Euro 2016, sospesa Serbia-Albania – scontri tra le due squadre

Un tifoso serbo lancia una sediolina contro Bekim Balaj, attaccante dell'Albania. Sullo sfondo anche il capitano Lorik Cana
Un tifoso serbo lancia una sediolina contro Bekim Balaj, attaccante dell’Albania. Sullo sfondo anche il capitano Lorik Cana

AGGIORNAMENTO ORE 7,00: riemergono tristi particolari sugli scontri durante la partita di ieri. Il ct albanese Gianni De Biasi ha rilasciato un intervista nel quale spiega che i suoi giocatori sono stati feriti dai tifosi serbi invasori. “Quattro dei nostri giocatori sono stati feriti dai tifosi durante l’interruzione, alcuni sono stati aggrediti anche all’interno dello stadio. E’ successo di tutto, fin dall’inizio l’atmosfera era tesa. La partita è stata organizzato molto male” – le parole del tecnico italiano. Subito dopo la partita ha rilasciato una lunga intervista anche il capitano albanese di origine kosovara, Lorik Cana: “Volevamo solo prendere il vessillo – dichiara Cana, come riportato da tanjug.rs e mozzartsport.com – e tutto sarebbe tornato alla normalità, ma poi siamo stati aggrediti. Ho visto un tifoso serbo con una sedia che si scagliava contro i miei compagni, dovevo difenderli. Ho delle ferite sul viso, Taulant Xhaka (difensore del Basilea, ndr) ha il naso e gli occhi gonfi e doloranti. Il personale di sicurezza invece di proteggerci ci ha attaccato. I delegati UEFA hanno visto quello che è successo, volevano far riprendere la partita con lo stadio vuoto, ma era davvero impossibile tornare in campo. Ivanovic è stato un uomo vero, ha accettato la nostra decisione e prima della partita è venuto da noi per dirci che questo è solo un gioco. Vedremo quando si potrà rigiocare questa partita e se la giustizia prevarrà. Il calcio è stato creato come un gioco per divertirsi, non per assistere a scene simili” – conclude il difensore della Lazio. La bandiera che rappresentava la bandiera dell’Albania disegnata su tutti i paesi della Grande Albania, Kosovo incluso, riportava anche il numero 1912, data della rivolta albanese. Il drone sarebbe stato lanciato dal fratello del primo ministro albanese, il quale è già stato arrestato. Presente anche tra i tifosi serbi il famigerato Ivan Bogdanov, già famoso per gli episodi di violenza in un Serbia-Italia di qualche anno fa.

Che fosse una partita molto sentita per motivi storici e politici lo sapevano tutti. Ai tifosi albanesi era stato vietato recarsi in Serbia ed entrare allo stadio per guardare la partita valida per le qualificazioni all’Europeo del 2016, proprio per cercare di evitare scontri. Invece stasera al ’44 minuto del primo tempo è successo l’incredibile a Belgrado: un drone con appesa grazie a due lunghi fili una bandiera albanese e con la scritta “Kosovo libero” sorvolava già da qualche minuto sul manto erboso del campo di gioco, così il centravanti della formazione guidata da Advocaat, Aleksandar Mitrovic, ha preso la bandiera per ripiegarla ma ha scatenato l’ira di tutti i giocatori e staff albanesi che si sono scagliati contro la punta balcanica. In campo sono scesi anche tifosi serbi che hanno attaccato i giocatori albanesi, l’arbitro dell’incontro non ha potuto che sospendere la gara, sospensione che è diventata definitiva qualche minuti dopo. Vedremo come andrà a finire, il risultato era sullo 0-0 con poche occasioni per entrambe le formazioni.

Be the first to comment

Leave a Reply