Copa América Centenario – Tutto ciò che c’è da sapere a poche ore dall’inizio

 Copa America CentenarioStanotte si apriranno i cancelli dell’attesissimo centenario della Copa América, che ufficialmente darà il via a un’estate di fuoco per il calcio internazionale (seguiranno alla rassegna americana Europei e Giochi Olimpici). L’edizione che inizierà tra poche ore è però diversa rispetto alla normale Copa América che conosciamo. La prima grande novità riguarda il luogo dove si gioca, e di conseguenza anche la partecipazione di compagini nord-americane: Stati Uniti, paese che ospita il torneo, Costa Rica, Messico, Giamaica (che ha preso parte anche alla passata edizione, così come la selezione messicana), Panama e Haiti. Per questo non saranno tre i gironi in cui verranno spartite le squadre, bensì quattro. Le prime due classificate di ogni gruppo accederanno ai quarti di finale, da cui inizia la fase a eliminazione diretta che ci porterà fino all’atto conclusivo in programma il 27 giugno alle due di notte. Il problema per i telespettatori che vorranno seguire la competizione (che trasmetterà per intero Sky) saranno infatti gli orari: le partite che si giocheranno più presto andranno in scena alle nostrane undici di sera, mentre in nottata persino alle quattro si disputeranno alcuni incontri. Bisogna tener conto del fuso orario degli USA e anche delle variazioni di esso all’interno della vasta area del paese a stelle e strisce. Andiamo adesso a conoscere brevemente tutti e quattro i gironi con presentazione delle squadre e pronostici per il piazzamento finale.

GIRONE A

USA Stati Uniti
Colombia Colombia
Costa Rica Costa Rica
Paraguay Paraguay

In senso orario: Clint Dempsey (USA), Carlos Bacca (Colombia), Derlis Gonzalez (Paraguay) e Joel Campbell (Costa Rica)
In senso orario: Clint Dempsey (USA), Carlos Bacca (Colombia), Derlis Gonzalez (Paraguay) e Joel Campbell (Costa Rica)

Per il girone A sarà molto interessante vedere come andrà a fine la sfida di stanotte tra Colombia e Stati Uniti. Ai nastri di partenza saranno infatti queste due formazioni e contendersi il primo posto nel girone, e quindi un avversario meno ostico ai quarti di finale (con buone probabilità uno tra Ecuador e Perù). I sudamericani sulla carta sono più forti, tuttavia gli statunitensi hanno a proprio favore la spinta del pubblico locale e hanno dimostrato negli anni di essere una nazionale attrezzata e in crescita. La Colombia non avrà con se una rosa ricca di nomi di spessore internazionale, il ct Pekerman ha deciso di puntare su giocatori del campionato locale molto interessanti. Due esempi possono essere Daniel Torres e Sebastian Perez, centrocampisti centrali che dovrebbero partire dal primo minuto nel match di stanotte. Tuttavia sono presenti anche Carlos Bacca, Juan Cuadrado, James Rodriguez e la coppia di centrali “italiani” Murillo-Zapata, oltre che il portiere Ospina. Occhio anche al nome di Edwin Cardona, fantasista classe ’92 in forza al Monterrey, in Messico, da tempo in pianta stabile in nazionale. Per gli Stati Uniti la stella è senza dubbio l’esperto Clint Dempsey, che nel probabile 4-3-3 di partenza verrà coadiuvato da Gyasi Zardes e Bobby Wood. In mediana spicca il nome di una vecchia conoscenza della Serie A, Michael Bradley, mentre in difesa saranno tenuti sotto la lente di ingrandimento due classe ’93: John Anthony Brooks dell’Hertha Berlino e DeAndre Yedlin, terzino di proprietà del Tottenham. Sia Stati Uniti che Colombia dovranno però prestare attenzione al Paraguay. La Albirroja ha infatti dimostrato negli anni di poter sopperire ai limiti tecnici con grande caparbietà e forza di volontà, la vera arma in più dei ragazzi di Ramón Díaz. La nazionale dovrebbe schierarsi con uno scolastico 4-4-2. Da tenere in considerazione soprattutto la coppia d’attacco Sanabria-Benitez, due giovani emergenti agli esordi con la maglia del Paraguay. Anche sulle fasce la compagine sudamericana sembra esser ben dotata: Derlis Gonzalez è sicuro del posto, sarà in ballottaggio fino all’ultimo per una chance da titolare Juan Iturbe. Infine sarà interessante vedere come se la caverà il giovanissimo classe ’98 Blas Riveros, terzino sinistro titolare nell’ultima amichevole disputata contro il Messico. Il Basilea lo ha già bloccato per l’estate, è considerato uno dei giovani più promettenti di tutto il Sud America. Infine c’è la Costa Rica, vera e propria sorpresa del Mondiale brasiliano. La nazionale centro-americana dovrà fare a meno di Keylor Navas, fuori per un problema al tendine d’Achille. La compagine ha come proprio punto di forza l’attacco. Joel Campbell dell’Arsenal è il giocatore di maggior spessore, segue il numero dieci Bryan Ruiz, militante tra le fila dello Sporting Lisbona. I Ticos difficilmente otterranno il passaggio del turno, sarà fondamentale per loro partire con il piede giusto stanotte contro il Paraguay.

GIRONE B 

Brasile Brasile
Ecuador Ecuador
Haiti Haiti
Perù Perù

In senso orario: Dani Alves (Brasile), Jefferson Montero (Ecuador), Paolo Guerrero (Perù), Jean-Eudes Maurice (Haiti)
In senso orario: Dani Alves (Brasile), Jefferson Montero (Ecuador), Paolo Guerrero (Perù), Jean-Eudes Maurice (Haiti)

Il girone B è ricco di incognite e la sensazione è che proprio da questo gruppo potrebbero uscir fuori sorprese. Il Brasile è il favorito per il primo posto, in tal caso incontrerebbe ai quarti di finale la seconda del gruppo precedentemente analizzato. Tuttavia la nazionale verde-oro ha perso da tempo l’egemonia del calcio sudamericano e buona parte dei brasiliani sono proiettati con la propria testa ai Giochi Olimpici che si terranno in estate a Rio de Janeiro. Lo stesso Neymar, stella indiscussa del Brasile, ha preferito rinunciare alla Copa América per partecipare alle Olimpiadi. Inoltre, per motivi vari, non sono stati chiamati molti altri giocatori di spessore come David Luiz, Thiago Silva, Oscar, Marcelo, Fernandinho e Roberto Firmino. Per finire Douglas Costa, così come parecchi altri suoi compagni di nazionale, ha dovuto abbandonare il ritiro per Brasile per problemi fisici. Al suo posto era stato chiamato Kakà, che però qualche giorno fa ha dovuto abdicare per infortunio. Molti giocatori convocati militano nel campionato brasiliano, da tenere d’occhio soprattutto il classe ’96 Gabriel. Marquinhos, Miranda, Dani Alves, Casemiro, Coutinho, Willian, Lucas Moura e Hulk sono i giocatori più conosciuti a livello internazionale, in più c’è il centravanti del Benfica Jonas, autore di una straordinaria stagione sotto il punto di vista realizzativo in terra lusitana. Se il Brasile sembra attraversare un serio periodo di crisi, l’Ecuador è invece una nazionale emergente, come testimonia l’ottimo cammino che sta portando avanti nelle qualificazioni al Mondiale 2018. È una nazionale discontinua nel rendimento ma ricca di talento, dal centrocampo in su possiede un’ottima rosa. Nel 4-4-2 di partenza spiccano i nomi dei due omonimi Valencia: Antonio ed Enner, entrambi in forza in Premier League, rispettivamente con le maglie di Manchester United e West Ham. La formazione di Gustavo Quinteros abbonda soprattutto sulla trequarti, dove è presente un’ingente quantità di fantasisti, tra cui risalta per bravura Jefferson Montero. Inoltre, dato da non sottovalutare a causa del breve arco di tempo in cui si svilupperà il torneo, i giocatori hanno tutti grande potenza ed esplosività muscolare, di conseguenza più adatti a giocare ogni tre giorni. L’Ecuador è la nazionale favorita per il secondo posto ma dovrà prestare attenzione al Perù, medaglia di bronzo delle ultime due edizioni della Copa América. L’anno scorso in Cile espresse uno degli stili di gioco più spettacolari della competizione, replicarsi a distanza di mesi sarà però molto difficile, a causa soprattutto di una rosa rivoluzionata rispetto a quella che abbiamo conosciuto in Cile. La maggior parte dei calciatori milita nel campionato locale, fanno eccezione il mediano Renato Tapia del Feyenoord, Yoshimar Yotún del Malmö, Christian Cueva del Toluca e Paolo Guerrero del Flamengo, oltre ad altri nomi meno conosciuti. Haiti è tra le nazionali meno quotate della competizione, per partecipare ha dovuto vincere i play-off contro Trinidad e Tobago. Buona parte dei calciatori gioca in Francia o negli Stati Uniti, ma di certo non mancano le eccezioni. Il centravanti di riferimento, l’ex PSG Jean-Eudes Maurice, vive per esempio in Vietnam, ma c’è anche chi ha la propria casa in India, Polonia, Turchia, Svizzera, Argentina e via dicendo. Tra le stelle haitiane si annoverano i nomi del portiere Placide, estremo difensore dello Stade Reims, del terzino Reginal Goreux, del trequartista del Caen Jeff Louis e dell’attaccante Kervens Belfort.

GIRONE C

Uruguay Uruguay
Messico Messico
Giamaica Giamaica
Venezuela Venezuela

In senso orario: Diego Godin (Uruguay), Javier Chicharito Hernandez (Messico), Wes Morgan (Giamaica), José Salomon Rondon (Venezuela)
In senso orario: Diego Godin (Uruguay), Javier Chicharito Hernandez (Messico), Wes Morgan (Giamaica), José Salomon Rondon (Venezuela)

Nel girone C il divario tra le prime e le ultime due della classe sembra essere abbastanza netto. L’Uruguay è il favorito per il primo posto, ai quarti potrebbe dare vita insieme al Cile a un revival della sfida risalente allo scorso anno, che premiò i padroni di casa tra le mille polemiche degli uruguayani. La nazionale di Óscar Tabárez è tra le migliori partecipanti alla competizione, il momento negativo del Brasile e le difficoltà a cui va incontro il Cile la potrebbero agevolare ad arrivare fino alla finalissima. Sarebbe spettacolare vedere in quel di East Rutherford un derby tra gli uruguayani e l’Argentina, il tabellone lo permette. La rosa è completa in tutti i settori: partendo dal portiere titolare, Fernando Muslera, fino ad arrivare all’eccezionale duo d’attacco Cavani-Suarez. La punta del Barcellona è però momentaneamente fuori per infortunio, ha deciso di restare con il resto della nazionale per tentare un recupero nel corso della competizione. Oltre che un attacco stellare, la Celeste può vantare anche una coppia difensiva insuperabile. José Maria Gimenez e Diego Godin sono titolari all’Atletico Madrid, rappresentano l’allievo e il maestro, il presente e il futuro della loro patria. L’Uruguay è senza dubbio una selezione difficile da affrontare, i pronostici la danno prima nel proprio gruppo. Tuttavia il Messico potrebbe rappresentare un’insidia pericolosa, è una nazionale dinamica, ricca di classe. Ha un’ossatura ben collaudata a cui abbina giovani promettenti, come il ventenne del Pachuca Hirving Lozano o il gioiello del Porto José Manuel Corona. Guillermo Ochoa è un portiere di spessore, la reattività è il suo punto di forza. In difesa è stato convocato il veterano Rafa Marquez ma non partirà dal primo minuto, la coppia centrale dovrebbe esser costituita da Hector Moreno e Nestor Araujo. Diego Reyes e Miguel Layun sono due giocatori versatili, nascono difensori (il primo centrale, il secondo terzino) ma possono agire sulla linea mediana, coadiuvati dall’instancabile Héctor Herrera, nome di mercato finito in orbita Napoli. Lì davanti c’è il Chicharito Hernandez, prima punta fredda sotto porta e dotata nel gioco aereo ma anche veloce e intraprendente. Giamaica e Venezuela si giocheranno probabilmente il terzo posto, sono due squadre capaci di sorprendere nella partita singola (soprattutto la Vinotinto) ma dal rendimento altamente altalenante. I caraibici hanno una rosa colma di giocatori non abituati a palcoscenici internazionali, tuttavia possono fare affidamento su una serie di veterani come il capitano del Leicester Wes Morgan, Je-Vaughn Watson e i centrocampisti Austin e McAnuff, trascinatori della squadra nei momenti di difficoltà. Da monitorare in particolare due difensori: Michael Hector, di proprietà del Chelsea, e Kemar Lawrence, duttile terzino dei New York Red Bulls. Sono due classe ’92 e nella scorsa edizione della Copa América si sono distinti in positivo per le loro prestazioni. Il Venezuela ai nastri di partenza parte leggermente avvantaggiato rispetto ai giamaicani, il valore complessivo della rosa sudamericana è infatti leggermente più elevato. Ad alzarlo in maniera esponenziale è il bomber del West Bromwich José Salomon Rondon, uno dei migliori centravanti del panorama calcistico continentale. È andato a segno nelle ultime due gare della nazionale, nella Copa América 2015 riuscì a decidere il primo match al debutto contro la Colombia, conquistando gli unici tre punti della spedizione. Un altro giocatore di qualità è il capitano Tomás Rincón, carismatico mediano del Genoa. Oswaldo Vizcarrondo, Roberto Rosales, Juanpi Añor, Josef Martinez e il giovanissimo classe ’97 Adalberto Peñaranda si contraddistinguono dal resto della squadra, militano tutti in campionati di primo livello europeo.

GIRONE D

Argentina Argentina
Cile Cile
Panama Panama
Bolivia Bolivia

In senso orario: Lionel Messi (Argentina), Alexis Sanchez (Cile), Felipe Baloy (Panama), Romel Quiñónez (Bolivia)
In senso orario: Lionel Messi (Argentina), Alexis Sanchez (Cile), Felipe Baloy (Panama), Romel Quiñónez (Bolivia)

L’Argentina è l’assoluta dominatrice del quarto gruppo, la quasi totalità degli addetti ai lavori la considera la prossima vincitrice del torneo. Messi e compagni sono reputati nettamente superiori al resto delle partecipanti, non a caso il ct Martino si è permesso di lasciare a casa giocatori di indiscusso talento (l’esempio più lampante è Dybala) per limiti di rosa. L’attacco bianco-celeste è probabilmente il migliore al mondo: il trittico Messi-Higuain-Di Maria fa paura a tutte le difesa, arginarlo sarà molto difficile. In mediana Javier Mascherano ha la maglia da titolare assicurata, avrebbe fatto coppia con Lucas Biglia se il regista della Lazio non si fosse infortunato nei giorni scorsi. Tuttavia il Principito rimarrà con il resto del gruppo fino al termine della Copa América, il problema fisico non sembra infatti così grave come avevano evidenziato le prime analisi (si parla di mialgia, un dolore muscolare che può interessare uno o più muscoli). Rileverà momentaneamente il suo posto Kranevitter, il quale è in vantaggio rispetto al compagno di squadra all’Atletico Augusto Fernández. In difesa Otamedi e Funes Mori comporranno la coppia centrale, ai cui lati si muoveranno Mercado e Rojo. Il tutto davanti agli occhi di Romero, il numero uno dell’Albiceleste. Il Cile è una delle più forti nazionali partecipanti al torneo ma replicare il cammino dello scorso anno sarà quasi impossibile. Negli Stati Uniti non ci sarà il pubblico a favore e inoltre la nazionale cilena ha risentito molto dell’addio di Sampaoli, il commissario tecnico della prima storica vittoria della Copa América. Alexis Sanchez ed Arturo Vidal sono le colonne portanti dell’undici di Pizzi, che non è cambiato molto con l’avvento dell’allenatore spagnolo in panchina. L’unica assenza degna di nota è quella del Mago Valdivia, uno dei protagonisti del trionfo in quel di Santiago. Ha invece totalmente rivoluzionato la rosa la Bolivia, partente per il Nord America con una squadra ricca di volti nuovi. Assenti Marcelo Moreno, Chumacero, Pedriel, Raldes (ritiratosi dalla nazionale), Lizio, Escobar e Morales, tutti nomi più o meno noti agli addetti ai lavori. Il ct Baldivieso ha convocato invece il numero uno Romel Quiñónez, saracinesca nella passata edizione della rassegna sudamericana, il neo-capitano Zenteno, gli esterni di centrocampo Smedberg e Campos e l’attaccante Juan Carlos Arce. Difficile ipotizzare quale sarà l’andamento della Bolivia in terra americana, è da valutare infatti il valore di una compagine completamente trasformata. Ai ranghi di partenza è data favorita rispetto a Panama per la terza posizione nel girone, i centro-americani sono tra le squadre più deboli della competizione. Le due formazioni si affronteranno nella gara d’esordio, dove probabilmente si deciderà il loro punteggio finale. Né la Bolivia né tanto meno Panama sembrano infatti in grado di sottrarre punti a Cile e Argentina. La nazionale del Canale è tra le più “anziane” per media-età del torneo, il ct colombiano Hernán Gómez ha deciso di affidarsi ai giocatori esperti, come il difensore centrale nonché capitano Felipe Baloy. L’undici verrà schierato con un 4-2-3-1, Luis Tejada sarà probabilmente il centravanti titolare. Quaranta gol in novanta gare disputate in nazionale gli permetteranno di vincere il ballottaggio con gli altri pretendenti.

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