Coppa d’Africa 2017 – Tutti i verdetti della fase a gironi, tante le sorprese in negativo

Si è conclusa ieri la fase a gironi della Coppa d’Africa 2017, che ha sancito dopo tre partite per gruppo le qualificazioni ai quarti di finale che inizieranno il 28 gennaio dopo un paio di giorni di tregua (negli ultimi dodici giorni abbiamo assistito ininterrottamente a due partite quotidiane). Senza dilungarci troppo in chiacchiere, andiamo ad analizzare quello che è successo in ogni girone.

GIRONE A

  1.  BURKINA FASO – 5 punti
  2.  CAMERUN – 5 punti
  3.  GABON – 3 punti
  4.  GUINEA-BISSAU – 1 punto

Era sulla carta il meno roboante della Coppa d’Africa, l’unica certezza ai nastri di partenza era la qualificazione del Gabon e invece questo pronostico è stato ampiamente smentito. La nazionale di Camacho che ospitava la competizione ha fatto la propria uscita di scena al primo turno senza collezionare nemmeno una vittoria. Si comincia con la sfida d’esordio contro la Guinea-Bissau, la matricola del torneo. Da subito la selezione gabonese palesa le proprie difficoltà soprattutto in fase di costruzione di gioco, il perno della squadra Aubameyang è isolato dal resto della formazione e soffre una grave assenza di palloni. Riesce però a sbloccare la partita dopo pochi minuti nel secondo tempo approfittando di un bell’assist di Bouanga; i guineensi, autori di una grande prestazione, trovano però il pareggio al fotofinish quando una zuccata di Juary Soares fa esplodere la gioia dei Licaoni. Nel posticipo serale Camerun e Burkina Faso si dividono la posta in palio giocando un tempo a testa: prima Moukandjo porta in vantaggio la formazione di Hugo Broos con una punizione, poi il difensore Issoufou Dayo pareggia i conti con un colpo di testa sugli sviluppi di un corner nella ripresa. Nella seconda giornata il Gabon manca ancora l’appuntamento con la vittoria mentre gli Stalloni burkinabé collezionano un altro pareggio, fondamentale ai fini della qualificazione. Il Burkina Faso parte meglio in quel di Libreville trovando il gol al 25′ in contropiede con Nakoulma, subentrato pochi minuti prima a Pitroipa. Aubeymang pareggia su rigore prima dell’intervallo, ma la partita sarà ricordata soprattutto per l’infinità di infortuni muscolari (ben 5) a cui si è assistito. Nel posticipo il Camerun trova la vittoria in rimonta contro la Guinea-Bissau, passata in vantaggio dopo neanche un quarto d’ora grazie a una serpentina di Piqueti. I Leoni Indomabili ribaltano tutto però nella ripresa dopo che il guineense Mendy aveva avuto una grande occasione da solo davanti a Ondoa: i protagonisti del 2-1 finale sono insoliti, segnano infatti con due bolidi dalla distanza i mediani Siani e Ngadeu-Ngadjui. Nella terza giornata le due gare giocate in contemporanea determinano la cocente eliminazione dei gabonesi, che per 90 minuti provano a fare breccia nella retroguardia camerunense, senza riuscire però a bucare la porta di Ondoa. All’ultimo secondo ci prova Bouanga con un tiro che si abbatte contro il palo e sulla cui respinta Ndong trova le mani del portiere avversario, vanificando gli ultimi bricioli di speranza per il passaggio del turno. Tutto facile invece per il Burkina Faso che liquida con un secco 2-0 la Guinea-Bissau. La gara si indirizza sin da subito quando un goffissimo autogol di Rudinilson porta avanti i burkinabé e viene chiusa nel secondo tempo da Bertrand Traoré, che trova il suo primo gol nella competizione battendo con facilità Jonas Mendes con un sinistro piazzato sul secondo palo da distanza ravvicinata. Il girone A si conclude quindi con il Burkina Faso a sorpresa primo, premiato dalla differenza reti, seguito immediatamente dal Camerun e poi Gabon e Guinea-Bissau.

GIRONE B

  1.  SENEGAL – 7 punti
  2.  TUNISIA – 6 punti
  3.  ALGERIA – 2 punti
  4.  ZIMBABWE – 1 punto

Il girone B ai nastri di partenza doveva essere il più divertente del torneo, non si può dire che non abbia regalato grandi sorprese. L’Algeria dalla quasi totalità degli addetti ai lavori era considerata la principale candidata alla vittoria finale, invece il destino, o forse sarebbe meglio attribuire le colpe a prestazioni quanto meno deficitarie, l’ha condannata a fare le valigie dopo appena tre partite. Se è vero che il buon giorno di vede dal mattino, gli algerini dovevano iniziare a preoccuparsi seriamente sin dalla prima gara contro lo Zimbabwe, fanalino di coda del gruppo che invece ha messo in seria difficoltà Mahrez e compagni. Allo stadio di Franceville è proprio la stella del Leicester a sbloccare il risultato dopo dodici minuti, è pronta però la risposta degli zimbabwesi che riacciuffano gli avversari con una bella conclusione in diagonale di Mahachi, il quale sorprende M’Bolhi e pesca l’angolino del secondo palo. La gara si ribalta poco dopo quando Belkhiter atterra Bhasera in area di rigore e regala dunque una ghiotta chance dagli undici metri a Mushekwi, che dal dischetto è freddo e non perdona. Quando la gara ormai sembra prendere la piega peggiore per i nordafricani, all’82’ è ancora Mahrez a salvare i suoi compagni dal disastro trafiggendo la porta di Mukuruva con un gol da cineteca. Nell’altra gara del girone il Senegal vince contro la Tunisia, soprattutto per demeriti degli arabi che concedono un calcio di rigore dopo poco (10′ per fallo di Abdennour) e sciupano una miriade di occasioni nel corso del match, mettendo in mostra una performance paradossalmente migliore rispetto a quella degli avversari. La nazionale di Cissé è più cinica e trova il raddoppio al 30′ con un gran gol di testa di Kara Mbodj da calcio d’angolo, rete da far vedere nelle scuole calcio per la grande maestria del difensore senegalese nel prendere il tempo all’avversario e impattare con forza il pallone. La seconda giornata è aperta da un altro insuccesso dell’Algeria, stavolta molto più grave perché fatale per le sorti della competizione. Le Volpi del Deserto cadono sotto i colpi di una compatta Tunisia, sagace nel non concedere spazi agli avversari nel primo tempo e poi affondare la spada nella ripresa. La gara si sblocca al 50′ in una circostanza molto fortunosa: su cross basso dalla sinistra di Msakni, il difensore algerino Mandi devia sciaguratamente il pallone che carambola nella porta della propria squadra. Il suicidio si completa un quarto d’ora dopo quando Ghoulam serve prima su un piatto d’argento il pallone a Khazri lanciandolo in porta a campo aperto, poi lo atterra in area di rigore concedendo il penalty alla Tunisia. Sliti spiazza Asselah, titolare per l’infortunio del numero uno titolare M’Bolhi, e raddoppia. Inutile nel finale il gol di Hanni, subentrato con il giusto piglio. Approfitta della situazione il Senegal, vincente 2-0 anche contro lo Zimbabwe e dunque aritmeticamente primo nel girone con una giornata di anticipo. La pratica è chiusa dopo neanche un quarto d’ora: prima il laziale Keita Baldé s’invola sulla fascia e offre un cioccolatino che Mané deve solo spingere in porta, poi Saivet sigilla il punteggio con un calcio di punizione magistrale. Nel resto della gara il Senegal riesce spesso a trovare i varchi giusti per lanciare i giocatori da soli davanti a Mukuruva, la troppa leggerezza sotto porta impedisce però ai Leoni della Teranga di incrementare maggiormente il vantaggio. L’ultima giornata del girone si chiude dopo appena 22 minuti di gioco, quando ormai è chiaro a tutti che la Tunisia avanti 2-0 contro lo Zimbabwe avrebbe spezzato ogni speranza di qualificazione dell’Algeria, che aveva bisogno di tre punti contro il Senegal e di una sconfitta delle Aquile di Cartagine. Le partite si fanno allora divertenti, le quattro squadre giocano senza più grande tensione e il risultato sono un 2-2 e un 4-2. Gli algerini avevano provato a dare subito una scossa al girone dopo pochi minuti di gara, quando Hanni vola sulla sinistra e pennella un cross al bacio per Slimani, il quale appoggia il pallone in rete e va subito a recuperarlo senza dilungarsi in esultanze fuori luogo. Il parziale dell’altro campo scoraggia però i ragazzi di Leekens che allo scadere del primo tempo sono raggiunti da una grande conclusione al volo dalla distanza di Papa Diop. La ripresa inizia con il nuovo vantaggio dell’Algeria, ancora in gol Slimani con una conclusione sporca che scavalca leggermente la linea di porta dopo aver superato N’Diaye. Ma si parla di giornata storta è proprio vero che non te ne va bene una, i senegalesi infatti trovano il pari con un tiro Moussa Sow che fa tabula rasa. Soddisfatto Aliou Cissé che con una squadra piena di riserve trova il primo posto nel girone, esce tra i fischi come prevedibile l’Algeria. Sull’altro campo la Tunisia porta a casa i 3 punti concludendo il proprio cammino nella fase a gironi da seconda in classifica. Dopo dieci minuti Sliti apre i giochi trovando il gol con un tiro doppiamente deviato dalla difesa zimbabwese. Molto più piacevole da vedere è invece la rete di Msakni una decina di minuti più tardi: uno-due ravvicinato proprio con Sliti e tiro sul primo palo a bucare Mukuruva. Al 36′ trova gloria anche Khenissi, pescato da un filtrante in area di Nagguez, poco dopo lo Zimbabwe lancia un segnale di vita con un gran gol di Musona, forse tra i più ammirabili del torneo: sombrero tra due avversari in area di rigore e botta sul secondo palo dove l’estremo difensore avversario non può arrivare. Si iscrivono al ballo dei gol anche Khazri, a segno su rigore, e Ndoro, che addolcisce l’uscita di scena dello Zimbabwe.

GIRONE C

  1.  REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – 7 punti
  2.  MAROCCO – 6 punti
  3.  COSTA D’AVORIO – 2 punti
  4.  TOGO – 1 punto

Come l’Algeria ha stupito tutti in negativo nel gruppo B, così i campioni in carica della Costa d’Avorio hanno salutato i palcoscenici africani dopo appena tre partite tra l’incredulità generale. Un noto modo di dire italiano dice che riconfermarsi è la cosa più difficile, tuttavia c’è una bella differenza tra il mancare il secondo successo di fila ed essere eliminati direttamente alla fase a gironi senza totalizzare neanche una vittoria. La Coppa d’Africa 2017 si apre subito male per la nazionale di Dussuyer e si conclude ancora peggio. Nella gara d’esordio in quel di Oyem gli Elefanti sono fermati dal Togo sul risultato di zero a zero, in una partita dove certamente gli ivoriani non meritano la vittoria e anzi è la compagine di Le Roy ad amministrare il gioco in alcune fasi della gara, grazie anche a una formazione improntata all’attacco e con solo due difensori di ruolo in campo dal primo minuto. Le occasioni però latitano, le azioni si possono contare sul palmo di una mano e sono da collocare principalmente nella prima frazione di gioco: Kodjia prima scalda i guanti di Agassa da posizione ravvicinata, poi arriva la risposta del Togo con Dossevi che sfiora il vantaggio. Nel posticipo serale la Repubblica Democratica del Congo batte a sorpresa il Marocco, dando inizio a un cammino per adesso impeccabile. A partire meglio sono però i marocchini che dopo un paio di minuti impattano la traversa con un tiro da fuori del napoletano El Kaddouri, convocato all’ultimo momento per l’infortunio di Amrabat. Nel primo tempo regna l’equilibrio, con l’avvio della ripresa invece passano in vantaggio i congolesi: cross dalla sinistra di Mubele, il portiere Munir pasticcia e Junior Kabananga Kalonji è lesto a concludere a rete con un mancino a palla in aria. Fanno discutere le scelte di Renard che lascia fuori dal primo minuto sia En-Nesyri che El-Arabi, subentrati sul parziale di vantaggio per gli avversari e subito protagonisti della partita. L’attaccante del Malaga sfiora il pareggio con un tiro dalla trequarti al 70′, nel finale è invece il centravanti in forza in Qatar a lambire l’uno pari, incornando il pallone di testa in area di rigore ma trovando sfortunatamente l’opposizione di Matampi. Nel finale la Repubblica Democratica del Congo, in 10 uomini per l’espulsione di Mutambala, soffre l’assedio nordafricano ma riesce a portare a casa la vittoria. La seconda giornata si apre con il pareggio spettacolare per 2-2 tra ivoriani e congolesi, passati due volte in vantaggio ma sempre raggiunti dagli avversari. Kebano apre i giochi con un gran gol dal limite dell’area, in seguito Bony ristabilisce il pareggio con una zuccata su corner. Passano pochi secondi e al 28′ Kabananga riporta avanti la formazione di Ibengé: su cross dalla destra di Mubele Aurier si addormenta e perde la marcatura, consegnando alla testa dell’attaccante avversario il pallone del 2-1. Nel secondo tempo il capitano Serey Die salva la Costa d’Avorio trovando la rete con un tiro dalla distanza deviato dalla retroguardia avversaria. Per i campioni in carica si fa dura perché nella gara serale il Marocco si sbarazza per 3-1 in rimonta del Togo. Adebayor e compagni si illudono al 5′ minuto quando Dossevi porta avanti gli Sparvieri, approfittando di un contropiede eseguito in maniera magistrale per freddare Munir. Per il resto della gara però è dominio Marocco, nonostante qualche volta l’ex attaccante dell’Arsenal provi a suonare la carica e impensierire la retroguardia magrebina. Pareggio e 2-1 arrivano su cross da calcio piazzato, prima trova il gol Bouhaddouz e dopo Saïss. La partita è poi chiusa definitivamente dal tandem formato da En-Nesyri e Agassa: l’attaccante marocchino calcia da distanza siderale sul primo palo e l’estremo difensore togolese gli regala il gol sbagliando clamorosamente i tempi di un intervento relativamente facile. Il Togo manca la vittoria anche nell’ultima giornata, quando è schiacciato dalla Repubblica Democratica del Congo per 1-3. Ancora una volta trova il gol per la terza volta consecutiva Kabananga, che sblocca la partita dopo neanche mezzora di gioco. Mbemba soffia il pallone a Bebou a centrocampo e lancia in profondità il proprio compagno, superbo nel vincere il duello corpo a corpo in velocità con Gakpé e concludere all’angolino del secondo palo. Lo stesso Kabananga prima di andare a bere un tè caldo centra il palo con un colpo di testa su calcio d’angolo. La ripresa di apre con il raddoppio congolese, meritevole di essere inserito in un film dell’orrore per il comportamento dell’undici del Togo. Il portiere Mensah rilancia il pallone da rimessa dal fondo, Tisserand controbatte nella propria metà campo con un altro campanile che termina sui piedi di Mubele, il quale controlla il pallone e scavalca l’estremo difensore avversario con un pallonetto mentre tutta la difesa togolese rimane a guardare imbambolata. Gli Sparvieri provano a riaprire la partita al 69′ quando il subentrato Laba al primo pallone toccato buca la porta di Matampi, pochi secondi più tardi Adebayor ha una chance d’oro per fare 2-2 ma il portiere congolese è abile a respingere. Chiude i giochi M’Poku una decina di minuti dopo su calcio di punizione dal limite dell’area: il tiro sbatte contro la traversa ma rimbalza dentro la porta, il gol è convalidato dopo qualche confronto tra l’arbitro e gli assistenti. Marocco-Costa d’Avorio è invece molto meno densa di occasioni. Nel primo tempo Fajr colpisce subito una traversa su calcio di punizione, verso il 37′ anche i campioni in carica hanno la loro buona opportunità per portarsi in vantaggio ma Zaha calcia tra le mani del portiere avversario da buona posizione. La partita è decisa al 64′ da una perla di Alioui, senza dubbio la rete più fantastica di tutta la competizione finora. L’attaccante magrebino riceve il pallone sui 25 metri in contropiede, lo controlla e dopo aver meditato per qualche attimo sopra la scelta da prendere sfodera un pallonetto sensazionale che non lascia scampo a Gbohouo, gonfiando la porta ivoriana. Termina così il girone C, con la Costa d’Avorio costretta a uscire davanti agli occhi del ct con cui due anni prima aveva alzato al cielo il trofeo.

GIRONE D

  1.  EGITTO – 7 punti
  2.  GHANA – 6 punti
  3.  MALI – 2 punti
  4.  UGANDA – 1 punto

Nel computo finale il girone D è sembrato quello meno equilibrato, tra le seconda e la terza in classifica c’è stata infatti una forbice di quattro punti. Da questo gruppo è anche uscita la prima nazionale eliminata dopo appena due partite, l’Uganda, che però all’ultima giornata è riuscita a raccogliere un pareggio contro il Mali. Tuttavia gli ugandesi non hanno dato l’impressione di non essere adeguati al contesto in nessuna delle gare disputate, a partire dall’esordio contro il Ghana. La sfida tra le due compagini africane termina con una vittoria di misura grazie al calcio di rigore trasformato da André Aye2 verso il 30′ di gioco. Nel primo tempo il primo guizzo è firmato dall’ugandese Mawejje, poi però è solo Ghana che sfiora più volte il gol con le percussioni devastanti di Atsu e la pericolosità aerea di Asamoah Gyan, il quale si procura il penalty che deciderà la partita sfuggendo a un ingenuo Isinde, autore del fallo, dentro l’area. Nella ripresa l’Uganda prova a riacciuffare gli avversari sul punteggio di parità soprattutto con conclusioni dalla distanza sfornate dai piedi di Mawejje e Massa. Il Ghana ha però l’occasione più interessante della ripresa, quando nel finale Atsu s’invola davanti a Onyango che intercetta però la sua botta verso la rete. Nel posticipo serale Mali e Egitto non si fanno del male a vicenda e collezionano il loro primo punto del torneo con uno sterile 0-0. Nel primo quarto d’ora di gioco entrambe le formazioni hanno una buona chance a testa per sbloccare l’incontro: prima Mohsen non riesce a bucare da distanza ravvicinata la porta di Sissoko, poi un cross dalla sinistra di Marega trasformatosi in tiro in porta mette in seria difficoltà Ahmed El Shenawy, portiere egiziano che è costretto a dare forfait per infortunio al 25′, aprendo le porte alla presenza a dir poco storica del portiere classe ’73 El Hadary. Anche nel secondo tempo non si registrano emozioni degne di nota, ad eccezione di una grande parata del maliano Sissoko al 54′ su una zuccata da dentro l’area di rigore di Mohsen, autore di una giocata aerea che ricorda sotto alcuni aspetti la memorabile rete di Van Persie ai Mondiali brasiliani. Nella seconda giornata invece iniziano a delinearsi meglio le gerarchie del girone. Nell’anticipo basta un colpo di testa di Asamoah Gyan al 21′ per mettere a tacere il Mali. I ghanesi dominano la prima frazione di gioco inanellando una serie di occasioni pericolose, la ripresa però vede attaccare solamente il Mali di Giresse che per una serie di circostanze poco favorevoli non riesce a scaraventare il pallone in rete, grazie anche agli interventi del portiere delle Stelle Nere Razak. Molto sudata è anche la vittoria in serata dell’Egitto contro l’Uganda, arrivata solamente nei minuti finali dopo 90′ minuti decisamente insufficienti. L’azione che sblocca la partita nasce dai piedi di Kahraba, il quale riceve il pallone sulla fascia sinistra e pesca Salah in area di rigore: il romanista sbaglia in un primo momento lo stop ma con grande visione di gioco periferica nota l’arrivo da dietro alla propria destra di Said, che una volta ricevuto il pallone lo spara in porta con violenza inaudita gonfiando la porta di Onyango, trafitto da un tiro che gli passa in mezzo alle gambe. Nella terza e ultima giornata il Mali ha bisogno di una sconfitta dell’Egitto e di una vittoria contro l’Uganda per sperare nel passaggio del turno, nessuno di questi due eventi però si verifica. I nordafricani vincono contro il Ghana grazie a un calcio di punizione di Salah, entrato in porta verso l’undicesimo minuto del primo tempo. Dal limite dell’area l’ex Chelsea opta per una conclusione forte sul palo del portiere, il quale può solamente raccogliere il pallone dalla rete. Per il resto della partita il Ghana cerca di riappropriarsi del primo posto del girone ma non riesce a progettare qualche azione di gioco degna di nota. L’unico vero pericolo per El-Hadary si registra al 90′, quando un bel tiro dalla distanza di Jordan Ayew lo impegna in una parata non facile in angolo. Sull’altro campo Mali e Uganda hanno grandi difficoltà a dar luce a una sfida interessante, sia per la relativa inutilità del match ai fini del girone che per le condizioni del campo disastrose a causa di una fitta pioggia. Soprattutto nel primo tempo la gara è ai limiti del giocabile, il terreno di Oyem assume tutte le sembianze di un acquitrino. Durante l’intervallo però alcuni addetti ai lavori migliorano la situazione e allora il secondo tempo è più divertente. Gli ugandesi trovano il vantaggio al 70′ con una pregevole conclusione dalla trequarti del classe Farouk Miya, il Mali però non accetta di uscire di scena in questo modo e trova il pareggio una manciata di minuti dopo con una fantasmagorica punizione di Bissouma da più di 30 metri.