FOCUS – Come è cambiato e come cambierà il calcio indiano

IndiaMolti di voi saranno a conoscenza sicuramente della nascita della Indian Super League, un nuovo campionato indiano dove si sono accasati vecchie glorie come David Trezeguet, Nicolas Anelka, Marco Materazzi e Alessandro Del Piero. L’India è l’unico paese del mondo ad avere due campionati professionistici di prima serie, cioè in parole semplici due campionati di Serie A. Il primo è il “vecchio” (si fa per dire visto che è nato nel 2007), il secondo è appunto la nuova competizione fondata il 21 ottobre 2013 ma che inizierà a disputarsi solo a partire da questa stagione. La I-League è il campionato degli dove giocano le stelle della nazionale come Sunil Chhetri e Francis Fernandes, ma anche qui troviamo delle eccezioni: ad esempio il trequartista della nazionale Clifford Miranda e l’estremo difensore della selezione asiatica, Subrata Pal, hanno cambiato campionato e si sono accasati rispettivamente a FC Goa e Mumbai City. La ISL è un campionato a sé. Non ha retrocessioni né tanto meno promozioni, partecipano otto squadre, le stesse ogni anno, così come accade da anni nel campionato degli Stati Uniti. Queste squadre sono state fondate tutte quest’anno e non hanno nessuna esperienza a livello locale. Lo scopo della creazione di questo nuovo torneo è perlopiù marketing che porterà molti soldi all’India e accordi di partnership con squadre europee – ad esempio il Pune FC ha stretto un accordo con la Fiorentina. Sono arrivati giocatori “anziani” che hanno calcato campi importanti a livello europeo senza trascurare tuttavia la linea verde indiana che troverà spazio soprattutto nel vero campionato nazionale. A partire dagli allenatori, tra i quali figura gente come Zico, gli stranieri creeranno sicuramente un maggiore interesse verso questa competizione indiana. Gli impianti e le strutture non mancano, gli stadi indiani sono tra i più grandi al mondo, lo stadio Salt Lake può ospitare addirittura più di 120 mila persone. Qui giocheranno l’East Bengal e il Mohun Bagan (I-League) e l’Atletico de Kolkata, che si ispira per stemma e colori al celeberrimo Atletico Madrid che ha concesso la licenza poiché nel consorzio che possiede il club, il Kolkata Games and Sports, creato dagli indiani Sourav Ganguly, Harshavardhan Neotia, Sanjiv Goenka, Utsav Parekh, partecipa anche il club spagnolo. Ma le regole del campionato non hanno affatto privilegiato gli stranieri, infatti è stato imposto un limite di giocatori di nazionalità non-indiana per ogni club: 9 giocatori per squadra. Tutti i club avranno in rosa un cosiddetto giocatore “marquee”, i vecchi campioni per intenderci – essi sono: Luis Garcia, Adrian Mutu, Alessandro Del Piero, Roberto Pires, Joan Capdevila, David James, Manuel Friedrich e Davdi Trezeguet. Il campionato inizierà a ottobre, l’inizio era in programma per novembre ma è stato anticipato. L’I-League invece comincerà subito dopo la fine della ISL, a dicembre, in modo che i due campionati non si accavallino e ci sia un maggior numero di spettatori e visibilità. Speriamo quindi che questa iniziativa abbia successo e porti non sono fama a un paese come l’India che è rimasto nell’anonimato per molti anni, ma anche nuovi talenti alla nazionale indiana, che attualmente non ricopre i vertici delle gerarchie del calcio asiatico.

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