EURO 2016 – Griezmann raggiunge Ronaldo in finale, Germania battuta 2-0

L'esultanza di Gignac e Griezmann per il raddoppio
L’esultanza di Gignac e Griezmann per il raddoppio

Eccoci qui, siamo giunti all’atto conclusivo di Euro 2016. Delle 24 squadre partecipanti alla rassegna ne son rimaste solamente due: una è il Portogallo, vincente nella sfida contro il Galles grazie a una prova superba di Cristiano Ronaldo, l’altra è la Francia, uscita trionfante dall’attesissimo match di stasera contro la Germania. La nazionale teutonica è stata sconfitta per due reti a zero, paga a caro prezzo due ingenuità di propri giocatori che hanno portato a entrambi i gol dei Galletti. La finale si giocherà domenica 10 luglio, in quel di Saint-Denis allo Stade de France, ore, come di consueto, 21.00. Tutti i riflettori saranno puntati sull’attesissima sfida, in particolare sul duello in salsa madrileña tra Ronaldo e Griezmann. Il primo ha fatto la voce grossa ieri contro il Galles, il secondo ha risposto quest’oggi sul campo con una doppietta che ha asfaltato i campioni del mondo in carica. Un revival di Real-Atletico Madrid finale di Champions? I tifosi portoghesi lo sperano, i lusitani non hanno in bacheca nessun titolo europeo e alzarlo al cielo per la prima volta nella terra della nazionale avversaria, dopo aver perso davanti ai propri sostenitori la finale del 2004 contro la Grecia, sarebbe memorabile. Concentrarsi sui pronostici è inutile, in una finale tutto è possibile. Non ci resta che attendere e prepararci a gustare al meglio una partita che si prospetta emozionante. La Francia ha ottenuto il biglietto per lo Stade de France attraverso una bella vittoria contro gli acerrimi nemici tedeschi, nonostante la nazionale di Deschamps abbia alternato nel corso della partita in quel di Marsiglia momenti positivi a fasi di difficoltà. L’inizio dei transalpini è scoppiettante, dopo neanche sette minuti Griezmann triangola benissimo con Matuidi al limite dell’area di rigore e impegna Neuer in una parata bassa in tuffo alla sua sinistra. Tuttavia quello francese è solamente un fuoco di paglia, con il passare dei minuti la Germania sale in cattedra e inizia a dettare legge. La difesa blu appare in netta difficoltà davanti al modo di giocare degli avversari: i teutonici non danno punti di riferimento e ogni calciatore ha la licenza di poter svariare su tutto il fronte offensivo a proprio piacimento. Non è raro infatti vedere Müller ed Özil impostare a centrocampo, Kimmich ed Hector fare le ali anziché i terzini, Boateng e Höwedes addirittura sulla trequarti, Kross abbassarsi e alzarsi continuamente senza mai smettere di distribuire palloni. Questi meccanismi portano alla prima grande occasione del match per la Germania al 13′: Emre Can si libera bene sulla fascia destra e mette al centro dell’area un cross basso su cui si fionda in scivolata Müller, che però non inquadra lo specchio della porta. Poco dopo Lloris è chiamato all’intervento su un tiro schiacciato di Draxler abbastanza velenoso. Al 26′ l’estremo difensore del Tottenham deve nuovamente sporcarsi i guanti su una potente conclusione di Schweinsteiger da distanza considerevole. Gli unici tentativi verso la porta di Neuer in questa fase di gioco si registrano in occasione di calci di punizione: ne battono uno a testa Payet e Pogba, entrambi però terminano tra le mani del numero uno del Bayern Monaco. Dopo tante offensive della Germania, i padroni di casa si affacciano nuovamente nell’area di rigore avversaria nei minuti finali, quando Griezmann, servito da Evra, da posizione defilata sfodera un mancino che si abbatte contro la parte esterna della rete. Qualche secondo più tardi, al 42′, Giroud si invola da solo davanti a Neuer dopo aver rubato il pallone a Boateng in un duello a centrocampo. Il bomber dell’Arsenal è però troppo lento e viene contrastato in scivolata al momento del tiro da uno straordinario Höwedes, autore di una diagonale pressoché perfetta. La gara si sta avviando verso l’intervallo, l’arbitro italiano Rizzoli ha già in bocca il fischietto quando allo scadere assegna un calcio d’angolo alla Francia. Griezmann è incaricato della battuta, il suo cross in area è teso e destinato alla testa di Evra. Lo juventino impatta ma è murato dal braccio alzato di Schweinsteiger: non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Griezmann si presenta dal dischetto e non manca all’appuntamento con la rete, la sua esecuzione è potente e precisa, spiazzato Neuer che non intuisce l’angolo. Si conclude così, forse anche immeritatamente, la prima frazione di gioco. Durante i 15 minuti di pausa Deschamps ha tempo di riorganizzare i suoi ragazzi e alla ripresa del gioco l’attacco della Germania non fa più tanta paura. I tedeschi non riescono a fabbricare azioni a raffica come nel primo tempo, il ritmo di gioco si stabilizza un po’ e nei primi 25 minuti le emozioni scarseggiano. Si sottolinea soltanto l’infortunio capitato a Boateng, costretto ad abbandonare il campo a vantaggio di Mustafi, che rileva il suo posto nel quartetto difensivo. Al 72′ arriva il raddoppio dei francesi, ancora una volta, la sesta nel corso della competizione, autografato da Griezmann. L’azione inizia con una frittata di Kimmich nella propria area di rigore, il pallone giunge tra i piedi di Pogba che da posizione ampiamente defilata lo controlla e punta Mustafi. Finta, finta, finta, ancora finta e poi palla rapidamente spostata sulla sinistra e cross al centro. Neuer allontana in uscita alta ma non blocca il pallone, sulla sfera vagante si fionda l’attaccante dell’Atletico Madrid che insacca celermente con la suola. La Germania prova subito a reagire con un siluro di Kimmich dalla distanza che colpisce l’incrocio dei pali e con una pericolosa punizione di Draxler, la quale però si spegne sul fondo. All’82’ Höwedes sfiora il gol di testa, qualche minuto più tardi Griezmann in contropiede va a un passo dalla terza rete personale. Nonostante i tentativi dei teutonici, la gara pian piano viaggia verso il 2-0 finale. La Mannschaft si fa sentire solamente nei minuti di recupero, quando però il risultato è già scritto. Tra il 93′ e il 94′ la Germania ha due occasioni per realizzare il cosiddetto gol della bandiera. Ambedue arrivano per via aerea: prima Kimmich trova come avversari i guantoni di Lloris, poi Götze non centra lo specchio della porta da distanza ravvicinata. La Germania torna a casa senza conquistare il titolo europeo, che è invece inseguito dalla Francia. Manca solamente uno scalino per il successo finale, c’è però da superare il Portogallo di un certo Cristiano Ronaldo.

IL MIGLIORE DELLA GERMANIA – Toni Kroos. Al mondo è sicuramente uno dei migliori nel suo ruolo. La maestria con cui distribuisce i palloni sulla trequarti sarebbe da clonare, purtroppo non basta solo lui alla Germania per passare il turno. L’assenza di Gomez gli ha permesso di esser schierato in posizione più avanzata, lui però svaria su tutta la propria metà campo durante la partita. Abbondantemente sufficiente.

IL MIGLIORE DELLA FRANCIA – Laurent Koscielny. Nel calcio i difensori hanno la medesima importanza in campo degli attaccanti, due gol di Griezmann non devono far passare in secondo piano una fantastica prova di tutta la retroguardia francese che ha retto benissimo alle offensive tedesche, soprattutto nella ripresa. Tra i quattro uomini scelti da Deschamps per far muro davanti a Lloris premio il centrale dell’Arsenal, impeccabile nel corso dei 90′ minuti. Contrasti, anticipi, duelli aerei: il difensore di origine polacca quest’oggi non ha sbagliato nulla.

IL PROFILO SA SEGUIRE – Joshua Kimmich. Il pallone perso in occasione del 2-0 pesa molto, forse troppo. Il suo errore costa caro alla Germania, anche se esso non deve certo far dimenticare la grande prestazione complessiva del laterale tedesco. Soprattutto nel primo tempo è la spina nel fianco di Evra, arriva al cross dal fondo con una facilità disarmante. Nella ripresa sfiora un paio di volte la rete, prima con un tiro dalla distanza che si abbatte contro l’incrocio dei pali e poi con un colpo di testa. È destro, ma non sembra data la bravura con cui gioca il pallone anche con il mancino. La carta d’identità recita 1995 come anno di nascita, prima della semifinale contro la Francia aveva alle spalle solamente 4 apparizioni con la Germania. A Monaco di Baviera ha davanti a sé un fuoriclasse da cui imparare: da Philipp Lahm ha ripreso molto e gli assomiglia parecchio per qualità tecniche, fisico minuto, polivalenza in campo e precocità. Forza Joshua, hai davanti a te un futuro più che radioso.

IL TABELLINO
GERMANIA-FRANCIA 0-2
MARCATORE: Griezmann su rigore al 47′ p.t.; Griezmann al 28′ s.t.
GERMANIA (4-3-3): Neuer; Kimmich, Boateng (dal 16′ s.t. Mustafi), Höwedes, Hector; Emre Can (dal 22′ s.t. Götze), Schweinsteiger (dal 34′ s.t. Sané), Kroos; Özil, Müller, Draxler. (Leno, Ter Stegen, Weigl, Tah, Podolski, Schürrle). All.: Löw.
FRANCIA (4-2-3-1): Lloris; Sagna, Koscielny, Umtiti, Evra; Pogba, Matuidi; Sissoko, Griezmann (dal 46′ s.t. Cabaye), Payet (dal 26′ s.t. Kanté); Giroud (dal 33′ s.t. Gignac). (Mandanda, Costil, Jallet, Rami, Digne, Mangala, Schneiderlin, Coman, Martial). All.: Deschamps.
ARBITRO: Rizzoli (Italia)
NOTE: ammoniti Emre Can (G), Evra (F), Draxler (G), Kanté (F), per gioco scorretto, Schweinsteiger (G) per fallo di mano, Özil (G) per proteste. Recupero: 2′ p.t., 4′ s.t.

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