Festa nei paesi della “Grande Albania” – la Serbia rischia uno 0-3 a tavolino

La bandiera che ha sorvolato il Partizan Stadium di Belgrado
La bandiera che ha sorvolato il Partizan Stadium di Belgrado

È festa per le strade non solo di Tirana ma anche di Skopje in Macedonia e di Podgorica, in Montenegro. Le minoranze etniche albanesi festeggiano perché molto probabilmente la partita non verrà continuata ma verrà inflitto uno 0 a 3 a tavolino all’Albania. La rissa nel finale è stata soltanto la fine di una partita che di calcio sapeva ben poco. Cori razzisti contro Kosovo e Albania, continuo lancio di petardi e fumogeni dagli spalti, per questo la gara era stata interrotta due volte prima della sospensione definitiva. I tifosi serbi hanno scavalcato le barriere che separano il campo di gioco dal resto dello stadio, guidati dal famigerato Ivan Bogdanov, e hanno aggredito i giocatori albanesi come testimoniato anche dal ct della nazionale rossonera Gianni De Biasi e il capitano Lorik Cana che, come da egli dichiarato, ha dovuto difendere un suo compagno di squadra, il difensore Taulant Xhaka del Basilea che è stato ferito al naso. Il cosiddetto “apice” della rissa è stato quando l’attaccante dell’Albania Bekim Balaj ha recuperato la bandiera della “Grande Albania” è arrivato un tifoso serbo che gli ha sbattuto sulla testa uno sgabello lanciato sul terreno di gioco qualche attimo prima. Successivamente sono arrivati tutti i giocatori albanesi a difendere il proprio compagno, guidati da Cana che ha “placcato” l’invasore atterrandolo e difendendo il compagno.

Be the first to comment

Leave a Reply