Coppa d’Africa 2015 – Monumentale Barry, la Costa d’Avorio è campione d’Africa!

Bony porta in trionfo Barry

Costa d'Avorio-GhanaQuella di Boubacar, detto Copa, Barry, è una vera e propria favola. Trentacinque anni sulle spalle, portiere della Costa d’Avorio, una delle più grandi bandiere di sempre della nazionale ivoriana. Per tutta la Coppa d’Africa si è seduto in panchina, al suo posto ha sempre giocato il giovane Gbohouo. Ma proprio poco prima della finale l’estremo difensore del Séwé Sports si fa male e al suo posto è costretto a giocare Copa. Dopo uno zero a zero, sia ai regolamentari che ai supplementari, ai calci di rigore è proprio lui a decidere la gara parando l’undicesimo tentativo al suo compagno di reparto Razak e mettendo a segno il penalty decisivo. La Costa d’Avorio torna a vincere una Coppa d’Africa a distanza di 23 anni dal suo primo trofeo. Onore anche al Ghana, autore di un ottimo torneo. Incetta di premi proprio per i giocatori ghanesi: Christian Atsu riceve la medaglia per il miglior giocatore del torneo e il miglior gol, André Ayew è il capocannoniere e Kwesi Appiah il giocatore Fair Play.

Kolo Touré

Partita molto combattuta, sudata, sofferta. I tempi regolamentari non regalano bel gioco ma ritmi piuttosto spezzettati. I giocatori in campo sono nervosi, l’importanza della partita è notevole. La Costa d’Avorio vuole riscattare la sconfitta in finale nel 2012 contro lo Zambia, il Ghana ha sempre raggiunto le semifinali nelle ultime cinque edizioni senza mai alzare il trofeo. Al 16′ minuto Wilfried Bony ha una buona occasione per portare avanti gli “elefanti” – bella palla di Gervinho per il centravanti del Manchester City che calcia di poco alto. Ma la vera chance per l’1-0 capita sui piedi di Christian Atsu, ala ghanese. Al 25′ s’inventa un mancino da fuori che impatta il palo lasciando incredula la panchina ghanese. Nella ripresa le azioni scarseggiano e si contano sulle dita di una mano. Nei minuti finali della seconda frazione di gioco il Ghana trema dopo un’incursione di Aurier in area di rigore il quale mette in mezzo un pallone che Razak respinge anticipando Doumbia. Ai supplementari vanno sottolineati solo i tentativi da fuori di Gyan e Wakaso, entrambi respinti dalla difesa arancione. Si va ai calci di rigore, nel Ghana escono Gyan e Atsu lasciando il posto ad Acheampong e Badu, la Costa d’Avorio butta dentro Gadji Tallo rimpiazzando Gervinho.

Bony porta in trionfo Barry
Bony porta in trionfo Barry

I calci di rigore partono con la rete di Mubarak Wakaso che spiazza Barry portando avanti il Ghana. Il duplice errore di Wilfried Bony (traversa) e Tallo (fuori) e la rete di Jordan Ayew, spianano la strada della vittoria alle “Stelle Nere” ghanesi. Tuttavia anche Acquah e Acheampong sprecano clamorosamente le loro occasioni. Serge Aurier batte Razak con la palla che termina sotto la traversa, anche Seydou Doumbia non sbaglia con una conclusione potente che buca la porta dell’estremo difensore in forza al Mirandes. I capitani André Ayew e Yaya Touré prendono in mano la situazione ed entrambi realizzano l’ultimo tiro dal dischetto. Si va ad oltranza e la situazione non cambia fino all’ultimo penalty. Tutti gol, sia Copa che Razak non intuiscono neanche una conclusione. Proprio a loro tocca decidere la trentesima edizione della Coppa d’Africa. All’undicesimo rigore Brimah Razak calcia non troppo angolato e il suo “collega” Barry para. Si fa male a una mano e viene medicato, era successo prima anche con i crampi alle gambe. Il trentacinquenne numero uno ivoriano va dal dischetto per scrivere una pagina di storia del calcio africano. Rincorsa lenta, tiro piazzato sul quale non arriva Razak e palla in rete. Esplodono le lacrime di gioia di Barry e quelle di disperazione dei giocatori ghanesi, in particolare il portiere e il capitano André Ayew, consolato da molti giocatori della Costa d’Avorio. Un risultato storico sotto la guida di Hervé Renard, colui che con la nazionale zambiana punì gli “Elefanti” nel 2012 in Gabon. Un’autentica favola, chissà se questa partita sia l’ultima in nazionale dopo 86 presenze e 7 Coppe d’Africa disputate. Una certezza c’è però: stasera per le strade di Abidjan il suo nome sarà quello più pronunciato, quello che ha regalato forse la gioia più grande di sempre ai tifosi ivoriani.