Gold Cup 2017, Girone B – Agli Stati Uniti gli onori di casa, lotta a due per il terzo posto

Ieri sera ho pubblicato l’articolo relativo al girone A della Gold Cup 2017, competizione che inizierà tra poche ore (stanotte all’una, fuso italiano, scenderanno in campo Canada e Guyana Francese per tagliare ufficialmente il nastro inaugurale), ora è il momento di continuare il nostro cammino alla scoperta del girone B, in cui sono stati inseriti i padroni di casa statunitensi.

 

 STATI UNITI

QUALIFICATA PER: qualificazione automatica

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 13

RANKING FIFA: 35°

ALLENATORE: Bruce Arena (Stati Uniti)

MODULO: 4-4-1-1

Basta il nome degli Stati Uniti per incutere paura o quantomeno ossequioso rispetto tra le formazioni CONCACAF, d’altronde non potrebbe essere altrimenti. Insieme al Messico dominano da sempre il panorama calcistico centro/nord americano e spesso le altre selezioni sono state costrette a mangiare le briciole, offuscate da una potenza capace anche di buone figure nelle Coppe del Mondo. Nelle ultime otto edizioni la compagine a stelle e strisce ha portato a casa quattro medaglie d’oro e si è accomodata sul podio sette volte, solo nel 2015 non è riuscita ad andare oltre il quarto posto. In semifinale ha incassato una scottante eliminazione dalla meno quotata Giamaica e nella gara per il bronzo contro Panama si è arresa ai calci di rigore. Negli ultimi anni forse gli USA hanno preso l’abitudine di sottovalutare un po’ troppo questo torneo, frutto anche di un sempre maggiore flusso di giocatori verso l’Europa e soprattutto del calendario della MLS. Il celebre campionato americano è attualmente nella sua fase clou, come logico molte franchigie non lasciano partire i loro pezzi da novanta. Di conseguenza gli Stati Uniti si presentano alla Gold Cup 2017 con una rosa piena di seconde linee e orfani dei propri migliori elementi: Pulisic, Brooks, Johnson, Yedlin, Wood, Bradley, Altidore, Howard e Nguyen sono i nomi più illustri nella lista degli assenti, a cui si è aggiunto per infortunio negli ultimi giorni anche Saief. La Germania però ci ha insegnato che anche con una rosa imbottita di riserve si può arrivare al successo, gli USA cercheranno di far proprio questo insegnamento.

Dom Dwyer festeggia insieme a Matt Besler

Più che sull’elenco degli assenti ci dobbiamo concentrare su chi è in ritiro sotto gli ordini del ct Arena e si prepara a iniziare domani sera la Gold Cup 2017. La squadra convocata nel complesso è abbastanza omogenea, è difficile individuare la grande stella poiché i valori dei giocatori più o meno si equivalgono. Tra gli elementi più navigati c’è sicuramente il portiere Brad Guzan, reduce da una stagione da numero dodici al Middlesbrough in Premier League. Dopo tanti anni trascorsi aldilà del Canale della Manica nelle ultime settimane ha deciso di ritornare in patria per terminare la carriera dopo la Gold Cup, il suo contratto con l’Atlanta United è già stato firmato. Nonostante l’ingombrante presenza di Howard dal 2006 ad oggi ha totalizzato più di 50 presenze in nazionale, sfruttando specialmente competizioni di grido minore come appunto la Gold Cup. Omar González del Pachuca e Matt Besler del Kansas City contano entrambi 40 apparizioni con gli USA, dovrebbero partire dal primo minuto al centro della difesa con la giovane promessa del Chelsea Matt Miazga pronta a spodestarli. Graham Zusi è un esterno a tutta fascia riconoscibile per la barba folta e la lunga chioma castana, potrebbe scalare nel ruolo di terzino destro per lasciare spazio a centrocampo al classe ’95 Paul Arriola, uno dei tanti ragazzi di origine messicana convocati per la Coppa d’Oro. Ha ascendenze latino-americane anche Alejandro Bedoya, centrocampista polivalente del Philadelphia Union che ha sangue colombiano. È il giocatore con più presenze alle spalle in nazionale (61), ha alle spalle anche un Mondiale e un successo proprio nella Gold Cup 2013. Gyasi Zardes è il velocissimo attaccante dei Los Angeles Lakers da tenere d’occhio per la miscela devastante tra classe cristallina e doti atletiche fuori dal comune, nel caso dovesse essere impiegato sulla fascia potrebbe trovare spazio come centravanti boa Dom Dwyer, a segno al debutto nella recente amichevole contro il Ghana.

 

PANAMA

QUALIFICATA PER: 2° posto nella Copa Centroamerica 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 7

RANKING FIFA: 52°

ALLENATORE: Hernán Darío Gómez (Colombia)

MODULO: 4-4-2

La nazionale di Panama parte sulla carta come seconda forza del girone e non dovrebbe avere difficoltà a passare il turno in un gruppo dove Martinica e Nicaragua vestono i panni di matricole del torneo. La selezione del Canale (non a caso i giocatori sono soprannominati Los Canaleros, in riferimento all’unico punto della Terra dove le acque del Pacifico possono mischiarsi con quelle dell’Atlantico) nelle recenti apparizioni nella Copa de Oro ha sempre fatto una buona figura e il secondo posto nella Copa Centroamericana datata qualche mese fa la consacra nell’élite del calcio centroamericano. Nel 2013 la Marea Roja fu fermata solamente in finale dagli Stati Uniti, contro cui si è vendicata due anni dopo strappando loro la medaglia di bronzo come già menzionato in precedenza. Tuttavia il commissario tecnico Gómez ha dovuto effettuare dei tagli per l’edizione che aprirà le porte tra poche ore, lasciando a casa nomi di un certo spessore. Anche Panama ha infatti il problema MLS e inoltre tra una settimana inizierà pure il campionato locale. In verità la selezione rosso-blu ha deciso di puntare le proprie pedine sulle qualificazioni ai Mondiali che stanno andando discretamente, convocando la maggior parte dei big per la sfida contro l’Honduras a metà giugno per poi concedere loro le meritate vacanze.

Anibal Godoy

Fare di tutta l’erba un fascio è però sbagliato, Panama ha lasciato a casa alcuni pezzi grossi ma in rosa ha comunque giocatori di spessore internazionale. A differenza delle più blasonate Stati Uniti e Messico il turnover infatti è stato parziale, per gli USA è partita gente pronta con molta esperienza alle spalle in nazionale. Per esempio in difesa manca il capitano Román Torres ma si potrà puntare su due giovani come Roderick Miller e Fidel Escobar. Il primo milita in Colombia tra le fila dell’Atletico Nacional, una delle più rinomate compagini sudamericane, mentre Escobar abita ancora in patria ma è considerato uno dei gioielli panamensi più preziosi. Alle loro spalle non ci sarà il portiere Penedo che sarà sostituito da José Calderón, già titolare nella Copa Centroamericana. Sulla fascia sinistra Éric Davis è una sicurezza, per anni ha fatto spola tra patria e Uruguay prima di finire a giocare in Slovacchia nel 2015. A centrocampo Aníbal Godoy nonostante sia un classe ’90 conta già 75 presenze con la nazionale maggiore, numero non indifferente che testimonia la sua rilevanza nello scacchiere tattico dei Canaleros. Mancino, è un mediano completo abile sia a riconquistare il pallone che ad amministrare il gioco con i buoni piedi. Gioca in MLS con i San José Earthquakes, così come Armando Cooper, punto fermo del Toronto. Sebbene di professione svolga il centrale di centrocampo, in nazionale la grande velocità gli consente di essere schierato sulla fascia. Per Gabriel Gómez parlano le 131 presenze collezionate dal 2003 a oggi, dovrebbe affiancare Godoy in mediana. Lì davanti Gabriel Torres punta a bissare il titolo di cannoniere della Gold Cup del 2013 con 5 reti confezionate nel corso del torneo, l’attaccante del Losanna avrà il compito di sopperire al vuoto lasciato da Blas Pérez. Occhio anche al giovane Ismael Díaz, ala classe ’97 del Porto B. È agli albori della propria carriera in nazionale ma si è già impadronito del numero 10 dietro alle spalle.

 

 MARTINICA

QUALIFICATA PER: 4° posto nella Caribbean Cup 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 4

RANKING FIFA: //

ALLENATORE: Louis Marianne (Martinica)

MODULO: 4-2-1-3

Dal 1991 ad oggi la presenza della nazionale di Martinica nella Gold Cup è sempre stata abbastanza saltuaria e mai i caraibici sono riusciti a portare a casa qualche risultato degno di nota. Nel 2015 la selezione isolana non ha partecipato al torneo, due anni prima venne eliminata alla fase a gironi riuscendo almeno ad evitare l’ultimo posto grazie alla vittoria contro il Canada. Così come la Guyana Francese, di cui abbiamo parlato ieri nell’articolo dedicato al girone A, anche Martinica non è uno stato indipendente. La piccola Isola dei Fiori appartiene ancora alla Francia con lo status di regione e dipartimento d’oltremare, per questo i migliori ragazzi martinicani vengono selezionati dalla nazionale francese per giocare a calcio. Varane, Rémy e Clichy sono gli esempi attuali più noti (anche se nessuno di loro è nato oltreoceano), lo stesso Thierry Henry ha la madre di Martinica mentre il padre è nato a Guadalupa, altro possedimento francese nel Mar dei Caraibi. Martinica partecipa alla Gold Cup in quanto quarta classificata nella Caribbean Cup 2017, che ha ospitato entro i propri confini. Solamente nel 2002 riuscì a superare la fase a gironi nella Copa de Oro, concludendo poi il proprio cammino ai quarti di finale, sotto la guida del tecnico Louis Marianne l’obiettivo è quantomeno replicare quel piazzamento.

Kévin Parsemain

La maggior parte dei convocati di Martinica milita nel campionato locale: si contano solamente quattro giocatori in forza all’estero e tre attualmente senza contratto. Come è lecito pensare la stella della rosa va ricercata proprio tra chi ha lasciato la madrepatria per cercare fortuna altrove, la prima divisione martinicana è infatti composta prettamente da amatori. La palma di miglior giocatore tra i 23 isolani spetta a Steeven Langil, ala in forza al Legia Varsavia, celebre compagine polacca. Il classe ’88 nato a Fort-de-France, capitale del dipartimento d’oltremare, si è avvicinato alla nazionale del suo paese natio solamente in tempi recenti, annovera nel suo curriculum 8 apparizioni condite da 4 gol. È un esterno offensivo rapidissimo e ben dotato tecnicamente, a inizio carriera era considerato una promessa del calcio francese tanto da collezionare due presenze in U-21. È un’ala anche Johan Audel, un esperto conoscitore del calcio francese date le 160 presenze impreziosite da 32 gol totalizzate in Ligue 1. Attualmente è alla ricerca di un contratto, così come Yoann Arquin, punta centrale di peso con un passato nelle serie minori inglesi e in Turchia. Il prescelto per ricoprire il ruolo di terminale offensivo è però Kévin Parsemain, una bandiera del calcio locale come testimoniano i 27 gol in 44 presenze (dei quali 6 in una sola partita contro le Isole Vergini Britanniche nel 2012). Dopo un lungo peregrinare che lo ha portato a giocare in più continenti (addirittura nella Repubblica Democratica del Congo), l’anno scorso è tornato in patria. Ha vestito anche la maglia del Seattle Sounders, il club dove attualmente gioca Jordy Delem, mediano classe ’93 adattabile pure al ruolo di centrale di difesa. Potrebbe dunque far coppia con Sébastien Crétinoir, roccioso centrale da poco nominato capitano dell’undici caraibico. Merita una menzione anche il centrocampista Daniel Hérelle, volto storico della selezione martinicana come certificato dal numero record di 63 presenze alle spalle. In porta si accomoderà Kévin Olimpa, per anni il portiere di scorta del Bordeaux nella massima serie francese.

 

NICARAGUA

QUALIFICATA PER: vincitrice del play-off contro Haiti

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 1

RANKING FIFA: 105°

ALLENATORE: Henry Duarte (Costa Rica)

MODULO: 4-2-3-1

Il Nicaragua è sotto il punto del vista del Ranking FIFA (escluse Martinica e Guyana Francese che hanno federazioni affiliate solamente alla CONCACAF essendo rappresentati di due dipendenze francese) la nazionale più debole tra tutte le partecipanti alla Gold Cup, per pochi punti è sotto anche a El Salvador. Il paese centroamericano non ha una grande tradizione calcistica alle spalle, il miglior risultato conseguito nel corso della propria storia è il quinto posto ottenuto qualche mese fa in Copa Centroamericana (piazzamento già raggiunto nel 2009). Si tratta quindi di una nazionale abbastanza modesta, la quale alla sua prima partecipazione alla Copa de Oro nel 2009 uscì di scena con un bilancio abbastanza misero: zero punti e altrettanti gol segnati, in compenso 8 reti subite di cui ben 4 da Panama. Tuttavia il biglietto per gli Stati Uniti è arrivato meritatamente dopo aver sudato molto più delle altre nazionali partecipanti. Il Nicaragua, essendosi piazzato quinto nella Copa Centroamericana, ha dovuto infatti disputare uno spareggio con la pari classificata nella Caribbean Cup, ovvero Haiti. L’ago della bilancia sembrava pendere decisamente dalla parte degli isolani ma il risultato ha ribaltato totalmente le aspettative. Nella gara d’andata a Port-au-Prince la nazionale di casa si era portata avanti per 3-0 senza tanti sforzi, poi los Pinoleros erano riusciti ad accorciare le distanze nel recupero, segnando una rete provvidenziale in ottica ritorno. Quest’ultimo si è concluso con un esito che si potrebbe definire tanto epico quanto rocambolesco. A otto minuti dalla fine il tabellone segnava ancora 0-0, poi Juan Barrera sigla un calcio di rigore all’82’ e gonfia la rete altre due volte nei minuti successivi portando a casa pallone, gloria personale e soprattutto qualificazione.

Juan Barrera portato in trionfo dal suo popolo

Nel parlare della rosa non possiamo quindi che partire da lui, l’uomo della storia. Juan Barrera già prima di segnare la tripletta era uno dei pilastri dell’undici nicaraguegno, ora è a tutti gli effetti l’idolo della tifoseria bianco-blu. È uno dei pochi giocatori chiamati dal ct Duarte che non militano in patria, gioca infatti presso i vicini di casa del Guatemala con il Comunicaciones, una delle corazzate più prestigiose di tutto il centro America. Classe ’88, è un’ala di piede destro che ama giocare a sinistra, un paio di anni fa tentò un’esperienza in Europa all’Altach (Austria), rivelatasi poi fallimentare. Indosserà la fascia da capitano e formerà il terzetto alle spalle della prima punta insieme al giovane esterno promettente Carlos Chavarria e al numero dieci Luis Galeano, compagni di squadra al Real Estelí. La punta centrale potrebbe essere Daniel Cadena, esperto attaccante nativo della Spagna che da un paio di anni a questa parte ha intrapreso un’originale avventura in Islanda. A centrocampo merita una menzione Marlon López, colonna portante della nazionale nonostante sia un classe ’92: il Nicaragua punta infatti su una rosa abbastanza giovane, in cui figurano anche due U-20. In difesa le chiavi del reparto verranno affidate a Luis Copete, esplosivo centrale dei Comerciantes Unidos, formazione che in Perù occupa il primo posto in classifica a pari merito con altre tre squadre locali. Manuel Rosas (sinistro) e Josué Quijano (destro) saranno i terzini di riferimento, entrambi militano tra le fila del Real Estelí, club che offre dieci giocatori alla nazionale. Gioca in patria, ma con una casacca diversa, pure il portiere nicaraguegno Diedrich Tellez, difensore dei pali del Diriangén FC.