Filosofie del calcio: il catenaccio

Il catenaccio è un modulo di gioco del calcio che ha uno schieramento a propensione difensiva. Si basa  sul non prendere gol e sul far avere alla squadra avversaria uno schieramento offensivo, in modo da sorprenderla in contropiede e realizzare i gol che porteranno alla vittoria. Il catenaccio ebbe  le sue origini negli anni trenta, in Svizzera, il primo tecnico ad adottare questo metodo di gioco fu l’ austriaco Karl Rappan, che lo propose per la prima volta quando allenava il Servette. In italia il catenaccio si sviluppò nella fine degli anni quaranta con Nereo Rocco ed ebbe il suo apice negli anni sessanta, dove Rocco vinse con il Milan due scudetti, due coppe dei campioni e una coppa intercontinentale, ed Helenio Herrera vinse con l’ Inter tre scudetti, due coppe dei campioni e due coppe intercontinentali. Oggi il catenaccio si è evoluto e quasi nessuna squadra lo usa preventivamente, in genere viene usato dai piccoli club per ricoprire il divario tecnico che li separa dai grandi club o perché nel corso di una partita ci si trova in inferiorità numerica. Una delle più celebri partite di catenaccio fu la partita Barcellona- Inter della Champions League 2009-2010, dove l’Inter di Mourinho si difese in tutti i 90 minuti per difendere la vittoria di 3-1 dell’ andata; alla fine l’Inter riuscì a passare il turno perdendo solo 1-0. Nel 2012 il Chelsea anche adottò il catenaccio nella semifinale contro il Barcellona e in finale contro il Bayern Monaco. In finale si chiuse in difesa per tutto il tempo e poi vinse ai rigori.

indexIl catenaccio di Karl Rappan

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