Euro 2016 – Bentornata Ungheria dopo 40 anni, Norvegia KO

Kiraly
Gabor Kiraly (Getty)

Due gol alla Norvegia e paese in festa. Non accadeva dalla bellezza di quarant’anni, 44 per l’esattezza, l’Ungheria torna finalmente a giocarsi le sue carte nella competizione più prestigiosa del panorama calcistico europeo. Nel 1964 raggiunsero il terzo posto, nel ’72 il quarto. Dopodiché iniziò il lungo declino della formazione magiara, conclusosi oggi con la vittoria sulla nazionale norvegese. All’andata l’1-0 in terra scandinava aveva fatto ben sperare, l’autore del gol decisivo era stato Laszlo Kleinheisler. Oggi i marcatori sono stati diversi ma lo scarto tra le due compagini è rimasto invariato. L’Ungheria ha saputo aggiudicarsi entrambi gli incontri, battendo la maggior parte dei pronostici. Un tempo i Fantastici Magiari insegnavano calcio a tutto il mondo ed erano pieni di campioni: non solo il celeberrimo Ferenc Puskas, uno dei migliori calciatori di sempre, ma anche i vari Nándor Hidegkuti, Sándor Kocsis e József Bozsik, primatista di presenze. Probabilmente però ancora per poco, perché Gabor Kiraly, attuale portiere della nazionale e autore di una grande prestazione quest’oggi, alla veneranda età di 39 anni non ha intenzione di smettere ed è a quota 100 partite, una in meno dell’ex campione dell’Honvéd. L’Europeo è alle porte e l’estremo difensore noto a tutto il mondo per i suoi pantaloni della tuta grigi che indossa al posto della normale divisa completa difenderà la porta magiara anche in Francia. Esordì nel ’98 a ventuno anni, si appresta a giocare la prima competizione di rilievo con la sua nazionale.

Ungheria
L’esultanza magiara (AFP Photo)

LA PARTITA – Alla Groupama Arena di Bucarest, davanti a 26 mila spettatori, i padroni di casa si impongono per 2 a 1. Dopo neanche un quarto d’ora l’Ungheria sblocca la partita, merito di una giocata da fuoriclasse di Tamas Priskin, il quale riceve il pallone dal limite dell’area, si accentra e calcia a giro sul secondo palo. Al 27′ Kiraly compie una grande parata da distanza ravvicinata sul norvegese Haitam Aleesami, sventando la minaccia in calcio d’angolo. L’Ungheria sfiora il raddoppio al 36′ con un colpo di testa di Gergo Lovrencsics che termina di poco a lato della porta difesa da Nyland. Sempre da una situazione aerea nasce una ghiotta occasione per gli scandinavi nei minuti finali della prima frazione di gioco: su un calcio d’angolo battuto da Ødegaard, Hovland impatta bene il pallone ma centra il palo. Nella ripresa si accende il genio di Dzsudzsak, capitano dell’Ungheria. Colpisce una traversa con un tiro da fuori deviato, sfiora nuovamente il gol con una conclusione ben angolata e infine calcia il corner dal quale nasce il raddoppio ungherese. La rete è abbastanza fortuita: il pallone, dopo un tocco di Bode, carambola addosso a Henriksen, il quale involontariamente insacca nella propria porta. Poco prima del 2-0, la Norvegia aveva sfiorato il pareggio ma Kiraly era stato abile a respingere un tentativo da posizione ravvicinata di Pedersen. Nel finale lo stesso Henriksen accorcia le distanze con un destro ben calibrato. Poco importa all’Ungheria, che tornerà a calcare grandi palcoscenici 44 anni dopo l’ultima volta.

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