Coppa d’Africa 2015 – la favola della Guinea Equatoriale, la più “piccola” che sogna in grande

Guinea EquatorialeLa tradizione recita che nessuna squadra ospitante la Coppa d’Africa è mai stata eliminata ai gironi nella, anche la Guinea Equatoriale rispetta la consuetudine. Battuto ed eliminato il Gabon, i rivali di sempre nella zona dell’Africa equatoriale. Proprio insieme al paese gabonese la nazionale “del Tuono” (Nzalang Nacional) aveva ospitato la ventottesima edizione della rassegna africana nel 2012, la prima apparizione a livello continentale nella storia della formazione equatoguineana. La nazionale, nata nel 1975 dopo l’indipendenza della Guinea Equatoriale dalla Spagna (1968), ma che ha aderito ai vari organi solo nel 1985, può vantare in bacheca di una Coupa CEMAC, ovvero il torneo della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale, competizione di bassa importanza a cui partecipano varie nazionali dell’Africa Nera, incluso il Camerun, tre volte campione, che però schiera sempre una rosa composta da giocatori dilettanti. La nazionale della Guinea Equatoriale è in crescita costante, colma di giovani interessantissimi, cresciuti nel campionato locale o in Spagna. Con la costruzione di stadi in tutta la nazione, avvenuta grazie all’intervento di società cinesi che hanno realizzato strutture all’avanguardia con manodopera orientale, anche la Primera Divisíon de Honor ha guadagnato prestigio. Ne è un esempio lo stadio di Malabo, la capitale, o quello di Bata, il più grande.

Il tecnico Goikoetxea, in carica dal 2013 al 2014
Il tecnico Goikoetxea, in carica dal 2013 al 2014

La spedizione del 2012 ha visto la squadra all’epoca allenata da Gilson Paulo uscire ai quarti di finale dopo una sconfitta per tre reti a zero contro la Costa d’Avorio. I gironi regalarono però belle prestazioni dei padroni di casa, vittoriosi nelle gare contro le più blasonate Libia e Senegal, salvo poi cadere nel match finale con lo Zambia, laureatosi successivamente campione della competizione. A distanza di due/tre anni, la nazionale non sembrava affatto migliorata, anzi. I risultati nelle qualificazioni per la Coppa d’Africa 2015 non avevano dato i risultati sperati e l’esperienza della nazionale di Goikoetxea si era conclusa al primo turno, senza neanche accedere ai gironi. La Guinea Equatoriale pescò la Mauritania, l’andata nel paese nordafricano terminl 1-0 per i padroni di casa (rete di Ismael Diakité a quattordici minuti dalla fine). Nel ritorno gli equatoguineani rimontarono la sconfitta con un secco 3 a 0 in casa. Ma i guai non finirono poiché arrivò la pesante squalifica da parte della CAF per aver schierato un giocatore non eleggibile, Thierry Tazemata Fiji (o Fidjeu). Risultato ribaltato e 0-3 a tavolino per i mauritani. C’è da dire però che ben pochi membri di quella squadra sono attualmente occupati in Coppa d’Africa, come ad esempio il portiere Felipe Ovono, Sipo o Juvenal.

Emilio Nsue festeggia il gol del vantaggio contro il Congo
Emilio Nsue festeggia il gol del vantaggio contro il Congo

L’occasione per rimettersi in gioco capita però negli ultimi mesi del 2014 quando il Marocco, inizialmente destinato ad ospitare la competizione, annuncia il suo ritiro a causa dell’epidemia di febbre emorragica del virus Ebola, che sta colpendo l’occidente africano da tempo, in particolare i paesi di Guinea, Sierra Leone e Liberia. Bisogna trovare un sostituto pronto, qualcuno che abbia strutture pronte e dia la propria disponibilità. Spunta il nome del Sudafrica, ospitante dei Mondiali 2010 e della Coppa d’Africa 2013, la federazione locale accetta volentieri ma arriva la frenata del governo sudafricano. Ipotesi scartata così come quella dell’Egitto, anch’essa motivazione Ebola. La Guinea Equatoriale si candida così per organizzare la trentesima edizione del torneo africano in pochi giorni, riuscendo a compiere quasi un’impresa. Nsue e compagni fanno le valigie e lasciano le loro squadre in Europa per tornare a casa. La Coppa d’Africa è iniziata il 17 gennaio 2015 con la gara d’esordio tra Guinea Equatoriale e Repubblica del Congo – termina in parità con un gol a testa, a segno per primo è andato Emilio Nsue, capitano nonché bandiera della 118ª nazionale al mondo.

Esteban Becker
Esteban Becker

Si parte con un nuovo tecnico e una nuova squadra, piena di talento e fantasia. Il calcio equatoguineano si appoggia da anni a quello spagnolo per emergere, sia per motivi storici (ex colonia) che culturali (la Guinea Equatoriale è l’unico paese africano in cui si parla lo spagnolo come idioma ufficiale). Alcuni talenti come Pedro Obiang, centrocampista della Sampdoria, hanno origine del paese africano, Obiang è addirittura il nipote dell’attuale Capo di Stato del paese equatoriale.  Anche chi gioca nella terza serie del paese europeo ha la chance di mettersi in mostra con questo torneo. Esteban Becker rileva le chiavi della nazionale dal precedente tecnico basco. Argentino, classe ’64, non ha molta esperienza internazionale, difatti questa è la sua prima vera panchina di una squadra importante dopo aver guidato la nazionale femminile della Guinea Equatoriale e aver rivestito il ruolo di vice di Goikoetxea per due anni in quella maschile maggiore. In tre settimane ha dovuto tirar su una squadra con giocatori che si erano visti poche volte, o addirittura mai, prima d’allora.

Felipe Ovono
Felipe Ovono

Molti di loro non sono professionisti, giocano a calcio a livello amatoriale, per divertimento. Il campionato equatoguineano infatti è dilettantistico nonostante la presenza di squadre di una certa caratura come l’Akonangui o il Deportivo Mongomo. Proprio in quest’ultimo club milita il portiere titolare della nazionale Felipe Ovono, uno dei giocatori da tenere maggiormente d’occhio. Ha dimostrato ottime cose in tre partite, è un classe ’93, conta nove presenze con la selezione africana. Nonostante la meta preferita dai giocatori equatoguineani sia la Spagna, per giocare la Coppa d’Africa sono partiti veramente da ovunque. Andorra, Malta, India, Polonia, Cipro, Grecia, Gibilterra e Hong Kong, oltre a campionati importanti come quello inglese e portoghese. In difesa i migliori talenti sono Randy, Evuy, Rui e Sipo, i quattro che compongono la linea di difesa. Evuy è senza squadra mentre il suo compagno di reparto Rui Gomes, in possesso del passaporto capoverdiano, ha ventinove anni e gioca all’Hibernians nell’arcipelago di Malta, dove finora ha totalizzato 17 presenze stagionali delle quali due nelle qualificazioni all’Europa League. Sipo è uno dei migliori giocatori della squadra. Dotato di un’ottima fase offensiva, il terzino sinistro dell’AEK Larnaca, ha assaggiato anche la seconda serie spagnola e la prima rumena con il Pandurii. Diverso il caso di Randy, in forza nella seconda serie greca. Classe ’87, ha ricoperto spesso il ruolo di ala ma in nazionale è utilizzato anche come terzino destro. Tra le alternative spicca il giovane classe ’95 Igor Engonga, roccioso difensore centrale del CD Tropezón in prestito dal Celta Vigo B.

Javier Balboa
Javier Balboa

Il centrocampo è un reparto ricco di esperienza e qualità. Nella sorta di 4-2-3-1 del tecnico argentino Becker il trentaquattrenne Ivan Zarandona è il mediano davanti alla difesa mentre Viera Ellong imposta il gioco a ridosso della trequarti. Zarandona ha avuto una lunga carriera nelle serie minori iberiche, ha inoltre vestito in due occasioni la maglia del Valladolid, squadra della città in cui è nato. Attualmente vive in Hong Kong, mentre Ellong è rimasto in Africa per tutta la sua vita calcistica. Nato in Camerun, naturalizzato equatoguineano, ha giocato nel campionato della Guinea Equatoriale e del Gabon, in nazionale ha totalizzato 12 presenze e 2 reti. Juvenal Edjogo è il jolly da giocarsi a partita in corso, classe ’79 con tanta esperienza nelle serie minori spagnole collezionata nella sua carriera. Attualmente milita al Santa Coloma nella piccola Andorra, le altre riserve sono i giovani Charly e Pablo Ganet, dei quali solo Ganet ha esordito con la “nazionale del Tuono”. L’attacco è il reparto che abbonda più di altri di elementi – Emilio Nsue è la stella e il punto di riferimento, il numero 10 che agisce dietro il centravanti. Gioca al Middlesbrough, nella cadetteria inglese, si è laureato campione d’Europa U19 e U21 con le nazionali giovanili spagnole. Ha venticinque anni, è dotato di una velocità fuori dal comune e una tecnica invidiabile, così come il suo compagno Javier Balboa. Vecchia conoscenza del Real Madrid, con cui ha vinto un campionato spagnolo nel 2008, attualmente Balboa veste i colori dell’Estoril Praia, nella Liga portoghese. Ha partecipato alla Coppa d’Africa 2012, 29 anni, è un ex di Benfica, Racing Santander, Albacete, Beira-Mar e Balompié. A sinistra spazio al giovane e promettente Kike Boula, uno dei migliori di tutta la formazione equatoguineana nell’attuale Coppa d’Africa. Classe ’93, gioca nel Maiorca B in terza divisione spagnola, finora ha realizzato tre reti in 13 partite nell’annata 2014-2015. Ivan Salvador Edu è il centravanti, è stato l’autore della rete del raddoppio nella gara contro il Gabon. Di proprietà del Valencia, ha 19 anni e gioca nella squadra B, in nazionale ha esordito proprio in questa Coppa d’Africa. Attaccante di profondità, dai movimenti brevi e longilinei, è una vera spina nel fianco per le difese avversarie. Ciononostante nell’ultima gara del girone il titolare è stato Raul Fabiani, giocatore con caratteristiche completamente diverse. Alto 198 cm e di origini italiane, bravo nel gioco aereo e potente fisicamente. Ha trent’anni, nella stagione corrente è sceso in campo in sole sette occasioni non andando mai in gol nella terza serie spagnola, dove ha trascorso gran parte della sua carriera ad eccezione di un’esperienza esotica in India al Pune. Rubén Dario, classe ’93, attaccante dei Vegetarianos, nel campionato locale è una riserva dal grande valore . Chiudono il reparto offensivo Ivan Bolado e Ruben Belima. Il primo può vantarsi di una carriera gloriosa con club come Elche, Racing, Cartagena e CSKA Sofia, oltre a varie presenze nelle nazionali giovanili spagnole. Il secondo è una giovane promessa del Real Madrid Castilla, classe ’92, predilige il ruolo di ala sinistra. Proprio su di loro la nazionale equatoriale dovrà affidarsi per il futuro, per cercare di mantenere questa crescita costante negli ultimi anni.