Copa Centroamericana 2017 – Trionfo Honduras, sul podio anche Panama ed El Salvador

Per quanto riguarda le nazionali gli occhi degli appassionati di calcio sono posati in questi giorni sulla Coppa d’Africa 2017 che si sta disputando in Gabon. Tuttavia, migliaia di chilometri più a ovest del paese africano, si è giocata la Copa Centroamericana 2017, un’altra competizione che coinvolge selezioni nazionali di sei paesi diversi e che si è conclusa ieri con la vittoria dell’Honduras. La formula del torneo è molto particolare perché ricorda i primi tornei continentali del secolo scorso, quando varie nazionali erano raggruppate in un unico girone e il primo in classifica riceveva di conseguenza il trofeo. La Copa Centroamericana, ospitata da Panama City nel proprio Estadio Rommel Fernández, uno degli impianti più moderni di tutto il continente, come suggerisce il nome non coinvolge tutte le formazioni della CONCACAF, bensì solamente le sei compagini della UNCAF, la confederazione calcistica dell’America Centrale che non è altro che un ramo del più grande organo appena menzionato che include anche Stati Uniti, Messico, Canada, Guyana, Suriname e paesi caraibici. Oltre a consegnare la palma di campione del Centro America, il torneo che si è svolto dal 13 al 22 gennaio ha avuto anche la funzione di turno qualificatorio per la CONCACAF Gold Cup, che invece coinvolge tutto il continente. Le prime quattro in classifica passano direttamente alla fase a gironi della coppa in questione, la quinta è invece costretta a disputare lo spareggio con una nazionale caraibica (in questo caso Haiti), la sesta deve dire addio a ogni speranza di partecipazione. Dopo questa lunga introduzione che spero vi abbia chiarito le idee, passiamo a parlare del torneo vero e proprio che ha incoronato l’Honduras re del Centro America.

Tre anni fa, nell’edizione del 2014, l’Honduras si piazzò addirittura quinto con una formula diversa che prevedeva l’esistenza di due gironi. In queste settimane invece la squadra di Jorge Luis Pinto, allenatore colombiano che sta guidando la rinascita di questa nazionale dopo aver raggiunto i quarti di finale nello storico mondiale 2014 sulla panchina della Costa Rica, è riuscita a impressionare tutti collezionando in cinque partite 13 punti. La vittoria non è arrivata solamente nella penultima giornata contro i Ticos costaricani, incontro terminato in parità con una rete a testa, per il resto una striscia di quattro vittorie ha consegnato nelle mani del capitano Donis Escober, portiere classe ’81, l’ambito trofeo. Merita una menzione il 2-1 in rimonta contro El Salvador alla seconda giornata, una partita molto sentita da quelle parti che nel 1969 sfociò addirittura in un conflitto bellico che costò la vita a quasi 6000 persone senza portare a nessuna modifica territoriale concreta (naturalmente la gara di calcio fu solamente la goccia che fece traboccare il vaso). Tutte le vittorie sono arrivate con un solo gol di scarto, la Bicolor ha puntato tutto sulla solidità difensiva e la prolificità dei propri attaccanti. Il capocannoniere del torneo è stato Eddie Hernández, punta centrale di 195 cm che proprio durante la rassegna ha avuto l’opportunità di firmare per i colombiani del Deportes Tolima. C’è il suo zampino nella vittoria per 1-0 contro il Belize che ha regalato il trionfo agli honduregni: al 56′ finalmente il numero 13 dei bianco-blu toglie le castagne dal fuoco dopo tante occasioni sciupate nel primo tempo insaccando in due tempi un cross dalla fascia destra. Il premio di miglior giocatore del torneo è andato al centrocampista honduregno Jorge Claros, classe ’86 in forza nel campionato costaricano e protagonista nella Coppa del Mondo 2014 in Brasile. Proprio la Costa Rica può essere additata come la delusione del torneo, avendo raccolto solamente un misero quarto posto in virtù dei 6 punti totalizzati. È vero che il ct Óscar Ramírez ha potuto convocare solamente giocatori in forza in Nord America (ad eccezione di John Jairo Ruiz e Deyver Vega, che militano rispettivamente in Serbia e in Norvegia), ma ciò non può essere certo un alibi dato che sulla carta i costaricani partivano comunque in testa alle gerarchie, avendo a disposizione giocatori di un certo livello come Michael Umaña,  Johnny Acosta,  Randall Azofeifa e Johan Venegas. Promossa invece la nazionale di Panama, seconda alle spalle dell’Honduras per colpa della sconfitta nello scontro diretto. Nell’ultima gara del torneo ha battuto di misura la Costa Rica grazie a un gran gol di Armando Cooper, uno dei migliori giocatori a disposizione del commissario tecnico colombiano Hernán Darío Gómez. Da sottolineare le buone prestazioni del portiere José Calderón, premiato con il Guanto d’Oro in virtù delle grandi parate sfoderate durante il torneo. Si piazza sul terzo gradino del podio El Salvador (tra le cui fila si è distinto in positivo il difensore centrale Roberto Domínguez, classe ’97 nominato miglior giovane della rassegna), quinto Nicaragua e ultimo il fanalino di coda Belize, che è riuscito a raccogliere un punto nella gara d’esordio fermando a sorpresa proprio Panama sullo zero a zero. Quarto titolo dunque per la nazionale honduregna che riceve dalla Costa Rica lo scettro di campione del Centro America, per raggiungere i Ticos nell’albo d’oro ne dovranno vincere però ancora altrettanti.