Gold Cup 2017, Girone A – Costa Rica punta al primo titolo, debutta la Guyana Francese

Poco fa ho pubblicato l’articolo di presentazione della Gold Cup 2017, che vi invito a leggere se non lo avete già fatto per affinare le vostre conoscenze a riguardo di questa competizione. Il primo dei tre articoli che dedicheremo tra oggi e domani ai gruppi del torneo non può che interessare il girone A, composto da Honduras, Costa Rica, Guyana Francese e Canada. Senza dilungarci eccessivamente in discorsi verbosi andiamo subito a conoscere da vicino queste nazionali approfondendo la loro storia recente e la rosa convocata per la rassegna statunitense.

 

 COSTA RICA

QUALIFICATA PER: 4° posto Copa Centroamericana 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 19

RANKING FIFA: 26°

ALLENATORE: Óscar Ramírez (Costa Rica)

MODULO: 5-1-3-1

La nazionale di Costa Rica parte sulla carta, come specificato anche nel titolo dell’articolo, da prima da classe nel proprio girone e da candidata per la vittoria finale. La selezione che stupì tutti gli addetti ai lavori nella Coppa del Mondo 2014 sfiorando l’accesso storico alle semifinali, negate solamente dalle mani di Krul nella sfida ai rigori contro l’Olanda, è ancora oggi una delle più attrezzate nel panorama calcistico CONCACAF. Non lo ha dimostrato però nella Copa Centroamericana 2017, presa forse un po’ troppo sotto gamba dai Ticos, orfani per l’occasione dei loro migliori giocatori impegnati nei rispettivi campionati in Europa. La Costa Rica è riuscita almeno a strappare il minimo sindacale, ovvero il quarto posto che garantisce la qualificazione diretta in Gold Cup. Un fiasco inatteso, negli ultimi vent’anni infatti erano arrivate solamente medaglie d’oro o d’argento. Nella più prestigiosa competizione che coinvolge anche le compagini del Nord America la Tricolor nella sua storia non ha mai varcato la soglia del secondo posto, ottenuto nel 2002 dopo la resa contro gli Stati Uniti in finale. Dal 1991, anno della fondazione del torneo, nessun paese con latitudine più bassa del Messico ha mai alzato la coppa al cielo, ad oggi la selezione costaricana sembra la prescelta per sfatare il tabù.

Bryan Ruiz

Come prevedibile tra i 23 convocati per la Gold Cup bisogna annoverare delle assenze illustri, Keylor Navas in primis. L’estremo difensore del Real Madrid ha sempre dimostrato grande attaccamento alla maglia nonostante il dislivello tra il proprio club e la nazionale costaricana, tuttavia un torneo a inizio luglio avrebbe compromesso tutta la preparazione per la stagione prossima a iniziare. Lo stesso discorso vale anche per Celso Borges, più di 100 presenze in nazionale ma a riposo per gli imminenti impegni con il Deportivo. Tuttavia queste assenze sono nulla rispetto alle mancanze di altre nazionali, proprio per questo molti esperti danno Costa Rica come possibile vincitrice della competizione. Gli Stati Uniti hanno lasciato a casa molte stelle della MLS, il Messico ha impiegato la rosa titolare in Confederations Cup e addirittura Panama ha effettuato tagli per contrarsi sulle qualificazioni ai Mondiali. Ci credono molto a San José e dintorni, lo stesso capitano Bryan Ruiz lo ha confermato in conferenza stampa. Numero 10 e 99 presenze dietro alle spalle, il trequartista dello Sporting Lisbona sarà il leader morale e tecnico in campo. Memorabile il gol che segnò in terra brasiliana all’Italia nel 2014, si posizionerà alle spalle della punta centrale con facoltà di svariare su tutto il fronte offensivo. Come esterno di centrocampo a destra è sicuro del posto Joel Campbell, altro pezzo da novanta dell’undici costaricano. I due si conoscono da anni, nell’ultima annata hanno giocato insieme all’Estádio José Alvalade di Lisbona. Campbell ora è tornato all’Arsenal, in attesa di conoscere il proprio futuro guiderà la Costa Rica negli Stati Uniti. Da punta centrale potrebbe muoversi il polivalente centrocampista del Minnesota United Johan Venegas, oppure, nel caso quest’ultimo venisse scalato a centrocampo, Marcos Ureña dei San Jose Earthquakes. In difesa spicca il nome del terzino destro campione di Scozia in carica con il Celtic Cristian Gamboa, milita in Gran Bretagna anche il laterale sinistro Bryan Oviedo, sotto contratto con il Sunderland. Al centro ha alzato bandiera bianca il roccioso Kendall Waston per una frattura alla mano, le chiavi del reparto saranno quindi affidate a Giancarlo González, fresco di passaggio dal Palermo al Bologna, il quale sarà coadiuvato dal veterano Michael Umaña. In porta dovrebbe sopperire all’assenza di Navas l’esperto Patrick Pemberton, 35 primavere sulle spalle, forse è questo l’unico reparto dove i centroamericani possono traballare (manca all’appello infatti anche il secondo portiere Esteban). Come si evince da questa descrizione i Ticos sono una compagine assai valida, il trionfo è un sogno che potrebbe a breve tramutarsi in realtà.

 HONDURAS

QUALIFICATA PER: 1° posto Copa Centroamericana 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 13

RANKING FIFA: 72°

ALLENATORE: Jorge Luis Pinto (Colombia)

MODULO: 5-4-1

L’Honduras condivide molti tratti della propria storia con la Costa Rica, a partire dagli anni più recenti. Il commissario tecnico che siede sulla panchina honduregna è infatti lo stesso che tre anni fa guidò l’indimenticabile spedizione costaricana in Brasile, in quella piccola fascia del mondo che è il Centro America è considerato una sorta di guru. Entrambe le nazionali si sono distinte rispetto alle proprie vicine di casa per buoni risultati sportivi e vantano un palmarés simile nella Copa de Oro, come è meglio chiamarla data la madrelingua spagnola. L’Honduras anche ha come miglior piazzamento un secondo posto, tuttavia molto spesso è arrivato in semifinale nell’ultimo decennio, conquistando di conseguenza la medaglia di bronzo (solo nel 2015 è stata reintrodotta la “finalina”). A differenza della Costa Rica però gli honduregni sono reduci da un’ottima Copa Centroamericana e da una partecipazione ai Giochi Olimpici che ha giovato molto al panorama calcistico locale permettendo a giovani talenti di mettersi in vetrina. La Bicolor ha i mezzi per poter puntare a qualcosa di più del semplice passaggio del turno, nonostante una rosa a trazione più locale che europea. Il campionato honduregno è però uno dei più sviluppati del Centro America e fabbricare i giocatori in casa è sempre il marchio di fabbrica della bottega Honduras.

Romell Quioto e sullo sfondo Chocho Lozano

La rosa chiamata da Pinto per la Gold Cup è ricca di esperienza come testimonia la media-età di 28 anni ma allo stesso tempo può vantare preziosi gioielli appena forgiati. Uno dei questi è senza dubbio Alberth Elis, il più grande prospetto che l’Honduras ha in dotazione. Classe ’96, ha fatto conoscere a tutto il mondo le sue qualità poco meno di un anno fa a Rio de Janeiro nel corso dei Giochi Olimpici, durante i quali ha messo a segno due reti trascinando l’Honduras verso le semifinali. Il Monterrey è stato lesto ad accaparrarselo, non avendo però trovato molto spazio in Messico a dicembre è stato ceduto in prestito all’Houston Dynamo, stesso club in cui milita Romell Quioto. I due agiranno in posizioni opposte, Elis sarà l’esterno di destro mentre il suo compagno di spogliatoio si muoverà a sinistra. In attacco l’unico posto disponibile potrebbe essere occupato da Anthony “Choco” Lozano, prima punta da anni in forza nelle divisioni minori spagnole e su cui ha messo gli occhi il Barcellona B, a un passo dal rilevare il suo cartellino dall’Olimpia. Il numero nove non gli conferisce automaticamente la titolarità, dovrà lottare con il più esperto Rony Martínez, in forza in Cina. Jorge Claros è tra gli elementi più conosciuti della rosa, a breve toccherà le 80 presenze in nazionale e ha partecipato da protagonista al Mondiale del 2014. Dovrebbe far coppia con Alfredo Mejía, mediano piccolo fisicamente ma dotato di grande intensità. È uno dei pochi ad abitare nel Vecchio Continente, gioca infatti nella nazione simbolo della storia europea, la Grecia, con la maglia dell’AO Xhanthi. Il ruolo di ministro dell’abbondante difesa a cinque è di competenza di Maynor Figueroa, totem del calcio locale nonché uno dei primi honduregni a fare carriera all’estero in un campionato prestigioso qual è la Premier League (214 presenze con Wigan e Hull City). Con l’Honduras conta 136 presenze, se scenderà in campo in tutte e tre le gare della fase a gironi otterrà automaticamente il primato di apparizioni con i Catrachos. Merita una menzione anche Brayan Beckeles, terzino destro sotto contratto in Messico con il Necaxa, e l’inossidabile portiere Donis Escober, bandiera dell’Olimpia, il più rinomato club locale.

 

GUYANA FRANCESE

QUALIFICATA PER: 3° posto Caribbean Cup 2017

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: //

RANKING FIFA: //

ALLENATORI: Marie-Rose Carême e Jaïr Karam (Francia/Guyana Francese)

MODULO: 4-2-3-1

La Guyana Francese (o Guiana, dicitura indifferente) è probabilmente la più grande sorpresa ai nastri di partenza della Gold Cup 2017. Come potete notare dal nome anzitutto non è infatti rappresentante di una nazione autonoma, dipende bensì dalla Francia, a cui appartiene con lo status di dipartimento d’oltremare. Per questo la nazionale non è affiliata alla FIFA e dunque non può partecipare alle qualificazioni per la Coppa del Mondo né vantare un posizionamento nel Ranking mondiale. Partecipa però alla Gold Cup in quanto affiliata alla CONCACAF e terza nella Coppa dei Caraibi, andata in scena un paio di settimane fa in Martinica. Gli Yana Dòkò, così come sono soprannominati i calciatori della nazionale, sono stati eliminati in semifinale ai calci di rigore contro la Giamaica ma hanno battuto i padroni di casa nella finale per il terzo gradino del podio, raggiungendo un piazzamento storico. Al contrario di quello che si può pensare la rosa può vantare elementi con alle spalle esperienza internazionale: avendo a disposizione il facile sbocco della Francia infatti parecchi ragazzi del paese geograficamente sudamericano hanno l’opportunità di cimentarsi nel campionato francese.

Florent Malouda in allenamento

La stella della squadra è un giocatore che conta 80 presenze con la nazionale della Francia e un palmarés invidiabile in cui compare anche una Champions League vinta da protagonista. Stiamo parlando di Florent Malouda, attualmente in forza in India ai Delhi Dynamos ma desideroso di sparare le proprie ultime cartucce da calciatore professionista con la maglia del suo paese natale. L’ex stella del Chelsea è infatti nata a Cayenne, la capitale della Guyana Francese, ma logicamente ha scelto di rappresentare a livello internazionale il paese per noi transalpino. Ora, a 37 anni, la FIFA gli ha concesso di poter scendere in campo con la selezione giallo-verde e prendere parte alla Gold Cup. Dovrebbe muoversi da trequartista alle spalle della prima punta, ruolo abbastanza atipico ma che gli offre la possibilità di amministrare il reparto offensivo senza grandi compiti di ripiego. Tuttavia il capitano non sarà lui, bensì Donovan Léon. Portiere classe ’92, gioca in Ligue 2 con lo Stade Brest ma ha alle spalle anche un paio di partite nella massima divisione francese. Nel reparto arretrato spiccano i nomi di Kévin Rimane, duttile difensore adattabile anche a centrocampista di proprietà del PSG, e Ludovic Baal, esperto terzino sinistro del Rennes che nel proprio curriculum può vantare quasi 300 partite da professionista in Francia, la maggior parte delle quali nel primo livello della piramide calcistica locale. In attacco si evidenzia la presenza di Sloan Privat, prolifica punta centrale del Guingamp che in tre partite in nazionale si è già tolto la soddisfazione di gonfiare la rete in sei occasioni. Non meritano di essere trascurati nemmeno l’ala destra Roy Contout né quella sinistra Rhudy Evens, il più prezioso tra i tanti giocatori convocati che militano in patria.

 

 CANADA

QUALIFICATA PER: qualificazione automatica

PARTECIPAZIONI PRECEDENTI: 16

RANKING FIFA: 100°

ALLENATORI: Octavio Zambrano (Ecuador)

MODULO: 4-5-1

Il Canada è una delle nazionali storiche insieme a Stati Uniti e Messico del panorama calcistico CONCACAF e del Centro/Nord America in generale, sotto tutti i punti di vista. Lo sconfinato paese patria degli aceri è un eccellenza per quanto riguarda sport più consoni al clima che lo caratterizza, come l’hockey sul ghiaccio, mentre dal punto di vista del calcio non ha sfornato grandi risultati nel corso della storia. I Canucks nel 2000 riuscirono ad alzare al cielo la prestigiosa Coppa d’Oro battendo in finale la Colombia (invitata al torneo) dopo aver fatto fuori Messico e Trinidad & Tobago. Consultando l’albo d’oro si desume però che il successo di 17 anni fa è stato solamente una parentesi, dato che in seguito i bianco-rossi non sono più riusciti ad andare oltre le semifinali. I risultati nelle ultime apparizioni a livello internazionali del Canada sono un po’ altalenanti: da un lato si evidenzia un pareggio in amichevole contro la Scozia a marzo ben confortante, dall’altro la prematura eliminazione dalle qualificazioni alla Coppa del Mondo ha un peso specifico considerevole. L’obiettivo è quindi passare la fase a gironi ma vedere il Canada vicino al podio sembra uno scenario improbabile.

Junior Hoilett

Osservando la rosa del Canada convocata per la Gold Cup si notano subito due assenze pesanti: il veterano Atiba Hutchinson ha visto allontanare la propria strada da quella della nazionale negli ultimi mesi mentre la giovane promessa Cyle Larin ha dovuto fare i conti con il suo carattere un po’ vivace che lo ha portato all’arresto per guida in stato di ebbrezza qualche settimana fa. Ecco che è stato costretto a cedere lo scettro di miglior giocatore della formazione canadese a Junior Hoilett, velocista del Cardiff City nella Championship inglese. Ala sinistra classe ’90 e scuola Blackburn, non ha rispettato le aspettative che si avevano su di lui fino a qualche anno fa. Si parlava addirittura di una possibile convocazione in nazionale inglese qualora avesse ottenuto l’eleggibilità, ha infatti debuttato con il Canada solamente due anni fa dopo aver meditato anche sull’ipotesi di scegliere la Giamaica, suo paese di sangue. Dovrebbe essere impiegato come esterno a sinistra a centrocampo. Un altro giocatore di rilievo è Scott Arfield, centrocampista tuttofare impiegabile sia da esterno che da centrale (opzione preferita da Zambrano). Dal 2013 gioca al Burnley, attualmente in Premier League, in precedenza aveva militato nella sua nazione natale, la Scozia. Forte è infatti il fattore multietnico all’interno del Canada, che vanta giocatori provenienti da ogni parte del mondo. Il capitano per esempio è il classe ’79 Patrice Bernier, mediano del Montréal Impact che ha ascendenze di Haiti. A gennaio appenderà gli scarpini al chiodo, prima vorrà regalarsi l’ultima esperienza con il Canada per uscire di scena alla grande. Facendo qualche passo indietro in campo non possiamo evitare di menzionare il portiere Milan Borjan, tra i più pregiati della squadra (gioca al Ludogorets in Bulgaria) e il terzino sinistro Marcel de Jong, in forza ai Vancouver Whitecaps ma con esperienze nel calcio olandese alle spalle. In attacco il posto di Larin potrebbe esser preso da Anthony Jackson-Hamel, centravanti di origini dominicane in ascesa nelle gerarchie del Montréal Impact. Infine è presente negli Stati Uniti anche Alphonso Davies, il bambino prodigio dei Vancouver Whitecaps sulla cui carta d’identità è riportato come anno di nascita 2000. Esterno offensivo, è nato in un campo profughi in Ghana per rifugiati liberiani, in seguito è emigrato in Canada dove è stato lanciato nel calcio professionistico. Inutile sottolineare che sarà il più giovane partecipante al torneo.