Salvador da almeno un lustro. Gerson Mayen è un altro pezzo grosso, ha scelto di abbracciare le origini dopo aver iniziato la propria carriera internazionale con l’U-20 degli Stati Uniti, suo paese natale. Giocherà da trequartista, l’altezza non è la sua migliore dote ma in compenso con i piedi ci sa fare. Per quanto riguarda la difesa, una colonna portante della retroguardia è Alexander Larín, laterale mancino classe ’92 con alle spalle stagioni in Messico e Costa Rica. Tra i centrali Milton Molina è il più degno di nota, in patria è il capitano del Metapán ed è tornato in nazionale solo in tempi recenti dopo esser scomparso dai radar per anni. In porta spazio a Benjí Villalobos, è stato tra i migliori salvadoregni nella Copa Centroamericana del 2017.

 CURAÇAO 

QUALIFICATA PER: 1° posto nella Caribbean Cup 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: //

RANKING FIFA: 68°

ALLENATORE: Remko Bicentini (Curaçao)

MODULO: 4-2-3-1

L’ho scritto nel titolo e lo riporto anche qui sotto: la sorpresa della Gold Cup 2017 potrebbe essere la nazionale di Curaçao, debuttante assoluta nel torneo ma già parecchio ambiziosa. La formazione allenata da Remko Bicentini, ma guidata fino a qualche mese fa niente meno che dalla vecchia stella olandese Patrick Kluiver, ha staccato il pass per la manifestazione statunitense in virtù del trionfo nella Caribbean Cup. Un successo inatteso ma meritato per la piccola selezione curaçaoana che negli ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale. Mai era riuscita a passare la fase a gironi nella rassegna caraibica, pochi mesi fa in terra martinicana ha invece sbancato tutto il montepremi, vincendo ogni gara sin dalla fase di qualificazione fino alla finale contro la Giamaica. La spiegazione di questo exploit improvviso va ricercato principalmente nella storia recente di questa piccola isola con capitale Willemstad: Curaçao, ex membro delle Antille Olandesi, è una nazione costitutiva del Regno dei Paesi Bassi, è ciò posta sotto l’autorità del re olandese Guglielmo Alessandro. La prospettiva della terra dei mulini ha perciò portato molti ragazzi a lasciare i paradisiaci lidi dei Caraibi per volare ad Amsterdam o dintorni. Alcuni hanno sposato la nazionale olandese (Bazoer, van Aanholt, van der Wiel e Leroy Fer i più famosi), altri, pur militando in campionati di prestigio come Premier League o Eredivisie, hanno abbracciato le origini guidando Curaçao verso questa prima e storica partecipazione alla Gold Cup.

La nazionale festeggia un gol

Andiamo a conoscere quindi i nomi delle stelle di questa piccola isola popolata appena da 150 mila persone. Partendo subito dalla porta ci imbattiamo nel regno di Eloy Room, numero uno del Vitesse con un passato nelle nazionali giovanili olandesi. Un paio di anni fa ha scelto di rappresentare a livello internazionale il paese dei suoi genitori, da quel momento non ha saltato un minuto in nazionale e le sue parate sono risultate provvidenziali in Caribbean Cup. Nonostante il curriculum invidiabile che ha alle spalle non è lui il capitano della selezione caraibica: la fascia spetta di diritto a Cuco (il suo vero nome in realtà è Rhu-Endly Aurelio Jean-Carlo) Martina, terzino destro con 31 presenze in nazionale al seguito. Il fisico aitante lo contraddistingue, ha militato per anni tra le fila del Twente per poi approdare in Inghilterra al Southampton, dove ha disputato le ultime due stagioni. Al momento è alla ricerca di un contratto, sembra che l’Everton sia particolarmente interessato ad acquistarlo a parametro zero. Classe ’89, è coetaneo di Darryl Lachman, roccioso difensore centrale in forza al Willem II, nella massima serie olandese. Anche il terzino sinistro Gillian Justiana al momento possiede lo status di svincolato, nel suo repertorio figurano 200 e passa presenze nella divisione cadetta dei Paesi Bassi. In mezzo al campo Leandro Bacuna è una certezza, solitamente all’Aston Villa viene impiegato da esterno ma in nazionale la sua grande fisicità viene apprezzata di più in cabina di regia o all’occorrenza addirittura in difesa. Nel 2010 partecipò da titolare alla Coppa del Mondo U-19 con la selezione giovanile olandese, non trovando poi sbocchi con la nazionale maggiore ha aderito al progetto di Curaçao. Il trequartista alle spalle della prima punta sarà Elson Hooi, autore della decisiva doppietta in finale di Caribbean Cup contro la Giamaica. Gli scatti di Jarchinio Antonia sulla fascia saranno un’arma pericolosa, su di lui c’è impresso il marchio del settore giovanile dell’Ajax. Stesso discorso per Gino van Kessel, il quale per consacrarsi ha dovuto però lasciare l’Olanda e andare a abitare in paesi del centro Europa. Prima la Slovacchia dove si è fatto conoscere con il Trencin, poi Polonia e adesso Repubblica Ceca allo Slavia Praga. È tra i migliori elementi a disposizione di Curaçao, conta 14 presenze e 7 reti in nazionale. Potrebbe muoversi da ala o da punta, ruolo per cui però sembra più avvantaggiato Rangelo Janga, che al Trencin continua a giocarci tutt’oggi.

 

GIAMAICA

QUALIFICATA PER: 2° posto nella Caribbean Cup 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 9

RANKING FIFA: 76°

ALLENATORE: Theodore Whitmore (Giamaica)

MODULO: 4-4-2

La Giamaica è ormai una nazionale ampiamente consolidata nel panorama calcistico CONCACAF, lo dimostra il secondo posto ottenuto nella passata edizione della Gold Cup. La formazione caraibica due anni fa ha stupito tutti gli addetti ai lavori facendosi strada in un cammino pieno di insidie. Già dalla fase a gironi la selezione giamaicana aveva fatto intravedere ottime qualità, conquistando il primo posto a discapito di altre compagini di tutto rispetto come Costa Rica, El Salvador e Canada. Nella fase a eliminazione diretta Haiti prima e Stati Uniti poi sono state fatte fuori, prima di alzare bandiera bianca in finale contro il Messico. Ripetere un tale percorso anche quest’anno sembra un’impresa alquanto improbabile, si è trattato infatti di un risultato eccezionale per una selezione che nel 2013 non si era addirittura qualificata. I Reggae Boyz sono però una nazionale in crescita, hanno partecipato alle ultime due edizioni della Copa América e nella Caribbean Cup hanno sfiorato il successo dopo che nelle quattro rassegne precedenti avevano portato a casa quattro volte l’ambita coppa. L’occasione per vendicarsi di Curaçao è a portata di mano (anche perché la squadra sarà molto più attrezzata dell’undici visto in campo contro quest’ultima, colmo di seconde scelte), nel complesso l’obiettivo è passare il turno e tentare la scalata fino alle semifinali.

Jermaine Taylor

A differenza del 2015 però la rosa della Giamaica vanta nomi meno prestigiosi. Le stelle giamaicane sono infatti in gran parte rimaste a casa, a cominciare dal capitano del Leicester Wes Morgan. Come lui molti altri giocatori in forza in Inghilterra hanno declinato la convocazione per un torneo troppo scomodo da giocare a metà luglio: Grabban, Hector, McCleary e Mariappa sono i nomi più illustri, ai quali si sommano le assenze pesanti di Giles Barnes e Simon Dawkins, impegnati nella MLS statunitense con i rispettivi club. I due sono però un’eccezione, dato che la stragrande maggioranza dei giamaicani sotto contratto con franchigie americane ha deciso di sposare la causa della nazionale. Kemar Lawrence è un punto fermo dei New York Red Bulls, un terzino il cui nome in Giamaica è sinonimo di garanzia. Classe ’92, per lui si profetizzava un radioso futuro fino a un paio di anni fa, oggi è una bandiera tra i suoi connazionali ma ha mancato il grande salto. Dai Portland Timbers provengono altri due elementi di pregio: il terzino destro Alvas Powell e soprattutto l’estroso Darren Mattocks, attaccante centrale o ala destra. È stato uno dei protagonisti insieme a Barnes della cavalcata giamaicana due anni fa nella Gold Cup, l’eccezionale velocità è la freccia migliore nella sua faretra. Per Je-Vaughn Watson parlano le 64 presenze totalizzate negli ultimi nove anni, di professione è un terzino destro ma quando veste la maglia della Giamaica viene spesso adattato a mediano di contenimento. A centrocampo potrebbe far coppia con il giovanissimo Kevon Lambert, il quale ha l’opportunità di mettersi in mostra e ricevere una chiamata da campionati più prestigiosi della modesta massima divisione giamaicana. Come dimenticarci poi del centrale difensivo Jermaine Taylor, prossimo a toccare la terza cifra nel numero di apparizioni con i Reggae Boyz. Gioca al Minnesota United nella MLS e ha disputato la sua prima Gold Cup da titolare nel 2005 a soli venti anni. Tanta esperienza da vendere anche per Jermaine Johnson, ala destra che di primavere sulle spalle ne conta 37. Giocherà da punta di movimento nella coppia offensiva, ha alle spalle circa 200 presenze in Inghilterra da dividere tra Premier League, Championship e League One. Il portiere sarà Andre Blake del Philadelphia Union, si riprenderà il posto che aveva lasciato momentaneamente a Dwayne Miller per la Caribbean Cup.