EURO 2016 – Portugal Campeão! Francia piegata ai supplementari da un gol di Éder

Quaresma e Ronaldo festeggiano il titolo
Quaresma e Ronaldo festeggiano il titolo

Il calcio è qualcosa di straordinario. È capace di trasformare delle lacrime di dolore in lacrime di gioia nel giro di poco tempo, è capace di ribaltare ogni pronostico e premiarti quando meno te lo aspetti. A volte può togliere, ma poi restituisce. Lo sa bene Cristiano Ronaldo, che di questi tempi dodici anni fa piangeva un titolo sfiorato in finale davanti ai propri tifosi. Era appena diciannovenne, a vincere l’Europeo fu la sorpresa Grecia. Stasera in quel di Saint-Denis è successo l’esatto opposto: Portogallo inaspettatamente campione contro la Francia, nazione ospitante della rassegna. Si tratta del primo storico trofeo della nazionale portoghese, che aveva conquistato la medaglia d’argento nel 2004 e quella di bronzo nel 1984, nel 2000 e nel 2012, ma mai toccato concretamente la coppa. È un trionfo inaspettato, arrivato con solamente una vittoria nei 90 minuti regolamentari nel corso della competizione. Sono serviti un portiere a tratti insuperabile, una difesa di ferro, dei veterani come Ronaldo, Nani, Pepe e Quaresma, un allenatore troppo spesso poco considerato e soprattutto un drappello di giovani molto promettenti. Sono stati loro a regalare questo risultato memorabile ai propri tifosi, che hanno colorato parte dello stadio di rosso stasera. Cristiano Ronaldo è uscito dopo neanche mezzora per infortunio, lasciando in barella il campo e senza il proprio leader la nazionale. Un contrasto troppo duro con Payet dopo pochi minuti di gioco lo ha costretto a zoppicare per un po’ prima di alzare definitivamente bandiera bianca. Un mare di lacrime versato al momento della sostituzione, si pensava che la sua uscita generasse una possibile debacle degli iberici. E invece la storia non è finita così, i portoghesi, animati dall’antico spirito dei Lusitani, noti per la strenua resistenza contro i Romani, hanno fatto muro per 110 minuti e hanno punto nel secondo tempo supplementare, sferrando la decisiva offensiva che ha costretto all’armistizio i transalpini. Tanto per restare in tema bellico.

Il momento in cui Éder colpisce il pallone dell'1-0
Il momento in cui Éder colpisce il pallone dell’1-0

Il prologo era d’obbligo, un paese che ha dato alla storia del calcio campioni del calibro di Eusebio, Figo e Cristiano Ronaldo meritava di alzare al cielo per la prima volta un trofeo prestigioso. Adesso passiamo però a parlare della partita, vissuta intensamente sin dai primi attimi. È il quarto minuto di gioco quando si registra la prima occasione per sbloccare il match, capitata sui piedi di Nani. L’ex Manchester United è lanciato in profondità da Cedric, stoppa il pallone di petto e calcia a palla in aria il pallone verso la porta di Lloris, spendendolo però sopra la traversa. Passano una manciata di minuti e si verifica un episodio già precedentemente menzionato, il quale rischia di indirizzare il match verso un’unica direzione. Payet, in un duro scontro a centrocampo non sanzionato dall’arbitro Clattenburg, colpisce il ginocchio di Ronaldo, che cade a terra dolorante. Il capitano portoghese capisce sin da subito che si tratta di qualcosa di serio: prova a giocarci sopra, si accascia nuovamente al suolo, esce dal campo per farsi fasciare il ginocchio, rientra ma alla fine decide di chiedere il cambio. Prova a evitare fino all’ultimo la sostituzione, è la sua finale, vuole giocarla. In queste situazioni però devono prevalere le sorti del collettivo anziché quelle personali, CR7 lascia il campo con l’ausilio dei medici e al suo posto subentra Quaresma. Nel lasso di tempo in cui il fuoriclasse madridista era ancora sul rettangolo verde di gioco, Griezmann aveva impegnato in un grande intervento Rui Patricio con un colpo di testa ben angolato sotto il sette. L’abdicazione di Ronaldo non favorisce però i padroni di casa come ci si aspettava. Anzi, il Portogallo riceve forza psicologica dall’infortunio del proprio capitano e si compatta ancor di più alla ricerca della vittoria. Al 34′ Sissoko inventa dal nulla un tiro in area di rigore sul primo palo, che Rui Patricio respinge prontamente. In quest’ultima frase sono racchiusi i nomi di due dei principali protagonisti della serata: il francese è stato devastante con i propri strappi e le incursioni verso l’area portoghese, il portoghese per le sue parate determinanti. La partita procede a ritmi alterni, fasi di studio si alternano a colpi di scena improvvisi che possono sbloccare il pareggio. Nella ripresa i Galletti hanno parecchie opportunità per portarsi avanti. La prima arriva al 66′, sempre con un’incornata di Griezmann: il cross è di Coman, il Piccolo Diavolo giunge in corsa sul pallone ma non inquadra lo specchio a portiere battuto. Una decina di minuti più tardi Rui Patricio nega la gioia del gol a Giroud, servito in area da un’imbucata di Coman. All’80’ anche la compagine di Santos si fa vedere in area di rigore avversaria e per poco non va a segno. Un cross di Nani dalla fascia destra si trasforma clamorosamente in conclusione velenosa verso la porta di Lloris, abile a respingere sia sul neo-giocatore del Valencia che sulla rovesciata su tap-in di Quaresma, giocatore capace di estrarre dal cilindro la giocata da campione quando meno te l’aspetti. All’84’ un missile terra-aria di Sissoko da distanza siderale sporca nuovamente i guantoni del portiere lusitano. Tuttavia per annotare la più grande chance di tutto l’incontro bisogna aspettare i minuti di recupero della seconda frazione di gioco. Il subentrato Gignac si libera benissimo di Pepe in area di rigore con una finta a convergere verso il centro e calcia a rete centrando in pieno il primo palo da distanza ravvicinata. C’è chi dice che la porta stia ancora tremando. I 90 e passa minuti si concludono senza alcuna marcatura, è necessario procedere dunque ai supplementari, dove spesso le finali si sbloccano. Al 95′ la panchina portoghese è già in piedi per esultare quando Pepe schiaccia di testa un cross su punizione. Sfortunatamente per i lusitani il suo tentativo lambisce però il palo ed esce sul fondo, inoltre era stato segnalato il fuorigioco del roccioso centrale madridista. Al 104′ Éder fa tremare il pubblico transalpino quando impatta con la fronte un cross da corner: la risposta di Lloris da distanza ravvicinata è però puntuale. Quattro minuti più tardi Guerreiro è incaricato della battuta di un calcio di punizione dal limite dell’area. Sulla sfera ci sono lui e Quaresma, la posizione sembra suggerire un’esecuzione di destro ma il neo-terzino del Borussia Dortmund decide di assumersi la responsabilità e calcia in porta. Il pallone centra la parte bassa della traversa prima di allontanarsi dallo specchio, il conto dei legni colpiti dalle due squadre si ristabilisce perciò sulla parità. Tuttavia la delusione portoghese non dura molto, perché 109′ Éder fa apparire dal nulla il pallone nella rete francese e porta avanti il Portogallo. L’attaccante del Lille riceve la palla a centrocampo in posizione defilata sulla sinistra, si accentra, la protegge con il fisico e quando giunge il giusto momento scarica in porta una sassata rasoterra che si infila all’angolino alla destra di Lloris. La gioia dei ragazzi di Santos è incontenibile, corrono tutti verso la panchina dalla quale nel frattempo li stava guidando il loro capitano: Cristiano Ronaldo. Nei dieci minuti seguenti la Francia non riesce a pareggiare e per la prima volta nella storia sulla coppa di un Campionato Europeo viene inciso il nome del Portogallo. Etichettata come la squadra senza prima punta, vince grazie a un gol di un centravanti. Guarda caso, un altro segno del destino.

IL MIGLIORE DEL PORTOGALLO – Éder. Qualcuno ha osato definire questa rassegna continentale “l’Europeo dei numeri nove”. In effetti in questo intenso mese di grande calcio la figura del centravanti classico è stata molto rivalorizzata, fino a diventare assoluta protagonista. Éder prima dello scoccare dell’apertura dei cancelli di Euro 2016 dichiarò che si sarebbe sempre fatto trovare pronto nel corso della competizione per il bene della squadra, anche se gli si prospettava probabilmente un Europeo da comparsa. È stato di parola: 54 minuti son bastati per segnare il gol più importante della storia del suo paese. Entra nella ripresa, è l’ultima cartuccia da sparare per il ct Santos. Ripaga della fiducia proteggendo una miriade di palloni, conquistando falli a centrocampo e mettendo la propria firma sulla (splendida) rete della vittoria.

IL MIGLIORE DELLA FRANCIA – Moussa Sissoko. Tra i tanti nomi dei fenomeni francesi, il suo era probabilmente il meno atteso. Eppure il duttile centrocampista del Newcastle ha saputo ritagliarsi il proprio ruolo a torneo in corso, fino a disputare una finale da migliore in campo per i suoi. Soprattutto nel primo tempo la difesa portoghese non riesce a prendergli le misure, velocità e fisicità gli permettono di seminare il panico tra i difensori avversari. Sfiora un paio di volte il gol, getta le armi dopo il vantaggio portoghese quando viene richiamato in panchina a favore di Martial.

IL PROFILO DA SEGUIRE – William Carvalho e tutti i giovani del Portogallo. Il Portogallo stasera ha trionfato per la prima volta nella storia, ma a breve potrebbe replicarsi. Non mi perfetto di vestire i panni del profeta ma analizzando la rosa dei lusitani si può ben capire come questa squadra abbia un futuro più che roseo. La formazione scesa in campo contro la Francia era piena di giocatori nati negli anni ’90, tra cui spicca il giovanissimo di appena 19 anni Renato Sanches, acquistato dal Bayern Monaco. Ha disputato una somma prestazione anche William Carvalho, mediano davanti alla difesa in forza allo Sporting Lisbona. Recupera nel corso dei 120 minuti una miriade di palloni, dà sostanza e qualità all’impostazione del gioco. Segnatevi il suo nome, diventerà uno dei più grandi centrocampisti europei.

IL TABELLINO
PORTOGALLO-FRANCIA 1-0 d.t.s.
MARCATORE: Éder al 4′ s.t.s.
PORTOGALLO (4-1-3-2): Rui Patricio; Cedric, Pepe, José Fonte, Raphael Guerreiro; William Carvalho; Renato Sanches (dal 34′ s.t. Éder), Adrien Silva (dal 21′ s.t. Moutinho), Joao Mario; Nani, Cristiano Ronaldo (dal 25′ p.t. Quaresma). (Lopes, Eduardo, Bruno Alves, Ricardo Carvalho, Vierinha, Eliseu, André Gomes, Danilo Pereira, Rafa Silva). All. Fernando Santos
FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Sagna, Koscielny, Umtiti, Evra; Pogba, Matuidi; Sissoko (dal 5′ s.t.s. Martial), Griezmann, Payet (dal 13′ s.t. Coman); Giroud (dal 33′ s.t. Gignac). (Mandanda, Costil, Cabaye, Jallet, Rami, Digne, Mangala, Kanté, Schneiderlin). All.: Deschamps.
ARBITRO: Clattenburg (Inghilterra)
NOTE: ammoniti Cedric (P), Joao Mario (P), Umtiti (F), Raphael Guerreiro (P), Matuidi (F), William Carvalho (P), Pogba (F) per gioco scorretto, Koscielny (F) per c.n.r.

 Portogallo campione

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