Erick Aguirre, il predestinato del Morelia che sta stregando il Messico

Erick AguirreSabato una sua prodezza da fuori area ha stupito tutto il Messico. Una botta che ha accarezzato la traversa prima di insaccarsi alle spalle del portiere dell’UNAM Palacios. Il Morelia ha perso 2-3 ma la sua rete aveva riaperto le speranze del pubblico giallorosso. Erick Aguirre è un predestinato, è solamente un classe ’97 e ha già segnato nella massima serie messicana. Non fatevi ingannare dal numero di maglia, il 96, lui è nato il 23 febbraio del 1997 a Uruapan, nello Stato del Michoacán. Nasce terzino ma diventa ben presto un’ala offensiva, nell’ultima partita di campionato è stato schierato come esterno a sinistra in una trequarti a tre. Gli esperti hanno avuto modo di ammirarlo al Mondiale U17 negli Emirati Arabi Uniti, disputatosi l’anno scorso. Il Messico si è arreso solamente in finale contro la Nigeria che si è laureata campione, è sceso in campo sei volte su sette. Nel campionato mondiale giovanile è stato impiegato come terzino destro, è alto solamente 170 cm ma è dotato di una grande resistenza. Sempre concentrato, bravo nel dribbling e nei cross. I commenti positivi non hanno tardato ad arrivare, si sovrappone sempre e non si tira mai indietro nella fase offensiva. Queste qualità hanno spinto José Guadalupe Cruz, attuale tecnico dei Monarcas, a impiegarlo come centrocampista offensivo.

Erick Aguirre 2

Erick ha il Morelia tatuato sulla pelle. Ha sempre tifato i Monarcas, è nato nelle vicinanze della grande città messicana. Da piccolo è entrato nel settore giovanile del club fondato nel 1924, è esploso con la formazione U19, l’equivalente della primavera in Italia. A inizio stagione, alla quarta giornata, è sceso in campo per la prima volta con la prima squadra. Uno 0-0 contro il Tijuana, undici minuti collezionati e l’esordio tra i professionisti. Sette giorni dopo la sorpresa: viene schierato titolare nel test contro il Club America, il colosso del campionato messicano. Il Morelia perde e lui finisce dopo venti minuti nella “lista dei cattivi” dell’arbitro, viene infatti richiamato e ammonito per un fallo. Gioca titolare anche due settimane dopo contro il Puebla, altra sconfitta della sua squadra. Poi il gol, contro l’UNAM Pumas. I Monarcas sono sotto 0-2 e al ’64 inventa un gol d’antologia con un tiro perfetto da 30 metri. Non si lascia andare a esultanze smisurate, bacia la mano e aggiusta i capelli. Intanto il suo nome inizia a circolare in tutta la nazione. Il Morelia ha il suo gioiello e non lo manderà via facilmente, la nazionale messicana parla giovane e Aguirre si candida a essere un futuro pilastro della Tricolor.

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